Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Trova le differenze (ovvero: uno dei motivi per cui l'Italia e' in queste condizioni)

In Italia e in Germania ci sono degli evasori fiscali.

Molti di questi evasori spostano i loro capitali non tassati in paesi "accondiscendenti", i cosiddetti paradisi fiscali.

Una delle mete classiche sia degli evasori tedeschi che di quelli italiani e' la Svizzera.

Le banche svizzere sono custodi di tesori e segreti che nemmeno Fatima e Lourdes, ma alcuni paesi occidentali sono riusciti a limitare molto far pagare l'evasione verso i caveau elvetici stipulando accordi politici con la Svizzera: drastica riduzione dei depositi stranieri e rientro dei capitali nei paesi di origine dietro pagamento di una multa, con contestuale rimozione  mantenimento del segreto bancario solo a pagamento in percentuale sul depositato.

L'Italia e la Germania non hanno accordi di questo tipo con le banche svizzere, ma stanno lavorandoci sopra.

Ieri uno dei rami del Parlamento tedesco ha bocciato la proposta di legge tedesca sul rientro dei capitali dalla Svizzera, perche' la multa ipotizzata (il ventun per cento della somma che sarebbe rientrata) e' stata ritenuta troppo bassa da verdi e sinistra.

L'ultimo scudo fiscale italiano, gestione Berlusconi, prevedeva una multa del 5% (cinque per cento) sui capitali rientrati dalla Svizzera. La proposta di accordo sul rientro dei capitali dalla Svizzera e sul segreto bancario ancora non c'e', ma immagino che quando verra' fuori la multa sara' molto inferiore al 21% tedesco. Immagino che sara' a una cifra, insomma. Molto piu' vicina al 5% che al 21%.

La somma di tutti i soldi ricavati da tutti i condoni fiscali in Italia (dal 1947 ad oggi) e' una cifra inferiore a quella dell'evasione fiscale di un solo anno nel nostro paese.

 

Commenti e approfondimenti qui, qui, qui e qui.

 

 

Barney

I tempi cambiano, gli ultimi sono impegnati a scavare (l'economia ai tempi dello sboom)

Ieri ed oggi avrei dovuto essere in Turchia, a negoziare una offerta per un impianto che in pratica quasi solo l'azienda dove lavoro potrebbe fare.

La short list delle offerte tecnicamente rispondenti alle richieste del committente ci vedeva assieme ad altri tre potenziali concorrenti: un'azienda italiana e due cinesi.

Sono partiti due miei colleghi, consapevoli del fatto che l'offerta italiana non poteva essere meglio della nostra, ne' economicamente inferiore, e aspettandosi prezzi ridicoli dai cinesi. Bene: ieri all'apertura delle buste i colleghi mi hanno informato che l'unica offerta piu' vantaggiosa della nostra era quella dell'altra azienda italiana. La quale, poi, ha vinto la commessa con un ribasso -rispetto al prezzo iniziale- di piu' del 20%. Noi avevamo fissato una linea Maginot sotto la quale non si poteva scendere,e i vincitori sono scesi di altri duecentomila euro (su un prezzo complessivo sotto il milione) rispetto a quella cifra.

Benvenuti nel G8, benvenuti nel mondo del boom economico e della crisi che non c'e' e della quale si vede la fine, la' in fondo, dietro la curva.

Noi italiani che prendiamo in giro i cinesi, che lavorano per una ciotola di riso, e che poi vinciamo al ribasso gare contro di loro. Mi immagino che il salario degli operai dell'azienda vincente sia pari a mezza ciotola, se tanto mi da tanto...

I tempi cambiano, baby.

 

Barney

La scuola italiana nel 2012

Come ho avuto modo di scrivere gia' parecchie volte, avere tre figli in eta' scolare ci permette di toccare con mano la qualita' e lo stato generale dell'istruzione nel nostro paese. Si, certo: lo spaccato e' quello di una piccola citta' di provincia del centro Italia, e non si puo' generalizzare. Pero' un'idea ce la si fa.

E non e' confortante, per nulla.

Iniziamo dalle infrastrutture. Le scuole frequentate dai nostri figli sono tutte ricavate da antichi conventi o da palazzi medievali. Architettonicamente siamo di fronte a veri e propri gioielli, pero' del tutto inadatti a svolgere il compito loro richiesto. E assolutamente insicuri, da tutti i punti di vista. Le aule sono sporche, piccole, fredde, umide. L'altro giorno sono stato alla riunione per l'elezione dei rappresentanti del figlio di mezzo (quinta ginnasio): sotto i banchi c'erano collezioni di lattine e carte di patatine, di  merendine, di crackers... Di quel che vi pare. Tutto sembra stazioni li' dalla classe precedente. Sotto un banco (che ho poi scoperto esser quello di mio figlio) c'era un romanzo di Isaac B. Singer. Saverio l'ha trovato li', e dice che lo legge quando ci sono le interrogazioni dei compagni. La classe ha come uscita di sicurezza una finestra che da su un ballatoio (ovviamente e' un ex-convento), ma e' improbabile che la cosa faccia differenza, in caso di pericolo: dal ballatoio infatti le uscite sono due rampe di scale vecchie e scivolose, a decine di metri di distanza.

Le altre scuole sono in condizioni simili. L'altro giorno un collega che ha la famiglia in Basilicata mi diceva che al paese dei suoi gli unici tre edifici lesionati dalla scossa di terremoto sono stati la chiesa medievale, un vecchissimo convento e la scuola, costruita nuova nel 1999. In Molise i morti per il crollo della scuola elementare. nel 2002, furono 28. A l'Aquila, la casa dello studente e' uno degli edifici che ha fatto il maggior numero di vittime solo tre anni fa. Insomma: l'edilizia scolastica e' una delle priorita' italiane, subito prima della potatura degli oleandri in autostrada, e del raddrizzamento delle banane guatemalteche.

In una situazione del genere, studiare non e' semplice, ne' (va detto) e' semplice insegnare: classi-pollaio, male aerate e male illuminate, sporche e fatiscenti, non agevolano docenti e discenti nei rispettivi compiti.

I discenti, poi, sono nella maggior parte ragazzi insofferenti, cresciuti a televisione e reality, a videogame mordi-e-fuggi, letture poche se va bene, se va peggio nulle. 

C'e' da dire che i docenti hanno la loro piccola parte in tutto questo: in Italia troppe volte l'insegnamento e' un ripiego sicuro, una professione "da donna" che ti lascia -nella vulgata classica- piu' di meta' giornata libera per fare quel che ti pare. Non e' cosi', certamente. Pero' ho l'impressione che per tutta una serie di coincidenze (i luoghi disastrati, freddi e sporchi, i pochissimi soldi che arrivano tutti i mesi sul conto corrente, gli studenti insofferenti e maleducati, magari i colleghi menefreghisti ancor piu' dei ragazzi...) per tutta una serie di motivi i professori italiani abbiano perso la voglia e l'entusiasmo di passare le loro conoscenze alle generazioni successive.

Eppure si puo' insegnare divertendosi e divertendo il pubblico. Soprattutto se si insegnano materie difficili, come la fisica o la matematica.

Ecco alcuni esempi famosi e meno famosi: cominciamo da Mr. Randall "xkcd" Munroe, che ci racconta in questa intervista come e' nato lo spinoff di uno dei siti piu' famosi del web. Da una serie di lezioni...

Passiamo poi ad un altro famoso insegnante di fisica statunitense: James Kakalios e la sua fisica dei supereroi, che spiega concetti difficili usando ad esempio Spiderman e Magneto. Il suo libro e' divertente quanto questa lezionciona da un'ora.

Uno famoso perche ha pure vinto il Nobel e' Richard Feynman, che ha scritto due libriccini tratti dal suo corso introduttivo di fisica alla Caltech dei primi anni '60. Qua ci parla di atomi, come se parlasse di farfalle:

Infine, lasciando fuori moltissima roba, segnalo TED, idee che vale la pena condividere.

Ecco, vorrei che un po' della scuola dei miei figli fosse cosi', che desse loro la voglia e l'entusiasmo di imparare anche divertendosi. Perche' non e' detto che studiare debba per forza essere una rottura di palle, no?

 

Barney

 

Filed under  //   grisi grossa grisi   maelstrom di merda   scuola  

"Margin call", J.C. Chandor, USA 2011

Consiglio vivamente la visione del film, invece che la lettura del post che state comunque leggendo.

Avete dunque gia' una scelta da compiere: andare avanti col post, incappando in inevitabili indizi inseriti qua e la come se piovesse (insomma: leggendovi spoiler a palate), oppure dar retta alla vostra coscienza, e dirigervi al primo BlockBuster aperto anche di sera (cosa difficile, visto che BB e' fallito da qualche mese...) per affittare il DVD. Ci sarebbe pure l'opzione pirata, ma non la voglio nemmen nominare, tanto nel caso tutti sanno come fare.

Locandinapg21
Se avete scelto la pillola blu, benvenuti a bordo.

"Margin call" e' un film avvincente, ben recitato, incisivo e -fortunatamente- didsacalico in alcune parti, che vi permettera' di capire almeno alcuni dei motivi per i quali il mondo, oggi come oggi, sta andando inevitabilmente in rovina. E' la storia di un giorno e mezzo del 2008, diciamo quelle trentasei ore che precedettero il crollo di Lehman Brothers. La pellicola e' ambientata a Manhattan, distretto finanziario, e se la storia non e' quella di Lehman Brothers e' perche' il regista non lo poteva dire apertamente. Ma si: e' qualcosa di molto, molto simile a quel che successe nel settembre 2008 a Wall Street.

Il film inizia con il licenziamento di un buon trenta percento degli analisti di una merchant bank "x", tra cui il capo del settore "Analisi dei Rischi" (Stanley Tucci). Il quale, prima di venire cacciato amabilmente fuori dal grattacielo, trova il modo di passare una chiavetta USB ad un suo giovane virgulto (Zachary Quinto), dicendogli di dare un'occhiata allo scenario che v'e' contenuto.  Il giovane -scopriremo poi che e' un ingegnere aerospaziale specializzato in propulsione, e a questo punto i miei colleghi avranno gia' le recchie dritte...- resiste fino a un certo punto, poi apre il report e sbianca. Chiama subito il suo nuovo superiore (Paul Bettany), il quale a sua volta chiama il suo superiore (un Kevin Spacey in gran forma). Entrambi si spaventano alla lettura del report, e decidono di chiamare il loro superiore (Simon Baker) che a sua volta chiama il capo supremo (Jeremy Irons). Sono le due e mezza di notte, ma viene indetta una riunione nella quale il giovin virgulto viene richiesto dal capo supremo di spiegare cosa c'e' nel report ("Fai conto di spiegarlo ad un Golden Retriever").

Avrete gia' capito che nel report c'e' scritto che i modelli finanziari usati dalla Merchant Bank "x" sono sostanzialmente una serqua di container di merda di giaguaro, e che nel caso il mercato virasse al peggio la botta sarebbe di dimensioni galattiche, ben al di sopra del valore della banca stessa. The boss of the boss deve quindi decidere cosa fare, e l'unica cosa da fare secondo un Irons del tutto glaciale e' vendere quella merda a qualcun altro, anche rimettendoci parecchio (ma non tutto), anche rovinando consapevolmente migliaia se non centinaia di migliaia di persone. Anche avendo come unica prospettiva lo smettere di fare quel mestiere. Ma l'importante e' sopravvivere, far morire qualcun altro al tuo posto.

Notevole, come gia' detto, l'interpretazione di Spacey, capo trader con 34 anni di esperienza alle spalle, che oscilla tra inumanita' robotica e sentimenti imbarazzanti. Per esempio, lo si vede piangere dopo la scena del licenziamento iniziale, ma si scopre ben presto che la sua preoccupazione e' il cane gravemente malato, per il quale spende mille dollari al giorno in medicine. 

Tutto il film e' una denuncia del sistema turbocapitalistico che non poteva stare in piedi (il giovanissimo ultimo arrivato guadagna 250.000 Dollari l'anno, Irons 86 MILIONI, e per sua stessa ammissione non capisce un cazzo dei numeri che gli mettono sotto il naso), la constatazione che il disastro e' iniziato con i mortgage loan dati anche alle pecore nella speranza che il mattone si ipervalutasse, la cessione di quegli stessi mutui a circa la meta' del loro valore nominale e -infine-la loro trasformazione in "derivati" e altri esotici strumenti di investimento che sono in ultima analisi un sistema per pitturare la merda di rosso a pallini gialli.

Adesso siamo nel 2012, e checche' ne dica Monti il disastro e' appena iniziato; se volete sapere da dove ha preso il via lo tsunami di guano, questo film e' quello che fa per voi.

 

Barney

Quella sottile linea che divide il galleggiare dall'affondare come un sasso

Non mi stanchero' mai di definire la fotografia un fantastico strumento per raccontare la realta' e un pessimo modo per scimmiottare pittura, scultura e altre arti visive.

Questo progetto e' la riprova che -almeno in questo caso- non ho del tutto torto: riprodurre tette e culi in penombra potrebbe riuscire pure a me (oggi come oggi si sparano talmente tante foto che una anche per sbaglio ti viene come se l'avesse scattata Helmut Newton...), soprattutto se tette e culi son di qualita'... ma per imbarcarsi nel progetto di Stefen Chow (il fotografo) e Lin Hui-Yi (l'economista, la creativa) ci vuole testa, coraggio e talento.

Non hai tette e culi, davanti ma una composizione che deve -secondo il loro canone- definire il livello di poverta' di una persona.

Una foto, una persona, un giorno, un posto a caso in culo al mondo, a partire da Cina, Nepal, Tailandia e Giappone:

Tpljapan-011

Un giapponese povero puo' comperare questo, in un giorno. Mentre il suo connazionale ricco si sfonda di sushi, immagino...

 

Tplmadagascar-2381
Il Madagascar e' famoso per la produzione di vaniglia. Un povero puo' comperarne cinque bacche al giorno, nel caso sappia cosa farne.

E allora hai quell'unico scatto, con lo sfondo rappresentato da una pagina di un quotidiano locale e -sparso sopra il giornale- quel che un povero, il povero protagonista della giornata, riesce a comperare per quel giorno con i soldi che ha.

Spesso quasi niente, e' chiaro: lo si puo' vedere sopra. E spesso Chow e la Hui-Yi rapportano il potere d'acquisto del povero di turno con la produzione locale che rende famoso il luogo, a rafforzare lo stridente contrasto tra quel che noi sappiamo di quel paese e delle sue ricchezze, e quel che di quel luogo un abitante povero puo' fruire.

Insomma, una roba che prevede l'accensione dei tre o quattro neuroni che ci son rimasti dall'ultima visione del "Grande Budello", o della partita di calcio di Champions League. Una roba che magari se si spegne la scatola delle cazzate si riesce a capire meglio.

Uno stimolo a pensare, che di questi tempi non e' poco.

Per niente.

 

A patto di non avere il cervello completamente danneggiato:

 

Barney

La crisi e' psicologica - lo strano caso del Consorzio Pisa Ricerche

Il Consorzio Pisa Ricerche o CPR, uno degli ultimi consorzi citta'-ricerche ancora esistenti sopravviventi, sta fallendo.

Lo so: vi importa una sega, la crisi non esiste e voi dovete andare a prendere il prosecchino al barrettino la' in fondo, per cercare di dimenticare che il mondo sta andando a rotoli anche con voi ubriachi, e le bollette c'e' comunque da pagarle, no? Ma siccome a me la cosa tocca da vicino, vi sorbite questa roba qua.

I consorzi città ricerca sono soggetti pubblico-privati creati alla fine degli anni '80 da IRI e CNR. A Pisa i soci del CPR sono la Provincia, alcuni Comuni, la Regione, le tre università della città, il CNR, l'ENEA, l'INFN e poi soggetti privati (??!!!) come Avio, Finmeccanica, Kayser, Piaggio, Telecom Italia.

Ho lavorato anche io per qualche anno al CPR, e negli ultimi tempi in cui ero la' gia' si avvertiva il disastro incombente che e' deflagrato poi quasi dieci anni dopo. Causato soprattutto da una dirigenza (amministratori delegati e presidenti) del tutto inadeguata a svolgere quei ruoli in quella struttura.

Ricordo l'accoppiata AD-Presidente -Bibì e Bibò per gli amici- degli ultimi anni quando c'ero io, uno espressione del mondo universitario pisano (ma di chiare origini napoletane, Prorettore a non so cosa), l'altro catapultato a Pisa come dirigente pensionato della Fiat, entrambi assolutamente alieni al mondo produttivo toscano, entrambi del tutto incapaci di fare una "O" con un bicchiere (cerco di limitare i toni, ma avrei voluto dire altro), figurarsi a trattare con partner russi per progetti di messa in sicurezza di centrali nucleari... Insomma, ve lo devo ripetere? Principio di Peter all'ennesima potenza!

Poi la crisi, poi gli Enti Pubblici (Regione in primis) che preferiscono dare soldi ad amici piu' politicamente schierati e piu' geograficamente vicini (o, se lontani, appoggiati da potenti fondazioni bancarie)... Sino ad arrivare ai nostri giorni, quando pare che non sia possibile nemmeno eleggere un CdA, e quando i lavoratori (quasi cinquanta...) non percepiscono stipendio da quattro o cinque mesi.

Emanuele, Alessandra, Maria Grazia, Elena, Stefania, Alessia, Renata, Andrea e tutti gli altri che lavorano al CPR hanno il mio appoggio morale. Non conta un cazzo, sia ben chiaro, ma e' tutto quello che posso dar loro ora come ora. Oltre a far sentire le loro voci, qua sotto:

 

 

Si potrebbe chiuderla qua, ma penso che senza gli Zen Circus il post sarebbe monco:

pensa poco e ridi scemo che la vita è un baleno

ridi scemo e bacia tutti, prima o poi son tutti morti

ridi scemo e di gusto che sei nel paese giusto

ridi pazzo e piangi forte  e tira a campare

 

Barney

La via italiana per combattere la grossa grisi

Ieri, nel tragitto tra l'azienda e la fermata dell'autobus che mi porta alla stazione ho incontrato un SUV, una BMW di quelle non enormi, ma lustra e seminuova.

Fermo, parcheggiato all'ombra davanti ai cassonetti della raccolta differenziata nella ridente localita' industriale di Ospedaletto, il SUV aveva tutti i finestrini aperti, e conteneva il proprietario: un ometto d'una sessantina di anni, intento a smazzare pacchi su pacchi di carta, che estraeva da una cartella portadocumenti poggiata aperta sulle sue ginocchia.

Ho visto la scena nei dieci secondi che c'ho messo a passargli a fianco, al SUV; non e' che abbia molto da fare, quando vado alla fermata dell'autobus. E poi mi fermo anch'io all'ombra, un po' piu' in la' rispetto a dove s'e' fermato l'ometto con la sua macchinona. Insomma, ho potuto vedere abbastanza bene quel che faceva l'ometto, e quali carte stesse smazzando con una certa animosita'.

Erano cartoncini colorati, diciamo venti per quindici. Questi qua (ho dovuto scorrere tutto il catalogo, ma sono quasi certo sian questi):

Miliardario-media1


La cosa stupefacente era la quantita' di questi cartoncini. Quando dico "mazzi", intendo almeno trenta-quaranta pezzi. Scappavano letteralmente dalla cartellina in finta pelle che l'ometto aveva in grembo... come se non potessero essere costretti nello spazio angusto del portacarte.

Nell'attesa dell'autobus ho avuto tutto il tempo per osservare -da una decina di metri- l'ometto che a un certo punto e' sceso dall'auto e ha buttato qualcosa nel cassonetto per la raccolta della carta. Poi ha chiuso la portiera ed e' partito lentamente verso chissa' dove. 

Non credo abbia vinto qualcosa, comunque non abbastanza da farlo gioire e saltare come un capretto.

Ma se l'occhio non m'ha ingannato, e se veramente i biglietti erano un trenta-quaranta, beh... Allora l'ometto ha bruciato un 150 Euro almeno sull'altare della Lottomatica, che sicuramente uscira' benissimo dalla grossa grisi che c'attanaglia e c'ammorde come lupa famelica.

Per l'ometto invece la vedo molto piu' grigia. Almeno sino al prossimo giro di "Miliardario"...

 

Barney

 

 

Posted July 4, 2012

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: piu' C.U.L.O. per tutti

Dalla newsletter dei WuMinghi, che si chiama Giap, (la newsletter, dico. I WuMinghi si chiamano, invece, WuMing1, WuMing2, WuMing4 e via andare. Il 3 non c'e' piu', forse...) apprendiamo (io e l'omino del mio cervello) che c'e' una proposta per salvare capra e cavoli in questi tempi di grossa crisi mondiale, che pero' da noi in Italia e' piu' grossa che altrove per motivi che e' troppo lungo e del tutto inutile stare a spiegare qua.

Vi basti sapere che uno dei WuMing, WuMing 3 per la precisione (che esiste come "ex membro del gruppo WuMing", ma pare non scriver piu' con resto dell'ensemble per motivi religioso-gastronomici), ha elaborato una proposta alternativa a quella della Fornero e di Monti sulla questione spinosa della legislazione sul lavoro. Altro che articolo 18 e puttanate simili!! Qua si va di C.U.L.O., e si suggerisce di dare il C.U.L.O. al Paese per stimolare la crescita.

Chaingang1
Figura 1. Lavoratori italiani che hanno aderito al C.U.L.O.

L'intera teoria e' reperibile su Giap!, ovviamente, sotto il titolo "Un C.U.L.O. per la crescita".

 

Barney

Il maelstrom di guano dei sublimi pensatori di sinistra-centro-destra (ovvero: la mèrde de la mèrde)

Dopo diciassette anni di berlusconesimo, oggi -sabato 12 novembre- dovremmo probabilmente e finalmente levarcelo dai coglioni in maniera definitiva. Forse.

Vauro231

C'e' qualche dubbio perche' l'uomo e' oramai pazzo, e oramai con le spalle al muro sia dal punto di vista politico che da quello culturale; e un pazzo con le spalle al muro puo' reagire da pazzo, in situazioni disperate. Ma proviamo a essere ottimisti: al massimo alle 20,30 aBberluscone rimettera' il mandato nelle mani di Napolitano, il quale molto probabilmente affidera' a Mario Monti il compito -arduo- di provare a formare un nuovo governo, e di limitare il disastro di una crisi economica oramai conclamata.

I seguaci del nanetto di Arcore, in genere fini politologi come io sono un fine giocatore di Snooker, si sono levati in piedi e hanno iniziato a tuonare stronzate a coppiole incatenate che sembra grandine.

Oh, c'e' chi li sobilla: il trio Lescano (Ferrara-Feltri-Sallusti) ha organizzato subito un movimento d'opinione per chiedere di votare subito (vulg.: per permettere a Berlusconi di fare quel che ha fatto per diciassette anni, ossia controllare militarmente l'informazione e dirigere il neurone degli spettatori di Grande Fratello e Zelig verso l'unto del signore). Il risultato e' scarsino, perche' il trio Lescano (anche qua il cervello fritto si spreca) non ha capito che i giornali servono a poco per far montare la protesta; o usi le TV, oppure t'affidi alla rete. Ma se i tre non riusciranno a far partire le troie impellicciate verso il Quirinale, con cartelli che inneggiano a Silvio Santo Subito, sono invece sulla buona strada per inculcare nella poca corteccia cerebrale degli elettori di destra l'equazione Monti= il diavolo. E sono in ottima compagnia (i coglioni si trovano sempre d'accordo, anche se partono da posizioni diametralmente opposte) dei lettori del Fatto Quotidiano e degli elettori di Tunnino 'o Tratturatore, per non parlare dei grillini amanti del lavaggio in lavatrice con la BioWashBall. Appoggia dall esterno questa teoria una schiera di "maitres à penser" che fanno del loro non essere mainstream il marchio di fabbrica. Sono gente che frequente la rete, personaggi come Paolo Barnard e compagnia cantante, tizi che andrebbero presi a schiaffi a due a due finche' non diventano dispari per quanto mainstream sono i loro pensieri, checche' ne pensino loro, e per quanto tuttologi de sto cazzo si dipingono, capendo mezza sega del 90% di cio' di cui trattano.

A seconda della provenienza dei libBeri pensatori, la demonizzazione di Mario Monti assume vesti e sfumature differenti. Ad esempio:

  • Monti= Goldman Sachs (e allora, piccolo coglione leghista: vorresti dirmi cosa cazzo e' Goldman Sachs? Non lo sai? Chiedi al trota, no?);
  • Monti= Merkel;
  • Monti= perdita di sovranita' nazionale, ci svendera' all'Europa/le nostre donne saranno su un marciapiede entro sei mesi, e tutti faremo la fame, non dubita';
  • Monti= FMI (vale la domanda alla prima affermazione);
  • Monti= miseria, distruzione e morte perche' mettera' le tasse, e la patrimoniale, e moriremo tutti (e invece un altro governo cosa avrebbe potuto fare? Baldorie e Bunga Bunga?) 
  • Monti= poteri forti/ebrei/signoraggio/rettiliani/grigi/Savi di Sion;
  • Monti= spreco di denaro pubblico, perche' prendera' 25.000 Euro al mese come Senatore (si, e il Trota? E Calderoli? E -dio Nànos!- Scilipoti? Quelli sono investimenti in know-how?)

Tutto questo e molto altro viene raccontato dai destri decerebrati, dai grillini decerebrati, dai tunninari decerebrati... Dai coglioni-coglioni, insomma. E dai coglioni che credono di essere piu' furbi degli altri, e che si vantano d'essere diversi. Solo per dare fuoco al frocio e all'handicappato nel fine settimana, ovviamente. 

Tutti questi grossi pensatori mi dovrebbero fare due favori.

Il primo e' andare a stroncarsela nel culo molto in fretta.

Il secondo e' ricordarsi che in questi diciassette anni il Sommo Nano di Arcore ha promesso tante bellissime cose, ma ne ha realizzate ben poche. Direi tre o quattro di quelle minori, e ci sto larghino. Di riforme epocali, nessuna.

Probabilmente quindi stasera Silvio guidera' la processione di chi deve andare a stroncarsela nel culo. E probabilmente avremo, da lunedi', Monti come Presidente del Consiglio. Se Monti fara' tirare la cinghia alla gGente, vorrei che fosse chiaro che cio' e' dovuto ANCHE a come aBberluscone non ha governato, se non per fare leggi e provvedimenti di suo esclusivo interesse. La colpa del disastro e' anche sua, e la colpa di tutto cio' che non e' stato fatto negli ultimi dieci anni ricade su di lui per l'ottanta percento almeno.

Quindi: destri, antimainstreamers, pensatori laterali e cagatori di verita' rivelate: COSA STRACAZZO VI LAMENTATE SE IL MIO PAESE SARA' GOVERNATO DA MONTI? La prossima volta che potrete votare (e ci sara' una prossima volta, purtroppo per voi e soprattutto per me), pensate al Nano cui avete dato fiducia tre o quattro volte (non ricordo nemmeno piu' quante cazzo di volte v'ha inculato con le sue promesse da terza elementare, e voi idioti a credergli... Roba da pazzi, o da idioti), poi sputatevi in mano e schiaffeggiatevi. Ma forte, per favore. 

Barney

Avete mai letto "Flash Forward"? No? Male...

Se non l'avete fatto, fatelo.

Flashforward1

Pare ci sia stata anche una serie tv,qualche tempo fa su qualche canale Sky. Leggete il libro, perche' vi aiuta a capire come mai se i BTP a due anni pagano piu' che quelli a dieci anni, vuol dire che siamo arrivati alla fine. E siccome oggi s'e' verificato questo simpatico episodio, e poi c'e' stato questo tweet su un sito di trader USA:

On Wednesday, November 09, 2011 5:37 AM, Dave wrote:

For BTPS & SPGBs all inter dealer screens have gone blank and there is
no liquidity left.
There are really no quotes for even 10y BTPs

... beh, ecco... "No future" e' il massimo della sintesi che mi viene in mente.

Ma leggetevi comunque "Flash Forward": la fantascienza dovrebbe essere molto rivalutata, soprattutto in periodi di crisi.

Assieme alle armi da fuoco, agli archi compound ed agli acciarini eterni, ovviamente. E al Manuale di Sopravvivenza, che da qualche parte devo sicuramente avere.

 

 

Barney

Mancia approssimata

Media_httphackedirlfi_wdvzb

In effetti, i conti tornano: 26,86 + 3,14 fa esattamente 30,00.
Ecco: sull'"esattamente" potrebbe aprirsi una discussione furiosa :-)

Barney

Filed under  //   geek   grisi grossa grisi   pigreco  

In tempi di crisi, rifugiamoci nell'oro

Media_httpwwwcreditse_nomvc

 

Fort Knox spiegato a chi vuole organizzare il colpo della vita. Adelante, con juicio...

 

Barney