Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Le cose importantissime della vita (si fa per dire)

S'e' letto/ascoltato/vistointivvù, in queste ultime settimane, un par di notizione coi controcazzi che riguardano una delle maggiori espressioni culturali italiane degli ultimi trent'anni o giu' di li', uno che ha addirittura pubblicato anche dei libri, non so se rendo l'idea della dimensione artistica. Che no, non e' di trenta centimetri, sia chiaro...

L'oggetto di tali attenzioni da parte dei media e' Vasco Rossi, e le imperdibili chicche che i nostri giornalisti ci hanno propinato sono:

  • Vasco ha un canale Youtube sul quale carica tutte le stronzate che gira con una telecamerina da quattro soldi. Il canale ve lo cercate da soli se interessati, perche' non ho con me la scorta di antiemetici (cit. Ispettore Bloch, in un qualsiasi numero di Dylan Dog).
  • Vasco vuole smettere di cantare live perche' e' vecchio.

Dopo avere commentato queste illuminanti informazioni come meritano ("Estigranquaatzi!"), rimando alle note di Sassicaia Molotov sulla questione, note che sottoscrivo appieno ma piego al mio volere argomentando con esempi a me piu' vicini.

Sassicaia, dopo avere distrutto la nomea di -scusate il termine- rocker del Blasco da Souncazzoiodovee'nato si sofferma sul fatto che il Rossi de noantri non ha nemmeno sessant'anni, e gia' frigna come una vecchietta gobba e sdentata che non ce la fa piu'. E attorno a lui gente che ha piu' anni sulla groppa e infinite litrate di sostanze stupefacenti in piu' nelle vene se lo sogna di smettere. E -cosa ancor piu' sconvolgente per il tritacoglioni avvinazzato della Romagna- canta e suona ancora alla stragrandissima in giro per il mondo.

Vorrei aggiungere all'elenco di Sassicaia almeno tre o quatttro nomignoli a caso:

  1. David Bowie
  2. Neil Young (qua siamo quasi alla presa per il culo con maniglia, perche' ha "giovine" scritto nel cognome, e vaschino glielo puppa due volte)
  3. Roger Daltrey
  4. Pete Townshend

Questa gente suona e canta come se avesse trent'anni, e spesso succede che persone cosi' stiantino in tour, per dire che si divertono a suonare e a far divertire la gente. E' la loro vita.

Ma al nostro Blasco gli s'e' ammosciato il pomo d'Adamo, e quindi dice che smette. Io spero che almeno lui mantenga la parola, o che non invochi il "M'hanno frainteso!" che va tanto di moda di questi tempi, cosi' ce lo togliamo dalle palle almeno per quel che riguarda i concerti dal vivo. Poi, se ne vuole organizzare uno dal morto, potremme anche risultare interessante, magari apre un filone nuovo e fa breccia pure tra le beghine di paese. Chissa'?

Io, da parte mia, non posso che chiudere con Pete e Roger che suonano da sessantenni suonati all'intervallo del SuperBowl 2010, supportati dal magistrale Zack Starkey, figlio di Ringone Starr.

Blasco? PUPPA!!!!!

 

Barney

Posted June 28, 2011

Perle sconosciute

Chiacchierando con Giacomo (un collega-amico emigrato a Londra) sulle cover di canzoni di David Bowie, ho tirato fuori per l'ennesima volta la versione di "Space Oddity" cantata da Happy Rhodes. Se il brano e' universalmente noto, la cantante penso sia conosciuta, oggi, da mille persone. In Italia saremo in tre, e ci state larghini.

Happy Rhodes e' una cantante con una voce stupenda, con una estensione tonale mostruosa, che ha cominciato come corista. Ha inciso pochi dischi, e ha fatto ancor meno concerti. L'ultimo disco penso sia di dieci anni fa, l'ultimo concerto di cinque (roba da club vicino casa sua). Ed e' veramente un peccato, perche' in questi tempi di Lady Gaghe e Madonne del soccorso una come Happy vivrebbe di prepotenza. La rete aiuta a scoprirla, perche' quasi tutto il materiale su di lei e' liberamente ascoltabile. Come ad esempio il secondo concerto tenuto al Tin Angel di Philadelphia, il 10 dicembre 1996. Che contiene la cover di "Space Oddity" citata qua sopra, ma non esattamente quella (il video di Youtube si riferisce al primo concerto della giornata). E' al minuto 44.55, ed e' un ottimo punto di partenza per scoprire Happy  Rhodes. Insomma, ecco qua:

 

Barney

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Posted May 29, 2011

On Covering

Ogni sfigato che suona uno strumento prima o poi (direi prima, senza alcuna ombra di dubbio) si cimenta con il rifacimento di un pezzo famoso fatto da un tizio/una band famosa. E' normale, e' nell'ordine delle cose... rappresenta un rito di iniziazione quasi ineludibile:

"Suoni la chitarra? Bene! Prova "Stairway to Heaven", no? E' facile! Poi ci canti sopra... E che vuoi che sia? Sarai perfetto!!"

Ovviamente, nella vita reale c'e' solo un Jimmy Page (e un solo Robert Plant, se e' per quello...), quindi il risultato finale puo' essere leggermente differente da quello ottenuto dai Led Zeppelin. Ma ci sta, proprio perche' chi suona e' uno sfigato, e Page e Plant sono unici.

La questione e' diversa se a cimentarsi con una propria interpretazione di un pezzo famoso e' qualcuno altrettanto famoso (o quasi) di chi in principio ha tirato fuori il brano. E addirittura esistono millanta casi di brani piu' conosciuti per la versione "cover" che per quella originale. Un classico esempio e' "Everybody needs somebody to love". Il brano e' stato inciso inizialmente da Solomon Burke nel '64, ma gia' l'anno dopo ci fu una versione dei Rolling Stones. Molti altri l'hanno incisa, sino a giungere nel 1980 alla versione che tutti conoscono, cantata alla fine di "the Blues Brothers" da John Belushi e Dan Aykroyd. Insomma: per moltissime persone "Everybody needs somebody to love" e' un pezzo dei Blues Brothers, e stop. Altro esempio famoso e' "Last kiss", che incisa inizialmente negli anni '60 -e sentita da nessuno-  fu poi suonata da miliardi di altri gruppi, sino a divenire per purissimo caso il singolo piu' venduto in assoluto dai Pearl Jam, primato che resiste dalla fine degli anni '90.

Ma veniamo a oggi, e al motivo per cui ho sprecato dieci minuti di vita per scrivere questa roba qua. E' che mi sono imbattutto -non per caso: il caso non esiste in certe cose :-)- per l'ennesima volta nella versione proprio dei PJ di "Baba o'riley", celeberrimo pezzo dei Who contenuto in uno dei loro migliori album, "Who's next". L'ultimo che ha visto la band suonare tutta intera. La versione dei Pearl Jam e' secondo me ottima, i cinque della west coast la suonano da vent'anni, e la interpretano come dei fan possono interpretare uno dei brani piu' significativi della loro band di riferimento: col cuore.

Eccola:

La versione originale, con ancora Keith Moon selvaggiamente alla batteria (morira' nel '78, prima dell'uscita di "Who are you") e' meglio:

ma il confronto e' secondo me pari: si comparano entita' paragonabili, siamo sulle stesse lunghezze d'onda.

Esempi di vaccate clamorose sono invece molto piu' comuni. Non vorrei scavarmi la fossa da solo citando Vasco e il suo stupro di "Creep" dei Radiohead, o di "Celebrate" dei "An Emotional Fish", stupri che non sono stati sanzionati solo perche' il vecchio puttano deve avere pagato fior di Euri per poter scempiare i due brani originali, quindi andro' ad esemplificare usando una delle band piu' sopravvalutate degli ultimi trent'anni: gli Oasis, che in cotesta maniera si sono approcciati a "Heroes" di Sir David Bowie:

Qua siamo di fronte a troie frigide che "lo fanno per soldi" di sicuro. La voce di Liam "fighetta" Gallagher perte a bischero sin dalle prime note, e non si sa dove va a parare, mentre la chitarra del fratello cerca di scolpire suoni che risultano freddi e amorfi all'orecchio di chi ascolta.

L'originale e' fintamente distaccato come tutti i pezzi di Bowie, il quale potrebbe fare il culo ai due fratellini usando solo la sinistra. Nel video qua sotto David mostra anche quanto puo' essere simpatico:

Insomma: fare cover e' lecito e giusto. Farle come gli Oasis e Vasco e' male, e dovrebbe essere punito.

 

Barney

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Posted May 26, 2011

Lost Highways - Immanuel Kant – Kritik der Urteilskraft

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Kant piegato al vil servizio del Komunismo per pigliare un po' per il cuBo Silvio.

Scrisse Lenzi Simone, Kant Immanuel detto' le basi.
Anche musicali, forse. Ma quella e' un'altra storia.

Barney

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xkcd: Na (Make It Better)

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Randall se l'e' presa per la flowchart di "Hey Jude". Ecco la sua risposta, come sempre spettacolare ;->

Barney

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Hey Jude flowchart

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La geekness applicata ai Beatles.
And it works!

Barney

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Perchè ci piace Bansky e Povia no?

Ieri mattina mi ha colpito un bell'articolo di Alex Ross tradotto su Repubblica e affiancato dal commento di Baricco (che francamente aggiunge poco a quanto scritto dal critico musicale americano, ma per il tipico provincialismo italiota rafforza -nella mente semplice dei redattori di Repubblica- il messaggio di Ross). La questione trattata era: come mai la gente scappa a gambe levate quando, a teatro, l'orchestra comincia a suonare roba di Schoenberg o Steve Reich o Arvo Pärt (chiunque siano questi tipi, sia detto per inciso), mentre i musei d'arte moderna attraggono milioni di persone esponendo opere di Pollock, Warhol, Klee?

Io sono francamente ignorante, nel campo della musica colta. Arrivo a malapena a Philip Glass, che scoprii da molto giovane perche' non ricordo quale dei rockettari che ascoltavo (e ascolto tuttora) dichiaro' (A "Rolling Stone"? A "Chitarre"? Insomma, a una roba del genere) che Glass lo aveva profondamente influenzato. Ricordo che influenzo' pure me, nel senso che l'ascolto di una facciata dell'LP che mi procurai fu sufficiente a farmi dichiarare Philip Glass peggio di qualsiasi garage band NewYorkese. Poi i giudizi son cambiati, e in tempi meno giurassici ho acquistato -ed ascoltato- dischi di Mertens e di Nyman, scoperti ovviamente grazie a Peter Greenaway e ai suoi film, ma sospetto non si possano definire "musica colta".

Per quel che riguarda le arti visive sono ugualmente un ignorante visto che i fumetti non penso contino, ma e' evidente che Ross e Baricco hanno ragione: un Klee lo si puo' fruire anche senza essere critici d'arte, e molte persone (me compreso) visitano musei d'arte moderna.

Ma in questi giorni la potenza evocativa e la assoluta semplicita' (a volte) delle arti visive contemporanee m'e' venuta in mente anche in riferimento a questa raccolta di foto prese nell'aretino da un collettivo di street artisti dei nostri giorni. Il sito e' interessantissimo, e pieno di stupendi esempi di come si possano riempire -letteralmente- le citta' di opere d'arte che si confondono a tal punto con l'architettura del luogo da sembrare elementi necessari dell'insieme. Le foto rappresentano dei cartelli stradali "hackerati" in maniera semplice ma assolutamente evocativa. Un esempio qua sotto:

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Figura 1: Segnale di divieto di lavoro, forse...

Come esempio estremo di street art vi lascio alla contemplazione di una delle opere piu' note di Bansky, lo street artist di Bristol:

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Figura 2: No Future, Bansky.

Ah, rimarrebbe da spiegare cose c'entra "Povia" con tutto il resto. Nulla, e' chiaro. Solo, mi serviva un riferimento piu' basso dello "0", qualcosa che avesse scavato in profondita' nei meandri della spazzatura spacciata per musica. Ecco, Povia e' perfetto.

 

Barney

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Per geek con una conoscenza media del rock USA

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Ah, come suona la chitarra Slash...

;->

BP

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Le altre dieci, cosi' son davvero venti

Ripartiamo da dove ero rimasto con il giochino di scegliere 20 "45 giri" da portare sull'isola deserta. Ricordo che la cosa è nata da una sua idea, e che io ne sono venuto a conoscenza dal blog di IguanaJo, un posto da frequentare se siete amanti della SciFi.


Questa seconda lista ha subito molte variazioni, e ho usato uno o due trucchetti per aumentare il numero di soggetti presenti. Ma andiamo a incominciare, per vedere cosa ne è uscito...

Talking heads
Le teste parlanti sono state uno dei gruppi che più ha segnato la storia della musica moderna, almeno quella che ascolto io.
David Byrne è tuttora arzillissimo, e l'ultimo suo disco ha dentro l'energia e la creatività della fine degli anni '70. La selezione è facile: lato A per il loro pezzo più famoso, dal primo album, e lato B per una delle canzoni che a me piace di più in assoluto, per il testo davvero stupendo. Il paradiso e' un luogo dove non succede nulla, e forse proprio per questo tutti vorrebbero andarci. 

Ah, tutti e due i video sono estratti da un film capolavoro, che si intitola -ma tutti già avran capito- "Stop making sense". Regia di Jonathan "Silenzio degli Innocenti" Demme...

    Lato A: Psychokiller
    Lato B: Heaven

Citazione dal B-side:  

There is a party, everyone is there. Everyone will leave at exactly the same time. When the party's over, it will start again, it will not be any different, it will be exactly the same.

Turin Brakes
Questi due ragazzi sono stati in lista di taglio sino alla fine, ma tutto sommato meritano un posto in valigia per il pezzo che apre il loro 45 giri. E' una canzone che si regge sulle due chitarre, una ritmica, l'altra arpeggiata, e sulle voci leggermente dissonanti dei due. Boh, non so come giustificare altrimenti i Turin Brakes qui: non che non siano bravi, ma... L'unica cosa che aggiungo a mia parziale discolpa è che il lato A sarebbe una colonna sonora eccezionale per qualsiasi spot di auto FIAT. Ma lì decide il genio di Lapo, quindi siam salvi: Vasco e minchiate assortite assicurate a vita. 

 
    Lato A: Fishing for a dream
    Lato B: Painkiller

Citazione dal Lato A:

Lets do loneliness in style
lets put on moonlight mile
and feel those radio waves flow
and don't say you won't

Fabrizio de Andre'
Da giovane avevo tra le cose da fare prima di morire l'assistere ad un suo concerto, l'ho fortunatamente fatto nei primi anni '90. Un poeta a tutto tondo, di cui potrei scrivere per pagine. Ricordo solo un episodio capitatomi nel '96. Ero in Spagna per una scuola internazionale della ESF, e una tizia canadese -una docente della scuola- aveva una chitarra. La sera suonava pezzi di Leonard Cohen, e quando gli dissi che un italiano aveva rifatto sia "Suzanne" che "Jeanne d'Arc", lei mi chiese quali parole ci avesse messo dentro. La mia risposta fu, banalmente: "le stesse che ci sono nella versione in inglese". Lei disse che era impossibile, che il testo non aveva senso. Controllate, ho ragione io :-). A-side per un brano iperpoliticizzato e diretto, scritto vent'anni fa ma che pare di ieri. Lato B per un pezzo da "Rimini" che parla di un vero naufragio, con parole che paiono tirate fuori anch'esse da un pezzo di Cohen.

    Lato A: La domenica delle salme
    Lato B: Parlando del naufragio della London Valour

Citazione dal B-side:  

E si fiutarono compatti nei sottintesi e nelle azioni, contro ogni sorta di naufragi e si altre rivoluzioni... E il macellaio mani di seta distribuì le munizioni.

David Bowie
Qui applico il primo trucco, alla fine. Bowie da giovane e' stato un mito del pop "colto", un'icona ambigua e affascinante con una voce inconfondibile. Ha iniziato a svaccare col matrimonio, dal quale non si è mai davvero ripreso. Peccato....

Il lato B e' un brano del 1971, tra i piu' noti del Duca Bianco. Per il Lato A applico uno sporco trucco che mi permette di far cantare una delle mia canzoni preferite non da chi l'ha scritta, ma da un'artista pressoche' sconosciuta ma con una voce strepitosa: Happy Rhodes, che è una che dovrebbe vendere decinaja di dischi. E' una cantante con una estensione vocale impressionante. Invece si deve accontentare di questo mio omaggio. Hi, Happy ;->

    Lato A: Space Oddity
    Lato B: Life on Mars?

Citazione dal lato A:  

This is Major Tom to Ground Control: I'm stepping to the door and I'm floating in a most peculiar way, and the stars look very different today.

Lou Reed
L'icona del garage rock degli anni '60 della grande mela. E poi degli anni '70, e giù giù (o su su...) fino a noi. Prima con i Velvet Underground, poi da solo con la sua chitarra distorta con un suono a metà tra una friggitrice e un trapano, e la sua voce piatta e matura. Tra le centinaia di canzoni che ha scritto, ho scelto un brano d'amore -non si sa se per una donna o per l'eroina, che nei primi anni '70 scorreva a fiumi nella Factory-, e un pezzo "spaziale" che fa pendant con l'odissea del Maggiore Tom di Bowie qua sopra. Una nota di biasimo per il marito di Laurie Anderson: ha cantato il lato A con il cicciobomba tenore barbuto in uno schifosissimo "Pavarotti and Friends" che gli è quasi costato il posto in valigia.

    Lato A: Perfect day
    Lato B: Satellite of love

Citazione dal lato A:  

Just a perfect day, drink Sangria in the park and then later, when it gets dark,
we go home.

Just a perfect day, feed animals in the zoo then later a movie, too, and then home.

Rino Gaetano
Altro italiano, che purtroppo adesso e' ricordato quasi solo perche' Sergio Cammariere e' suo parente, oppure -peggio- per la pubblicita' del Monte dei Paschi di Siena, in cui il Lato A viene cantato indegnamente da non so quale trota vincitrice di X Factor o cosa minchia e' quella roba li'. Qui la canzone viene linkata nella sua versione originale, di otto minuti e mezzo: su un 45 giri ci stava solo lei, e bisognava girare il disco per ascoltare la seconda parte (quella che conoscono tutti).
Ma Rino Gaetano deve essere presente anche per i giochi lessicali che infarcivano le sue canzoni sin dai titoli, come nel caso del lato B, che solo per quello vale il viaggio sull'isola deserta.

    Lato A: Il cielo e' sempre piu' blu
    Lato B: Mio fratello e' figlio unico

Citazione dal Lato A:
Chi è assicurato, chi è stato multato
chi possiede ed è avuto, chi va in farmacia
chi è morto di invidia o di gelosia
chi ha torto o ragione,chi è Napoleone
chi grida "al ladro!", chi ha l'antifurto
chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri
chi reagisce d'istinto, chi ha perso, chi ha vinto

Simon & Garfunkel
I Tom & Jerry della musica pop-folk americana, quelli che hanno portato centinaia di migliaia di persone in Central Park per il loro concerto d'addio nel 1981 non potevano mancare. Il contrasto tra la voce acuta di Garfunkel e quella piu' bassa di Simon e' il loro marchio di fabbrica. Il 45 giri e' composto da una delle canzoni-film che hanno scritto , "America", una storia di amore di due giovani che partono alla scoperta degli USA, e dal classico "The boxer".

    Lato A: America
    Lato B: The boxer

Citazione dal finale del B-side:

In the clearing stands a boxer, and a fighter by his trade
And he carries the reminder of every glove that laid him down or cut him
'Til he cried out in his anger and his shame
I am leaving, I am leaving, but the fighter still remains


RATM (che sarebbero i Rage Against the Machine)
Un po' di roba movimentata, cristo! I Rage sono presenti perche' rappresentano, per un anziano come me, il trait d'union tra il vecchio hard rock dei Deep Purple e quella roba che ascolta mio figlio e che a me -diciamolo- fa un po' schifo, tipo i Good Charlotte o i Limp Bizkit de staminkia quella roba là.
Due brani storici e potenti, uno che ha rappresentato in sostanza l'esordio sul mercato del gruppo, l'altro dal secondo CD del '96 per questo gruppo punk-rap-funk-hardcore-uellarella'. Zack de la Rocha & Tom Morello rulez!

    Lato A: Killing in the name
    Lato B: Bulls on parade

Citazione dal lato A: 

Those who died are justified, for wearing the badge, they're the chosen whites
You justify those that died by wearing the badge, they're the chosen whites!

Ben Harper & chi vuole lui
Ben e' il miglior chitarrista pop-rock-punk-jazz-steelguitar-quel che volete voi attualmente su piazza. E canta benissimo sia pezzi "pesi" come il lato A, tratto dal primo suo disco con la nuova formazione "ufficiale" che rappresenta uno dei CD migliori degli ultimi tempi, sia brani da lounge bar come il B-side, in cui e' ospite di Vanessa da Mata (ma se non ci fosse lui, sarebbe 'nantra cosa...)

    Lato A (con i Relentless 7): Shimmer & Shine
    Lato B (con Vanessa da Mata): Boa sorte

Citazione ottimistica dal lato A:
Shimmer and shine
We leave it all behind
Shimmer and shine
When you tell me that you're mine
   
Afterhours
Chiusura -difficilissima!- con un altro gruppo italiano. Manuel Agnelli può risultare antipatico, spocchioso e pieno di se come quasi tutti i nordisti. Penso sia Milanese, e questo spiegherebbe tutto o quasi. Ma quando azzecca la combinazione testo-musica e' bravissimo. Come nelle due facciate del 45 giri degli Afterhours. Il primo pezzo è un inno al ricordo e all'oblio. Il secondo taglia come una lama: piccola ma ben affilata.

    Lato A: Quello che non c'e'
    Lato B: Ballata per la mia piccola iena   

Citazione dal lato A:
Ho questa foto di pura gioia
e' di un bambino con la sua pistola
che spara dritto davanti a se
a quello che non c'è...

 

Rimangono fuori in tanti (artisti e canzoni), ma rivendico almeno il coraggio di averci provato. E mi scuso con Guccini, gli Eagles, gli U2, gli Zeppelin, Hendrix e via andare. Ma se mi sono venuti in testa altri nomi, prima dei vostri, un motivo ci sarà, no?

Ah, spero che il motivo non si chiami "Alzheimer" ;->

Infine, visto che ho finito di scrivere 'sta roba il 29 ottobre 2010, una doverosa citazione anche a loro.

 

BP

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Venti e non di più (ma per ora dieci)

Partecipo non invitato al "twenty songs contest" tirato su da questo blogger, e ripreso da IguanaJo.
Le regole sono semplici e lineari:
"...i pezzi, titolo, autore, fonte, due righe di commento e una citazione del testo (in originale, così chi vuole fa esercizio). E un lato B – sono 45 giri, giusto?"

Eccoci qua, in ordine sparso ma non troppo, per i miei primi dieci dischi da portar via sull'isola deserta...


The Who
Sono il mio gruppo dell'adolescenza. Non potevano mancare, ne' non essere i primi. La difficolta' e' stata nello scegliere due pezzi: "Behind blue eyes" va come lato A non solo perche' e' una ballata bellissima, ma anche perche' cosi' spero che in meno persone la attribuiscano ai Limp Bizkit al budello di su ma'. Inoltre, fa parte dell'ultimo album in cui ha suonato Moon. Infine, la copertina di quell'album e' spettacolare:

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Il B-side e' un omaggio al pezzo piu' rappresentativo di una intera generazione, che spera di morire prima di invecchiare. John e Keith sono riusciti nell'intento, Pete e Roger ancora suonano in giro per il mondo.
   
    A-side: Behind blue eyes
    B-side: My generation

    Citazione dal lato A: No one knows what it's like to be the bad man, to be the sad man, behind blue eyes...

Neil Young
Qualche giorno fa ha pubblicato l'ennesimo disco-capolavoro. A sessantacinque anni ha energia e voce che sembran quelli di venti anni fa. E in "La Noise" suona e canta tutto da solo, mica cazzi... Un mito che non sembra tramontare mai, che ha scritto canzoni stupende e altre meno, ma la bilancia pesa sempre dalla parte del genio. La scelta dei due pezzi e' abbastanza mainstream per il lato A: un inno alla ruggine che non dorme mai, ma penso non scontata per il B-side, il brano quasi punk che chiude "Re-ac-tor".

    A-side: Hey, hey, my, my
    B-side: Shots

    Citazione dalla lettera lasciata da Kurt Cobain quando si e' ucciso: It's better to burn out than to fade away


Pearl Jam
Uno dei pochi gruppi rock di oggi che hanno qualcosa da dire, sempre. Sono amicissimi di Neil Young, col quale hanno inciso Mirrorball, e pure dei Who, che hanno omaggiato con cover sontuose di "Baba O'Riley" e -soprattutto- di "Love, reign o'er me". A-side per un brano dal terzultimo disco, con testo secondo me molto bello che riscrive "My generation" trent'anni dopo. B-side per la canzone che chiude quasi tutti i loro concerti.

    A-side: I am mine
    B-side: Jellow Ledbetter

    Questo e' "I am mine":

    I know I was born and I know that I'll die
    The in between is mine
    I am mine

Bob Dylan
Il menestrello di Duluth e' presente nella mia compilation con il brano che e' stato secondo me usato in maniera sublime nei titoli di testa di "Watchmen", dando vita alla miglior sigla iniziale degli ultimi vent'anni.
Il lato B e' da "Blood on the tracks", uno degli album piu' belli di Dylan. Il testo e' onirico-mistico, e va ascoltato cantato da Dylan giovane. Bob, infatti, al contrario di Neil invecchia male, in quanto a voce...

    A-side: Times they are a'changin
    B-side: Shelter from the storm

    La citazione e' dal lato A: For the loser now will be later to win


Virginiana Miller
Prima presenza italiana. Dei VM ho gia' scritto anche troppo. Sono secondo me il gruppo italiano piu' significativo degli ultimi dieci anni, sia come testi che come musica.
Qui sono presenti con due pezzi "vecchi", uno sui pomeriggi-incubi marini di un qualsiasi bimbetto toscano (alcune immagini sono eccezionalmente vivide: la zia che "dice che oggi il bagno non lo puo' fare", lo zio che ha vinto la gara di tiro al piattello, il cane che piscia sui panini...), l'altro sulla decadenza della televisione di stato che -scritta sette anni fa- sembra troppo avanti anche ascoltata oggi.

    A-side: Tutti al mare
    B-side: Requiem (per la RAI)

    Dal B-side: Canto per la dottoressa Russell, per il comandante Koenig, per i popoli alieni...


Bobo Rondelli
Altro italiano, anzi: altro livornese, che e' diverso da italiano :-). Bobo Rondelli e' un artista poliedrico ed eclettico, che ha avuto un certo successo venti anni fa come voce degli "Ottavo Padiglione". Poi uno dei componenti del gruppo mori' e la formazione si e' sciolta. Proprio al "Cammello di Shangai" (il bassista degli Ottavo Padiglione) e' dedicato il lato A del 45 giri di Bobo, una canzone sublime. Il lato B e' tratto dal suo ultimo disco, ed e' una canzone romantica che non ti aspetteresti da Bobo, e proprio per questo e' ancor piu' bella.

    A-side: Hawaii da Shangai
    B-side: Licantropi

    Da "Hawaii da Shangai":

    polline di primavera
    sulla Susy che cresceva
    sul mio corpo che cambiava
    e un altro gioco cominciava
   

The Clash
Joe Strummer, Paul Simonon, Topper Headon, Mick Jones. Una formazione che ha fatto la storia del rock mondiale degli anni '80. Hanno smesso di suonare dopo avere raggiunto il successo planetario con "Rock the cashbah", forse il loro peggior disco, forse perche' raggiunsero proprio con quello il successo.
Qui sono presenti con uno dei primi brani rap della storia della musica, che apre "Sandinista" (un triplo LP cosi' ricco di spunti innovativi da essere forse troppo complicato per molti ascoltatori da fast food). Il lato B e' uno dei loro pezzi arrabbiati "classici": il primo singolo in assoluto per i Clash.

    A-side: The magnificent seven
    B-side: White riot

    Da lato A: Ring, ring, It's 7.00 AM
    move your self to go again
    cold water in the face
    brings you back to this awful place


Pink Floyd
I PF son morti una prima volta quando il diamante pazzo e' impazzito sul serio, e una seconda quando Roger Waters se ne e' andato a fare il solista.
David Gilmour e' un grandissimo chitarrista, e una voce eccellente, ma -mi dispiace- i PF erano prima Barret e poi Waters. Il B-side e' il famoso omaggio a Syd dai suoi vecchi amici, il lato A e' il brano di "The Wall" che a me piace di piu'.

    A-side: Comfortably numb
    B-side: Shine on you, crazy diamond

    Da "Shine on you...": Remember when you were young, you shone like the sun.
    Shine on you crazy diamond.

Rolling Stones
Le pietre rotolanti non possono non avere un posto nella compilation. E lo trovano con un lato A in cui si prende atto che non sempre le cose vanno come si vuole (chi non ricorda questa canzone suonata alla cerimonia funebre di "Il grande freddo"?), e con un B-side in cui si offre riparo da intemperie figurate e reali. Due pietre miliari, oltre che rotolanti, della storia del rock.

    A-side: You can't always get what you want
    B-side: Gimme shelter

    Lato B: War, children, it's just a shot away.
    It's just a shot away


R.E.M.
Dal sud degli Stati Uniti arrivano i R.E.M., tra le formazioni rock piu' significative del pre-grunge USA.
Qui sono presenti con un'irresistibile "imitation of life", che a me fa venire voglia di ballare ogni volta che la sento (e non so assolutamente ballare), e con uno dei loro primi successi. Che ho scelto perche' mi ricorda due amici che oggi non ci sono piu'.

    A-side: Imitation of life
    B-side: The one I love
   
    Da "Imitation of life": This lightning storm
    This tidal wave
    This avalanche, I'm not afraid
    C'mon c'mon no one can see me cry

 

Fine prima parte, e rimangon fuori in molti... 

 

BP

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Virginiana Miller a Italia Wave, sabato 24 luglio 2010

Sabato sono riuscito a trascinare la consorte e la figlia piccola a sentire i Virginiana Miller a Livorno. In realta' non e' stata una fatica: son venute tutte e due volentieri, perche' si sono appassionate alla musica di Lenzi e compagnia. Greta addirittura canta tutte le canzoni dell'ultimo album... Bene, siam partiti avendo una vaga idea del posto da raggiungere e nessuna indicazione sull'orario, e siamo riusciti ad arrivare sotto al palco esattamente nel momento in cui i cinque livornesi ci son saliti sopra: tempismo perfetto!

Il concerto e' volato via veloce, con i pezzi dell'ultimo album quasi tutti presenti, molti legati uno all'altro senza soluzione di continuita'. Uniche concessioni al passato "Dispetto" e "La verita' sul tennis". La formazione storica ha subito la defezione di Marco Casini, dopo la registrazione dell'ultimo album recensito anche qui, ma il nuovo chitarrista, Matteo Pastorelli, ha iniettato vitalita' e forza alla loro musica, con un suono ruvido e sporco, da garage band o da Clash prima maniera, che a me piace parecchio. Gli altri componenti la band sono di valore assoluto, con la sezione ritmica che non sbaglia un colpo e scandisce precisamente il tempo dei brani; Pomponi alle tastiere viene spesso sovrastato dalla chitarra di Pastorelli, molto piu' arrabbiata di quella di Casini, ma dal vivo la cosa va piu' che bene. 

Resta da chiedersi, alla fine di concerti come questi, perche' i VM non vendano dischi a palate. Certamente la loro non e' una musica facile: i testi sono ricchi di allitterazioni, di giochi di parole, di divertimenti lessicali che possono spiazzare l'abituale ascoltatore di Tiziano Ferro o dei Pooh. Ma credo che uno dei motivi del non successo del gruppo sia il fatto che Simone Lenzi non "vuole" -giustamente- fare il personaggio. Rispetto a un Bianconi che si traveste da dandy, e che passa tre ore prima dei concerti a spettinarsi nella maniera piu' scenografica, il Lenzi che arriva sul palco con un cappellaccio vecchio di paglia alla Sampei e' quasi irritante. Andate a cercarvi sulla pagina Facebook di Repubblica XL il video del concerto, e capirete cosa voglio dire.

In ogni caso, se siete dalle parti di Firenze il 7 agosto e capitate alla Fortezza da Basso verso le 9 di sera, avrete l'occasione di rivedere i Virginiana Miller, in una serata che prevede pure Bobo Rondelli e Nada come special guest. A cinque euro mi pare ci si possa stare. E scusate se e' poco.

 

BP

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Posted July 26, 2010

Them Crooked Vultures - Spinning In Daffodils (With Lyrics)

Uno dei migliori album del 2009 e' quello di esordio di un gruppo che nuovissimo non e', se si guarda da chi e' formato... Ma il 2009 e' stato anche l'anno dei Chickenfoot. E dei RATM che sono schizzati al primo posto in UK con "Killing in the name", che ha una quindicina di anni -portati peraltro benissimo...-.

OK, ecco i Them Crooked Vultures.

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