"Pinocchio 2112", Silvio Donà
Sottosuolo dell'Italia, anno 2112.
La popolazione vive rintanata nelle viscere del pianeta, a causa di una letale contaminazione dell'atmosfera. Si sopravvive in una societa' abbruttita e violenta, in cui il denaro e' sostituito da pillole di droga e i proiettili sono piu' cari dell'oro. Il protagonista viene descritto come un solitario raccoglitore di libri, e l'autore traccia l'identikit di Rick Deckard di Dickiana memoria (meglio: la rappresentazione di Deckard che ci ha dato Ridley Scott). Questo omaggio nemmeno troppo nascosto ad uno dei numi della fantascienza e' l'unica concessione alla "cassetta" da parte di Dona', che per il resto fa scorrere ottimamente una storia che -anche nelle parti inevitabilmente scontate- mantiene una linearita' ed una coerenza che sono a mio avviso uno dei punti di forza di "Pinocchio 2112". Il finale e' ottimamente mimetizzato tra le pagine, e rappresenta -se lo si considera a mente fredda- la logica conseguenza degli avvenimenti precedenti, almeno dal punto di vista di un lettore di fantascienza.
Insomma: un ottimo libro di SciFi italiana e' gia' di per se una notizia. Lo e' ancor di piu' se si deve dar credito alle note sull'autore, che ci raccontano come questo libro rappresenta il primo passo di Dona' nella fantascienza. E se il buongiorno si vede dal mattino, aspettiamo fiduciosi la sua seconda prova.
BP
