Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Kaki King, chitarrista con i controfiocchi

Non so quanti la conoscono, ma Kaki merita non uno, non dieci: cento ascolti.

Qualcuno forse ha in mente questo pezzo qua, inserito nella splendida colonna sonora di "Into the wild" cantata da Eddie Vedder:

Kaki suona spesso chitarre strane, con un numero di corde a volte diverso dal canonico "sei". In "Doing the wrong thing" aveva uno strumento a sette corde; qua sotto, per questa "Celtic song" imbraccia qualcosa che di corde ne ha almeno una decina:

Quando la chitarra e' normale, lei la suona cosi':

Quando canta, canta anche queste cosette qua:

Ve la segnalo in nettissimo e colpevolissimo ritardo, perche' stasera suonava a Prato. Domani, per chi e' in zona, e' a Trieste.

Pero' i suoi dischi li possiamo acquistare sempre :-)

 

 

Barney

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Posted July 9, 2012

L'Olanda in poche frasi

Siccome per lavoro capita relativamente spesso d'andare in Olanda (che per me e' atterrare a Schiphol, arrivare a Leiden e finalmente a Noordwijk[1]), ecco un veloce ritratto dei Paesi Bassi per brevi flash:

Biciclette. L'Olanda e' la patria delle biciclette; esistono parcheggi per biciclette a piu' piani in tutte le stazioni dei treni, e piste ciclabili ovunque, eccetto che in autostrada. Le biciclette hanno sempre la precedenza, forse anche sui pedoni.

Vento. Se non c'e' vento, vuol dire che siete sempre in Francia. D'altra parte i generatori eolici sono diffusi quasi quanto le biciclette, sia in mare che nelle periferie delle citta'.

Natura e paesaggio. L'Olanda e' un paese del tutto piatto, a parte le dune sul mare e qualche colletto sparso qua e la, ma la campagna e' verdissima, ricca di canali navigabili (d'estate) o pattinabili (d'inverno) e di fattorie in cui si allevano mucche, cavalli da tiro e vigogne o alpache. Lepri e uccelli selvatici riempiono i buchi lasciati liberi da anatre e gabbiani. Ah, si: ci sono davvero i mulini a vento, da qualche parte.

Autostrade. L'unico posto dove non circolano le bici, sono dei biliardi gratuiti dove l'unico problema -a volte- e' decifrare i cartelli stradali.

Cibo. In Olanda si mangia benissimo se si ha l'accortezza di non mangiare olandese, escludendo da questa affermazione apodittica l'aringa cruda, che secondo me e' buonissima.

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Bevande. Ci sono la Heineken e la Bavaria, il resto e' roba che non viene considerata "da bere", a meno che non abbia piu' di 40 gradi. 

Motorini. Incredibilmente, in Olanda i motorini si guidano senza casco, anche sulle piste ciclabili, e si puo' pure trasportare un passeggero, anche lui senza casco. Pero' tutti i motorini fanno 40 all'ora e sembrano delle mosche sputacchione.

Persone. In generale gli olandesi sono simpatici ed aperti, a meno che non ci sia una partita di calcio in cui e' impegnata la nazionale Orange. Allora, diventano peggio degli italiani.

Citta'. Splendide, almeno quelle che ho visto -poco- io; molto bene organizzate e con ottimi servizi pubblici. 

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[1] cittadina famosissima perche' c'e' morta Maria Montessori.

 

 

Barney

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Posted June 27, 2012

Le toilettes sono una cosa seria?

Pare di si.

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Su Archivio Caltari (un sito eccezionale, davvero consigliatissimo) si discetta di segnali che indirizzano maschetti e femminucce nei rispettivi box per i bisognini, e se ne deriva che spesso i segnali sono lo specchio di un maschilismo assai evidente.

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Oltre che rappresentare un problema per i transessuali, i bagni dei locali a volte non risultano immediatamente "allocabili" nemmeno per gli eterosessuali. A meno che non si arrivi all'iconografia spinta pene-vagina, e allora forse ci si arriva:

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Ma l'intero pezzo e' una chicca di informazioni e immagini da tutto il mondo, con le insegne catalogate a seconda di categorie che vedono comunque quasi sempre all'inizio l'immagine del maschio come elemento "universale", e la femmina come variazione (peggiorativa?) di questo schema "normale".

Visitatelo, poi mi rammentate.

 

Barney

 

 

 

Posted June 15, 2012

Potete accendere ceri, fiaccole e raudi fischioni: l'aereo non atterrera'

C'e' una recrudescenza di sbroccate da parte dei seguaci della Chiesa dei Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni, dovuta sia all'assenza di good news da parte dei loro idoli, sia ad attacco concentrato di molti accademici nei confronti degli sfrangitori di granito (alias piezonuclearisti). Se pure io giudico forse troppo pesante il martellamento nei confronti di Carpinteri, Cardone e compagnia (pur non concedendo loro nemmeno il beneficio del dubbio, per come presentano la loro presunta scoperta, non mi par corretto crocefiggerli. Sarebbero bastati due barili di catrame e tante piume), e' certamente piu' circostanziato e verificabile il bombardamento "contro" le LENR e la fusione fredda in tutte le salse che vi pare, piuttosto che il tentativo di difesa Chewbacca dei suddetti adoratori del ghiaccio fusore (maanche fissore). Colgo l'occasione per indurvi a cliccare sul link teste' passato, e a considerare come ci sia assonanza tra "difesa Chewbacca" e "mandarla in vacca", altro tipico comportamento monacense.

E allora e' giunto il momento di far parlare il Maestro incontrastato della lotta alla fuffa, il fisico che spessissimo i fuffari citano -a sproposito- cercando di portarlo verso le loro posizioni (cosa inelegante, essendo il personaggio purtroppo morto da tempo...). Insomma, e' il momento di parlare di Richard Feynman e di Cargo Cult Science.

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Il titolo deriva dalla prolusione iniziale fatta da Feynman alla Caltech nel 1974. Il buon Richard parlava di cattiva scienza e di come questa vivesse spessissimo solo grazie ai desideri della gente. Proprio come succedeva in Africa, quando gli indigeni cercavano di influenzare l'atterraggio degli aerei da trasporto costruendo simulacri di pista e di torre di controllo, e dando vita cosi' a un vero e proprio culto tribale. Ovviamente, nessun aereo si fermava, ma i locali continuavano a sperare che -prima o poi- il miracolo sarebbe avvenuto.

Il discorso e' splendido anche in inglese, ma per i piu' pigri c'e' una ottima versione in italiano che metto qua sotto. Sono cinque paginette veramente notevoli, da una delle menti piu' feconde degli ultimi secoli.

Enjoy:

Click here to download:
Cargo_Cult.pdf (97 KB)
(download)

Barney

 

 

Posted June 7, 2012

Bloodline, un film (overstatement) di Edo Tagliavini

Un paio di doverose premesse, prima della recensione del film:

  1. ho visto la pellicola al Circolo del Cinema, senza spendere un Euro;
  2. Non vi venga in mente di spendere un centesimo per andarlo a vedere altrimenti non son servito a nulla io col mio sagrifizio.

Locandina
Si tratta di un film "indipendente", catalogato tra gli horror psicologici dai critici -e tra le puttanate sesquipedali col salto carpiato da me medesimo-, che ha un unico elemento di pregio relativo ("tra vagonate di cacca di cammello, se trovi un sasso e' festa grande" direbbe il Mullah Omar dopo una ciucca coi controfiocchi...) una battuta che vi lascio per dopo senno' mi abbandonate la lettura gia' qui.

Vado quindi a solleticare la curiosita' delle masse raccontando trama, sinossi, sottintesi e morale implicita dell'opera prima -forse- del Carneade Tagliavini.

Vent'anni fa, una famiglia felice (padre, madre e due gemelle di sei-sette anni) sono in un bosco molto luminoso per un pic-nic m'immagino domenicale. L'aria e tersa e serena, l'atmosfera gioviale, e i genitori mandano le figlie a giocare prima del pranzo al sacco. Da notare che nessun personaggio pare avere pensato al pranzo stesso, ma questo particolare risultera' assolutamente insignificante rispetto al resto del mazzo. Bene, le gemelline giocano a nascondino, una si nasconde e l'altra conta. Nel frattempo si vede una giovane coppia che corre a perdifiato e con gran rumore nel bosco, inseguita da un figuro in una specie di muta da sub, maschera NBC e assurda pistola spara-dardi in mano. La velocita' del tricheco mascherato e' pari a quello d'una betoniera carica di cemento, i ragazzi corron come leprotti. Ma ovviamente lo scuba diver li raggiunge, li centra da un par di cento metri con due dardi pieni di roba verde sparati da una pistola tipo quelle da paintball, e li incapretta a testa in giu'. Tutto questo vicino a una gemellina che s'accorge di tutto solo all'ultimo, inizia a scappare e incontra la sorella. La prima bimbetta, per colmo di sfiga, mette un piedino su una trappola da conigli e rimane inchiodata al suolo. In tutto il casino i genitori non si fan vedere (saranno sordi? Saranno stronzi? Mah, spariscono e nessuno li rivedra' mai piu'), e la sorella non intrappolata si immola per salvare la gemella.

Si scopre che l'assassino era un serial killer, il chirurgo, che era uso estrarre organi dalle sue vittime senza -diciamo- curarsi troppo della anestesia. Il killer si impicca qualche tempo dopo, braccato dalla polizia.

Flashforward, e siamo ai nostri giorni. La sopravvissuta zoppica sempre, e' una giornalista di inchiesta e viene costretta ad accettare un incarico che la vede impegnata, assieme al suo fido cameraman che pare Pirlo sputato (innamorato cotto della donna e non corrisposto, ma non credo ci fosse bisogno di dirlo) a filmare il backstage di un film porno d'autore (che e' come dire "canzone melodica sanremese impegnata", o "parallele convergenti", o una roba che contraddice se stessa, insomma). La location e' -vedi te i casi della vita?- la villa nella tenuta in cui la sorella della protagonista e' morta anni prima. Ovviamente dopo un giorno di convivenza forzata tra improbabili pornostar, amanti del fetish e dilettanti allo sbaraglio (e zero scene di sesso, cosa che perdurera' sino al termine della pellicola) il chirurgo si rifa' vivo, e per farsi vivo fa morti due dei dilettanti pornoattori.

Mistero su come il serial killer possa essere resuscitato, mistero su trasformazioni a cazzo di cane di morti in zombi e poi di nuovo in morti, immediato il sospetto dello spettatore sopravvissuto sin li' che si posa sul Rocco Siffredi della situazione, un boro palestrato con coda di capelli lunga fino al culo che -bada un po' che strano!- scompare sempre quando appare il killer. Killer che veste proprio come quello originale, maschera NBC compresa. E corre come un paracarro sgonfio, esattamente come il predecessore. Ma raggiunge sempre le sue vittime, fossero anche atleti del triathlon.

Vabbe', la faccio breve: il chirurgo originale aveva dei figli, che han pensato bene di tramandare ai posteri le abilita' artigiane di famiglia. Estrazioni di cuori a mani nude, taglio di tutti gli arti e altre amenita' varie ci accompagnano al finale telefonato, che non merita nemmeno d'essere raccontato da tanto fa schifo al majale (di cui peraltro non si butta via nulla, esattamente come vien fatto delle vittime dei nuovi chirurghi).

Sono pero' in debito dell'unica battuta passabile di questo aborto cinematografico, e cerco di passarvela in modo intellegibile: la giornalista e il suo cameraman ritornano trafelati in villa, urlando che hanno visto il chirurgo nella serra. Un dilettante del gruppo e' un rumeno (un sacrificabile che stiantera' tra i primi, ma chi legge Rat-Man gia' lo sapeva), il quale tra lo sconcerto generale si alza e dice con accento di Kiev:

"No, scusa. Ma se tu avere visto lui in serra, no e' chirurgo: e' giardiniere!"

(l'accento era in effetti piu' russo che rumeno, mah...).

 

Giudizio sintetico: potessi campare cent'anni ancora, difficilmente potrei assistere a un troiaio peggio di 'sta roba qua. "Cagata pazzesca" e' forse la sintesi migliore.

Alla domanda: "ma chi cazzo te lo ha fatto fare, di rimanere in sala fino alla fine?" cerco di dare una risposta da qualche giorno, ma credo sia che le poltroncine eran veramente comode.

 

Barney

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Posted May 16, 2012

Sudden death, da bere. E qualcosa pure da mangiare...

In trasferta a Bruxelles, dopo avere omaggiato ieri sera il piatto nazionale belga (che consisterebbe nel "moules-frites", ossia cozze a quintali e patatine fritte a vagoni) e avere pranzato oggi a una steak house niente male, mi ritrovo con i colleghi a vagabondare verso l'ora di cena dalle parti della Grand Place. Senza una meta, e appena sfuggiti ai buttadentro dei classici locali da turisti delle viuzze attorno alla piazza, ci dirigiamo verso l'albergo quando mi appare una visione:

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E' l'ingresso della Brasserie "A la mort subite", che significa alla "morte improvvisa", e come nel caso della traduzione amerregana ha a che fare con un giUoco. Nello specifico, l'ultima mano di una partita a dadi, secca. Chi perde, perde tutto: "muore" improvvisamente. 

E un posto con un nome cosi' e un aspetto cosi' maledettamente retro', da romanzo di Simenon, non poteva che essere la meta finale per la cena. Roba da mangiare: pochina e passabile (in verita' spero di scamparmi gastriti o peggio...), servizio simpatico e approssimativo, ma posto da non mancare e birre alla spina da provare senza alcun timore: e' roba buonissima.

 

Barney

Un sobrio e rapido commento sui fatti di Firenze

Detto in maniera chiara: i frequentatori di casa Pound e di Forza Nuova -che cercano di mimetizzarsi dietro battaglie plausibili come il mutuo sociale o la lotta agli interessi bancari- sono solo fascisti, razzisti, nazisti sino al midollo.

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Figura x: la scimmia Geppa agghindata come Saya, gli fa il verso e lo prende educatamente ma fermamente per il culo. Dietro la schiena, invisibile ma puzzolente, la montagna di merda tipica dei Sayamiti.

Se non l'avevate capito prima, forse (forse) l'episodio di ieri vi ha aperto gli occhi. E no, dio Nànos: non esiste nessun distinguo, nessun "se" o "ma"; chi frequenta casa Pound la pensa esattamente come il demente di Cireglio. Su tutto. Punto.

Ah, ieri e' venuto fuori che il fascista "leggeva fumetti" e "amava la fantascienza anni '50". Questo non giustifica aver fatto assurgere Evola, Goebbels e Itle a grandi pensatori, mi vergogno quasi a scriverlo ma so che ci sono IMMENSI coglion c'e' gente come Giovanni Donzelli che sicuramente e' in partenza per la crociata contro Heinlein e Dick (non avendo mai sentito parlare ne' dell'uno, ne' dell'altro, sia chiaro). In altre parole, i fumetti rispetto a Goebbels non possono essere considerati IL problema.

No, perche' se non si fanno i disegnini la gente tarda -i leghisti, i criptofascisti, i cattotalebani e altri coglioni da sbarco- mica ci arriva, eh?

 

Barney

Anatomia di una plastica omologazione, ovvero: "Like a virgin", ma col laser. Literally.

Ieri sera Mrs. Panofsky arriva in camera lanciandomi l'ultimo numero di "D", il settimanale "femminile" di Repubblica, e mi chiede se so qualcosa della chirurgia plastica vaginale. Le mie conoscenze si fermano al titolo del libro di qualche anno fa della Littizzetto, "Rivergination", che m'immagino abbia a che fare con l'argomento. Vado quindi curiosissimo a leggere l'articolo-inchiesta che copre tre pagine e mezzo del settimanale.

E' un pezzo scritto da una giornalista che per caso s'e' trovata dentro al nuovo e rutilante mondo di questa branca della medicina estetica. I numeri, intanto, sono significativi e in costante crescita sia negli USA (patria di qualsiasi vaccata uno si possa immaginare), sia in UK (patria di qualsiasi imitazione di vaccata USA). L'incremento percentuale da un anno al successivo e' dell'ordine del 70%, e il mercato "vale" oggi qualche milione di dollari l'anno. Ancora poco, ma con questi tassi di crescita si prevede di arrivare alle centinaia di milioni in meno di dieci anni. Un business, tanto che nell'articolo si racconta del medico USA che pubblicizza la sua attivita' assai redditizia con la foto della sua nuova, fiammante Porsche.

Ma di che cosa stiamo parlando, di grazia? 

Beh, accanto al rivergination abbiamo la labioplastica, il rimodellamento/ringiovanimento vaginale, la parziale esposizione del clitoride, e la risistemazione del perineo. Tutto fatto sulla base di nessuna necessita' medica, ma solo su richiesta delle pazienti che si sentono "esteticamente non a posto" proprio li'. Soprattutto oggi che la depilazione "alla brasiliana" va per la maggiore. E se non avete idea di cosa sia la depilaziona alla brasiliana, sappiate che si tratta di roba -come dire?- un po' drastica, rispetto al numero di peli rimanenti sul pube... 

Una delle cose divertenti (a parlarne da uomo, sia chiaro) della questione e' che non esiste alcuna "scuola medica" che insegni la labioplastica (per i leghisti: stiamo parlando di piccole e grandi labbra, non dei canotti che contornano la boccuccia della Minetti) o il rivergination. Il suggerimento dei "guru" della materia e' impratichirsi con un cadavere (in effetti a trovarlo sarebbe un'ottima scuola guida...), oppure fare i primi interventi su povere sessantenni che dal rifacimento del naso, al pompaggio delle tette, al tiraggio degli zigomi passano allegre ma consce della loro eta' al ringiovanimento vaginale. Tanto, se l'inesperto chirurgo sbaglia, che cosa puo' protestare, la sessantenne?

Ora, qualcuno pensera' che 'sta roba non arrivera' mai in Italia, soprattutto ora che c'e' la crisi e via andare di luoghi comuni. Errore: i centri medico estetici che offrono il pacchetto completo anche dalle nostre parti sono innumerevoli, tutti millantano interventi in day hospital (ma allora non fanno un cazz, nulla, la' sotto!), tutti ovviamente usano il laser (fa taaaanto figo usare il laser!), tutti sparano cifre di migliaia di Euro per ciascuno dei trattamenti, con sconti a pacchetto se tu, bella signora che stai leggendo le nostre tariffe, decidi per il trattamento completo. E attenzione a cercare siti, perche' abbondano -giuro!!!- foto prima-dopo il trattamento che nulla hanno da invidiare a un trattato anatomico da Medicina e Chirurgia (niente di pornografico ne' di vagamente erotico, lo dico per gli uomini).

Aspetto comunque trepidante l'offerta speculare per noi maschietti: ricostruzione prepuziale, trimming testicolare, alesaggio e corsa del pistone e via andare.

Siamo macchine imperfette, alla fine...

 

 

Barney 

 

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Disegnini intelligenti per teste di ghisa

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Xkcd e' il mio esempio classico su come una persona riesce a far passare concetti anche estremamente difficili con assoluta facilita': basta essere intelligenti, disegnare bene e avere un pizzico di ironia.
Bene, oggi ho scoperto un altro Randall Munroe: si chiama Toby Ng (suo sito da non mancare assolutamente: http://www.toby-ng.com) ed e' il responsabile dell'illustrazione che vedete sopra, e di molte altre che trovate sia seguendo il link sotto alla zebra, sia sul suo sito personale.
Il concetto e' semplice e probabilmente a prova di leghista ubriaco di grappa: si tratta di visualizzare con schemi accattivanti e colori vivaci delle statistiche abbastanza di impatto. Quella che ho messo come "cover" dice immediatamente che noi bianchi siamo la netta minoranza, su questo pianeta.
Le altre sono altrettanto interessanti: per esempio si scopre che solo il 7% della popolazione mondiale ha accesso a un PC. E che -con buona pace di Giovanardi- c'e' un 10% dell'intera popolazione mondiale che e' omosessuale.

Barney

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Posted June 4, 2011

Servizi sociali

V'hanno fottuto la macchina fotografica digitale comperata con i sudati risparmi? I Carabinieri vi hanno riso sul muso quando avete fatto denuncia e avete chiesto "C'e' speranza di riaverla?"

Ecco: qualcuno ha pensato a voi. Provate, non costa nulla e magari con qualche giro strano la macchina la ritrovate. Se non altro, vi divertite ;->

 

Barney

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