Dilbert: Clean water
Panofsky's version |
A totally unnecessary Blog |
Come preannunciato, due parole e qualche orribile foto delle splendide tavole esposte a Palazzo Ducale per l'edizione 2012 di Lucca Comics and Games.
Iniziamo con il manifesto della mostra, realizzato da Sara Pichelli:
Laura Zuccheri riempiva mirabilmente la parte iniziale della mostra con cose come queste:
o queste: o queste qua (sono due olii su tela, che ci crediate o no. Dimensioni sui 2 metri per 1,50):
Poi si passava ad una sala dedicata a otto artisti olandesi, chiamati a realizzare dal vivo, in una specie di ring, le loro tavole.
Eccone uno in azione:
Ed ecco la sua opera quasi terminata:
La sala successiva ospitava le bellissime tavole di Rebecca Dautremer, che chi ha un figlio sotto i dodici anni capisce di chi sto parlando, per gli altri valgano queste ignobili immagini che poco rendono degli originali:
Andando ancora avanti ci si imbatteva nella sala dedicata allo Zoo di Chris Ayers:
Poi c'era una stanza dedicata ad un disegnatore giapponese che non essendo Taniguchi non m'e' piaciuto per niente, indi -tornando indietro- si potevano ammirare le tavole e i dipinti di Enrique Breccia, e scusate se e' poco:
L'ultimo quadro pare un Fattori, vero?
Ecco, piu' o meno e' tutto. Belle illustrazioni, bella e simpatica gente... Forse troppo marasma per una citta' piccola e chiusa come Lucca, ma anche questo e' il bello d'una manifestazione oramai tradizionale nel panorama fumettistico mondiale.
Barney
Peccato averlo trovato solo oggi, ma penso che si possa rimediare :-).
Notare tra i superpoteri "Understanding 42", che dovrebbe essere nella dotazione minima di chiunque.
Barney
Che insomma, neanche a dire che non ci son stato. Io ci abito, a Lucca, e non vedo come potrei non andarci, all'appuntamento annuale con le nuvole parlanti. Bene, detto che il venerdi' ho girellato con figlia al seguito tra i cosplayer e le mostre, trovando il tempo di incontrare Mr. Cartaresistente e signora per un caffe', andiamo alla cronaca quasi tutta per immagini della full immersion di sabato.
Inizio di mattinata con visita al grande stand degli editori mainstream, quelli ricchi, che monopolizzano e colorano Piazza Napoleone con spazi professionali, stracolmi di pile e pile di oggetti del desiderio. Qua sotto vedete Sualzo in azione su questo fumetto per ragazzi:
Il risultato finale se lo e' aggiudicato Greta:
Questo qua invece e' Mr. Kevin O'Neill, del quale non ho acquistato "Century"(la crisi, la crisi...), mentre tratteggia un inquietante orientale:
I soldi risparmiati non acquistando il terzo volume de "La Leggenda degli uomini straordinari" sono stati prontamente reinvestiti in questo volume qua, autografato dallo sceneggiatore e tirato in sole ottocento copie:
Si tratta di "2020 Visions", un fumetto di SciFi distopica di cui scrivero' un giorno, ma che comunque consiglio caldamente gia' da ora agli appassionati.Qua sotto, sempre dal mega stand di Piazza Napoleone, il mio concittadino Simone Bianchi mentre dipinge un Uomo Ragno sulle spalle di Wolverine:
Per le strade intanto impazzavano i cosplayer. Gente cosi':
Questo e' Porco Rosso. Miyazaki padre fecit.Il personaggio e' inesistente: Dr. Manhattan non aveva una compagna cosi'!
Loki? LOKI?!?
Un Logan fatto niente male
Jack Skeleton in primo piano. In secondo un personaggio che non conosco
Divertimento e allegria, insomma.
Le mostre necessitano di post apposito, vista la qualita' delle tavole esposte. Solo quelle meritavano la partecipazione alla mostra.
Barney
Forse non tutti sanno che Leo Ortolani ha un blog, da poche settimane. Forse non tutti conoscono Leo Ortolani, ma si rimedia ad entrambe le -colpevoli?- ignoranze.
Il blog e' questo qua, vi segnalo subito questo splendido articolo sulle 50 sfumature di quel cazzo di colore che vi pare e quelli successivi su "Allen", che qualcuno sa di che si tratta, gli altri lo sapranno se il week-end del 1 novembre vengono a Lucca Comics and Games, cosi' vedono Leo.
Questo e' Allen in anteprima:
Il resto in edicola a 5,50 Euro, che oramai per meno ti danno una mentina ciucciata o una cicca biascicata da un barbone. Pero' con quelle non ci incarti il pesce. Con Allen si.
Barney
Notevolmente profonda,la vignetta odierna di xkcd. Molto tecnica, ma verissima e specchio di una societa' che non e' in grado di dar regole a niente. Ammazzare il bambino nella culla ("to nip in the bud" si puo' tradurre liberamente cosi', quindi io ho imparato almeno un nuovo modo di dire inglese, oggi) e' inutlie, se si lasciano poi gli altri a prosperare nello spazio lasciato libero da Explorer. Si: si parla di browser, ma e' come se si parlasse di capitalismo, monopoli e modello culturale occidentale.
Una sola vignetta puo' fare tutto questo, e no: non e' roba da bimbetti.
Barney
Non posso non rispondere qua (ma anche qua e qua, se e' per quello. Ma e' la stessa zuppa) alla replica che Mario Rocchi ha scritto la', sul suo blog, a seguito del mio incazzatissimo pezzo sulla sua recensione di "Batman. The Dark Knight rises". E gia' ho sfranto i maroni ai miei due lettori, con una serqua di incroci qua-la' che sono funzionali -lo ammetto- solo ad allungare il brodo della premessa.
Bene, allora rispondiamo (No, non e' plurale maiestatis: io e l'omino del mio cervello, per chi non lo conoscesse, siamo inseparabili).
Iniziamo con la difesa del nickname e dell'anonimato (finto). Io sulla rete mi firmo sempre con il mio nome e cognome, da circa il 1996, su Usenet e sui Forum (son vecchio, frequento 'ste robe qua. No, le BBS non piu', anche perche' sono scomparse). Sempre, a parte questo piccolissimo spazio (e questo, e quest'altro) in cui divento "Barney Panofsky", in onore a Francesco Mocci Mordecai Richler e al suo libro piu' famoso.
Lo faccio perche' quando scrivo qua (e l... si, avete capito insomma. Non c'e' bisogno che lo ridica, e mi sono annoiato pure io) spesso (understatement, direi) sono sboccato, tranchant, politicamente scorretto, schierato e assolutamente di parte. Ecco: mi piacerebbe continuare ad esserlo, nei limiti che la legge mi consente, senza con questo far danno all'azienda nella quale lavoro. Vedi mai che mi fanno causa per avere perso delle commesse importanti a causa mia...
Ma non ho problemi a svelare chi sono a chi me lo chiede in privato, ne' a fornire tutti i recapiti per trovarmi (se a qualcuno importasse qualcosa -dico per assurdo- do' pure il cellulare. Toh, mi rovino: invio pure la foto da vestito! No, non sono pudico: e' che son consapevole dei miei limiti). Dico sino da adesso che non sono famoso, ne' bello -adesso, almeno. Prima ero leggerissimamente meglio- ne' ricco, anzi, cosi' non mi si puo' accusare di millanterie.
Detto questo -e sprecato lo spazio d'un post normale in digressioni, puttanate e soliloqui inutili ma d'una certa classe- andiamo a replicare punto per punto a caso come sempre alla risposta di Mario Rocchi. Io non capisco la preclusione preconcetta verso qualsiasi forma di espressione artistico-creativa dell'intelligenza umana. Non accetto -e mi incazzo ferocemente- che si stilino classifiche sulla base della sola formazione mentale e del cursus studiorum del critico di turno (no, Rocchi, non sto parlando solo di te...).Potrei fare decine di esempi (da "300" a "Sin City" di Miller, a "Blankets" di Thompson, a qualsiasi roba presa a caso di Eisner, e lo stesso per l'opera omnia di Andrea Pazienza), ma l'affermazione "io stimo i fumetti solo per il lavoro grafico" fa il paio con "dell'opera/del balletto mi fa cacare il cantato/il suonato". Accettabile, come presa di posizione (son democratico, alla fine), ma non certo da condividere. Soprattutto mi fa imbestialire quando te, Rocchi, parli delle "baggianate che ci vengono dette" (nei fumetti, NdB). Si, lo so: e' una partita persa il chiederti di nuovo di -almeno- prendere in mano "V per Vendetta", o il sopra citato "Maus" e provare a leggere anche le parole, oltre che guardare i disegni. Ma io ci provo (sono ottimista per natura): fai lo sforzo, ti presto io qualche fumetto (con preghiera di restituzione), e poi mi saprai ridire se Spiegelmann ci dice baggianate. Mi saprai ridire se Moore -citando Orwell- non ha tirato fuori un romanzo distopico con i contro-controcoglioni, oppure una robetta per fanciulli.
Della tua risposta non posso esimermi dal commentare seriamente -anche se sembra una presa per il culo- quando dici "... li sostituii volentieri (i fumetti, NdB) con i romanzi, non solo quelli classici ma a quel tempo i Thomas Mann, Pavese, Hemingway, Moravia...". Mi fai pensare a ere geologiche fa, per come ai tuoi tempi non consideravi classici scrittori che lo sono diventati qualche decennio dopo. Da' l'idea precisa del tempo che passa, veramente.
Poi dici che il fumetto non lo consideravi soddisfacente dal punto di vista creativo. Non ho capito come mai, anche perche' dopo dici che durante Lucca Comics vai a vedere le personali dei disegnatori (lo faccio anch'io) e ne apprezzi le doti pittoriche (lo faccio anch'io). Eccoti qua un nostro famoso concittadino oramai americanizzato, che ci disegna un Batman splendido:
Ma la personale del disegnatore, anche bravo non puo' darti l'idea delle storie che egli disegna. Come ascoltare tre battute suonate dall'eccelso violinista non possono darti l'idea d'una sinfonia.Voglio dire che se non leggi le storie, non puoi definirle cazzate peggiori di quelle del Gordon di quei tempi la' (adesso sicuramente qualcuno sara' gia' partito per controllare l'epoca di pubblicazione di Flash Gordon, e saran partite le scommesse su quanti anni ha il Rocchi. E -per quelli che NON mi conoscono- su quanti anni ho io. La seconda domanda ha una risposta semplice: circa la meta' di quelli di Mario).
Poi affermi che son liberissimo di leggere i fumetti (grazie, lo davo per scontato :-)), cosi' come tu sei liberissimo di considerarli cazzate. Certo, te l'ho scritto sopra che ne hai piena facolta'. Magari se il giudizio fosse dato dopo aver letto un po' di quelle cazzate, somiglierebbe meno alla bizza del bimbo che non vuole mangiare la verdura al vapore... Ma si:certo, sei liberissimo di dire quel che ti pare.
Ne derivi, dal fatto che i fumetti son cazzate e che i grandi leggono fumetti, che la nostra societa' ha problemi di maturazione. Questo e' un esempio di fallacia logica della peggiore specie, che deriva da un assunto "di fede" (tutti i fumetti sono stronzate) che non posso non sottolineare ancora. Un salto ancora piu' ardito lo compi subito dopo, quando affermi: "tu non esalti il film come film, ma lo esalti perche' e' tratto da un fumetto che e' nel tuo cuore". E' una affermazione che puo' anche essere in parte vera, ma in realta' io mi sono incazzato esattamente per il motivo opposto: perche' tu l'hai criticato dicendo che i fumetti son roba da fanciulli. Anyway, pur essendo un prodotto per le masse a me questo Batman non e' dispiaciuto per nulla. E' da dire che molti punti sembrano assurdi e illogici se non li si collega ai due film precedenti, ma la storia (pur essendo del tutto irrealistica) possiede una sua logica se si accetta il patto che in genere si sottoscrive quando s'entra in un cinema (la sospensione della realta', e la concessione d'una qualche licenza poetica al regista).
Sono assolutamente scorretto, ma le battute sui finocchi mi fanno pensare d'avere di fronte persone che sono alla frutta come argomenti ("tutti i gusti son gusti disse quello che si fece sodomizzare"). E sono anche dell'idea che si puo' dire "finocchio" o "negro" senza risultare offensivo ne' razzista, e scrivere "sodomizzare" invece che "inculare", e apparire amici di Calderoli.
La questione dei "maesti" del cinema era ovviamente una presa per il culo con maniglie, ben sapendo chi stavo prendendo in giro (e' evidente che hai una cultura cinematografica superiore alla mia, e l'eta pur essendo importante conta relativamente).
Ora veniamo alla chiusura: bonariamente mi dai dell'ignorante per aver citato "Dissonanze" (questi mi devono delle percentuali, diobòno! E' la seconda volta che li linko!), e mi consigli di guardarmi i capisaldi della cinematografia mondiale. Beh, qualche passettino l'ho fatto, nei miei relativamente pochi anni di vita. Aspetto che tu faccia lo stesso col fumetto, che sono convinto sia arte cosi' come il cinema.
Prima dei saluti, mi piace citare un commento di un utente Wordpress al mio post. E' Cartaresistente (anche a lui chiedo i soldi, dopo, non vi preoccupate...):
Come mai il cinema americano negli ultimo decennio ha pescato a piene mani dal mondo dei fumetti? Certamente c’è un ampio bacino di pubblico, ci sono maggiori potenzialità espressive con le tecniche digitali, ma SOPRATTUTTO perché ci sono le STORIE! Storie che nella grande tradizione americana possono essere divertenti e spettacolari ma anche profonde e intelligenti.
Sul fatto di non conoscere, ricordo un’altra celebre stroncatura, di Mereghetti, parlando del film Fight Club, senza aver letto una pagina di Palanhiuk. O vogliamo dire dei tanti che hanno incensato Scorsese per Hugo Cabret, senza citare il libro di Selznick che, essendo quasi una graphic novel, è praticamente lo storyboard del film?
Come vedi, il cinema deve parecchio ai fumetti e non da adesso. E non e' detto che si tratti solo ed esclusivamente di supereroi. "Pollo alle prugne" e' tratto da una graphic novel della stessa Satrapi che dirige il film, e "L'ultimo terrestre" e' diretto da uno dei piu' bravi fumettisti italiani, che ha preso in prestito una storia a fumetti di un suo collega, Giacomo Monti, e ne ha fatto un film che m'e' piaciuto parecchio. E che e' stato proiettato al Circolo del Cinema, se non sbaglio.
Posso forse chiudere il post non giustificando il titolo dello stesso? Direi di no:
Saluti,
Barney
Ringrazio subito i Paguri per il pezzo -vecchio di un par di mesi, ma attualissimo- che vado solo a linkare, perche' non serve altro.
Se non la chiusura con i RHCP, che altrimenti che Universo Parallelo sarebbe, eh?
Barney
Ovviamente non si parlera' di pizzi, ne' di balletto, ne' tanto meno di ricamo al tombolo.
Non ne capisco una mazza, e farei una figura barbina. Come se un critico cinematografico si mettesse -che ne so?- a parlare de "Il cavaliere oscuro - il ritorno", senza avere manco preso in mano un cazzo di fumetto di Batman, e terminasse il suo pezzo richiamando la strage di Denver. E osannando un cinema che fu, dei "Coppola, Scorsese e altri" (Altri? Si, ad esempio Brian De Palma, per dire. O -tanto per andare sul cinema d'essai- Stalney Kubrick. O Woody Allen, Michael Cimino, Robert Altman... "Altri" mi pare un po' un understatement).
Veramente mi fa imbestialire questo voler essere contro il mainstream e risultare alla fine allineati a tutto quello che la cultura della massa vuole che tu sia. E cosi', l'ultimo "Batman" va visto (e il nostro critico c'e' andato), ma va criticato questa metafora della lotta bene-male, con il bene che bene non e' del tutto, e questo oscuro personaggio che non uccide ma lascia feriti e storpiati in terra come mosche senza un apparente motivo.
Io il film l'ho visto, e ho letto i fumetti che il film hanno ispirato. E non mi pare -obiettivamente- un cinema per fanciulli. Non piu' di "Taxi Driver", per dire, uno dei capolavori assoluti di Scorsese, che ha una intensita' psicologica paragonabile a quella della trilogia di Nolan.
Una analisi molto piu' approfondita sia di quel che potrei fare io, sia dell'abborracciata critica del Rocchi (che per contratto con se stesso deve essere contro tutto e tutti) la si trova da qualche giorno su "Dissonanze", ottima rivista online di cultura a 360°. Il pezzo e' il primo di una serie dedicata all'analisi filologica dei fumetti che hanno ispirato Nolan nel suo lavoro cinematografico, ma si legge in pochi minuti e fa capire molto di quel che al cinema non viene detto.
Chiudo l'invettiva (scatenata dal modo in cui si considera il fumetto una puttanata, alla stregua di una cosetta da bambini) con la citazione da me abusata di una delle trasposizioni cinematografiche di fumetto piu' emozionanti di sempre (ma diciamo una delle scene cinematografiche piu' belle tout court): la lettera di Valerie in "V per Vendetta".
Se il signor critico Rocchi volesse cortesemente visionare pure il fumetto di Alan Moore e David Lloyd, poi mi rammenterebbe, e rammenterebbe le Scarlett Carson, e quell'ultimo centimetro di liberta' che distingue il conformista mascherato dall'anarchico vero...
Barney
In ordine sparsissimo, quel che mi resta di questa torrida stagione:
Tra le cose da leggere prima di rimbambire aggiungo -ad uso dei miei tre lettori- i seguenti fumetti:
La chiusura non puo' che essere la riproposizione di Gipi che disegna su "Le petroliere" di Vasco Brondi:
Barney
Certo:la strage di Denver, alla prima di "The dark kinght rises" (molto liberamente ispirato a quel capolavoro della letteratura che e' "The dark kinght returns" di Frank Miller) non ha nulla a che vedere con la facilita' imbarazzante con la quale il ventiquattrenne s'e' procurato... vediamo un po'...:
Poi aveva la casa piena di bombe ed esplosivi, ma Cristo: la colpa di tutto e' del fumetto, di internet e del cinema violento, no?
Barney
Un illustratore inglese scoperto come sempre per caso, che fa cose notevoli come questa:
Si intitola "M for market", e fa parte di una serie che si intitola "A world run by animals", ma sul suo sito c'e' moltissima roba interessante. Anche T-Shirt e poster strani e belli.
Barney
Foto storiche additivate con supereroi moderni. Il risultato? Qua sotto un esempio:
Il colpevole e' Agan Harahap, cui vanno tutte le lodi del caso.
Barney