Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Scavano, scavano che e' una bellezza...

Dopo la letterina a Babbo Nache Silvio di Valter Lavitola, presentata su codesti schermi solo un par di giorni fa, dopo aver scoperto che la festa greco-romana organizzata per i Consiglieri Regionali da tal De Romanis (nomina sunt omina) era piena di gente con i mascheroni da majale perche' v'era stata -come dire?- una incomprensione nella lettura dei testi omerici (pare proprio che "proci" sia divenuto "porci". Non si sa quanto per calembour, quanto per assenza della licenza non dico liceale, ma almeno elementare nel curriculum vitae dell'organizzatore...), dopo questo pirotecnico fine settimana, insomma, pensavo che il peggio fosse passato.

E invece no: al peggio non v'e' mai fine, e l'elegantissima "festa della merda" ne e' la prova provata.

All'evento mondano ha partecipato anche Veronica Cappellaro, Presidente della Commissione Cultura, Soprt e Spettacolo della provincia di Roma (chi indovina il partito, vince una mucchina gonfiabile...). La quale stasera e' stata intervistata telefonicamente da Cruciani, ed e' riuscita solo a latrare frasi da mentecatta completa ("Che, io nun posso anda' a una festa?", "Ma ve rendete conto che con tutti li probBlemi d'aaggente voi me state a chiede d'aa festa d'aa merda?", "Ma poi io mica o' sapevo che era la festa d'aa mmerda!"). Peccato Cruciani non l'abbia mandata a raddrizzare le banane col culo, ma si sa: Beppe e' forte con i deboli, e debolissimo con i forti. La trota meriterebbe la gogna, anche perche si veste cosi' (taccio dello sguardo intelligente e sveglio, e del tono muscolare da bradipo in coma etilico):

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Un bello scatto che riprende la Nostra mentre pensa. (C) Ilportaborse.com

Ma alla festicciUola v'eran scene come codeste:

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Il dolce era un Profiterole a forma di cacca di Mammuth, con ornamenti di carta igienica e vassoio di giornale. Fyne, anzicheno'... (C) ilportaborse.com

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Qua una tizia che sicuramente ha come massima aspirazione partecipare ad una fiction/al Grande Fratello/fare la letterina si adagia su un finto cesso finto sporco. Geniale, e di gran gusto. (C) ilportaborse.com

Il massimo pero' lo si raggiunge con lo scatto che vi mostro tra poco. E' osceno ed adatto solo a stomaci particolarmente pelosi e ruvidi.

Ne sconsiglio la visione se siete in stato interessante (?!!), a meno che non vogliate interrompere la gravidanza.

Bimbi sotto i dieci anni solo accompagnati.

Insomma, via, eccolo qua:

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La sympatica scenetta vorrebbe rappresentare un cassintegrato della FIAT (quello a sinistra, a occhio), la tipa accanto dovrebbe essere un'invitata che provava l'ebrezza di cagare accanto ad un wannabe morto di fame.

Il tutto all'ingresso, a rammentare ai ricchi pezzi di merda che hanno riempito il palazzo romano che la vita con loro e' stata inopinatamente ed inspiegabilmente generosa, e che gli altri vadano un par di metri affanculo. Io pero' vorrei anche rammentare al biondino che s'e' si' mirabilmente prostituito per due eurini che la dignita' vale molto piu' d'una caata finta ad una festa di coglioni. Ma presumo sia troppo tardi...

Si, si puo' solo scavare, e non si puo' non chiudere il post con la riproposizione d'un classico della lotta di classe: "Common People", ma non nella fighetta versione dei Pulp, bensi' in quella famosissima del duetto William Shatner-Jackson (Joe, eh? Non vi venga in mente che io possa linkare MaicolGecson...)

 

Barney

 

 

Tette, culi e criostati

Mr. Reconditi, da Augsburg, mi segnala un post di Mrs. Signorile da Londra su "L'orologiaio miope", il blog che Lisa cura con sadica maniacalita'.

Lisa Signorile e' una naturalista scappata in UK al seguito del compagno, Eugenio, decenni fa. Frequentavo elettronicamente i due gia' nel secolo scorso, e a un certo punto la signora Tupaia s'e' decisa ad aprire un interessantissimo blog scientifico che fa onore alla categoria degli studiosi di bestie strane,e quest'anno ha addirittura pubblicato il suo primo libro. OK, i venti Euro per la marchetta li ho guadagnati, adesso diamo un senso al titolo del pezzo.

Nel post in questione Lisa si indigna -giustamente- per una iniziativa finanziata dalla Commissione Europea, volta a stimolare le carriere scientifiche delle donne. Intento lodevolissimo, perseguito pero' con i metodi e gli stilemi sbagliati. Ecco il video promozionale dell'iniziativa, presto ritirato dal sito di riferimento ma sempre presente sul Tubo:

La quantita' di ammiccamenti sessuali e' imbarazzante (nemmeno io avrei saputo fare peggio, lo ammetto): gas liquefatto che sublima con volute sensuali post-coitali, palline/gocce in ogni dove, immagini che ricordano piu' una visita ginecologica che la visione di una capsula di Petri al microscopio...

Poi ci sono i doppi sensi sessuali-estetici, con le gocce di smalto che cadono lentissime e che possono essere anche qualcos'altro, e il fondotinta che spolvera dal pennello, e poi rossetti in erezione, e tacchi dodici, e minigonne clitoridee, e becker e beute che se non sono cazzi non so cosa siano (secondo 15 del video, controllate please), pennarelli-dildos di misura extra-extra large maneggiati da professoresse di materie a caso con treccia favolistica e sguardo assai conturbante, e ancheggi da Elvis the Pelvis a ogni pie' sospinto...

C'e' tutto il peggio del piu' becero maschilismo d'accatto, e tutto quel che si vede e' frutto di investimenti di denari pubblici, (immagino di qualche centinaio di migliaia di Euro come minimo, e non voglio dire la cifra che ho davvero in mente per evitare di scandalizzare troppo i miei tre lettori) che vengono tutti dalle nostre tasse, sperando che chi legge -come faccio io- le paghi, le tasse.

La homepage dell'inziativa europea "Science: it's a girl thing!" e' li' a testimoniare che lo stereotipo che i creativi hanno in mente, per le ricercatrici europee, e' esattamente quello che il video ci racconta: nulla di piu', nulla di meno.

E testimonia ancora una volta che la nostra epoca ha saltato oltre il burrone da un bel po', anche se la Commissione cerca di tappare il buco con un patetico Q&A file.

Insomma: non ci stupiamo se poi le donne sono considerate alla stregua delle bestie da soma, se vengono ammazzate a bastonate quasi ogni giorno, se non hanno quasi mai il ruolo che spetta loro.

 

Ah, quasi dimenticavo... ecco un criostato:

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Barney

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Posted June 29, 2012

La profondita' e' quel che conta

Infatti, se uno ha gli stivali...

Barney

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Posted May 30, 2012

Bloodline, un film (overstatement) di Edo Tagliavini

Un paio di doverose premesse, prima della recensione del film:

  1. ho visto la pellicola al Circolo del Cinema, senza spendere un Euro;
  2. Non vi venga in mente di spendere un centesimo per andarlo a vedere altrimenti non son servito a nulla io col mio sagrifizio.

Locandina
Si tratta di un film "indipendente", catalogato tra gli horror psicologici dai critici -e tra le puttanate sesquipedali col salto carpiato da me medesimo-, che ha un unico elemento di pregio relativo ("tra vagonate di cacca di cammello, se trovi un sasso e' festa grande" direbbe il Mullah Omar dopo una ciucca coi controfiocchi...) una battuta che vi lascio per dopo senno' mi abbandonate la lettura gia' qui.

Vado quindi a solleticare la curiosita' delle masse raccontando trama, sinossi, sottintesi e morale implicita dell'opera prima -forse- del Carneade Tagliavini.

Vent'anni fa, una famiglia felice (padre, madre e due gemelle di sei-sette anni) sono in un bosco molto luminoso per un pic-nic m'immagino domenicale. L'aria e tersa e serena, l'atmosfera gioviale, e i genitori mandano le figlie a giocare prima del pranzo al sacco. Da notare che nessun personaggio pare avere pensato al pranzo stesso, ma questo particolare risultera' assolutamente insignificante rispetto al resto del mazzo. Bene, le gemelline giocano a nascondino, una si nasconde e l'altra conta. Nel frattempo si vede una giovane coppia che corre a perdifiato e con gran rumore nel bosco, inseguita da un figuro in una specie di muta da sub, maschera NBC e assurda pistola spara-dardi in mano. La velocita' del tricheco mascherato e' pari a quello d'una betoniera carica di cemento, i ragazzi corron come leprotti. Ma ovviamente lo scuba diver li raggiunge, li centra da un par di cento metri con due dardi pieni di roba verde sparati da una pistola tipo quelle da paintball, e li incapretta a testa in giu'. Tutto questo vicino a una gemellina che s'accorge di tutto solo all'ultimo, inizia a scappare e incontra la sorella. La prima bimbetta, per colmo di sfiga, mette un piedino su una trappola da conigli e rimane inchiodata al suolo. In tutto il casino i genitori non si fan vedere (saranno sordi? Saranno stronzi? Mah, spariscono e nessuno li rivedra' mai piu'), e la sorella non intrappolata si immola per salvare la gemella.

Si scopre che l'assassino era un serial killer, il chirurgo, che era uso estrarre organi dalle sue vittime senza -diciamo- curarsi troppo della anestesia. Il killer si impicca qualche tempo dopo, braccato dalla polizia.

Flashforward, e siamo ai nostri giorni. La sopravvissuta zoppica sempre, e' una giornalista di inchiesta e viene costretta ad accettare un incarico che la vede impegnata, assieme al suo fido cameraman che pare Pirlo sputato (innamorato cotto della donna e non corrisposto, ma non credo ci fosse bisogno di dirlo) a filmare il backstage di un film porno d'autore (che e' come dire "canzone melodica sanremese impegnata", o "parallele convergenti", o una roba che contraddice se stessa, insomma). La location e' -vedi te i casi della vita?- la villa nella tenuta in cui la sorella della protagonista e' morta anni prima. Ovviamente dopo un giorno di convivenza forzata tra improbabili pornostar, amanti del fetish e dilettanti allo sbaraglio (e zero scene di sesso, cosa che perdurera' sino al termine della pellicola) il chirurgo si rifa' vivo, e per farsi vivo fa morti due dei dilettanti pornoattori.

Mistero su come il serial killer possa essere resuscitato, mistero su trasformazioni a cazzo di cane di morti in zombi e poi di nuovo in morti, immediato il sospetto dello spettatore sopravvissuto sin li' che si posa sul Rocco Siffredi della situazione, un boro palestrato con coda di capelli lunga fino al culo che -bada un po' che strano!- scompare sempre quando appare il killer. Killer che veste proprio come quello originale, maschera NBC compresa. E corre come un paracarro sgonfio, esattamente come il predecessore. Ma raggiunge sempre le sue vittime, fossero anche atleti del triathlon.

Vabbe', la faccio breve: il chirurgo originale aveva dei figli, che han pensato bene di tramandare ai posteri le abilita' artigiane di famiglia. Estrazioni di cuori a mani nude, taglio di tutti gli arti e altre amenita' varie ci accompagnano al finale telefonato, che non merita nemmeno d'essere raccontato da tanto fa schifo al majale (di cui peraltro non si butta via nulla, esattamente come vien fatto delle vittime dei nuovi chirurghi).

Sono pero' in debito dell'unica battuta passabile di questo aborto cinematografico, e cerco di passarvela in modo intellegibile: la giornalista e il suo cameraman ritornano trafelati in villa, urlando che hanno visto il chirurgo nella serra. Un dilettante del gruppo e' un rumeno (un sacrificabile che stiantera' tra i primi, ma chi legge Rat-Man gia' lo sapeva), il quale tra lo sconcerto generale si alza e dice con accento di Kiev:

"No, scusa. Ma se tu avere visto lui in serra, no e' chirurgo: e' giardiniere!"

(l'accento era in effetti piu' russo che rumeno, mah...).

 

Giudizio sintetico: potessi campare cent'anni ancora, difficilmente potrei assistere a un troiaio peggio di 'sta roba qua. "Cagata pazzesca" e' forse la sintesi migliore.

Alla domanda: "ma chi cazzo te lo ha fatto fare, di rimanere in sala fino alla fine?" cerco di dare una risposta da qualche giorno, ma credo sia che le poltroncine eran veramente comode.

 

Barney

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Posted May 16, 2012

Chaltron Heston

Il sottotitolo del blog "Phastidio", curato dall'economista Mario Seminerio e' "andra' molto peggio, prima di andare meglio". Si parla spesso su Phastidio dell'attuale stato pre-morte del paese, e l'articolo di ieri indica una strada all'uscita dal disastro: premiare Silvio, assieme a Giulio, Renato Brunetta dei Ricchie  Poveri, Umbertone e cagnolini vari sbraitanti stronzate, con un premio internazionale di gran prestigio:

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Si: l'IgNobel. Per quest'anno siamo in ritardo, ma la segnalazione per il 2012 (annus horribilis) la mandero' di sicuro.

 

Barney

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Casta ma non pura

Oggi sono intervenuto -non lo faccio quasi mai- in una discussione su Linkedin, gruppo "Fuga dei talenti". Qualcuno ha linkato una notizia che riportava le proposte di legge -tutte del centrodestra- volte ad abolire il valore legale del titolo di studio, e ha semplicemente domandato "siete d'accordo?". Io sono d'accordo, m'e' venuto da rispondere, ed ovviamente ho risposto "si". Con me qualche altro utente, ma la maggioranza mi pare sia contraria. Un tizio in particolare s'e' lanciato in una filippica assurda sul fatto che cosi' si sarebbe data una formidabile arma in mano alle aziende per tenere sulla corda i lavoratori (??!!!!). Poi ha scritto la frase che m'ha fatto veramente incavolare, e che riporto sperando non chieda mai i diritti d'autore:

"In Italia oramai l'unico valore che si dà alla cultura è il riconoscimento di quel titolo faticosamente sudato e solo perchè si è obbligati dalla legge. Se si toglie anche quello la frittata è fatta. Voglio proprio vedere che ci guadagnano i professionisti a farsi sfilare da sotto il naso il titolo che hanno acquisito. A me pare una scemenza francamente."

Questa roba qua l'ho letta prima (lo giuro) di ascoltare quel che e' successo oggi in aula a Montecitorio: alla sola notizia che la Finanziaria avrebbe contenuto norme volte ad abolire -o comunque a rilassare- gli ordini professionali, uno stuolo di avvocati e notai (tutti pare del centrodestra) hanno iniziato a raccogliere firme in aula, minacciando di non votare la finanziaria se quella norma non fosse stata ritirata. Pare che in fondo alla giornata abbiano ricavato una cinquantina di firme (alcuni giornalisti dicono ottanta), e soprattutto pare che la norma sugli ordini professionali sara' ritirata dal testo definitivo.

A me e' venuto da rispondere cosi':

"E' evidente che l'abolizione del valore legale del titolo di studio e' l'ultimo dei problemi del paese, ma su questo era stato chiesto di fornire un parere.

E' altrettanto evidente che l'attaccamento tutto nazionale al valore del pezzo di carta e' lo specchio di una mentalita' molto particolare -e assai dannosa, IMVHO-: il volere mantenere dei privilegi di "casta" che si ritengono dovuti solo perche' siamo entrati in una casta.

Il commento di Xxxxxx (non me ne voglia) sui professionisti che non avrebbero alcun motivo di cancellare il valore legale della laurea e' la riprova che questa mentalita' esiste e lotta assieme a noi.

Dall'altra parte, gli stipendi ridicoli che le aziende italiane pagano ai loro dipendenti sono -mi si scusi il calembour- indipendenti dal fatto che il dipendente abbia o meno la laurea: siamo al VENTISETTESIMO posto nel G30 come COSTO del lavoro, subito prima di Polonia e Messico.

In sintesi: eliminare il valore legale del titolo di studio potrebbe rappresentare uno dei punti di partenza per passare da un sistema clientelare/di caste a uno MERITOCRATICO."

Questo, lo ripeto, prima di aver sentito della stupenda prova di responsabilita' degli avvocati del PdL, di fronte ad una crisi economica enorme. Ma volete mettere il proteggere la casta dei notai con lo spread rispetto ai Bund tedeschi? Ma soprattutto: pensate che qualcuno di quei coglioni che raccoglievano le firme sappia cosa e' lo spread, o i Bund tedeschi?

Barney

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Posted July 13, 2011

E' morto un gu-uru, all'ospeda-ale...

Stamani c'a' lasciato questa cattiva imitazione di Napo Orso Capo:

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E' morto, insomma, Sai Baba.

A parte l'umana pieta' per chi stianta, che m'e' sempre difficile evitare, sono sollevato e felice perche' dieci milioni di persone la smetteranno di essere prese per il naso da questo prestigiatore da quattro soldi, famoso per le materializzazioni di collanine da pellerossa che s'era prima nascoste in bocca, per le polverine magiche che gli uscivano dalle dita perche' (e' ovvio...) ci se l'era messe prima e per altre stronzate da baraccone tra cui la levitazione. No, diobòno: c'e' gente che crede che Sai Baba levitasse davvero, dimmi te se questi vi' poi devano votare!

Sai Baba ci lascia dopo avere preso per il culo anche George Harrison, e altri soggettini d'un certo peso (tra i quali Steven Seagal, ma a lui non mi permetto assolutamente di dire che e' un coglione da sbarco, anzi. Sicuramente Steven aveva le sue bònissime ragioni per seguire Sai Baba).

E ci lascia con un patrimonio stimato in QUATTRO MILIARDI di Dollari.

A dimostrare che Lafayette Ronald Hubbard c'aveva visto giusto quando -dopo non esser riuscito per l'ennesima volta a vincere il Premio Hugo- dichiaro: "Basta... Per diventare ricco mi tocchera' inventare una religione". Scientology (TM e Copyright) e' li' a dimostrare che il pessimo scrittore di SciFi aveva ragione.

 

Barney

 

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«Via le Br dalle procure»

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Via queste bestie fascio leghiste dall'Italia. Grazie, e scuse sentite alle bestie.

Barney

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noiseFromAmeriKa : State buoni, se potete

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Lo stato della Nazione, come si evince dai dati ufficiali di Tremonti, nel giorno del compleanno della Nazione.
Praticamente siamo al "non fate l'onda"...

Barney

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British journalism - Basso profilo e compostezza. - Yossarian's posterous

Grazie a Yossarian per questa perla di giornalismo sobrio e distaccato. Che in momenti come questi fa la differenza tra l'uomo e la merda.

Come dice lui nel suo commento: "Mario Sechi, avete presente?".

Barney

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Estratto di Corona (da "Strategie Evolutive")

Il libro (??!!!) di Fabrizio Corona e' uscito.

Ecco, prima di comperarlo forse e' bene diate un'occhiata a quello che ha scritto Davide Mana qua. Davide ha un solo difetto: e' troppo buono. La parola "cesso", ad esempio, mi pare non esca mai nella presentazione dell'opera letterario del paparazzo. Io non avrei resistito, e avrei virato al pesante dopo la quarta riga. Ma tant'e'...

Vi lascio alla lettura del brano linkato sopra, non prima pero' di avervi ammannito l'orrenda copertina del (mi scusi Gutemberg) libro:

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Barney

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As seen on TV

Non ci volevo credere, ma purtroppo l'ho visto con i miei occhi.

Ieri sera ero a casa dei miei, e la TV trasmetteva il TG regionale della Toscana delle 19.00. Una delle notizie è stata presentata così nel sommario: "Torre del Lago come una piccola Avetrana". Ho dovuto aspettare la fine del TG, perchè a quel punto volevo e dovevo sapere come mai a dieci chilometri da casa mia c'e' un negro che uccide le sedicenni.

Beh, alla fine è venuto fuori che anche a Torre del Lago, ridente cittadina a metà strada tra un lago (ma va?) e un mare, ci sono dei lobotomizzati che vanno a vedere il luogo del delitto. E' incredibile, ma giuro che ho assistito alla calata delle vecchie stronze di sessant'anni con il cappottino della messa domenicale con complemento di collo di volpe, che si affannano a cercare un buco nella rete che separa la strada dal campo in cui le roulottes dell due scomparse stazionano, oramai vuote, da mesi. A far da chaperon il marito o -più spesso- il genero, rubati al puttan tour pomeridiano sull'Aurelia, o alla cirrosi da barrino tressettato.

Una cosa incredibile, sembrava un set di un film di serie zeta; ma era tutto vero.

Tutto questo come mostrato dalla scatola delle cazzate, innumerevoli volte: a Cogne, ad Erba, a Novi Ligure, a Vergate sul Membro e dal budello di su mà. E quindi sarà vera, no? L'ha detto la tv...

 

BP

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Sciuscia' e Negrodeath hanno cinicamente commentato la triste storia dell'assassinio di Sarah Scazzi. Bravi. Apprezzo soprattutto la versione di Niccolò, che suggerisce fin dal titolo la corretta svolta che le indagini dovrebbero subire ("E' stato il negro!") se a capo di quella branca di sfatti dalle seghe del RIS ci fosse l'Ispettore Zenigata. E invece no, la scena del crimine e' impestata da criminologi come questo qua sotto:

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Figura 1: La criminologa di parte civile, Roberta Bruzzone, subito dopo avere assistito all'autopsia della vittima, e un menutino prima di assedersi nello studiolo di "Porta a Porta"

e quindi le speranza di cavare un ragno dal buco sono nulle. E il negro può tranquillamente continuare a dormire il sonno del giusto.

Ma tutti ci dobbiamo inchinare di fronte a Gianni Gipi Pacinotti. Qui Gipi ha montato i commenti omicidi -soprattutto verso lo zio di Sarah- che si trovano su Facebook, letti da un simulatore di voce umana, sulle immagini che potrebbero essere quelle degli utenti che questi commenti hanno rilasciato.

Con un minimo di cinismo devo dire che è difficile non vomitare di fronte a certi costrutti in un italiano così stentato che un albanese ubriaco avrebbe fatto certamente meglio, o davanti al florilegio di abbreviazioni da bimbiminkia: "xche'", "nn", "ibdtmvdp" (il budello di tu ma' vestito da pirata), e via andare. O evitare di giudicare quelle merde per quel che sono: merde, perlappunto.

 

BP

 

Basta? Basta una sega, testina!

Stavo per andare a letto, poi ho deciso di dare uno sguardo ai titoli delle prime pagine di oggi: venerdi' 29 "Bunga Bunga" ottobre 2010.

E, Cristo, non posso andare a dormire senza avere commentato questo titolone di prima pagina del camion del bottino (cioè, de "Il Giornale"):

Bunga Bunga basta. Sottotitolo: Nuovo gossip sessuale contro il Cavaliere. Lui: "Spazzatura".

Faccio umilmente notare a Testina di Vitello Sallusti e a Littorino bello che "basta" detto da un giornale che ha sfranto i maroni per MESI con la questione della casa di Montecarlo beh, fa quanto meno ridere. Signori: se giocate al giochino della merda nel ventilatore, c'è il caso che qualcun altro usi ventilatori e secchi più grossi dei vostri.

Quindi, ci si ricordi quella che e' stata la linea del camion del bottino in questi ultimi 70 giorni, prima di urlare "basta". Eccheccazzo, c'è un limite anche alla faccia come il culo, diobòno!

 

E quindi: basta? Basta una sega, testina! Basta quando è finito il camio della merda!

 

BP

Void space (semi-omaggio a Dilbert)

Ieri ero, con due colleghi e una decina di altri ingegneri da mezza Europa, nei dintorni di Southampton, la città famosa per il Titanic. Finita una due giorni di riunioni per un progetto di ricerca finanziato dalla Commissione Europea, siamo andati a visitare una molto grande azienda (una quindicina MILA di dipendenti... con la quale noi collaboriamo da anni) attiva in ambito difesa-aeronautica-spazio. Un gran carrozzone, in un posto bellissimo naturalisticamente parlando, in cui per spostarci da uno stabile all'altro si usa il furgone. E dove per entrare nelle stanze "segrete" devi PRIMA aprire una mini-cassaforte accanto alla porta per prendere una chiave, POI digitare un codice numerico, INFINE forse entri.

Bene, passando da un piano all'altro per andare a visitare un laboratorio abbiamo attraversato un open space assai grande, con almeno una trentina di postazioni, tutte vuote. Vuote e pulite: nel senso che nessuno, negli ultimi giorni (o mesi) ha mai posato i suoi gomiti su quelle scrivanie. Silenzio tombale, ovviamente, a parte noi stanchi visitatori. Proprio alla fine dello stanzone, vicino alla porta dalla quale dovevamo uscire, c'è UNA postazione occupata. E non temporaneamente: è un cubicolo che mostra di essere vissuto dal suo abitante. Che man mano che ci avviciniamo, si mostra essere UNA abitante. Passiamo davanti al cubicolo, lei continua a lavorare, noi accenniamo un'occhiata. Con uno dei colleghi ci diciamo "Ma non somiglia ad Emily, quella?". In effetti, somiglia molto. Emily l'abbiamo conosciuta un mese fa in Italia, e prenderà il posto di un personaggio che io chiamavo "lo Squalo" nel tenere d'occhio i subfornitori (tra cui noi) di una commessa estremamente difficile da portare a termine, e proprio per questo estremamente interessante. Emily e' molto giovane, e pure molto bella, e francamente non capisco come possa prendere il posto dello Squalo (un bestione di 130 chili e sessanta più che cinquantacinque anni, che ha girato tutte le maggiori aziende britanniche), ma tant'e.

Insomma, per farla breve quando torniamo indietro non possiamo evitare di fermarci e di salutarla.Si, è proprio lei.

E' assolutamente indescrivibile l'effetto che fa, da sola, in quell'open space per il resto assolutamente vuoto. E ancora non riesco a capire se quella localizzazione sia una punizione per qualcosa, oppure se lei è stata mandata in avanscoperta, a colonizzare nuovi spazi, per i colleghi più anziani.

Quello che però noto è un foglio appiccicato su una colonna dell'open space. L'unica altra forma di vita. Nei pressi del cubicolo di Emily.

E' un "termometro", che riporta solamente la parola "savings" e poi delle cifre in milioni di sterline, da 2 a 7. La mia interpretazione è che il termometro rappresenti una misura di quanto la nuova dirigenza ha risparmiato nel bilancio della molto grande azienda.

Vorrei sapere se quelle cifre hanno qualcosa a che fare con lo spazio vuoto attorno a Emily, ma il sospetto ce l'ho.

 

BP