Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Aggiornamenti rapidi sulle semifinali NBA (altro che gli Europei di calcinculo...)

... e magari due parole sul basket italiano. Che risolvo subito: vincera' di nuovo Siena per manifesta incapacita' degli avversari a metter su una squadra decente che poi giochi da squadra.

Detto che le mie biNbe sono riuscite a trascinare a gara-5 Taranto (poi campione d'Italia in tre partite secche contro i fantasmi di Schio magnagatti), e a piazzarsi quindi terze in un campionato nel quale secondo i soloni avrebbero dovuto retrocedere, passo immediatamente al campionato amerregano.

I miei Lakers sono usciti presto dai giochi, assassinati da una delle mie favorite di inizio anno: i Thunders di Oklahoma City che fanno dell'esuberanza giovanile e della fisicita' il loro punto forte (si, ma poi c'e' gente come Durant, Ibaka, e il pazzo mancino di Harden che giocano da mostri, poche storie), ma se avessi dovuto giocare due Euri su di loro (intesi come LAL) non l'avrei fatto, per tre motivi:

  1. Il campionato e' stato condizionato dalla serrata che s'e' conclusa proprio a Natale, e quindi le partite si sono compresse in pochi mesi, con un tour de force impossibile per una squadra con l'eta' media assai alta (tre o quattro match a settimana ammazzano, se non hai venticinque anni);
  2. Il cambio di allenatore, che ha chiuso l'inavvicinabile ciclo di Phil Jackson e ne ha aperto un altro che secondo me si chiude piu' o meno quest'anno, a meno di dodici mesi dal suo inizio.
  3. La cessione di Odom e la pazzia conclamata di Metta World Peace, alias Ron Artest, che in pratica fa giocare la squadra sempre con un uomo in meno, proprio perche' Lamarvellous non c'e' piu'.

Ma parilamo di semifinali di Conference, via.

A Ovest sono rimasti gli Spurs dei vecchioni Duncan, Parker, Ginobili e compagnia cantante, che sono partiti fortissimo in casa contro i Thunders e si son portati sul 2-0 in un amen. Per poi essere ripresi e appaiati da Durant e compagni, veramente impressionanti per fisicita' e atletismo. Ora siamo sul 2 pari, e stasera vedremo se i ragazzi di Oklahoma riusciranno ad espugnare San Antonio: sarebbe il preludio alla finale, cui i Thunder arriverebbero da favoriti, almeno per quel che posso dire io.

A Est abbiamo un classico Celtics-Heats, con i verdi che mettono in campo il quintetto piu' vecchio dell'intero campionato, ma Cristo: se hai Pierce, Rondo, Garnett e Allen in squadra puoi far giocare anche me come quinto, e in moltissimi casi vinci facile. Contro Miami orfana di Bosh infortunatissimo e' bastato solo due volte su quattro, e anche qui l'inizio e' stato favorevole agli Heats che in casa hanno ammazzato i Celtics. Gara 3 e Gara 4 sono state appannaggio di Boston, con l'ultima partita finita ai supplementari e vinta di due dai Celtics su tiro sbagliato di Wade. L'esperienza paga, alla fine, soprattutto se regge il fiato.

Pronostici per le semifinali (cosi' chi e' interessato puo' puntare sulle squadre che non sono le mie favorite):

Oklahoma a ovest e Boston a est.

Finale incertissima, dipendera' dal numero di infortunati di Boston (Ray Allen e' rientrato da poco dopo uno stop prolungato, e ci ha messo sino a ieri sera per rrecuperare il ritmo partita) e soprattutto da quanto reggera' a questi ritmi Rajon Rondo, vero MVP degli ultimi sei anni. Guardate le statistiche di base: 12 punti e 11 assist a partita fanno in realta' 34 punti usciti dalle sue mani. E spesso ci sono una decina di rimbalzi, palle recuperate, falli subiti... Insomma, e' meta' squadra, e non esagero.

 

Barney

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Posted June 4, 2012

Il paese dei genii, spesso incompresi

Sto parlando dell'Italia, ovviamente.

Dove tutti i Presidenti del Consiglio sono membri onorari del Mensa, tutti i Ministri per l'Economia (e qualche volta anche i reggenti di altri dicasteri) sono premi Nobel in pectore, e ad ogni angolo della piu' infima strada incontri un inventore che ha appena scoperto la maniera di risolvere uno a caso dei problemi che affliggono l'umanita' tutta.

Stasera incredibilmente non parlero' di Rossi e del suo E-Cat (un birroccio a vapore che dovrebbe permettere a tutti di fare concorrenza ad Enel e Snai Gas. E avanzerebbe anche della carta stagnola viola per le marmotte che incartano le cioccolate!), ma di un altro bel personaggione uscito fuori da un paio di giorni, tal Ingegner Ugo Abundo, che e' alla ribalta per -ancora- un nuovo accrocchio a fusione fredda...

Pero', prima di parlare del nuovo fenomeno della ricerca italiana, devo a due o tre miei amici ed ex colleghi un riassunto d'una visita che ho avuto al lavoro il giorno 24 aprile. Anche perche' e' assolutamente in topic con il post.

Dunque, per ridurre al minimo i preamboli racconto solo che quattro o cinque anni fa ricevemmo una mail da un ingegnere del nord Italia, che ci spiegava come il nome dell'azienda nella quale lavoro l'aveva avuto da EADS-Astrium Germania (aziendona che fa satelliti, razzi, aerei... Robine cosi', insomma), e che siccome aveva scoperto un fantastico sistema di propulsione spaziale, doveva per forza parlarcene. Chiaramente, il signore chiedeva che noi firmassimo un Non Disclosure Agreement, prima dell'incontro. Accettammo, e un certo giorno l'ingegnere si presenta da noi. Lo ricevo, firmiamo il NdA e -prima di iniziare la riunione- gli dico che appena lui mi tira fuori un po' di fisica esotica, e qualche negazione di principi basilari di termodinamica, io riterro' chiusa la presentazione. Lui mi rassicura che non ci saranno problemi, e inizia a parlare della sua scoperta. Va tutto piu' o meno bene, sintanto che l'uomo non inizia a parlare di un sistema completamente isolato (una "bolla" di plastica) che -senza scambiare alcunche' con il resto dell'universo- si poteva comunque muovere.

Nel vuoto.

Senza ovviamente espellere massa.

Visto che non sono un tecnico, e che l'ingegnere non crede a quello che gli dico io, rischio il licenziamento e lo porto dal mio capo, professore ad ingegneria aerospaziale e specializzato in propulsione.

Bastano dieci minuti per fare arrivare il povero ingegnere sull'orlo delle lacrime. L'inventore a me pare sinceramente consapevole degli enormi errori concettuali che stanno alla base della sua teoria, quindi lo accompagno fuori e lo rincuoro. Passano un paio di minuti, e l'uomo riprende piglio, e mi saluta dicendomi che ci saremmo comunque risentiti, perche' lui aveva ragione. Per la cronaca, visto che sono arrivato io a capire che aveva torto, ha torto. Sempre per la cronaca, e cercando di non violare il NdA firmato a suo tempo, quello che ci proponeva era una variante incasinata del famoso "motore alla Wile Coyote". Una roba piu' o meno cosi', ma con l'aggravante che si doveva operare nello Spazio:

Tunes
Spero nessuno abbia dubbi sul fatto che il motore fuoribordo, messo nel catino, NON fa avanzare Wile d'un millimetro (a parte le vibrazioni indotte, che in effetti qualcosa possono causare...). Bene, fine del preambolo.

Lo stesso signore si rifa' vivo un mesetto fa. Mi ricorda il nostro primo incontro, e mi dice che adesso ha una cosa completamente nuova, che non viola alcun principio fisico, e che vorrebbe presentarla proprio ad un fisico. Io gli rispondo che al momento non abbiamo laureati in fisica da noi, ma siccome c'e' pieno di ingegneri non ho difficolta' a farlo parlare di fronte a qualche giovane virgulto con il cervello meno addormentato del mio. L'inventore accetta, e ieri si presenta puntualissimo da noi. Stavolta parla davanti a sette o otto ingegneri aerospaziali, la meta' pure dottori di ricerca. E inizia la sua dissertazione parlando del principio di azione e reazione, e di un sistema "isolato" ma pero' non proprio isolato: l'energia puo' entrare, e il calore uscire.

In estrema sintesi, partendo da premesse piu' o meno corrette (pincipio di conservazione della quantita' di moto, per esempio, usato abbastanza correttamente), introducendo ogni tanto della scienza eterodossa ma -mettiamola cosi'- "quasi plausibile", arrivava a conclusioni clamorosamente errate ancora una volta. Anche perche' s'era portato degli apparati dimostrativi che in effetti funzionavano: si muovevano senza che alcuna massa venisse espulsa, solo grazie a complessi sistemi di molle, leve, mazze e respingenti in spugna. Il piccolo problema e' che quell'aggeggio si muove sulla Terra grazie all'attrito che le ruote fanno sul terreno. Nello spazio, col cavolo che si puo' muovere (intendo "muovere efficacemente") una astronave sparando biglie su una delle sue pareti. Ma non c'e' stato verso di convincere il nostro interlocutore, il quale si e' quasi arrabbiato perche' nessuno gli contestava le premesse -di nuovo: giuste!- di fisica 1 dalle quali era partito. Lui voleva che gli si distruggessero le premesse, non le conclusioni. E cio', francamente e' impossibile.

Mi ricorda, questo fatto, una fantastica risposta di Leonardo Serni ad un utente su chissa' quale gruppo di discussione. Ecco il botta e risposta di qualche annetto fa:

Utente: Come si chiudono le porte non usate con NT?


Serni: Ora, io so come si apre una porta chiusa e come si chiude una porta aperta, ma tu vuoi sapere come chiudere una porta chiusa, e questo, lo ammetto, non ho la piu' pallida idea di come si possa fare.

Ci siamo comunque lasciati amichevolmente, e l'inventore ha addirittura lasciato due copie della sua teoria a due miei colleghi (ritenuti da lui tra i piu' interessati, vulg.: tra i meno pessimisti), con la promessa che se riusciranno a spiegargli dove e' che lui sbaglia, avranno una vacanza pagata assieme alle fidanzate.

Sospetto che nessuno potra' godere del premio, purtroppo, visto che le stesse identiche nostre confutazioni sono state fatte in precedenza da chissa' quanti altri personaggi in giro per l'Italia, cui il nostro inventore si e' rivolto.

Non ho piu' spazio per parlare del nuovo Andrea Rossi, che come vi ho gia' detto si chiama Ugo Abundo (Google fa scoprire cose interessanti sul personaggio...), e che adotta un paradigma direi "comunista" per lo sviluppo e la validazione del suo apparato chiamato Athanor che pare sia un termine alchemico (?!!): rilascia tutti i disegni e le specifiche a chi le richiede, nel migliore dei modelli Open Source. Date le premesse e quello che s'e' letto sinora - e data la mia completa e totale ignoranza unita a dosi massiccie di boria-, l'accrocchio ha le stesse identiche probabilita' di funzionare che i dimostratori del mio amico inventore; staremo a vedere, che il mio problema attuale e' riuscire a comperare il biglietto per gara-4 di semifinale, che domani sera vedra' le mie biNbe giocarsi il match point contro le favoritissime di Taranto.

 

Barney

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Sport, morte e conformismo sessuale. (Due olive, e shakerare bene...)

E' un paio di giorni che ho in mente di provare a mischiare per l'ennesima volta il culo con le quaranta ore, e derivare da un episodio locale l'aggancio per uno nazionale, e da qui assumere una specie di teoria unificante del tutto che spieghi almeno in parte perche' in Italia esistono cosi' tanti coglion- leghisti.

Parto pero' dal "nazionale", che vien meglio e mi interessa meno. Il "nazionale" e' la morte di Lucio Dalla. A me Dalla e' sempre piaciuto poco. Confesso che, tredicenne, fui affascinato dall'ascolto di quel misterioso disco che fu "Dalla", ma l'infatuazione fu una roba da scuole medie, subito soppiantata da robe meno raffinate e piu' dure[1]. Ma lasciamo stare l'aspetto artistico, e soffermiamoci un poco sul cote' privato dell'artista: tutti sapevano che era omosessuale, nessuno giustamente ne parlava, gli e' stato -ancora piu' giustamente, visto che era credente- concesso un funerale cattolico celebrato a San Petronio in pompa magna, con omaggi e ricordi di tutti. Quello appassionato del compagno ha scandalizzato molti, e alcuni commenti hanno dato il destro a fascisti della penna come Littorio Feltri e compagnia scrivente per urlare allo scandalo di una certa sinistra che fa outing per procura, o che costringe il morto all'outing. Oltre che fornir spazio per affermare che no, loro di destra mai contro i froci gli omosessuali, ma insomma, i normali siamo noi, veh? L'omosessualita' tranquilla e serena di Dalla ha inoltre permesso a un conduttore di radio Padania di affermare che il cantautore era si di Bologna, ma il fatto d'avere avuto la mamma terrona spiegava certe sue estrosita' non certo tipiche d'un padano purosangue. No, vero: i padani purosangue li castrano a tre anni, li aggiogano fino ai dodici, e poi ci viene uno stracotto da leccarsi i baffi, dice...

Vabbe', il tema e' chiaro: in Italia anche nel 2012 non ci si puo' permettere di essere serenamente omosessuali, perche' la cosa non viene digerita per nulla bene.

Veniamo al "locale". Lo stesso giorno in cui Dalla veniva accompagnato dalla folla sterminata al camposanto, io ero con un altro migliaio di persone a vedere una partita dello sport preferito da Lucio e pure da me, il basket. Era una partita di alta classifica di Serie A1 femminile, la squadra della mia citta' contro le campionesse d'Italia, vincenti all'andata per un paio di canestri, e soprattutto post partita incandescente con l'allenatore delle mie ragazze assalito dal Presidente della squadra avversaria per chissa' quali motivi. Vabbe', diciamo che la partita era sentita da ambo i lati e ci capiamo. La partita e' stata stupenda, con le campionesse d'Italia a rincorrere sempre, per tutta la partita. A inizio quarto quarto entra un manipolo di tifosi di calcio. Entrano intruppati, compatti, urlando slogan pro-squadra locale. E si piazzano sopra di me. La partita va avanti punto a punto, le avversarie passano in vantaggio ma siamo sempre attaccati, il tifo e' assolutamente corretto... A parte quello del manipolo di tifosi di calcio, che prendono di mira una lunga avversaria e la iniziano ad insultare chiamandola "lesbica", "uomo"... Anche "troia", ma quello meno: era evidente che l'intento era quello di solleticare il sospetto che la ragazza fosse omosessuale. E quindi "anormale", "schifosa", fate voi. Io ero li' vicino, e non ho potuto non sittirli tre o quattro volte. E devo dire che pure il nostro presidente e' intervenuto. Pure lui con scarso successo.

I due episodi, completamente scollegati, fanno comunque una bella accoppiata omofoba, che si spiega in molti modi (siamo un paese ultracattolico, siamo un paese ultraignorante culturalmente, siamo un paese di machi, siamo soprattutto un paese di leghist- coglioni, tutto questo assieme piu' qualcosa di altro...), ma che rimane purtroppo un tratto distintivo di una societa' che anche per questo e' veramente alla frutta. E il fatto che il calcio sia lo sport nazionale e i tifosi di calcio rappresentino benissimo l'italiota medio non e' che una conferma alla teoria.

Mi rimane pero' da raccontare come e' finita la partita. Sul 62 pari, a 11 secondi dalla fine, Schio perde palla in attacco. Rimessa per Imma Gentile, che cincischia orrendamente col pallone in una entrata senza senso sino alla sirena che decreta il supplementare. Nei cinque minuti successivi succede di tutto, con Schio che arriva ad avere anche 5 punti di vantaggio grazie soprattutto a Liron Cohen, immensa play israeliana che schiantava qualsiasi difesa le si parasse davanti. Un paio di triple da una parte e dall'altra avvicinavano le mie bimbe alle avversarie, ma l'inesorabile orologio costringeva le nostre al fallo sistematico per sperare nel miracolo. A 7 secondi dalla sirena l'ennesimo fallo sulla Cohen la mandava in lunetta, sul 79-78 per Schio, a cercar di sigillare la vittoria. Messo dentro il primo, Liron sbagliava incredibilmente il successivo, e il rimbalzo conseguente veniva smanacciato fuori campo da una sua compagna. Con meno di 5 secondi sull'orologio, Andrade rimetteva ancora su Gentile, la quale partiva in palleggio e...

Il resto qui.

[1] Ecco, rileggendo mi son reso conto che qualche malpensante potrebbe interpretare quel "dure" non come riferito alla musica, ma ad altre pratiche. Vi deludo: era rock ;->

Barney

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Posted March 7, 2012

Cose serie: il punto sulla NBA ad oggi

Diamo uno sguardo al campionato di basket NBA, altro che il calcio lo sport de noantri, con Ibra che schiaffeggia chiunque e il Bari che vende sia le partite che la mamma in offerta 3x2. Per tacere di tutte le altre squadre: mica penserete che sia solo colpa di tre o quattro esose mezze cartucce, eh? O che solo Ibra schiaffeggi gli avversari!

Vabbe', dai: parliamo di cose serie. Campionato NBA azzoppato dalla diatriba tra giocatori e padron Stern, che non voleva mollare di un millimetro sulla divisione della torta economica (enorme). Finita quasi a tarallucci e vino la lite tra pastori, e finita esattamente in tempo per onorare il santo natale con una serqua di partite che uno non ci sperava piu', s'e' iniziato a giocare quattro o cinque volte al giorno -piu' o meno- per vedere di recuperare soldi sia con i biglietti che con la vendita dei diritti televisivi. Solita roba, insomma: business is business. 

Il risultato e' che le squadre di vecchietti sono superate per il momento dai giovinastri: Chicago e Oklahoma sono in vetta alle rispettive divisioni, mentre Boston e LAL vivacchiano a meta' classifica. Per adesso... Pero' quando si incontrano, come ieri sera, viene fuori una roba interessante. Eh, avere Ray Allen, Paul Pierce e KG assieme a Rondo da una parte, e Gasol, Bryant, un Bynum sin qui stellare e un tizio che adesso si chiama Metta World Peace, ma prima era conosciuto come Ron Artest dall'altra aiuta non poco.

Dal lato italiano abbiamo un Gallo che s'era infortunato alla vigilia della sua prima chiamata in squadra all'All Star Game (viaggiava a quasi venti punti di media, ha vinto -e perso- partite quasi da solo...) e una squadra, i Nuggets, che gioca un basket corri e tira di assoluto divertimento ma di scarsa lucidita'; un Bargnani che sta a quasi 25 punti di media a partita in una squadretta come Toronto che perde 19 partite e ne vince 8; e infine un Belinelli che lotta per non affogare assieme ai New Orleans orfani di Chris Paul (emigrato a Los Angeles, cotè Clippers) che fanno addirittura peggio dei canadesi del Mago attestandosi a uno sconfortante 22-4 come rapporto perse-vinte.

Pronostici per adesso: Chicago, Miami, Oklahoma e Denver in semifinale (cosi' sono certo che i Lakers ci saranno :-P).

 

Barney

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Spagna Bis, Italia Flop.

Ieri c'e' stata la finalissima degli Europei di basket, competizione nella quale era riuscita a rientrare anche l'Italia, a culissimo e senza nemmeno dovere affrontare i ripescaggi (che avremmo di sicuro perso, peraltro).

Ha vinto -strameritatamente- la Spagna, squadra stupenda allenata da Sergio Scariolo, ma penso ci fossi stato io sarebbe stato piu' o meno uguale (si, certo. Come no?). Quando una squadra la metti in campo con Pau e Marc Gasol nel ruolo di ali immarcabili da chiunque, con Navarro che segna anche con tre marcatori agganciati ai polpacci, con Calderon che fa egregiamente il suo mestiere di play (e ne butta dentro una quindicina cosi', per gradire) e infine con Ibaka (un nero enorme) che stoppa qualsiasi cosa voli sopra i tre metri e mezzo, non ci puoi fare molto, anche se hai in squadra l'antipaticissimo -ma bravissimo- Parker, e il giovin Noah figlio di tanto padre tennista.

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Navarro, sicuramente l'MVP della finale e dell'intero campionato

Unico neo per le furie rosse l'involuzione di quello che due anni fa era considerato un nuovo marziano del baloncesto: Ricky Rubio, incapace di incidere minimamente sulle partite, ma forse il ragazzo l'hanno bruciato troppo presto (e' stato uno dei piu' giovani ad essere scelto nei draft NBA). Speriamo si riprenda, perche' il suo talento era immenso.

Detto cio', e detto che vedere giocare la Spagna e' veramente un piacere, due parole sull'Italia. Il girone era relativamente abbordabile (Serbia esclusa, avevamo Lettonia, Francia, Germania e Israele), e siamo riusciti a perdere quattro partite su 5. Due partite (con Germania e Francia) le abbiamo letteralmente buttate via mille volte, sino a regalarle definitivamente a meno di due minuti dalla fine. Il match con Israele perso di uno non contava per nessuno, quindi non lo consideriamo. Il motivo e' semplice: non avevamo un gioco che fosse uno, a parte cercare di servire Bargnani, che se era in serata metteva trenta punti, altrimenti nemmen quelli. Un pick and roll, un taglio con blocco, uscita e tiro mi pare di non averli mai visti. E sopra tutto la squadra aveva paura di perdere, terrore di giocare la palla quando mancano cinque minuti alla sirena. S'assisteva proprio alla trasformazione dei giocatori in timidi fanciullini spaventati con le mani a saponetta, con le percentuali da tutte le posizioni che scendevano a livelli di scuola media. Un disastro, e lo specchio dell'assenza di una personalita' guerriera che in questi casi purtroppo non e' un optional.

E cosi', per la terza volta consecutiva (mi pare) la nazionale italiana NON sara' alle Olimpiadi, e per altri quattro anni avremo zero possibilita' di rubare un piccolo spazio al calcio.

Bene, continuiamo cosi', facciamoci del male...

Nota di merito finale per l'incredibile Macedonia: ho visto la partita che hanno vinto contro i padroni di casa (i secondi favoriti per la vittoria finale dopo la Spagna), e sono stati fantastici. La squadra e' composta in pratica da due soli giocatori: il pivot-ala forte Pero Antic (un orco tatuatissimo con due badili al posto delle mani. Ma badili molto sensibili...), e Bo McCalebb, un play nero che milita nella Montepaschi Siena, e che non si capisce come possa essere in possesso di un passaporto Macedone.

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Bo McCalebb, il macedone-tipo, mentre sbandiera il vessillo nazionale

Ecco: questi due da soli fanno una squadra. E sono arrivati quarti...

Barney

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Le cose serie dalla vita: i playoff NBA

Lasciamo per un attimo da parte le cazzatelle della politica nostrana e gli sport da bimbi scemi (compresi il calcio, le bocce e il biliardo all'italiana), e parliamo (io e l'omino del mio cervello, intendo) di basket. Siamo quasi alla definizione delle semifinali di conference, quindi possiamo fare (sempre l'omino del cervello e me medesimo) il punto della situazione.

Iniziamo dalla costa ovest: l'unica incertezza al momento (ed e' l'unica incertezza in generale) e' se i Grizzlies ce la faranno a schiantare gli Spurs, oppure San Antonio ruiscira' ad allungare il brodo. Per me i bianchi sono gia' morti, ma l'esperienza e' dalla loro parte e aspettiamo stanotte per una prima verifica delle mie capacita' divinatorie. Chi vince -secondo l'omino del mio cervello Memphis- va a giocarsela con Oklahoma, vittoriosa sui Nuggets di un ottimo Gallinari. E andra' a perdere 4-1 contro Durant e soci. Altra semi: i Lakers hanno sbancato per la seconda volta la New Orleans di Chris Paul e Marco Belinelli e hanno vinto la serie 4-2. Belinelli buono dopo le prime due partite, e Hornets ottima squadra con ottimo allenatore. Un solo numero per chiarire il perche' del risultato finale: Okafor -il pivot di New Orleans- ha segnato 6,2 punti in media quando sul campo aveva Bynum davanti. Se il pivot titolare di LA era in panca, magicamente Okafor saliva a 14,4 di media (??!!!). Andrew Bynum, assieme a Ron Artest, e' il fattore che puo' decidere quanto avanti andra' LA: se Kobe segna almeno 20 punti a partita, e Gasol gioca come sa (cioe' da incrocio tra guardia forte e pivot posizionato in post basso), il resto viene facile da Lamarvellous e Brown, ma senza Bynum sotto le plance non si va molto lontano. Io dico comunque LA abbastanza facile (4-1), anche perche' si gioca contro i pipponi di Dallas. A me Dallas fa schifo, e Nowitzki peggio che schifo se non si fosse capito. Una squadra di inutili mezze seghe, cosi' le definisce l'omino del cervello.

A est abbiamo una finale anticipata tra Boston e Miami. Io tifo i verdi per riavere LA finale Lakers - Celtics, ma anche perche' Miami e' tutto fuorche' una squadra di basket (Wade e James assieme a Bosh, e va bene. E poi? Il NULLA), e l'allenatore -un bimbominkia che ha un nome assurdo che non sto nemmeno a scrivere perche' di sicuro lo sbaglio. Ma cazzo, e' colpa sua!!!- sta sui coglioni a mezzo mondo per il semplice fatto di non avere dominato una stagione dopo che gli hanno comperato praticamente tutti quelli disponibili sul mercato. I verdi hanno la squadra dei sogni: Rondo in regia che un paio di partite fa ha fatto registrare una tripla doppia con -mi pare- ventiquattro assist e' una sicurezza. Ray Allen ha fatto partite con 8 su 11 da tre, e ciao a tutti, e poi c'e' the Truth, che adesso viaggia a suon di trentelli a partita. Metteteci KG (che secondo me e' la migliore ala grande del mondo) e possono pure giocare in quattro. Ah, dopo Phil Jackson c'e' Doc Rivers, come migliore allenatore del mondo, e cosi' chiudiamo la presentazione di Boston. Semifinale due tra i dominatori a sorpresa della stagione regolare, i Bulls di uno straordinario Rose, e gli Hawks. Dico Chicago ma seria assai combattuta.

Non ne azzecchero' nemmeno una, e' evidente, ma intanto ho fatto divertire l'omino del cervello. Tutti gli errori sono colpa sua, e' evidente: d'altra parte, sono o non sono italiano?

 

Barney

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Farewell, Giancarlino. E non smettere mai di sorridere ...

Sabato sera, dopo la partita che ha sancito la permanenza in serie A1 (mica la lega degli sbucciabanane!) delle mie biNbe, me ne sono andato bello carico di adrenalina a riprendere uno dei figli che era a cena a casa di amici. E' stato inevitabile raccontare le emozioni dello spareggio vinto di tre, con le napoletane che hanno buttato via alla cazzo di cane  due azioni nell'ultimo mezzo minuto, e quindi di li' spaziare parlando di basket a 360°. Cioe', io parlavo e i miei amici ascoltavano.


Finche' a un certo punto si e' andati a parlare di basket maschile, e di come la squadra degli uomini della mia citta' faccia schifo al majale (con tutto il rispetto per il majale, sia chiaro) in ogni reparto, dai raccattapalle all'allenatore.
E di come anche il tifo sia diverso, con i supporters degli uomini molto vicini al livello delle bestie, tanto che un mesetto fa il campo e' stato squalificato per quattro giornate, e alcuni giocatori per tre, grazie ad una -come dire?- morbosa attenzione del palazzetto tutto nei confronti degli arbitri. Attenzione testimoniata da sputi, spintoni e -soprattutto- lancio di bottiglie d'acqua piene come se fossero coriandoli a Carnevale.
Ecco, ho iniziato a rammentare quell'episodio, e di come io l'avessi vissuto con distacco ascetico -m'importaunasega infatti di quella squadra di improbabili cestisti-, ma dalla primissima fila, impegnato in amabile conversazione con Giancarlino, distinto e gioviale signore settantenne nonche' padre di una mia vecchia amica. La scena era veramente surreale, se si considera che l'amica ha poi sposato il Presidente della suddetta squadra di basket e affermato professionista locale. Presidente a sua volta in primissima fila a promettere massaggi non propriamente Thailandesi ai due ometti in grigio, i quali alla fine sono stati scortati a casa dalla Polizia. Insomma: c'ero io che imploravo Giancarlino di venire a vedere le biNbe, almeno una volta, e di lasciare stare quei cazzoni ignoranti, e lui che scuoteva la testa sorridendo, dicendomi che avrebbe provato, ma che inderogabili impegni familiari lo costringevano comunque a seguire la squadra del genero.
Tutte le partite dei cialtroni che ho visto si sono concluse con noi due che si commentava la partita scherzando, con veloci saluti alla figlia se presente, e con fugaci pacche sulle spalle del Presidente nel caso -sometimes miracles happen- la sua squadra avesse vinto.

Di Giancarlo posso anche rammentare un incontro di questa estate, una calda sera in cui io, mia moglie e nostra figlia siamo andati a sentire i tangos di Piazzolla suonati da Fabio e dai suoi amici. Chitarra, violino e fisarmonica per una splendida serata di musica, nella quale incontriamo Giancarlo e sua moglie, venuti appositamente pure loro a sentire Fabio che scopro essere amico comune. Brevi convenevoli, complimenti alle rispettive mogli e buffetto alla nostra bimba, poi si va a parlare di sua figlia e dei nipoti. Rimane per me indelebile il ricordo di Giancarlo che rammenta come il primo dei tre si chiama... "Giovanni, come il nonno cattivo" (ovviamente, l'altro nonno). Le ultime parole sussurrate con una risata quasi mefistofelica, e poi "per il nome del secondo m'avevano proposto "Giancarlo", ma see, io non ho mica voluto..." detto con un serio distacco da Lord britannico.

Comunque, come si sara' gia' capito, alla fine del mio monologo sul basket, e di come fossero brave le biNbe, e di quanto facessero schifo i maschi il mio interlocutore m'ha avvertito che Giancarlino era morto una settimana prima, stroncato da un infarto imprevisto e imprevedibile in una tiepida notte di marzo, mentre era solo in casa.

E' stata una doccia fredda, che ha rovinato la festa per la vittoria sul campo. Soprattutto perche' Giancarlino era una delle persone piu' vive e vitali che io abbia mai conosciuto. Quando eravamo al liceo era l'unico genitore che -con la scusa di controllare la figlia- veniva a sciare con noi e non restava mai indietro, uno che riusciva a ridere della vita nonostante questa fosse stata tremenda con lui e la sua famiglia.

Uno che quando ti incontrava innescava immediatamente un dialogo che non era mai di convenevoli triti e forzati. Una bella persona, veramente.
Che e' morta non vedendo nemmeno una partita delle mie biNbe.

E mi fa incazzare, il fatto che sia morto cosi', anche perche' sono sicuro che a veder giocare le donne si sarebbe divertito alla grande, e i suoi occhi avrebbero riso. Addio, Giancarlo: sara' per la prossima.


Barney

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He got game

La superiorità in termini di spettacolo, pathos, giustizia del basket nei confronti dello sport per stronzi (cioe', il calcio) è talmente lampante che non ci sarebbe nemmen bisogno di scriverci sopra.

Ma ieri c'è stata l'ennesima sfida tra Lakers e Celtics, a Boston. Ebbene: in quella partita Ray Allen ha stabilito il nuovo record all time per punti segnati da tre. Ray è un ragazzo che ha una vaghissima speranza di esser conosciuto anche da chi ama lo sport per stronzi, perchè ha recitato nel ruolo di protagonista nel film di Spike Lee che da il titolo a questo post. Ma che lo scrivo a fare? L'avremo visto in cento, quel film...

Beh, torniamo alla partita di ieri: a metà del secondo quarto i Lakers sono sotto di tredici. Perdono palla, i verdi vanno in contropiede... e Ray schiaccia il +15 per i Celtics. Ora, nello sport per stronzi la partita sarebbe finita qui.

Ieri invece i Lakers erano sopra i Celtics già cinque minuti e mezzo dopo. E rimontando un punto alla volta. Un'azione alla volta. Stupendo. Ecco la sintesi della partita: guardate almeno l'abbraccio tra Kobe e Ray, a fine partita, e le due clip sul momento in cui Allen ha battuto il record. Molto americano, ma molto bello. E gran bella partita giocata dalle due squadre piu' anziane dell'intera NBA: ma la classe -quando c'è- non invecchia.

 

Barney

 

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