Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Basta? Basta una sega, testina!

Stavo per andare a letto, poi ho deciso di dare uno sguardo ai titoli delle prime pagine di oggi: venerdi' 29 "Bunga Bunga" ottobre 2010.

E, Cristo, non posso andare a dormire senza avere commentato questo titolone di prima pagina del camion del bottino (cioè, de "Il Giornale"):

Bunga Bunga basta. Sottotitolo: Nuovo gossip sessuale contro il Cavaliere. Lui: "Spazzatura".

Faccio umilmente notare a Testina di Vitello Sallusti e a Littorino bello che "basta" detto da un giornale che ha sfranto i maroni per MESI con la questione della casa di Montecarlo beh, fa quanto meno ridere. Signori: se giocate al giochino della merda nel ventilatore, c'è il caso che qualcun altro usi ventilatori e secchi più grossi dei vostri.

Quindi, ci si ricordi quella che e' stata la linea del camion del bottino in questi ultimi 70 giorni, prima di urlare "basta". Eccheccazzo, c'è un limite anche alla faccia come il culo, diobòno!

 

E quindi: basta? Basta una sega, testina! Basta quando è finito il camio della merda!

 

BP

La faccia come il culo

Sto sentendo in sottofondo, in streaming, "Anno Zero". Non amo particolarmente la trasmissione, ma son curioso e uno sguardo ce lo butto spesso, il giovedì.

Stasera in studio c'e' -Maremma maiala!- Guido Bertolaso.

Si, quello che avrebbe dovuto diventar ministro di non ricordo cosa, il supereroe che, arrivato ad Haiti DUE SETTIMANE dopo il sisma, iniziò a strolagare che gli americani non avevano capito un cazzo di come si agiva in un teatro come quello. Meno male che era arrivato lui, e infatti non cambiò nulla: c'era solo un coglione in più che strolagava alla stracazzo di cane. Business as usual.

Quello, infine, trovato nel centro-massaggi della cricca romana a farsi scriccare il collo alle 23 la sera, perchè la massaggiatrice brasiliana che opera in bikini solo a quell'ora era libera (e la marmotta incartava la cioccolata lì vicino).

Quello lì, che se la dignità esistesse ancora si sarebbe ritirato in un eremo dell'Appennino, o nel deserto.

Invece Guidone nostro era lì, col suo stracazzo di golfino blu con bordini tricolori e scudetto enorme, lampadato che pare uscito appena da tre minuti dallo stesso centro-massaggi. A ricordarci che -non si sa bene come mai- è sempre il capo della Protezione Civile.

A ricordarci che non ce li leveremo MAI dai coglioni. Nemmeno con il paletto di frassino.

 

BP

Non leggere questo Blog!: "Attentato" a Maurizio Belpietro: ecco a voi tutte le stranezze del caso.

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Una cronistoria che si aggiorna quasi ogni giorno sul più strano attentato della storia del giornalismo italiano.

BP

Servizio Pubblico: Autospurgo [quarta puntata]

Eccoci di nuovo qua dopo un po' di giorni, con il camio della merda bello vòto e pronto a puppassi di tutto, a vedere cosa bolle nelle fogne del giornalismo italiota, e a dare uno sguardo ai pozzi neri esteri. Rassegna stampa basata sulle prime pagine di domenica 17 ottobre 2010. Lets' rock and roll!

il Giornale: Le trame segrete di Fini, a tutta pagina, con sottotitolo "L'ex leader di AN vuole abbattere Berlusconi ma non puo' andare al voto: rischierebbe di sparire. D'altra parte un governo senza PdL e Lega sarebbe inaccettabile. La soluzione? Sostituire il Premier con Tremonti. Però se il Ministro non ci sta...". Il sottotitolo è rigorosamente vero, e io mi chiedo: ma dopo aver letto titolo e sottotitolo, cosa cavolo spendo i soldi per il giornale? C'è scritto già tutto lì! Astuzie da gran marchettari, o da gran coglioni a seconda dei punti di vista.

La Stampa: Trichet sui conti dell'Italia "Tagliate subito il debito". Sottotitolo un pò scentrato rispetto al titolone: " Decine di migliaia in piazza a Roma con la FIOM, i cortei senza incidenti. Ultimo comizio di Epifani: senza risposte dal governo, sciopero generale". Ecumenica, come spesso accade (poggio e bùa, come si dice dalle mie parti).

Il Messaggero: Così hanno ucciso Sarah. Sottotitolo: "I PM: movente sessuale. La madre: Sabrina come la Franzoni". Nazional-popolare.

Il Sole24Ore: "I veleni non mi fermeranno" (riferito alle dichiarazioni della Marcegaglia sulle voci tirate fuori dal Giornale). Sottotitolo: "Marcegaglia alla platea delle PMI: indipendenza totale di Confindustria". Si guarda in casa propria, eh?

Si può notare una certa eterogeneità tra i titoli che aprono i vari giornali; l'eccezione del Giornale che continua pervicacemente a tritellare i coglioni con Fini non la si nota nemmen più.

 

Un veloce sguardo a un par di giornali stranieri:

El Pais: Si ETA matase manana, la izquierda "abertzale" se opondria. E' una intervista a Otegi, leader indipendentista di sinistra e non violento.

Le Monde: Reforme des retraites: la mobilisation se poursuit, l'unitè syndacale se fissure. Sulla riforma delle pensioni, e le prime crepe nel fronte sindacale.

 

BP

 

RSA Animate - Changing Education Paradigms

Guardate il video qua sopra. Sono 11 minuti e 40 della vostra vita che vi consiglio di spendere per guardare ed imparare. Imparare le tecniche di comunicazione, ma anche approfondire i contenuti trattati. Si parla di apprendimento e di istruzione, e le parole vanno in parallelo con la mano del disegnatore. I concetti e le idee prendono vita in un flusso continuo che è esteticamente pregevole. Bravi, davvero.

BP

Void space (semi-omaggio a Dilbert)

Ieri ero, con due colleghi e una decina di altri ingegneri da mezza Europa, nei dintorni di Southampton, la città famosa per il Titanic. Finita una due giorni di riunioni per un progetto di ricerca finanziato dalla Commissione Europea, siamo andati a visitare una molto grande azienda (una quindicina MILA di dipendenti... con la quale noi collaboriamo da anni) attiva in ambito difesa-aeronautica-spazio. Un gran carrozzone, in un posto bellissimo naturalisticamente parlando, in cui per spostarci da uno stabile all'altro si usa il furgone. E dove per entrare nelle stanze "segrete" devi PRIMA aprire una mini-cassaforte accanto alla porta per prendere una chiave, POI digitare un codice numerico, INFINE forse entri.

Bene, passando da un piano all'altro per andare a visitare un laboratorio abbiamo attraversato un open space assai grande, con almeno una trentina di postazioni, tutte vuote. Vuote e pulite: nel senso che nessuno, negli ultimi giorni (o mesi) ha mai posato i suoi gomiti su quelle scrivanie. Silenzio tombale, ovviamente, a parte noi stanchi visitatori. Proprio alla fine dello stanzone, vicino alla porta dalla quale dovevamo uscire, c'è UNA postazione occupata. E non temporaneamente: è un cubicolo che mostra di essere vissuto dal suo abitante. Che man mano che ci avviciniamo, si mostra essere UNA abitante. Passiamo davanti al cubicolo, lei continua a lavorare, noi accenniamo un'occhiata. Con uno dei colleghi ci diciamo "Ma non somiglia ad Emily, quella?". In effetti, somiglia molto. Emily l'abbiamo conosciuta un mese fa in Italia, e prenderà il posto di un personaggio che io chiamavo "lo Squalo" nel tenere d'occhio i subfornitori (tra cui noi) di una commessa estremamente difficile da portare a termine, e proprio per questo estremamente interessante. Emily e' molto giovane, e pure molto bella, e francamente non capisco come possa prendere il posto dello Squalo (un bestione di 130 chili e sessanta più che cinquantacinque anni, che ha girato tutte le maggiori aziende britanniche), ma tant'e.

Insomma, per farla breve quando torniamo indietro non possiamo evitare di fermarci e di salutarla.Si, è proprio lei.

E' assolutamente indescrivibile l'effetto che fa, da sola, in quell'open space per il resto assolutamente vuoto. E ancora non riesco a capire se quella localizzazione sia una punizione per qualcosa, oppure se lei è stata mandata in avanscoperta, a colonizzare nuovi spazi, per i colleghi più anziani.

Quello che però noto è un foglio appiccicato su una colonna dell'open space. L'unica altra forma di vita. Nei pressi del cubicolo di Emily.

E' un "termometro", che riporta solamente la parola "savings" e poi delle cifre in milioni di sterline, da 2 a 7. La mia interpretazione è che il termometro rappresenti una misura di quanto la nuova dirigenza ha risparmiato nel bilancio della molto grande azienda.

Vorrei sapere se quelle cifre hanno qualcosa a che fare con lo spazio vuoto attorno a Emily, ma il sospetto ce l'ho.

 

BP

La grande riforma

MariaStella cerco di nominarla una volta sola, all'inizio. Perchè ogni volta che penso a lei, a quanto non capisce un cazzo di nulla, alla sua totale inadeguatezza non dico al ruolo di Ministro, ma solo a quello di bidella o come cazzo si chiamano adesso... ogni volta, dicevo, mi vengono istinti omicidi.

Lei, la sua "riforma" e quelli che la osannano come un genio. E' semplicemente una che non capisce un cazzo, e finiamola qua.

Ma non finiamola con il racconto dei danni che la sua "riforma" (che, va ricordato a chi pensa che MSG sia un genio, viene tre anni dopo un'altra riforma fatta dalla destra, con la Moratti Ministro).

E lasciamo che i danni li racconti direttamente un Dirigente Scolastico, attraverso una circolare alle famiglie che spiega come, quest'anno, ci possano essere delle modifiche allo svolgimento delle attivita' scolastiche ed extrascolastiche per una serie di proteste che i docenti hanno messo in atto.

Io mi fermo qui, il resto lo leggete dal documento ufficiale. La scuola è quella di mio figlio. Auguri a lui ed ai suoi compagni.

 

BP

Servizio Pubblico: Autospurgo [terza puntata]

Terza puntata per il servizio di raccolta di minchiate "Autospurgo": è arrivato l'omino del bottino, donne! I titoli sono quelli del 27 settembre 2010.

Corriere della Sera: Oggi il Corriere è scoppiettante. Primo titolo: Prove di intesa dopo lo scontro (Silvio e Gianfry che riprovano a flirtare come due amanti che si sono reciprocamente e ripetutamente traditi con gigolo', buzzi, bestie e sex toys). In basso, l'inutile stronzata settimanale di Francesco "acquacalda" Alberoni, dal titolo mocciano Innamorarsi è l'occasione per conoscersi nel profondo (e come al solito il marito di Rosa Giannetta gli fa una sega, a Lapalisse...), e poi commentone di Stella dal titolo Sgarbi, Travaglio e il pezzo di m....., dove ovviamente al posto dei puntini ci dovrebbe stare "erda". La storia la potete leggere qui, e merita davvero, perchè da la cifra dello stato attuale del paese (nella merda, perlappunto).

Il Giornale: Le amnesie di Fini & C.  pigliano tutte le colonne disponibili essendo la scritta in corpo 64, con sovratitolo Casa di Montecarlo e non solo, e sottotitolo "Repubblica" e "Corriere" si accorgono solo ora che il problema esiste ed è pure serio. Ma, come il Presidente della Camera nel suo discorso, continuano a tacere sulle pressioni per l'appalto RAI dato alla suocera (sappiamo quindi cosa ci aspetta per i prossimi 75 giorni...). Resta poco spazio, giusto per una foto di Bossi di 10 anni fa -da sano, quindi- accanto a un Montezemolo che fa le smorfie. Il concetto, per chi non sa leggere, è chiaro lo stesso. Chi ha fatto le scuole alte può giovarsi del neretto: Ultima di Montezemolo: è colpa di Bossi. E così sappiamo anche chi sarà il prossimo bersaglio del guano di Feltri & Sallusti.

Il Messaggero: PDL e finiani, si tratta, sulla stessa linea del Corriere. E, incredibilmente, in contrasto con il mondo di Feltri.

La Stampa: Ecco la strategia di Fini,che ci racconta come sia Gianfranco che Giancarlo sono disposti a rinunciare alla presidenza della Camera il primo, e all'appartamento di Montecarlo, il secondo, nel caso un meteorite colpisca esattamente la cima del Monte Bianco.

 

La stampa estera:

El Pais: Zapatero ofrece a los sindacatos negociar las pensiones (Estremi tentativi per il Premier di scongiurare il megasciopero del 29). Foto centrale per Alonso che festeggia la vittoria nel GP di Singapore.

La Tribune: L'Elysee impose EDF chez Areva, sul riordino del settore nucleare e l'idea di controllare ancor più strettamente Areva da parte di Sarkozy. Nel solito affollamento di notizie a sinistra (solito per i giornali francesi, intendo) nessuna notizia dal nostro paese, me è giusto così.

Financial Times: EU's debt fines plan heads for showdown con molto interessanti sottotitoli, tra cui France and Italy against automatic penalties che dovrebbe preoccupare il nostro Ministro dell'Economia e pure quello dello Sviluppo Economico, ad avercelo... Molto interessante anche un altro titolo: Europe's central banks halt gold sales. Sempre meglio...

 

BP

 

Servizio Pubblico: Autospurgo [seconda puntata]

Seconda puntata per il servizio di pubblica inutilità "Autospurgo": svuotiamo i vostri pozzi neri a prezzo modico. I titoli sono quelli del 21 settembre 2010

Corriere della Sera: Scontro finale, Profumo verso l'uscita (Si parla di Unicredit e del suo AD, che e' stato in pratica cacciato dal Presidente del gruppo bancario perché ha assistito in silenzio alla scalata di libici e altri arabi. Roba seria...).

Il Giornale: Liberateci dai medici pugili (sui casi incredibili di risse in sala operatoria o sala parto, che nei giorni scorsi hanno causato morti e feriti in giro per l'Italia). Però, una bottarella al caso Fini-Tulliani-casa di Montecarlo la danno anche stamani, come da contratto: Ecco lo stato di famiglia dei Tulliani. C'è anche Fini. Estiquaatzi...

Il Messaggero: Napolitano: solo Roma è capitale (sulla questione dei finanziamenti per Roma capitale, e le conseguenti lamentazioni dei leghisti che vorrebbero semplicemente un po' di soldi anche per Bergamo capitale, e per Sondrio, e Lambrate, e Vergate sul Membro. E via così).

La Stampa ha sia la notizia su Profumo, in alto, sia lo stesso identico titolo del Messaggero, al centro. Ecumenica.

La Repubblica fa meglio: ha tutti e tre gli argomenti principali sopra citati, con Profumo in maggiore evidenza. Manca solo - e non è stupefacente- l'intrigo monegasco, di cui ci importa francamente una sega, ma credo anche ai lettori di tutti i quotidiani italiani, esclusi Libero e il Geniale.

 

Andiamo rapidamente all'estero.

El Pais[1]: Los servicios minimos para el 29-s enfrentan a Gobierno y sindacatos (mi pare di capire che ci sarà uno scioperissimo il 29 settembre, e si discute su quali debbano essere i servizi minimi garantiti). Altre notizie interessanti su una protesta per un sito nucleare, e sui giovani che lasciarono la scuola per un lavoro che adesso non c'è più, e che quindi si trovano in mano con un pugno di mosche.

Le Figaro: UMP: les grandes manoeuvres commencent (qui si parla del partito di Sarkozy e delle lotte intestine per la sua successione). Il titolo e' a caratteri cubitali.

WSJ Europe: Bank's profits on mortgages spur criticisms (interessante scoprire come il WSJ solo oggi ha preso atto del fatto che le banche lucrano sul differenziale tra il costo del denaro per loro, e il prezzo che fanno pagare ai loro clienti, anche in tempi di profonda crisi, e anche speculando sui prestiti e i mutui. Ben svegliati...)

 

[1] Non capendo lo spagnolo, traduco sostanzialmente a senso. Ma sono abbastanza confidente nelle mie capacità :-)

 

BP

 

Campaign Button Of The Day - The Daily Dish | By Andrew Sullivan

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Christine O'Donnel e' una fanatica cattotalebana che aderisce al Tea Party, il movimento dei cattotalebani (perlappunto) repubblicani. Questi ultra-bigotti stanno scalzando, sotto il pugno di comando della mistyca Sarah Palin, tutto il vecchio establishment repubblicano. Sono i "nuovi" destri., che tra l'altro hanno un curriculum di tutto rispetto, come si puo' leggere qui: http://www.america24.com/news/stregoneria-nel-passato-della-candidata-anti-ma..., oppure qui: http://www.giornalettismo.com/archives/82340/christine-odonnell-lultra/, o anche qui: http://motherjones.com/mojo/2010/09/christine-odonnell-delaware-tea-party.

Questo come introduzione alla bellissima spilletta che vedete qui sopra, che piglia giustamente per il culo la O'Donnel, nota negli ambienti del vaudeville estremo per avere dichiarato testualmente che...
... masturbarsi fa venire l'AIDS.

Ovviamente ha dichiarato anche che il sesso e' satana, e via andare. E -ci potrei scommettere- che anche i negri non sono una bellissima cosa da vedere. Dei comunisti pare non possa parlare senza ruotare la testa di 360 °.

Il peggio del peggio, insomma: e i coglioni redneck e wasp stanno ad ascoltare lei e quell'altra demente della Palin che sbraitano e sbavano come ossesse in crisi di astinenza da -quando ci vuole ci vuole, e in culo al bon ton- nerchia asinina.
Siamo proprio in un periodo di merda globale...

BP

Asciugare con le forbici

Arrivo ultimo, ma spesso arrivare ultimi e' un bene: hai davanti il quadro completo, hai riflettuto sulla cosa, hai sentito le due campane e -insomma- dovresti aver capito qualcosa, se non tutto.
La questione e' -detta semplicemente- la linea editoriale di Urania (rivista mensile di fantascienza, edita da Mondadori e diretta da Giuseppe Lippi), e nello specifico il fatto che tutti i romanzi pubblicati che superano le 350 pagine sono stati (in passato) e continueranno ad essere (in futuro) tagliati di una percentuale variabile di testo (sino al 20%, e scusate se e' poco) per farli rientrare nella lunghezza-tipo.

Il caso e' esploso in pieno agosto, sul sito della Mondadori: la presentazione del bel romanzo di Vernor Vinge "Alla fine dell'arcobaleno" e' stata commentata a un certo punto da tal "Raviolo" cosi':

# Raviolo
Agosto 18th, 2010 at 20:30

Il libro l’ho finito. Ma mi è venuto un terribile dubbio (nonostante ho visto che la traduttrice sia una delle migliori in circolazione), vista la molteplice presenza di passaggi piuttosto oscuri e ambigui. Viene il dubbio che le spiegazioni di contorno siano state prosciugate o sforbiciate, e chiedo quindi al Sig. Lippi, è stato sforbiciato il libro? Ho notato che non solo io ho il dubbio in questione.


Immediatamente, si aggiungono altri commenti che ipotizzano tagli piu' o meno consistenti: Darkyo, Nick, Kronos H e via andare, in un crescendo di reazioni che -a mio avviso- si sono sempre mantenute sul piano della correttezza e della assoluta educazione. Potete controllare da soli qui.

Il succo di moltissimi dei commenti e': "OK, abbiamo capito che per motivi economici non potete stampare volumi piu' lunghi di 350 pagine mantenendo l'abituale prezzo di copertina. Ma allora potreste variare il prezzo stesso, oppure spezzare in due volumi il romanzo, o ancora indicare chiaramente sulla copertina che il romanzo non e' la versione integrale, o infine evitare -nel caso tutte le altre soluzioni siano impraticabili- di acquistare i diritti di pubblicazione di romanzi che superino le 350 pagine". Mi pare che tutte le soluzioni proposte avessero una loro logica ragionevolezza, e soprattutto fossero oneste con i lettori di Urania.

Ma il giorno 19 agosto interviene nella sezione "commenti" del sito di Urania il Direttore, Giuseppe Lippi. L'intervento, lungo e articolato e' -come dire?- a gamba tesa, e si puo' sintetizzare citando un grande della nostra letteratura:

C’era una volta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
- Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo -.

Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, è vvero.

(G.G. Belli)

Insomma, pare che a un certo punto Lippi abbia pensato: guarda te questi lettori, che si permettono di fare confronti tra la versione originale e quella da noi pubblicata, e si lamentano perche' alcune frasi vengono tagliate! Urania e' cosi', lo e' stata in passato e lo sara' in futuro. Se non volete comperarla, liberissimi; noi non possiamo evitare in alcun modo i tagli per tutta una serie di motivi tecnici (comprensibili). E -cosi' finisce Lippi- sappiate comunque che questi tagli, o meglio: queste "asciugature del testo" vengono sempre concordate con l'autore.
Qualcuno chiede conferma almeno di questa cosa: e Lippi conferma: i tagli sono concordati.

I lettori della rivista diretta da Lippi, pero', son davvero buffi, curiosi e rompicoglioni, un po' come le piattole. E uno di loro prende e scrive a Vernor Vinge, chiedendogli lumi sui tagli "concordati" con Lippi o chi per lui. Vernor legge la mail, si stupisce, si incazza come un facocero e risponde che nessun cazzo di taglio e' stato mai concordato con lui.
La cosa -e' ovvio- viene posta all'attenzione di Lippi, che allora dice che i tagli e' evidente che non sono stati concordati con l'autore, ma con il suo agente. Il solito rompicoglioni -che deve avere parecchio tempo da perdere- non lascia passare nemmen cinque minuti: prende e scrive pure all'agente di Vinge. Che risulta all'oscuro di tutto, esattamente come il suo scrittore. Nuova comunicazione elettronica su vari blogzs, e nuovo cambio di versione di Lippi: beh, l'asciugatura l'abbiam discussa con il rappresentante italiano dell'agente di Vinge.

Ora, a me francamente non interessa venire a capo del fatto che Vinge (o un suo rappresentante editoriale) sia stato o meno informato dei tagli. Interesserebbe, pero', sapere cosa acquisto, quando in edicola compero Urania.
E mi pare di capire che se il volume ha 350 pagine precise, tutte riempite dal romanzo del mese, e' piu' che probabile che tale romanzo sia stato "asciugato". E quindi in futuro non acquistero' quegli Urania: asciugare con le forbici mi pare una cosa bruttina.

Per non parlare dei Direttori arroganti...

 
Altri che hanno scritto di piu', e meglio, sull'argomento:

Niccolo'
Iguana Jo
Malpertuis
McNab


BP

Darwin Award

Il Darwin Award è un cinico premio virtuale che viene assegnato, da un gruppo di goliardi americani, a coloro che -grazie a condotte di vita particolarmente idiote- sono riusciti a togliere di mezzo il loro patrimonio genetico prima di riprodursi.

Insomma, si sono ammazzati da idioti.

E' un premio stronzo, ma a volte è difficile provare pietà per chi, dopo avere gettato due litri di cherosene nel cesso, decide di andare a sedersi sulla tazza e, mentre attende l'ispirazione, di accendersi una sigaretta. O per quello che ha deciso di provare che succede a pimpare la propria vettura, aggiungendoci due razzi ausilia-decollo.

Bene: tutto questo per dire che ho appena letto del ragazzo italiano morto in Spagna. Perche' faceva "balconing". E ho scoperto -senza alcuna meraviglia- che non è il primo, né il secondo che ci lascia la buccia: dall'inizio dell'anno sono 6. Sei giovani che hanno deciso di provare a saltare dal balcone della loro camera di albergo direttamente dentro la piscina dell'hotel.

Ecco: saro' stronzo, ma non riesco a non essere cinico.

 

BP

Why elections matter, in one graph

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Condensare una intera campagna elettorale in UN GRAFICO e' eccezionale.
Spero che qualcuno del PD prenda nota...

BP

La solitudine di Barney

(DISCLAIMER: questo post puo' contenere tracce di astio, parolacce e moccoli tirati a coppiole finche' 'un diventano dispari)

(DISCLAIMER2: questo post puo' risultare relativamente lungo. Non spaventatevi: astio, parolacce e moccoli vi allieteranno sino alla fine)

Il blog si chiama Panofski in onore di uno dei personaggi letterari a me piu' cari: Barney Panofsky. Chi non lo conosce, vada subito a comperare il libro di Mordecai Richler, e se lo legga prima di compiere i 75 anni (o prima di rincoglionire del tutto), soprattutto se e' un uomo: e' un capolavoro, e risarcisco personalmente il prezzo dell'acquisto del libro a chi non piacera' [1].

Questa premessa mi e' indispensabile per introdurre l'argomento e spiegare il titolo, che e' a sua volta una crasi di due titoli di (mioddio) libri (beh, un libro e una zeppa per mobili che traballano, ma andiamo avanti). Lo spunto iniziale e' stato la lettura in treno, stamane, del "Venerdì di Repubblica", che riporta in copertina il lancio del film-evento della prossima Biennale di Venezia. "La solitudine dei numeri primi" (ecco, l'ho scritto...), tratto dal libro del 2008 del fisico teorico Paolo Giordano, un esordio che ha spopolato allo Strega e al Campiello opera prima. Un (mi si scusi l'overstatement) libro che e' stato letto (pare) da un milione e mezzo di persone, forse due milioni perche' e' uscita una versione paperback economica che (si dice) e' andata esaurita come la focaccia del Giusti appena sfornata in un qualsiasi pomeriggio della settimana. Con un piccolo problema, almeno dal mio punto di vista: mentre sono perfettamente in grado di diluviarmi un chilo di focacce assortite del Giusti, il (cristosanto) romanzo di Giordano e' uno dei due soli libri che in vita mia non ho finito.

Un giudizio sintetico sull'unico capitolo che sono riuscito a leggere e' questo. Piu' estesamente: un libro artificiale, falso come una dentiera, costruito -peraltro pure male- sin dalle prime parole per dimostrare come fare le scuole di scrittura creativa non serva a un cazzo se hai il talento di un raddrizzatore di banane, che sa emozionare forse una real doll, non certo me. Una cagata pazzesca, per rimanere in tema col primo capitolo del libro, che di merda tratta in maniera assolutamente gratuita. Come se parlar di merda facesse assurgere quel coacervo di parole raffazzonate a qualcosa di piu' che a zeppa per il mobile che traballa in cucina. Un libro che da la cifra di come in Italia la gente legga solo quello che la pubblicita' gli dice che si debba leggere.

Giordano uno scrittore? Ma non fatemi ridere, via...

Il regista del capolavoro che sbanchera' i botteghini di tutta Italia, da Vergate sul Membro a Aci Cazzidi e' Saverio Costanzo, casualmente figlio di Mr. Buonacamiciaatutti, ma sono sicuro che e' bravo a prescindere (col cazzo: provi a presentarsi come Adelmo Sfrangimaroni e dire che vuole girare un film, poi mi sa ridire...).

Ma il Venerdi', nella sua munificenza e nello splendore delle sue pagina patinate mi ha regalato, dopo le sei o sette paginate sulla Solitudine di quella roba li', una seconda anticipazione sulla Biennale: verra' presentato anche "Barney's version", tratto dal romanzo di Richler. Il settimanale di Repubblica se la cava in un paio di paginette, ricordando che il libro e' un cult in un certo milieu culturale (pare che parlare di cultura sia paragonabile a parlare del diavolo, anche a sinistra...) che comprende anche Giuliano Ferrara. Estiquaatsi ce lo vogliamo mettere?

E lo vogliamo ricordare che quel libro (che E' un capolavoro) e' stato letto in Italia da solo 100.000 persone?

Cioe': per uno che ha letto Barney, ce ne sono 15 che si sono finiti "La solitudine dei tarzanelli cammellati". E cio' e' assolutamente scandaloso.

 

BP

 

[1]: dopo che il soggetto mi dimostra di raggiungere almeno 90 in un qualsiasi test di misura dell'intelligenza (va bene anche un metro a nastro, si, certo che si...). Leghisti ed elettori di Silvio esclusi, chiaro.

 

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