Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Celebrity deathmatch: Chrissie Vs. Debbie

Stamani in macchina m'e' capitato di risentire questa canzone qua:

E' il brano che alla fine degli anni '90 ha riportato alla ribalta i Blondie, dopo anni di oblio. E dire che la band di Debbie Harry aveva tirato fuori pezzoni rock-pop-funky-quel che vi pare, come "Heart of glass", o "Call me", a cavallo tra gli anni '70 e gli '80. "Call me" presumo sia ancora una delle hit piu' ballate in qualsiasi discoteca (parlando come se ne avessi mai frequentata una, il che non e'...):

Ma insomma, i Blondie fanno parte della mia adolescenza e di quella dei miei coetanei, tutti innamorati della bionda e brava Debbie.

Io, invece, no.

Io ho sempre preferito le donne more, e le chitarriste. Quindi va da se che per me esistevano solo Chrissie Hynde e i Pretenders:

anche perche' -e diciamolo!- suonavano meglio; almeno dal mio punto di vista...

Poi, dopo Chrissie e Debbie, vennero fuori gruppi addirittura tutti femminili: le Bangles, le Go Go's di Belinda Carlisle, poi si arriva a una quindicina di anni fa e alle -Dio mi fulmini per la bestemmia!- Spice Girls. Una parabola inarrestabile, insomma, che vede il minimo sempre piu' in basso e sempre piu' determinato dai gusti di Maria De Filippi. E allora tout se tient, come direbbe Sarkozy.

Ma non posso certamente chiudere qui cosi', senza farvi ascoltare la carola natalizia che Chrissie Hynde e i Pretenders hanno scritto una trentina d'anni fa: 2000 miles.

 

Barney

 

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La notizia del giorno

Il giorno e' il 12 Novembre 2011. E ovviamente la notizia e' il sessantaseiesimo compleanno di Neil Young, che credevate?

Che dio ci conservi il rocker di Toronto ancora in forma e ispirato cosi' come oggi ancora per tanti anni, perche' la musica e' un importante complemento alle nostre misere vite. Festeggio il compleanno di uno dei musicisti che amo di piu' con un pezzo ignoto al grande pubblico (quelli che divorano ogni rutto di Blasco Bossi e LegaDue, e che acquistano in anticipo il cofanetto di rarita' isteriche di Lalla Marchini), tratto da un disco schifato dalla massa (sempre quelli di cui sopra) e massimamente da coloro che conoscono le altre cose -tante- fatte da Young. A me piace tantissimo, sia il disco che il brano che lo chiude, ma si sa: sono strano e anticonformis rompicoglioni.

Parlo di "Shots", ultimo pezzo di Re.ac.tor, disco del 1981 che mischia rock pesantissimo a ballate meno elettrificate e piu' younghiane. Il disco ha una scritta in latino, sul retro:

Deus, dona mihi serenitatem accipere res quae non possum mutare, fortitudinem mutare res quae possum, alque sapientiam differentiam cognoscere

che spiega molto sullo stato d'animo col quale e' stato concepito. E' stato registrato in un momento buissimo della vita di Neil Young, momento che ha dato origine al suo impegno per la Bridge School.

Vabbe', bando alle ciance e largo ad una versione live unplugged per chitarra acustica, armonica e voce di "Shots", che e' anche l'unica che si trova in rete. E in culo al nano, ovviamente.

 

Barney

 

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Won't get fooled again!

La notizia del giorno la do' immediatamente, poi vi lascio alla lettura integrale della stessa.

Pete Townshend ha dichiarato che iTunes e' un vampiro digitale nei confronti, soprattutto, dei giovani artisti.

Il motivo? Il gigante della musica su web ha stravolto la piramide del prodotto-musica, lasciando solamente la figura di distributore-venditore. Se questo va bene per i musicisti affermati, la mancanza ad esempio della funzione della promozione e' -a detta di Pete- una disgrazia per i giovani non ancora affermati.

L'intervento integrale del chitarrista del mio gruppo preferito da almeno 30 anni (dal momento in cui ho iniziato ad ascoltare musica, cioe') e' qua: uno speech alla BBC.

La notizia in salsa mista sulla rete:

Uno, su RollingStone

Due, su OKMusic

Tre, su Lettera43

Quattro, addirittura sull'Huffington Post.

Il mio commento: Pete ha quasi settant'anni, ma usa le tecnologie da sempre. Questo per dire che non e' uno che critica cio' che non capisce/non usa. Quello che dice e' condivisibile in gran parte, e poi se c'e' da tirare un sasso contro Apple, chi sono io per tirarmi indietro? Incidentalmente, lo stesso identico discorso lo si puo' applicare anche ad Amazon e al suo modello di business. Il discorso sarebbe lungo, magari un'altra volta mi impegno di piu'...

Chiusura che giustifica il titolo e tira uno schiaffo in faccia a Vasco Bossi, quel cantante coi capelli grassi:

 

Barney

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Autospurgo special edition - monography

Non posso esimermi dal proporre oggi una edizione speciale di "Autospurgo", il peggio del giornalismo italiano, attingendo bottin notizie da un'unica fogn fonte: Il Giornale.

La prima pagina di oggi e' infatti da tramandare ai figli. Eccola qua:

Click here to download:
Giornale.pdf (177 KB)
(download)

Uno che vive in Nuova Zelanda (ah, a proposito: well done, all blacks!!!) si potrebbe chiedere cosa stracazzo si fumano al Giornale per fare titoli del genere, e potrebbe pure chiedersi cosa e' successo ieri di cosi' fondamentale da giustificare una metafora calcistica (l'unico tipo di metafora che un lettore medio del Giornale riesce a capire, a patto che il calcio d'angolo non venga chiamato "corner", che e' una parola straniera e soprattutto francese, e i francesi ci stan sul cazzo. Ah, e' inglese? E' uguale!)

Beh, a beneficio dei neozelandesi, e' successo questo:

E quindi, "il marito di Carla Bruni ci offende ridendo di noi" (tipico lessico da fascisti maschilisti: tentare di sminuire un uomo parlando della moglie), imitando "il calciatore che aggredi' Materazzi con un colpo basso" (???? O non era una  testata in pieno petto? Colpo basso?!!!). Ma il nostro eroe "lo gela" e "accelera su pensioni e sviluppo".

Ora, a parte la prosa epica e degna d'uno studente di quarta elementare, faccio notare come nelle affermazioni del titolo non v'e' traccia di verita' o di verosimiglianza. A partire dall'accelerata finale sulle pensioni, che col cavolo che verranno riformate se Silvio vuole rimanere in sella (i leghisti della Val Brembana, noti amanti del bene del Paese, han messo il veto. Pare che molti dei loro elettori siano pensionati...), per passare alla presunta gelata (?!!!) ed arrivare al fantastico colpo basso di Zidane a Materazzi. Veramente uno spettacolo, ma c'e' da capirli: devono pur mangiare anche loro, no? C'e' la crisi, e i posti di lavoro vanno preservati!

Ma la prima pagina del Giornale ci riserva altre notevoli sorprese. A cominciare dalla smitragliata di nomi famosi che appaiono uno accanto all'altro a parlar di Libia (Littor Vittorio Feltri e Pinocchi Magdi Cristiano Allam), di storia politica (Giordano Bruno Guerri), e di scorregge col buco (l'inutile maximo Francesco "Hot air" Alberoni, felicemente accasatisi al Giornale dopo anni di frittura d'acqua dalle prime pagine del Corriere della Sera).

Una pagina storica, assolutamente. Peccato per la morte di Simoncelli (adoro le moto, capisco che si possa rimanere sconvolti ma Sic l'aveva messo in conto, sicuramente), e per l'assenza della vera notizia del giorno, che v'ho dato all'inizio tra le righe: gli All Blacks han vinto 8-7 la finale dei mondiali di rugby, proprio contro i galletti francesi.

E a culo tutto il resto, come direbbe Frank "Goo" Cheney:

 

Barney

 

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Rien ne va plus

Un benedetto controllo dei feed di Posterous mi informa, tramite il solito Yossarian, che domani si assegnera' il Nobel per la letteratura.

Yossarian s'e' fatto un giro in rete prima di me, ed ha scoperto che e' possibile scommettere sul vincitore -come su qualsiasi cosa vi venga in mente: gli allibratori inglesi accettano quote e scommesse su tutto cio' che e' plausibile, e anche su molte cose non plausibili-. Il sito delle quote e' Ladbrokers, da cui si evince che il favorito dei bookmaker inglesi per l'anno 2011 e'...

 

... rullo di tamburi...

 

Bob Dylan, con una quota di 5 a 1! In effetti, i brani di Dylan sono spesso molto (MOLTO) migliori delle poesie di questi presunti artisti del cavolo di oggi. Che no, col cazzo che possono competere con un Leopardi o un Baudelaire. E allora, meglio veramente lo gnomo di Duluth rispetto al resto del panorama poetico attuale.

Secondo Haruki Murakami, dato 6 a 1, che e' molto di moda (nonche' molto bravo, diciamolo. E molto giapponese, che dopo il terremoto potrebbe aiutare...).

Poi si iniziano i nomi degli (a me) sconosciuti sicuramente eccellenti poeti/scrittori/artisti a tutto tondo, che non faro' finta di aver letto, ne' di conoscere in qualsiasi modo: un/una poeta di nome Adonis, dato 7 a 1, poi nomi ancor piu' oscuri sino ad arrivare a Philip Roth, vecchio satiro americano, che paga 16 a 1 nel caso vinca l'ambito premio. Un par di posizioni dopo, due mie vecchie (in tutti i sensi) conoscenze, due nomi sui quali punterei per questioni di tifo e di cuore: Thomas Pynchon e Cormac McCarthy, entrambi dati 25 a 1.

Un altro "cavallo" che mi piacerebbe vincesse e' dato 33 a 1, e si chiama Don DeLillo, che non e' esattamente come chiamarsi Moccio Moccia, o Sbuzzagrilli, o anche Paolo Giordano.

Poco sotto, dati tutti e tre 40 a 1, abbiamo Claudio Magris, Antonio Tabucchi e Milan Kundera. McEwan e' subito dietro, e pagherebbe 50 a 1 in caso di vincita, esattamente come Eco. Uno degli scrittori preferiti da Mrs. Panofski arriva qualche posizione dopo, e pagherebbe ben 66 volte la posta in caso di premio: e' lo spagnolo Javier Marias. Di notabili vedo, piu' giu' solo Paul Auster (mai letto nulla, peraltro) e Jonathan Littell, offerti 80 a 1.

Si puo' giocare anche solo il sesso del vincitore (un po' come rosso e nero alla roulette), e le quote sono 4 a 9 se scegliete "maschio", oppure 13 a 8 se giocate "femmina". Chiaramente gli uomini sono di piu', almeno nell'elenco di Ladbrokers.

Beh, da quel che so sulle ragioni per le quali si assegnano i premi, McCarthy e Pynchon li vedo un po' fuori dai giochi, DeLillo non ne parliamo. Resta, per quel che riguarda i "cavalli" che potrei giocare io col cuore (e questo vi dimostra come non sia assolutamente uno scommettitore: si punta col cervello, non con il cuore...), il favorito numero 1. Beh, a me non dispiacerebbe affatto vincesse lui.

Auguri, vecchio menestrello, e continua a fornire ripari sicuri dalle tempeste della vita:

Barney

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Blasco suca e Rossi puppa; e ci sta anche larghino, la' a Zocca o Vergate sul Membro...

Mi sono imbattuto oggi, sul blog di Negrodeath, nella notizia del giorno.

Che no, non sono i 30.000 dipendenti pubblici licenziati dalla Grecia (anche perche' non e' vero che li licenziano), ne' il rinvio a giudizio di Fede, Minetti e Mora nel processo "Ruby" (che, qualcuno ne dubitava?). O la sentenza del processo "Meredith", che e' in pratica il processo Raffaele Sollecito-AMANDA KNOX, o anche -poteva essere, sia per Negro che per me visto dove e' successo- la news grandguignolesca del tizio che a Viareggio, in chiesa, ha "sentito le voci" e s'e' strappato gli occhi (che -se tanto mi da tanto- se vedeva le luci si tagliava lo orecchie, no? E non voglio nemmen pensare a quel che poteva tagliarsi se... Vabbe', lasciamo perdere.).

No, l'unica notizia degna di nota di oggi e' che a causa di vasco rossi (tutto minuscolo) e' stata chiusa Nonciclopedia:

Blasco

Per chi non conosce Nonciclopedia -e nel contempo ha fatto l'Universita' a Pisa-, basti dire che una delle pagine del sito e' il primo risultato di Google se cercate "Filippo Bellissima". Una biografia di Bellissima, molto meno bella di quella che avreste trovato su Nonciclopedia e' qua (la metto per i leghisti).

Le motivazioni, cronologicamente listate in un elenco puntato -di nuovo a prova di leghista-, le trovate qui. Leggetele e poi dite a vasco cosa ne pensate: c'e' il link bello grosso, la' sotto.

A me non resta che fare prima di tutto outing.

Si, Cristo santo! Si! Sono stato, sedicenne, a sentire un concerto di vasco rossi! Lo confesso senza nemmeno che mi torturiate. E confesso candidamente che ci sono andato perche' c'erano delle pulzelle che interessavano a molti di quelli che erano con me -e a me medesimo-. Dichiaro inoltre che andare a sentire vasco rossi non aiuto' a quel tempo ad approfondire la conoscenza delle suddette pulzelle. Ma ci divertimmo abbastanza...

Detto cio', posso passare alle cose serie. E posso tranquillamente auto-accusarmi d'aver spanto guano sul capino unto di vasco rossi (nonche' su quello del suo amico-nemico ligabue). Posso dichiarare che "Ad ogni costo" non e' una cagata pazzesca, perche' "cagata pazzesca" e' un understatement: direi piuttosto che la cover di "Creep" e' un copioso vomito post-abbuffata coprofila a base di escrementi di alce canadese. E "Gli spari sopra" sarebbero stati meglio se fossero stati "gli spari dentro", o comunque almeno "sui coglioni" di chi canta. Ma questo l'ho gia' detto molte volte, qua, qua, e -vedi i casi della vita? Proprio ieri!- qua. Se cio' non e' sufficiente a far scatenare la torma di avvocati di vasco rossi, non so proprio cosa fare. A parte prepararmi a ridere come un pazzo nel caso la muta si scatenasse veramente. Su di me e sugli innumerevoli altri che -giustamente- hanno preso a secchiate di cacca in viso la pippa di Zocca, Vergate sul Membro o di dove cazzo e' nato lulla'.

Ah, finiamola con una citazione dotta: gli "An emotional fish" con "Celebrate". QUESTA e' l'originale, cazzo, NON quella che conoscete voi!

 

Barney

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Trebbiatrici su campo di grano maturo

L'altro giorno ho letto una lunga intervista a David Crosby, il musicista e cantante che con Graham Nash, Stephen Stills e Neil Young dette vita, nei primi anni '70, ai CSN&Y.

Crosby e' in Italia per un paio di concerti, assieme a Nash; l'intervista ha toccato il presente, il recente passato fatto di un gravissimo problema di salute, e il passato remoto dei CSN&Y. La storia e' nota: dall'unione di transfughi da tre gruppi (i Byrds, i Buffalo Springfield, e gli Hollies) nascono i CS&N, con Neil Young che si aggiunge solo nel 1969, in occasione di Woodstock. I CSN&Y reggono tre o quattro anni: troppi galli nel pollaio, nessuno (a parte probabilmente Nash) disposto a cedere un centimetro di palcoscenico, Crosby e Young in frizione continua per la leadership. Droga e alcool acuirono la gia' esplosiva situazione, e Neil Young lascio' definitivamente il gruppo nel -vado a naso- 1974.

David Crosby liquida i 3 o 4 anni di esistenza dei CSN&Y con poche frasi, nell'intervista. La sintesi giornalistica, ripresa nel sottotitolo dell'intervista e': "Young? Grande musicista, uomo deludente".

I due non se la sono mai mandata a dire, e qua esce finalmente fuori la giustificazione del titolo del post: in uno dei suoi migliori album, con uno dei piu' bei titoli della storia della musica ("Rust Never Sleeps"), Neil Young canta "Thrasher", che per l'appunto significa "Trebbiatrice". Ecco, l'atmosfera bucolica descritta nel testo, e la musica folk a tutto fanno pensare fuorche' al racconto di un'amicizia finita, e finita male. Ecco le prime due strofe:

They were hiding behind hay bales,
They were planting in the full moon
They had given all they had for something new
But the light of day was on them,
They could see the thrashers coming
And the water shone like diamonds in the dew.

And I was just getting up, hit the road before it's light
Trying to catch an hour on the sun
When I saw those thrashers rolling by,
Looking more than two lanes wide
I was feelin' like my day had just begun.

Dalla prima alla seconda strofa gia' l'atmosfera cambia. Terza e quarta:

Where the eagle glides ascending
There's an ancient river bending
Down the timeless gorge of changes
Where sleeplessness awaits
I searched out my companions,
Who were lost in crystal canyons
When the aimless blade of science
Slashed the pearly gates.

It was then I knew I'd had enough,
Burned my credit card for fuel
Headed out to where the pavement turns to sand
With a one-way ticket to the land of truth
And my suitcase in my hand
How I lost my friends I still don't understand.

E qua gli accenni ai vecchi amici perduti "non ho ancora capito perche'" sono evidenti, cosi' come il fatto che per Young la colpa e' degli altri.

Se poi qualcuno avesse ancora dei dubbi, Neil glieli leva di volata. Qinta e sesta strofa:

They had the best selection,
They were poisoned with protection
There was nothing that they needed,
Nothing left to find
They were lost in rock formations
Or became park bench mutations
On the sidewalks and in the stations
They were waiting, waiting.

So I got bored and left them there,
They were just deadweight to me
Better down the road without that load
Brings back the time when I was eight or nine
I was watchin' my mama's T.V.,
It was that great Grand Canyon rescue episode.

E' la vita, cosi' come la puo' raccontare un grande uomo (checche' ne dica David Crosby; conoscete la Bridge School e i Bridge School Benefit? Li organizza lui da sempre, e c'e' un motivo -anzi, due- preciso per il quale questo avviene. E avviene dal 1986...), con i suoi alti e bassi, e le sue incomprensioni. Niente di piu', niente di meno.

Eccola, la vita. Suonata e cantata live; Neil, l'armonica e la chitarra sul palco, che altre robe sono inutili:

E vaffanculo a Vasco e Ligabue (che ci sta sempre dimolto bene).

 

Barney

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It's the end of the World as we know it (and I feel fine)

La notizia di oggi e' sicuramente l'annuncio dello scioglimento dei R.E.M.. La band di Athens, Georgia, abbandona la scena del musicale dopo un trentennio di alti e bassi che ha comunque contribuito a scrivere pezzi di storia del rock USA. Almeno tre pezzi li devo mettere, qua sotto, a testimonianza del fatto che Mr Stipe e compagni non mi hanno fatto schifo, anzi.

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Dal loro sito, la foto che campeggia sotto l'annuncio.

Il primo brano e' quello che da il titolo al post, e che e' stato tradotto in italiano da un cialtrone che non sto a nominare, senno' parte la bestemmiatrice.

Il secondo e' una delle loro canzoni che mi piace di piu': Imitation of life.

Il terzo e' il brano che me li ha fatti conoscere: The one I love, qua in versione ballata unplugged.

Per dirla con Douglas Adams: "Addio, e grazie per tutto il pesce".

 

Barney

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Bowie’s ‘Space Oddity’ as a children’s book

Una delle mie canzoni preferite in assoluto trasformata in un libro per bambini. Chapeau a Bowie, al disegnatore Andrew Kolb e riproposizione della versione di Happy Rhodes (chapeau anche a lei):

Barney

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La vita, l'universo e tutto quanto

Come si fa a non amare uno splendido cantautore che cita cosi' smaccatamente Douglas Adams all'inizio d'un pezzo del suo ultimo album?

Ecco a voi Giorgio Canali e i Rossofuoco in "Nuvole senza Messico":

Questa e' "Precipito", altro pezzo stupendo:

 

Canali e' stato il chitarrista dei CCCP-CSI-PgR (ossia, quelle robe dove prima cantava Gianni Lindo Ferretti, prima d'essere furminato dalla crisi mistica di mezza eta', e di trasformarsi in un ateo devoto a' la' Ferrara), ha suonato -tra l'altro- in "Gelaterie Sconsacrate" dei Virginiana Miller, e scrive testi da brivido.

Da ascoltare, per dimenticare Blasco Bossi e LegaDue, GigiD'Agnello e financo ir budello di su ma' vestito da pirata.

 

Barney

Chiamatemi Ismaele

Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m'interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m'accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell'anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto.

"Chiamatemi Ismaele" e' uno degli inizi di libro piu' noti e -a mio avviso- piu' belli dell'intera storia della letteratura. Il libro che lo contiene e' "Moby Dick", di Hermann Melville, un testo che si mantiene a livelli di capolavoro anche dopo l'incipit.

L'inizio di Moby Dick fa a botte con quest'altro grandissimo attacco, ancora di uno scrittore americano (Cormac McCarthy):

Eccolo, il ragazzino. È pallido e magro, indossa una camicia di lino lisa e sbrindellata. Attizza il fuoco nel retrocucina. Fuori si stendono campi arati, scuri e cosparsi di chiazze di neve, e poi boschi più scuri che celano ancora i pochi lupi rimasti. I suoi sono noti come taglialegna e venditori d'acqua, ma in realtà suo padre era maestro di scuola. Sdraiato, ubriaco, cita versi di poeti i cui nomi sono ormai andati perduti. Il ragazzo si rannicchia accanto al fuoco e lo guarda.

E' la prima salva di frasi da "Meridiano di sangue", e ci trasporta immediatamente sul palcoscenico della storia, senza fronzoli ne' inutili svolazzi. Anche qui siamo di fronte ad un capolavoro, da leggere senza alcun dubbio.

Ma non e' di libri che volevo parlare, maledizione! E invece mi son lasciato trascinare dai miei gusti letterari... Ma veniamo al dunque: qualche giorno fa avevamo a pranzo un amico di uno dei miei figli, col quale suona in un "gruppo" rock, che ancora non ha un nome. Parlando del piu' e del meno, e' venuto fuori che molte band devono in qualche modo il loro nome alla letteratura, e di riflesso ho proposto: "Allora, chiamatevi Call me Ishmael, no?". La proposta e' piaciuta molto, ma poi m'e' venuto in mente che forse qualche gruppo che si chiama cosi' esiste di gia'. Mi son quindi offerto di controllare. Bene, pare che non esistano band che si chiamano "Call me Ishmael", ma in compenso ho trovato questo delizioso blog, che si chiama (indovinato!) "Call me Ishmael" :-).

E cosa contiene il blog? No, nessuna lettura del libro, ne' catalogazioni astruse dei pesci oceanici di Cape Cod. Il sito e' pieno di canzoni scritte, suonate e cantate dal blogger stesso, a mo' di cantastorie. E', in sostanza, una edizione-musical di Moby Dick, assolutamente godibile e fatta benissimo. Un applauso a Patrick Shea.

 

Barney

 

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Sarebbe stato il suo compleanno...

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... non fosse morto 33 anni fa.

Keith Moon, uno dei piu' grandi batteristi mai vissuti.

Barney

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Frank Zappa gli farebbe una pippa a Ligabue (o a vascorossi scrittominuscolo), fosse sempre vivo...

Frank Zappa e' stato uno dei geni della musica moderna. Come molti personaggi che avevano qualcosa da dire, e' morto prima d'aver finito l'introduzione, e quindi quel che ci rimane di lui -seppur pregevole- e' insufficiente per colmare il vuoto lasciato dalla sua prematura dipartita. Per dire: stiantasse Ligabue domani (ah Lucia': si fa per portarti buono, non ti preoccupare!), o anche Vasco da sounasegaiodovee'nato Rossi, si troverebbe in tre balletti il sostituto. Con Zappa gli unici che si avvicinano sono gli Elii, e cio' e' una cosa che ci rende (a me e all'omino del mio cervello) orgogliosi di essere italiani.

Sprecato cosi' tanto spazio per una introduzione dovuta, vado ad esporre succintamente i motivi che m'hanno spinto a scrivere questa roba qua, non prima d'avere linkato qua sotto Stinkfoot (che si puo' ascoltare in sottofondo, no?):

Dunque: devo confessare che da anni (direi piu' di dieci, e basti questo per farvi ricordare che sono vecchio) frequento Usenet. I piu' giovani sanno una sega di quel che e' Usenet, ma siccome son buono vi agevolo la scoperta archeologica (non senza prima essermi attaccato alle vostre maniglie per la presa per i fondelli, sia chiaro). Ah, come motivo di orgoglio riporto che Microsoft ha dismetto tutti i suoi gruppi di discussione su Usenet, nel 2010.

In Usenet uso spesso questa firma qua:

"When God created Republicans, he gave up
on everything else"

Frank Zappa

che non mi pare per niente male.

Ora (oh, sta finendo il monologo, tranquilli :-)) c'e' un cattotalebano italiano trapiantato negli USA che quando firmo con la frase di Frank, qualsiasi sia il contenuto del messaggio (posso parlare di raccolto del mais, di basket, di politica, di quel che volete), si sente in dovere di rispondere alla firma e di insultare Zappa. Che e' pure morto. Il che, lo capisce chiunque, e' da idioti (no, non essere morti: insultare una firma E un morto!). Ma lui persevera, certificando la carenza di materia grigia nel suo cervello. D'altra parte, e' un wasp...

Finisco davvero ricordando a me stesso una settimana passata a San Feliu de Guixols (nei pressi di Barcellona), per una settimana di corso della European Science Foundation. Sara' stato il 1996... Ecco: in quel paese, vicino all'hotel che ospitava il corso, c'era un pub il cui titolare era -a mio avviso- Frank Zappa da vivo. Semplicemente, Frank ha simulato la morte e s'e' ritirato in Costa Brava, a spillare birra e raccontare storie assurde ai suoi avventori. Se vi capita di passare per San Feliu, cercate in giro: quel pub ci deve essere ancora.

Barney

 

 

 

 

Filed under  //   Music   Usenet  
Posted July 19, 2011

Il suicidio più bello [da Malpertuis di Elvezio Sciallis]

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La foto e' stupenda e drammatica assieme.
E' stata scattata nel 1947, ed e' vera, come vera e' la storia che Elvezio ci racconta nel suo blog. Vi consiglio di leggerla, la storia, ascoltando in sottofondo "Last kiss" cantata da Eddie Vedder, magari in questa versione live:

Barney

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Posted July 5, 2011

Re Lucertola

Quarant'anni fa ieri moriva uno dei geni della cultura moderna. Moriva a Parigi dopo una effimera ma luminosissima carrriera di poeta, scrittore, disegnatore e -soprattutto- frontman di un gruppo rock che ha scritto la storia della musica psichedelica e non solo: i Doors.

Potete far partire la poesia qua sopra, declamata da James Douglas su un tappeto musicale che mixa "The End" con l'"Adagio" di Albinoni, e ripensare a quando -in uno dei vostri primi viaggi a Parigi- avete visitato la tomba di Morrison al Père-Lachaise.

E vi avete trovato fiori e lumini nuovi, come sempre. E giovani fricchettoni che si facevano una canna sul grigio cemento, guardando il busto del defunto colorato da innumerevoli mani nel corso degli anni. Potete far questo, o fidarvi di me. Che sulla sua tomba -non per pietas religiosa, ma per sincera e totale ammirazione artistica- son passato ben due volte. E che in quelle due visite ha ricordato la bellezza abbagliante del Re Lucertola, e le stupende canzoni che ci ha lasciato. Una -immancabile nella mia adolescenza- e' questa, rifatta da millanta artisti (no, cazzo: Blasco non l'ha mai fatta. E infatti ho detto artisti), ma mai come la cantava Jim, e introdotta dall'indimenticabile annuncio dello speaker: "Ladies and gentlemen! From Los Angeles, California... The Doors!":

 

Barney

 

 

Filed under  //   Me   Music   killing me softly  
Posted July 4, 2011