Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Literal for real dummies: "Disegno di Legge"

Il nano Bagonghi che si esibisce nel numero della foca monaca, mentre nel contempo ammannisce a un pubblico di leghisti adoranti la lezione del giorno:

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Obiettivamente, ha fatto il massimo. Bilancia sbilanciata a sinistra, da una figurina vestita di rosso, che se viene spostata fuori dai piatti (lasciando quindi sulla bilancia uno vestito di nero, e uno vestito di azzurro, che i colori sono importanti...) riequilibra il tutto. Nel frattempo il rosso lo si può impalare, che male non fa.

Pare che Renzo alla quarta volta che gliela spiegavano abbia accennato a una smorfia. Qualcuno l'ha presa per un sorriso...

 

 

Barney

Prepararsi all'apocalisse (ovvero: manuale minimo per sopravvivere al crepuscolo dei berlusconidi)

Molti (troppi) ingenui sono convinti che si stia avvicinando il giorno in cui ci leveremo dai coglioni (politicamente parlando, sia chiaro) Silvio Berlusconi.

Purtroppo questi stessi inguaribili ottimisti fanno un clamoroso errore di valutazione, e soprattutto pensano che il problema possa risolversi per via -diciamo così- giudiziaria. Io sono molto meno ottimista, e tendo addirittura al nero più nero quando mi chiedo quale proposta politica sta avanzando in questo momento l'opposizione di sinistra, quale fantastico piano d'azione stiano elaborando Bersani, Bindi e compagnia cantante (ma anche Vendola, eh? E Renzi...).

Sono, soprattutto, pessimista quando assisto a un qualsiasi dibattito o comizio in cui ci sia uno dei fidi scudieri di Silvio a difendere l'indifendibile. Perchè l'arma dialettica attualmente in uso è una e una sola, e la possiamo chiamare -con il suo teorizzatore, il blogger Peppe Crusciani- crucianesimo comunicativo. Il nome del blogger fa il verso a Giuseppe Cruciani, conduttore de "La Zanzara", talk show radiofonico in onda su Radio24 dal lunedì al venerdì dalle 18.30 sino alle 21.00.

La tecnica è articolata e adattabile a ogni circostanza con un minimo di buona volontà, e si può sintetizzare nell'adagio "tutti merde, nessuna merda". La parte fondamentale, che tutti hanno sperimentato inconsciamente guardando qualsiasi trasmissione "politica" alla tv, è il processo di minimizzazione. Minimizzare sempre quello che fa colui che devi difendere (nel nostro caso S.B.): si tratti di rapina a mano armata, stupro, abigeato, truffa, furto di mele o genocidio, risulterà sempre una quisquilia, una pinzillacchera, una cazzatella non degna della vostra attenzione.

Peppe Crusciani ci fa molti esempi di tecniche di minimizzazione, tra le quali la minimization by exaggeration esemplificata ad usum teste di granito con questo schemino qui:

La Minimization by Exaggeration si compone di due fasi.

1) Negare X dicendo, Mbah, in questo caso non c'entra niente X / non è vero che X.
("Mbah, in questo caso non c'entra niente il gatto che ha mangiato troppo, non è vero che ha mangiato troppo").

2) Rivoltare by Exaggeration: Estremizzare il più possibile X e ipotizzare che sia vera la X estremizzata.
("Oppure vogliamo dire che il gatto ha ingurgitato tutto il mondo, qualsiasi alimento presente sulla faccia della Terra?").

Ricapitolando.
Ascoltatore: il gatto ha mangiato troppo.
Minimization by Exggeration: Mbah, in questo caso non c'entra niente il gatto che ha mangiato troppo, non è vero che ha mangiato troppo. Oppure vogliamo dire che il gatto ha ingurgitato tutto il mondo, qualsiasi alimento presente sulla faccia della Terra?

Come vedete X è comodamente annullata. Sì, insomma, non nel mondo reale, dove resta vera. Ma nel mio mondo certamente è demolita.

(da Peppe Crusciani blog, cit.)

Altra possibilità è l'uso della Minimization by straw man fallacy, così spiegata:

La straw man fallacy consiste nel presentare (e confutare) la versione indebolita o modificata dell'opinione altrui. Vi traduco dalla pagina in inglese di Wikipedia:

La straw man fallacy si verifica con il seguente schema:

1) La persona A, ha una posizione che chiamiamo X;
2) Una persona B (spesso io) ignora volutamente certi punti fondamentali di X, trasformando X in Y (che è una versione superficiale e non reale della posizione originaria X);
3) La persona B (sempre io), attacca o denigra la posizione Y, concludendo che X è falsa o incorretta.

(da Peppe Crusciani blog, cit.)

Sembrano seghe mentali, vero? Ecco, purtroppo è tutto vero. E il vantaggio di ascoltare la radio e non guardare la tv è che la radio (come canta Finardi) ti permette di continuare a pensare, e a scoprire la tecnica di Cruciani in due balletti.

Chi è invece aduso a farsi lobotomizzare da ore ed ore al giorno di scatola delle cazzate non riuscirebbe a sgamare il Cruciani per quel che è. La prova l'avete in questo eccezionale reperto video, quattro minuti e qualcosa tratti da "Agorà" (programma che non ho idea di dove si trasmetta) del 10 febbraio scorso.

 

 

 

Si parla ovviamente del caso-Ruby. Lo spezzone inizia con Cruciani che, al secondo 25, afferma apoditticamente che la sua interlocutrice vorrebbe la scomparsa della prostituzione. Si sente in sottofondo la signora che cerca di ribattere ("Assolutamente no!"), ma Beppe va avanti con la sua teoria, infarcendo le idee che secondo lui sono della signora con "Vabe'..." "E' un'ambizione possibile, ma...", e inequivocabili gesti e scuotimenti del testone sapientemente spettinato. La povera donna cerca di sfuggire al diluvio di parole e ripete decine di volte il suo "Assolutamente NO, scusi..." con toni pacati e quasi divertiti. Finalmente al secondo 44 la donna riesce ad arginare Cruciani e inizia a spiegarsi da sola. Cruciani allora spara la sua minimization by exaggeration bomb: "No, perche' mica tutte le donne italiane si prostituiscono, eh?". Il "Non buttiamola in caciara" della poveraccia rimane lettera morta, perche' il buon Beppe da lì in avanti non fa che sparare una stronzata più grande dell'altra, in un crescendo Rossiniano che alla fine sembra rincoglionisca pure lui.

Cruciani in tv non va spessissimo. Ma i professionisti della tecnica del mandarla in vacca sono tanti: da Belpietro a Ghedini, a molti leghisti, all'ultimo esempio di androide da ospitata del PdL: il lavoro in pelle che risponde al nome di Anna Maria Bernini.

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Come si può osservare, l'androide Bernini si distingue da un Nexus 6 perche' ogni tanto quest'ultimo modello sbatte gli occhi.

Quindi, per sintetizzare: casco in testa, mani sul manubrio e fari accesi anche di giorno. In questo modo dovreste essere abbastanza al riparo dalle minimizzazioni erbafasciste dei PdLlini da sbarco; ancora meglio se spegnete la tv.


Barney

Filed under  //   Politics   eehhh? PUPPA!!!!  

Mai piu' senza: Il Favoloso mondo di Nicole

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Nicolina MInetti esordisce come (scusate il termine) opinionista su "Affari Italiani". La rubrica della fidanzata di SImone Giancola si fa beffe di un famoso film francese che -a naso- e' l'unico visto dalla Minetti al cinema nel quinquennio scorso.

Auguri a chi ha il fegato di leggere l'intervento...

Barney

Io dico che basta davvero

Domani e' il giorno dell'"Iodicobasta", delle donne indignate e protestanti, dei cartelli e delle manifestazioni. E' il giorno della rivendicazione della dignità femminile che ha ricevuto il colpo di grazia in queste ultime settimane. E' -chiaramente- il giorno anti nano pelato, la domenica in cui si chiedera' con maggior forza a Silvio di togliersi due o tremila chilometri dai coglioni. Nelle piazze italiane, dalle 15,30 in avanti, si snoderanno cortei e si sbandiereranno virginali reggiseni di pizzo, a reclamare rispetto da un lato e dimissioni dall'altro.

Ecco, a me 'ste cose iniziano a sembrare -come dire?- non solo inutili, ma addirittura controproducenti. Per un milione di motivi, tra i quali (vado a caso):

  • il fatto che i partecipanti saranno sempre meno di quelli sperati,
  • che -senza alcun dubbio- ci saranno delle bandiere col Che a garrire splendide nell'umido pomeriggio di febbraio,
  • che in molti scandiranno slogan in cui Silvio viene mandato a raddrizzar le banane col cuBo,

e via così.

Tutti questi argomenti, e mille altri, saranno immediatamente utilizzati dai (rotfl) giornalisti embedded ai reparti della Celere: i Minchiolini, i Belpietro, i Littorio Feltri, i Cicciopotamo Ferrara... Tutto il Barnum che a destra chiamano "informazione" domani avra' solo da infiocchettare un poco la merda che arrivera' bell'e fumante in redazione. Per servire all'ora di cena la verita' ai cervelli dello Stivale: manifestazione fiacca contro il nostro Presidente del Consiglio, bandiere comuniste, insulti, donne vestite come cubiste che protestavano contro cubiste professioniste.

In sintesi: l'ennesimo autogol dell'opposizione di sinistra, cui io pero' vorrei partecipare in anteprima, mostrando qua i cartelli che domani NON portero' in giro per la mia città.

Eccoli:

Basta1
e

Basta2

 

Dopo aver detto "basta!" attraverso i cartelli, chiudiamo i'rricreativo e principiamo i'ccurturale, va'.

 

Barney

 

 

Filed under  //   Bozzone   Cioni Mario   Politics  

Lost Highways - Immanuel Kant – Kritik der Urteilskraft

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Kant piegato al vil servizio del Komunismo per pigliare un po' per il cuBo Silvio.

Scrisse Lenzi Simone, Kant Immanuel detto' le basi.
Anche musicali, forse. Ma quella e' un'altra storia.

Barney

Filed under  //   Italian Idiots   Music   Politics  

Lost in translation

Silvio ha mandato ieri una letterina a Babbo Natal al DIrettore del Corriere della Sera. Secondo me s'è un pò trattenuto, e non ha detto esattamente quello che pensava. Ho quindi provato ad interpretare la lettera, cercando di entrare nel cervello di Berlusconi almeno per una decina di minuti. Ecco il risultato:

 

Cosa ha scritto Berlusconi Cosa voleva dire in realtà
Gentile direttore, Grandissimo bastardone, sai che io so dove abiti, vero?
il suo giornale ha meritoriamente rilanciato la discussione sul debito pubblico mostruoso che ci ritroviamo sulle spalle da molti anni, sul suo costo oneroso in termini di interessi annuali a carico dello Stato e sull’ostacolo che questo gravame pone sulla via della crescita economica del Paese. toh, qualcuno s'è azzardato a ricordare a tutti gli italiani che il debito pubblico nazionale è il secondo al mondo. Come si permette, eh? Chi cazzo ha avuto quest' idea balzana?
Sono d’accordo con le conclusioni di Dario Di Vico, esposte domenica in un testo analitico molto apprezzabile che parte dalle due proposte di imposta patrimoniale, diversamente articolate, firmate il 22 dicembre e il 26 gennaio da Giuliano Amato e da Pellegrino Capaldo. Mi tocca dare ragione a Di Vico, non perché dica quel che dico io, ma semplicemente perché sbugiarda Amato e Capaldo, i due maledetti comunisti che hanno osato parlare di patrimoniale! Ma diobòno: e io che cazzo l'avrei fatto a fare, lo scudo fiscale, eh? Mi dica lei, caro Pallette!!
Vorrei brevemente spiegare perché il no del governo e mio va al di là di una semplice preferenza negativa, «preferirei di no», ed esprime invece una irriducibile avversione strategica a quello strumento fiscale, in senso tecnico-finanziario e in senso politico. Adesso mi tocca giustificare il mio "no" che ovviamente non è solo mio, ma viene condiviso da quella manica di nominati che mi sono permesso di fare eleggere in Parlamento. Ora, porca puttana, devo riempire mezza pagina di fuffa cercando di farla sembrare roba seria. Via, o vediamo cosa si riesce a fare!
Prima di tutto, se l’alternativa fosse tra un prelievo doloroso e una tantum sulla ricchezza privata e una poco credibile azione antidebito da «formichine», un gradualismo pigro e minimalista nei tagli alla spesa pubblica improduttiva e altri pannicelli caldi, staremmo veramente messi male. Toh, cominciamo a pigliarvi subito per il culo. Siccome siamo messi di merda, mi tocca negare per estremizzazione. E' la tecnica della minimizzazione per esagerazione, e funziona sempre. Dicendo che "staremmo veramente messi male" vi faccio venire in mente che non possiamo essere così nella merda, no? E quindi stiamo messi se non benissimo, almeno benino. Sarò bravo, a pigliarvi per il culo? Eh? Dimmi te!
Ma non è così. Leggete il labiale: Col cazzo che non è così.
Ve l'ho spiegato qua sopra, no? E' esattamente così!
Ma mi diverto troppo a prendervi per il culo...
L’alternativa è tra una «botta secca», ingiusta e inefficace sul lungo termine, e perciò deprimente per ogni prospettiva di investimento e di intrapresa privata, e la più grande «frustata» al cavallo dell’economia che la storia italiana ricordi. Qua si vede che sono un genio della comunicazione, eh? Chi di voi, nella mia situazione, avrebbe osato parlare di "botta secca"? Su, alzate le meni, bischeri! Eh, nessuno, vero? Sono un GENIO assoluto.
E il prosieguo? La "frustata" al cavallo? A parte i doppi sensi sadomaso, c'è qualcuno che capisce di cosa si può trattare? La "frustata" all'economia... Non vi accorgete che vi sto vendendo parole vuote? Per adesso vado benissimo!  
Il debito è una percentuale sul prodotto interno lordo, sulla nostra capacità di produrre ricchezza. Ecco. Qua inizio a friggere aria. Dico banalità come: "se piove ci bagniamo", e ve le condisco di saggezza tranquilla. Prendete ed assimilate: "se piove, ALLORA ci bagniamo". Profondo, no?
Se questa capacità è asfittica o comunque insufficiente, quella percentuale di debito diventa ingombrante a dismisura. Debbo continuare sullo stesso registro, adesso tiro fuori "se piove veramente tanto, è probabile che ci bagniamo parecchio", e voi ve la segnate come una roba fantastica, che nessuno v'ha mai detto. Ma ci sono qua io, Papi Silvio!
Ma se riusciamo a portare la crescita oltre il tre-quattro per cento in cinque anni, e i mercati capiscono che quella è la strada imboccata dall’Italia, Paese ancora assai forte, Paese esportatore, Paese che ha una grande riserva di energia, di capitali, di intelligenza e di lavoro a partire dal suo Mezzogiorno e non solo nel suo Nord europeo e altamente competitivo, l’aggressione vincente al debito e al suo costo annuale diventa, da subito, l’innesco di un lungo ciclo virtuoso. Sono un genio!
L'ho già detto? Beh, tocca ripetermi. Dopo avervi ammannito di trite banalità e di puttanate assurde, chiudo il capitolo-cazzate con una giocata da maestro della prestidigitazione: nell'IMPOSSIBILE caso che l'Italia cresca del tre-quattro percento nei prossimi cinque anni, allora tutto si risolvera' come per magia! Addirittura, se si verificasse questa impossibile cosa, avremo risolto pure il problema del sud! Tutto questo accadrà quando la marmotta finirà di incartare la cioccolata, ma sono certo che qualche idiota sta già dicendo in giro che siamo finalmente e definitivamente fuori dalla crisi.
Per fare questo occorre un’economia decisamente più libera, poiché questa è la frustata di cui parlo, in un Paese più stabile, meno rissoso, fiducioso e perfino innamorato di sé e del proprio futuro. Ecco la frustata: vi vendo le liberalizzazioni che NON HO FATTO in sedici anni (così tanti? Eh già... Sono in giro dal 1994. Ah, allora sono DICIASSETTE!) come cura assoluta per tutti i mali del paese. Se riesce questa, ho pronte da vendere la Fontana di Trevi e l'Isola del Giglio.
La «botta secca» è, nonostante i ragionamenti interessanti e le buone intenzioni del professor Amato e del professor Capaldo, una rinuncia statalista, culturalmente reazionaria, ad andare avanti sulla strada liberale. Quei due comunisti di Amato e Capaldo, che sono pure professori, vorrebbero incastrarmi con la "botta secca". Ah, ma io non ci casco mica, eh? Io vado avanti con la frustata al cavallo, che fa anche più Bondage e Master&Slave. Mhhhh, devo segnarmele, per i prossimi Bunga Bunga... Ma sto divagando: torniamo a noi.
La Germania lo ha fatto questo balzo liberalizzatore e riformatore, lo ha innescato paradossalmente con le riforme del socialdemocratico Gerhard Schröder, poi con il governo di unità nazionale, infine con la guida sicura e illuminata di Angela Merkel.

Porca troia, mi tocca dir bene di un SOCIALISTA, ma vi rendete conto? E mi tocca dir bene anche di quella cattolichetta morigerata della Angela, che io c'ho provato a farla ridere, ma lei... Diocristo: le ho fatto "Cucu'" da dietro la fontana, e lei non s'e' scomposta. Un blocco di ghiaccio. E addirittura (ADDIRITTURA!!) s'è accordata con i SOCIALISTI!!!

Illuminata, l'ho chiamata? Ma che si desse fuoco!

E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: la locomotiva è ripartita. Noi, specialmente dopo il varo dello storico accordo sulle relazioni sociali di Pomigliano e Mirafiori, possiamo fare altrettanto. E adesso tocca anche dire bene di quel canadese che vive in Svizzera... Ma è roba da matti! Però, devo essere sincero: Sergino è stato bravissimo a inchiappettare gli operai... Quasi quasi lo chiamo come spin doctor. Si! Ottima idea!
Non mi nascondo il problema della particolare aggressività che, per ragioni come sempre esterne alla dialettica sociale e parlamentare, affligge il sistema politico.

Ooooh, finalmente posso spargere un po' di guano sui comunisti! Sono particolarmente cattivi, in questo periodo: si approfittano della mia fragilità, della situazione contingente e dei miei -come dire?-problemi extra-politici. Comunisti, insomma.

Tutta colpa LORO. E questa la capiscono anche i miei elettori. Forse.

Ne sono preoccupato come e più del presidente Napolitano. Quel vecchio rompicoglioni è bene che se le segni: o la smette di rompere il cazzo, o lo rottamo!
E per questo, dal momento che il segretario del Pd è stato in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni e, nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo, ha la cultura pragmatica di un emiliano, propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana; un piano del governo il cui fulcro è la riforma costituzionale dell’articolo 41, annunciata da mesi dal ministro Tremonti, e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta defiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani.

Qui state attenti che faccio il mio numero migliore.

Dopo avere raccontato stronzate, dopo avere FINALMENTE detto che siamo nella merda fino al collo, dopo aver detto che la Germania ne è uscita solo perche' destra e sinistra hanno lavorato assieme, che ti faccio?

Beh, lo vedete: porgo la mano a Pigigi.

E non porgo solo la mano, no... Lo metto in condizione di essere sempre dalla parte del torto, sia che dica di si, sia che dica di no.

Perchè io non ho una sega di idee su come andare avanti, ma voi credete che Pigigi ne abbia?

O bischeri...

Lo scopo indiretto ma importantissimo di un piano per la crescita fondato su una frustata al cavallo di un’economia finalmente libera è di portare all’emersione della ricchezza privata nascosta, che è parte di un patrimonio di risparmio e di operosità alla luce del quale, anche secondo le stime di Bruxelles, la nostra situazione debitoria è malignamente rappresentata da quella vistosa percentuale del 118 per cento sul Pil.

Qua ritiro fuori la frustata al cavallo, che si capisca che non ho un cazzo di idee e che mi è dimolto piaciuta questa immagine ippica.

Yuppiiiieee!!!


E metto giù un numerello a caso, ovviamente sottostimato, per ribadire il concetto che siamo nella merda. E che me ne sono accorto solo oggi.

...

Ah, siamo davvero nella merda?

Prima di mettere sui ceti medi un’imposta patrimoniale che impaurisce e paralizza, un’imposta che peraltro sotto il mio governo non si farà mai, pensiamo a uno scambio virtuoso, maggiore libertà e incentivo fiscale all’investimento contro aumento della base impositiva oggi nascosta.

Via, ragazzi: abbiamo fatto poche cose, in questo governo.Quasi nessuna.

Una è stata lo scudo fiscale, a favore dei ricchi (non certo dei pezzenti come voi).

Ora vi domando: ma che, pensate che siamo così coglioni da TOGLIERE I SOLDI a chi li ha, con la patrimoniale (o magari con la tassazione sulle rendite finanziarie) per darli a chi ne ha meno, e magari vota i COMUNISTI?

Ma siete pazzi, ve lo dico io!

Se a questo aggiungiamo gli effetti positivi, di autonomia e libertà, della grande riforma federalista, si può dire che gli atteggiamenti faziosi, ma anche quelli soltanto malmostosi e scettici, possono essere sconfitti, e l’Italia può dare una scossa ai fattori negativi che gravano sul suo presente, costruendosi un pezzo di futuro.

Siamo alla fine e non ho ancora tirato fuori la cazzata del federalismo. Ecco qua: mica ci vogliamo far mancare una strizzatina d'occhio a Umbertone, no?

C'e' tutto, credo. Secondo me qualche idiota che ci crede lo trovo anche a questo giro.

Silvio Dio

Non leggere questo Blog!: Non può essere.

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Gia' l'immagine vale la visita a nonleggerlo.
Vi assicuro che la lettura di quello che sta sotto l'immagine non ha prezzo, oggi come oggi.

Barney

Filed under  //   Politics   prospettive  

The dark side of Bunga Bunga

Nell'affaire "Ruby", che vede coinvolto per l'ennesima volta il nostro Presidente del Consiglio Grand'Ufficial Lup. Mann. nonché DVCE Silvio B. in una storia assolutamente limpida di fango e sterco, c'e' un aspetto che a me ha colpito in maniera particolare, e che mi pare non sia stato mai discusso in precedenza (se non da me con i colleghi a pranzo, ma allora non vale). Debbo fare una premessa: ho letto in treno il malloppone di intercettazioni per qualche giorno, e per puro caso m'e' caduto l'occhio su questo dialogo tra Nicole Minetti e Barbara Faggioli, a pagina 165:

Barbara: e tu?
Nicole: eh, niente, sono qua in piscina...
Barbara: Dove?
Nicole: come, dove?
Barbara: ah, sei rimasta la?...
Nicole: certo
Barbara: mmm come è andata?
Nicole: Benìssimo...
Barbara: si?
Nicole: da dio..(ride)
Barbara: si?
Nicole: mm
Barbara: bene... e, ma non torni?
Nicole: quando ? dove? no. no, no. sto qua... , sto qua, sto qua...
Barbara: ah si?
Nicole: penso di si, non so
Barbara: e Simone?
Nicole: boh, non lo so, è a Milano lui...
Barbara: ah...
Nicole: egh... lo vedrò domani...
Barbara: ah, quindi torni domani?
Nicole: eh, beh, si, penso di si... domani o dopodomani...
Barbara: eh... ho capito...
Nicole: te che fai?
Barbara: no, io non riesco a venire... a lui glie l'ho detto che forse non riuscivo a
venire...
Nicole: mmm ho capito
Barbara: lui mi ha detto di andare li.... oggi...

Come si vede, a un certo punto spunta lui. Simone. Si capisce, da questo dialogo, che e' una persona abbastanza vicina alla Minetti. Ci si potrebbe subito sbilanciare e dichiararlo il fidanzato/convivente/ganzo/quello che vi pare.

Ecco: ci sono due ragazze che parlano di quello che e' successo la sera prima, e una chiede all'altra "E Simone?". Cosi' Simone entra nella nostra vita: a pagina 165 del documento che la magistratura di Milano invia al Parlamento perche' gli onorevoli decidano se e' il caso o meno che Silvio sia processato.Prima non c'era, e un attimo dopo eccolo la': Simone.

Simone che ritorna a pagina 203. Ritorna come "Simo", e ritorna in un monologo-fiume che Nicole intrattiene con una amica di cui conosciamo poco o nulla. Il dialogo e' famosissimo nella parte che precede "Simo"; eccolo qua:

No ma infatti ti volevo un attimo briffare sulla cosa., nel senso ..giurami che non ti prende male nel senso cioè ne vedi di ogni cioè te ti fai i cazzi tuoi e io mi faccio i cazzi miei per l'amor del cielo pero' ne vedi di ogni ..cioè nel senso la disperaticion più totale cioè capirai..e'è gente per cui è l'occasione della vita quindi ne vedi di ogni fidati di me punta su A il francese che lui sbrocca gli prende bene e tutto., digli tutto quello che fai.. seconda laurea ..sei stata a ..tre mesi alla Sorbona che anche lui ha studiato alla Sorbona si si si esalta di brutto non entrare nei dettagli o (incomprensibile) vedi cosa hai fatto ..te cosa hai fatto alla Sorbona..hai fatto il corso di francese???? OKmmhh tutte queste cose a lui piacciono ehh cioè .... no no io lo dico nel senso per cioè nel senso per far entrare in simpatia nel senso Meli detto fuori dai denti no .. ci sono varie tipologie di... persone c'è la zoccola, c'è la sudamericana che non parla l'italiano e viene dalla favelas c'è quella un po' più seria c'è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quel che faccio capito per cui ecco era solo per non confonderti nella massa non sii timida fregatene sbattetene il cazzo e via andare ... ... no no era giusto per... nel senso che perché prima parlavo con Simo no che ovviamente Simo sa dove vado perché non è che gli posso raccontare le boiate no, allora gli ho detto guarda gli ho detto viene su anche la Meli... allora mi fa ..nooo non è che la Meli si prende male perché lei è una brava ragazza perché di qua perché di la ..gli ho detto ascolta Simo ho detto ti prende male di che cosa ??? eehhhh non è che adessocioè voglio dire no, no ma sai., perché poi lui c'ha tutta una sua idea delle cose che comunque è quella che possono avere chi non conosce e chi no sa..capito???

Simo ovviamente sa dove va Nicole (e dove va? A vedere "Baaria" e i comizi di Vendola, pare, no?), e si preoccupa di come La Meli (l'amica) puo' reagire. D'altra parte, se una e' abituata ai cinepanettoni "Baaria" puo' essere veramente mortale, ne convengo...

Altra apparizione della coppia a pagina 276:

Maristelle invita poi Nicole e Simone al compleanno della figlia la prossima settimana
e le chiede inoltre di ivedersi per parlare di un pò di cose

Ancora Simone esce fuori in un dialogo tra "Maristelle" e la Minetti, a pagina 321:

Minetti: anche Simone l'ha detto, mi fa mamma mia, s'è imbruttita un sacco, c'aveva una faccia, due pesti sotto gli occhi...

Infine, ultima apparizione a pagina 385:

Minetti : vediamo, se possiamo
Faggioli: ci facciamo un giretto
Minetti : ho capito, no io sono a casa che Simo è uscito a prendere le sigarette a
prendere al roba da mangiare qua sotto
Faggioli: mh, ma uscite?
Minetti : non credo
Faggioli: no? niente?
Minetti : noo, non ho una gran voglia Baby...

Insomma, m'era venuta voglia (come spero sia venuta a voi) di sapere che tipo fosse, questo Simone. Questo boyfriend che sa quello che fa la Nicole (s'era detto: cineforum e dibattito culturale, no?). Mi aspettavo, lo dico candidamente, un giovane nerd innamorato cotto della Minetti, che l'aveva inseguita da Rimini sino a Milano, e che per amore chiudeva un occhio o magari anche due su alcune serate della sua fidanzata.

Si, buonanotte...

Ecco il manzo con la precedente fiamma, una nota professoressa di filologia romanza di Harvard:

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Figura 1: Premi Nobel

Si noti il dizionario "Italiano-UgroFinnico" sullo sfondo della composizione bucolica.

Insomma, il tipo giusto per passare inosservata. Ma non e' tanto il fatto che Simo sia la copia di Corona, che mi inquieta. No: e' quello che fa nella vita, ovvero l'imprenditore che vende (dio mi perdoni E lo fulmini) magliette per cuccare (sic...), che faccio descrivere mirabilmente da questo link di un syto che fa venir voglia di imbracciare uno shotgun e fare una strage gia' dal nome. Mi spiace essere volgare, ma il giudizio sull'idea imprenditoriale e' "cagata pazzesca". Senza se e senza ma.

Insomma, una coppia perfetta per le serate in cui, dopo i'ccurturale gia citato sopra, si passava -ad Arcore- direttamente a i'ccuBo.

 

Barney

Senza titolo

Non credo siano necessarie parole. Credits and hat trick to Fred Dufour, AFP.

Ecco qua:

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Barney

Filed under  //   Politics   wargames  

Why Is Nobody Calling Jared Loughner a Terrorist? - Culture - GOOD

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Altro esempio di prospettiva. L'autore del pezzo si chiede come mai a nessuno e' venuto in mente di chiamare lo sparatore di Tucson "terrorista".

Barney

Filed under  //   Politics   pointofview  

Ho visto la luce, ed era nera

Ieri sera m'e' capitato, ascoltando alla radio "la Zanzara" di avere una illuminazione potente, grazie all'intervento di un quasi-giovane che ha chiesto di intervenire sull'incontro che Napolitano ha concesso al manipolo di studenti che contestavano la -rotfl- riforma Gelmini. Chi ha telefonato era sicuramente un ex elettore di AN passato al PdL (si notava una preparazione politica "old sytle" che i forzisti giovani non hanno. I vecchi sono invece carrozzatissimi, essendo in genere ex qualcosa: socialisti, comunisti, dicci' e via andare).

Con un tono pacato e sicuro ha espresso un solo concetto, ma chiaro: protestava perche' il Presidente aveva concesso udienza ai manifestanti, in quanto essi non rappresentavano nessuno, non essendo stati eletti negli organi rappresentativi preposti (senato accademico e consulte varie). Diceva: "Perche' Napolitano ha ricevuto loro e non me o gli altri che, votati in regolari elezioni, rappresentiamo i nostri atenei?".

Non mi pare si possa obiettare niente a una critica del genere; e' pero' obbligatorio per chi fa politica a sinistra, o anche per chi solo vota PD e robe simili riflettere su cosa cio' significhi. Io ho immediatamente pensato che se gli studenti che sono andati da Napolitano non erano rappresentanti eletti dalla base degli universitari c'era un enorme problema di rappresentanza, anzi due:

  • quello di definire chi caspita rappresentassero, i dodici apostoli ricevuti da Napolitano e signora, e
  • quello di pensare a chi li poteva rappresentare politicamente.

Per il primo punto: se questi non son nemmeno rappresentanti studenteschi, come pretendono di poter assurgere a portavoce della "base"? Chi gli ha delegato la rappresentanza? La risposta potrebbe essere "le assemblee degli occupanti". Ma sarebbe la risposta sbagliata: l'Universita' ha organi democratici di rappresentanza anche in condizioni "normali", quando non ci sono occupazioni. Ed e' in quegli ambiti che si fa protesta e si portano avanti le riomstranza contro la riforma. Anche perche' le assemblee di occupazione non sono certamente gremite. In ogni caso, il radioascoltatore aveva perfettamente ragione, e Napolitano ha sbagliato ad accoglierli come portatori di istanze condivise.

Il secondo punto e' piu' delicato, perche' da una assenza di rappresentanza politica in periodi di crisi puo' venire fuori una protesta anche violenta che non e' possibile controllare. Ma a parte questo fatto -che e' comunque grave- mi pare di poter dire che se questi qua sono andati dal Presidente e' perche' hanno ora come ora difficolta' a trovare dei riferimenti politici con cui confrontarsi. Non c'e' piu' il Bertinotti, Vendola parla per immagini alte ed auliche che spesso confondono l'uditorio, Bersani e il resto del PD ondeggiano di qua (barra a sinistra!) e di la' (tutti al centro!) a seconda del tempo atmosferico e dei risultati del campionato di calcio. Insomma: agli studenti che sono scesi in piazza pare che nessuno li possa rappresentare degnamente nello scenario politico attuale, tanto che han preso le loro gambe e se ne sono andati da soli da Napolitano.

Tutto questo porta, alla fine, ad una amarissima considerazione: in assenza di idee E di persone che le portano avanti sara' difficile per la sinistra togliersi dal pantano in cui si e' da sola infilata sedici anni fa. E non mi si dica che il PD ha la sua proposta per la riforma universitaria, perche' l'ho letta e -francamente- e' aria fritta.

Musica ascoltata durante la scrittura di questo pezzo: Radiohead 1 e 2.

 

Barney

Decreto Gelmini, la presidente 'vota' da sola

Io vorrei sapere da dove cazzo e' uscita questa qua. Prima che qualcuno se ne esca con idee assurde, e' una parlamentare della Lega (si nota la coccarda verde, orrenda, incollata sulla giacca?
E la camicetta pezzata simil - Frisona? No, questo e' teatro, e' commedia dell'arte, e' concorrenza sleale ai Monty Python)

[tristezza estrema: e' successo davvero, nel NOSTRO Parlamento...]

BP

Scusa Ameri, ha segnato Scilipotiiii!

Cosa ci ha insegnato la giornata di ieri? Intanto, "insegnare" e' un overstatement. Beh, diciamo che pero' ribadisce un concetto fondamentale -casomai ce ne fosse stato bisogno-: che la politica in Italia non e' una cosa seria, ma la trasposizione dell'occupazione preferita dei maschi (e di sempre piu' femmine) nazionali: il calcio.

NOTA: Per me come sport il football e' tra i piu' ingiusti e brutti: puoi permetterti di non fare un cazzo per novanta minuti e vincere per una botta di culo/un regalo arbitrale allo scadere. Uno sport da stronzi, via, diciamolo. Fatto.

Ecco quindi la cronaca del match di ieri, col quale era in palio una grande fetta dello scudetto di inverno. Che vale poco, ma che in genere rispecchia i valori e le classifiche di maggio-giugno, quando i punti contano davvero.

Qua sotto le due opposte tifoserie (quelli che tifano per la "Maggioranza" e quelli che tengono l'"Opposizione") mentre contestano un fischio dell'arbitro, sul quale pesano gravi indizi di partigianeria:

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Figura 1: Da parte della "Maggioranza" si contesta un fuorigioco inesistente (forse).

Qua siamo all'85', e la partita e' ancora apertissima. Ma la "Maggioranza" ha appena schierato in campo il bomber nano e grasso brevilineo Scilipoti, che e' stato acquistato dall'"Opposizione" solo poche ore prima della partita, e schierato grazie ad una deroga ad personam dell'UEFA:

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Figura 2: Scilipoti entra e fa il gesto dell'ombrello ai suoi vecchi tifosi, che si incazzano come iene. Non contento, Scilipoti fa il ballo del Bunga-bunga e scorreggia tutta l'Internazionale a mo' di estremo sberleffo.

Infine, ecco il mister della "Maggioranza" che esulta al fischio finale dell'arbitro (cornuto), dopo aver segnato il gol decisivo su rimpallo tra nuca del portiere avversario e traversa all'89':

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Figura 3: S.B., il Mister della squadra di casa che esulta con gioia contenuta e misurata, mentre -si osservi il labiale- sta borbottando: "Te l'ho buttata nel culo, eh, testina?"

Insomma: gran tensione e poco calcio ieri allo stadio "La Camera" di Roma, con squadre consapevoli della posta in gioco e pochi gesti tecnici di spessore. Ombre sulla vittoria della "Maggioranza", sia per voci di combines con alcuni avversari (stranamente arrendevoli ieri in campo), sia perche' il bomber Scilipoti pare sia stato trovato positivo all'antidoping. Overdose di Oscillococcinum tagliato con Apis mellifica 35CH: il mister dell'"Opposizione" sembra intenzionato a chiedere la ripetizione del match a porte chiuse.

Il problema e' trovarlo, il mister dell'"Opposizione"...

 

BP

Ops... Dissentono pure in UK, mylady!

Londra brucia (beh, il 30 di Millbank brucicchia; il resto no) a causa delle proteste degli Universitari, e in Italia le due estreme (gli estremi coglioni e gli idioti da sbarco che -insieme- dan conto di quasi il 95% della popolazione dello Stivale) sono subito sulla notizia da par loro, supportati dalle rispettive truppe cammellate che rispondono al nome di "giornalisti". E' peraltro di tutta evidenza che i giornalisti, in Italia, sono di tre tipi: i coglioni, gli idioti e -la minoranza, un 4-5%- quelli informati sui fatti.

Ma bando alle ciance e passiamo alla notizia: s'è detto che Londra brucia. Perchè gli studenti universitari stanno protestando per il futuro che viene loro rubato, per l'università che viene svenduta ai privati, e perchè le loro manifestazioni sono represse nel sangue. Esattamente come stanno protestando gli studenti italiani, dite? Si, esattamente per gli stessi motivi, con in più il fatto che -ci raccontano i giornalisti coglioni e i giornalisti idioti- in UK hanno TRIPLICATO le tasse universitarie per tutti, portandole da 3.000 a 9.000 Pound l'anno. Scommetto che la notizia la sapete così, eh?

E così è utile che la sappiate, sia per chi ci governa (che cerca di farci intendere come la -rotfl- Riforma Gelmini sia meglio della riforma inglese, non foss'altro perchè da noi ci sono meno feriti e meno casino, sicuro indice di bontà della legge. Almeno per MariaStar, che concetti più elaborati non credo riesca a gestire senza un buffer overflow), sia per chi è all'opposizione, che così può usare l'esempio degli abitanti di Albione per dire ai manifestanti nostrani: "Vedete come si fa? Su, tutti a Roma a schiantare le inferriate di Palazzo Grazioli!! Poi c'è il caso che ci sia del Bunga Bunga anche per voi!!!".

Beh, io la so leggermente differente, da quello che mi raccontano due miei contatti in UK (ma chiedo a Giacomo -se legge- di scrivere pure lui qualcosa). E la sa leggermente differente anche Roberto Perotti del Sole24Ore, che scrive questo bell'articolo sull'argomento. Che punta il dito anche su un altro fatto: in UK ti danno un prestito, per pagare la retta universitaria. Che restituirai solo quando inizierai a guadagnare più di un tot l'anno.

Mi pare un sistema equo: uno fa un investimento per il suo futuro (conseguire una laurea), che comporta un onere (pagare una retta) e un rischio calcolato (ottenere un lavoro ben pagato). Lo stato ti permette di frequentare l'università pagando, ma ti presta i soldi ad interessi bassi e con un periodo di preammortamento mooooolto lungo. Alla fine dei giochi, se ti sei laureato e se hai trovato un lavoro decente, tu restituirai i soldi allo stato che, a sua volta, avrà nuove risorse per finanziare gli studi di qualcun altro.

E' scandaloso, questo sistema? A me pare di no, ma forse vedo poca televisione...

;->

 

BP