Rapido resoconto della gita didattica di sabato pomeriggio a Villa Borbone (Viareggio), ad assistere alla conferenza "La Fusione fredda e' diventata realta'?"
Il posto, intanto. Mi era ignoto, ed e' assai interessante. Ecco qua una vista dal viale d'ingresso:
E qua, attaccato ad un lampione, il manifesto dell'evento:
Arrivato davanti al corpo principale, individuo l'ala in cui c'e' la conferenza. Facile: e' quella con le persone fuori a parlare:
Mentre a sinistra rispetto al corpo principale c'e' una bella chiesetta:
Arrivo e la sala e' stracolma, tanto che hanno messo un videoproiettore in una saletta attigua. Non entra uno spillo, davvero:
OK, mi incontro con il collega FD, con il quale realizziamo d'essere un paio d'orette in ritardo rispetto all'inizio della conferenza. Poco male, abbiamo perso Rossi in collegamento Skype dagli USA, e la videointervista registrata a Focardi, ma gli interventi "live" li becchiamo tutti. I nomi NON li so, a parte quello di Roy Virgilio (di cui parlero' dopo). La cronaca degli interventi la si puo' comunque trovare sul blog di
Daniele Passerini, che si intuisce all'estrema destra del tavolo degli speakers nella foto qua sopra.
Il primo relatore e' Celani, dell'INFN, e tutto l'intervento e' riportato sul blog di Passerini. Non m'ha impressionato per niente, essendo una cronistoria di robe gia' sentite. L'ultima affermazione la perdo in parte: dovrebbe essere la prova regina che gli effetti della fusione fredda (o Low Energy Nuclear Reaction, LENR) sono davvero "nucleari". E' un documento del DoD, ma proprio non riesco a vederlo sullo schermo.
Dopo un breve botta e risposta col pubblico, parla Roy Virgilio. E' quello con barbetta al centro di questa foto:
Virgilio rappresenta "il lato oscuro della fusione fredda". E' il "portavoce" del gruppo-Piantelli, un anziano fisico senese che una ventina di anni fa lavorava con Focardi, poi hanno litigato, Piantelli ha depositato domanda di brevetto per una roba molto simile all'E-Cat nel 1995, ma la domanda e' scaduta, e rinnovata solo nel 2008, quando Rossi ha depositato la sua... Una lite tra pastori per questioni d'eredita', come direbbe il poeta.
Virgilio inizia pubblicizzando un suo libro, che si puo' acquistare sul sito Progetto M.E.G.. E spero che a qualcuno qua inizino a fisTiare le orecchie come una locomotiva a vapore. Vabbe', let's go ahead: Virgilio spiega lo stato della ricerca senese che sarebbe anche questo a un passo dalla commercializzazione (come sempre in questi casi: oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro), ma di cui -come per il caso dei bolognesi- non si puo' dire molto per problemi di brevetti pendenti. Insomma, la solita nebbia, leggermente diradata dal Virgilio quando ci racconta che la cella di Piantelli funziona solo con Nickel, ma solo se viene trattato da un macchinario che costa "svariati milioni di Euro" (FD mi assicura che ha parlato di quattro milioni). Eccolo qua:
Ricordo apparati fatti da miei colleghi molto piu' belli, e penso che abbiamo perso un potenziale cliente E potenziali milioni di Euro (forse quattro, forse la marmotta incarta ancora la cioccolata... Chissa'?).
Comunque come e', come non e', inizia il botta e risposta con il pubblico. Prima domanda: un giornalista di "Focus" che ha ripreso tutto l'evento e che parte chiedendo "Ma perche' R&F non si sono affidati al Peer Review?":
La risposta e' uno spiegone articolato a tre voci, che tira in ballo il "publish or perish" di ogni buon ricercatore (fallito), e il fatto che la scienza non ortodossa, le cose nuove, le teorie non ancora salde hanno enormi difficolta' ad essere accettate dai reviewer. E ovviamente vien fuori l'esempio classico che fa andare a fondo scala ogni fuffometro ben tarato: "Anche Einstein, all'inizio, non fu capito e gli ci volle un casino per pubblicare. Oggi come oggi sarebbe un escluso!"
Andiamo avanti. Il secondo ad intervenire e' un signore che non ho fatto a tempo a fotografare, perche' il suo intervento -devastante- e' durato venti secondi. Ha rivolto una domanda a Virgilio: "Senta, ieri ho parlato personalmente con Piantelli, che m'ha detto che di questa storia della fusione fredda non sa nulla. Lei conferma invece la sua versione? No, perche' si puo' chiamare in diretta,, e si sente quel che ci racconta...". La replica confusa ed imbarazzata e' stata un borbottare "Eh, chiaramente Piantelli c'ha la sua eta', e non e' che direttamente partecipa alla messa a punto, in pratica non fa nulla, ma supervisiona ed avalla, perche' lui c'ha tutta la teoria in testa. Ma e' molto complicata, e comporta numerosi passaggi energetici e da uno all'altro si creano e si distruggono specie chimiche...".
Traduzione per il pubblico non tecnico: "Sblinda la supercazzola come se fosse antani, brematura e scappella a destra".
A questo punto (sono circa le 18.30) gli organizzatori capiscono che non sono esattamente tra amici, e il moderatore cerca di chiuderla li': "Allora, se non ci sono altre domande...".
Ci sono parecchie altre domande. La prima e' la migliore, e casualmente Daniele Passerini, nella sua accurata e puntigliosa cronaca, manco se ne accorge. E' l'intervento di un tizio che avevo gia' notato prima, uno -come dire?- assai pittoresco, eccolo qua:
Si qualifica come fisico nucleare, mi pare si chiami Spallone.Dice che lavora all'ENEA di Frascati, e in pratica smonta le presunte reazioni di R&F usando un paio di conti in croce da secondo anno di Fisica. L'intervento suscita parecchi mugugni dal tavolo dei relatori, e mi pare di poter dire nessuna risposta nel merito dell'energia necessaria per vincere la repulsione coulombiana e di quella prodotta dalla ipotetica fusione di un Nickel con un Idrogeno. Secondo i conti di Spallone il bilancio e' sempre negativo. Non e' il primo che lo afferma, non credo sara' l'ultimo.
Altro intervento degno di nota (per "Chi", o "Oggi") e' quello di Milly Moratti, che scopro solo ora essere una Fisica:
Ma, soprattutto, quello di T. da Pistoia, da me eletto a rappresentante-tipo dei
believers:
T. non e' sicuramente un fisico nucleare, ma fa un intervento appassionato e "verace". Mi rimane impressa (e rimane impressa anche a FD) una frase paradigmatica, quella che mi pare racchiuda lo spirito di meta' della sala (la meta' che non mi comprende). T. dice piu' o meno questo, con piu' o meno queste parole: "Se Rossi si rivelasse un falso profeta, io ne cercherei immediatamente un altro, perche' ho bisogno di credere in qualcuno".
E' veramente la chiosa perfetta per la giornata, e il successivo intervento, di un esaltato profeta che spera di vedere l'E-Cat in funzione solo per poter dar fuoco ai petrolieri non lascia dietro di se niente piu' che quel sentore di napalm che tanto piaceva al Colonnello Kilgore.
Applausi, luci e sipario.
Barney