Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Lost in translation

Silvio ha mandato ieri una letterina a Babbo Natal al DIrettore del Corriere della Sera. Secondo me s'è un pò trattenuto, e non ha detto esattamente quello che pensava. Ho quindi provato ad interpretare la lettera, cercando di entrare nel cervello di Berlusconi almeno per una decina di minuti. Ecco il risultato:

 

Cosa ha scritto Berlusconi Cosa voleva dire in realtà
Gentile direttore, Grandissimo bastardone, sai che io so dove abiti, vero?
il suo giornale ha meritoriamente rilanciato la discussione sul debito pubblico mostruoso che ci ritroviamo sulle spalle da molti anni, sul suo costo oneroso in termini di interessi annuali a carico dello Stato e sull’ostacolo che questo gravame pone sulla via della crescita economica del Paese. toh, qualcuno s'è azzardato a ricordare a tutti gli italiani che il debito pubblico nazionale è il secondo al mondo. Come si permette, eh? Chi cazzo ha avuto quest' idea balzana?
Sono d’accordo con le conclusioni di Dario Di Vico, esposte domenica in un testo analitico molto apprezzabile che parte dalle due proposte di imposta patrimoniale, diversamente articolate, firmate il 22 dicembre e il 26 gennaio da Giuliano Amato e da Pellegrino Capaldo. Mi tocca dare ragione a Di Vico, non perché dica quel che dico io, ma semplicemente perché sbugiarda Amato e Capaldo, i due maledetti comunisti che hanno osato parlare di patrimoniale! Ma diobòno: e io che cazzo l'avrei fatto a fare, lo scudo fiscale, eh? Mi dica lei, caro Pallette!!
Vorrei brevemente spiegare perché il no del governo e mio va al di là di una semplice preferenza negativa, «preferirei di no», ed esprime invece una irriducibile avversione strategica a quello strumento fiscale, in senso tecnico-finanziario e in senso politico. Adesso mi tocca giustificare il mio "no" che ovviamente non è solo mio, ma viene condiviso da quella manica di nominati che mi sono permesso di fare eleggere in Parlamento. Ora, porca puttana, devo riempire mezza pagina di fuffa cercando di farla sembrare roba seria. Via, o vediamo cosa si riesce a fare!
Prima di tutto, se l’alternativa fosse tra un prelievo doloroso e una tantum sulla ricchezza privata e una poco credibile azione antidebito da «formichine», un gradualismo pigro e minimalista nei tagli alla spesa pubblica improduttiva e altri pannicelli caldi, staremmo veramente messi male. Toh, cominciamo a pigliarvi subito per il culo. Siccome siamo messi di merda, mi tocca negare per estremizzazione. E' la tecnica della minimizzazione per esagerazione, e funziona sempre. Dicendo che "staremmo veramente messi male" vi faccio venire in mente che non possiamo essere così nella merda, no? E quindi stiamo messi se non benissimo, almeno benino. Sarò bravo, a pigliarvi per il culo? Eh? Dimmi te!
Ma non è così. Leggete il labiale: Col cazzo che non è così.
Ve l'ho spiegato qua sopra, no? E' esattamente così!
Ma mi diverto troppo a prendervi per il culo...
L’alternativa è tra una «botta secca», ingiusta e inefficace sul lungo termine, e perciò deprimente per ogni prospettiva di investimento e di intrapresa privata, e la più grande «frustata» al cavallo dell’economia che la storia italiana ricordi. Qua si vede che sono un genio della comunicazione, eh? Chi di voi, nella mia situazione, avrebbe osato parlare di "botta secca"? Su, alzate le meni, bischeri! Eh, nessuno, vero? Sono un GENIO assoluto.
E il prosieguo? La "frustata" al cavallo? A parte i doppi sensi sadomaso, c'è qualcuno che capisce di cosa si può trattare? La "frustata" all'economia... Non vi accorgete che vi sto vendendo parole vuote? Per adesso vado benissimo!  
Il debito è una percentuale sul prodotto interno lordo, sulla nostra capacità di produrre ricchezza. Ecco. Qua inizio a friggere aria. Dico banalità come: "se piove ci bagniamo", e ve le condisco di saggezza tranquilla. Prendete ed assimilate: "se piove, ALLORA ci bagniamo". Profondo, no?
Se questa capacità è asfittica o comunque insufficiente, quella percentuale di debito diventa ingombrante a dismisura. Debbo continuare sullo stesso registro, adesso tiro fuori "se piove veramente tanto, è probabile che ci bagniamo parecchio", e voi ve la segnate come una roba fantastica, che nessuno v'ha mai detto. Ma ci sono qua io, Papi Silvio!
Ma se riusciamo a portare la crescita oltre il tre-quattro per cento in cinque anni, e i mercati capiscono che quella è la strada imboccata dall’Italia, Paese ancora assai forte, Paese esportatore, Paese che ha una grande riserva di energia, di capitali, di intelligenza e di lavoro a partire dal suo Mezzogiorno e non solo nel suo Nord europeo e altamente competitivo, l’aggressione vincente al debito e al suo costo annuale diventa, da subito, l’innesco di un lungo ciclo virtuoso. Sono un genio!
L'ho già detto? Beh, tocca ripetermi. Dopo avervi ammannito di trite banalità e di puttanate assurde, chiudo il capitolo-cazzate con una giocata da maestro della prestidigitazione: nell'IMPOSSIBILE caso che l'Italia cresca del tre-quattro percento nei prossimi cinque anni, allora tutto si risolvera' come per magia! Addirittura, se si verificasse questa impossibile cosa, avremo risolto pure il problema del sud! Tutto questo accadrà quando la marmotta finirà di incartare la cioccolata, ma sono certo che qualche idiota sta già dicendo in giro che siamo finalmente e definitivamente fuori dalla crisi.
Per fare questo occorre un’economia decisamente più libera, poiché questa è la frustata di cui parlo, in un Paese più stabile, meno rissoso, fiducioso e perfino innamorato di sé e del proprio futuro. Ecco la frustata: vi vendo le liberalizzazioni che NON HO FATTO in sedici anni (così tanti? Eh già... Sono in giro dal 1994. Ah, allora sono DICIASSETTE!) come cura assoluta per tutti i mali del paese. Se riesce questa, ho pronte da vendere la Fontana di Trevi e l'Isola del Giglio.
La «botta secca» è, nonostante i ragionamenti interessanti e le buone intenzioni del professor Amato e del professor Capaldo, una rinuncia statalista, culturalmente reazionaria, ad andare avanti sulla strada liberale. Quei due comunisti di Amato e Capaldo, che sono pure professori, vorrebbero incastrarmi con la "botta secca". Ah, ma io non ci casco mica, eh? Io vado avanti con la frustata al cavallo, che fa anche più Bondage e Master&Slave. Mhhhh, devo segnarmele, per i prossimi Bunga Bunga... Ma sto divagando: torniamo a noi.
La Germania lo ha fatto questo balzo liberalizzatore e riformatore, lo ha innescato paradossalmente con le riforme del socialdemocratico Gerhard Schröder, poi con il governo di unità nazionale, infine con la guida sicura e illuminata di Angela Merkel.

Porca troia, mi tocca dir bene di un SOCIALISTA, ma vi rendete conto? E mi tocca dir bene anche di quella cattolichetta morigerata della Angela, che io c'ho provato a farla ridere, ma lei... Diocristo: le ho fatto "Cucu'" da dietro la fontana, e lei non s'e' scomposta. Un blocco di ghiaccio. E addirittura (ADDIRITTURA!!) s'è accordata con i SOCIALISTI!!!

Illuminata, l'ho chiamata? Ma che si desse fuoco!

E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: la locomotiva è ripartita. Noi, specialmente dopo il varo dello storico accordo sulle relazioni sociali di Pomigliano e Mirafiori, possiamo fare altrettanto. E adesso tocca anche dire bene di quel canadese che vive in Svizzera... Ma è roba da matti! Però, devo essere sincero: Sergino è stato bravissimo a inchiappettare gli operai... Quasi quasi lo chiamo come spin doctor. Si! Ottima idea!
Non mi nascondo il problema della particolare aggressività che, per ragioni come sempre esterne alla dialettica sociale e parlamentare, affligge il sistema politico.

Ooooh, finalmente posso spargere un po' di guano sui comunisti! Sono particolarmente cattivi, in questo periodo: si approfittano della mia fragilità, della situazione contingente e dei miei -come dire?-problemi extra-politici. Comunisti, insomma.

Tutta colpa LORO. E questa la capiscono anche i miei elettori. Forse.

Ne sono preoccupato come e più del presidente Napolitano. Quel vecchio rompicoglioni è bene che se le segni: o la smette di rompere il cazzo, o lo rottamo!
E per questo, dal momento che il segretario del Pd è stato in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni e, nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo, ha la cultura pragmatica di un emiliano, propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana; un piano del governo il cui fulcro è la riforma costituzionale dell’articolo 41, annunciata da mesi dal ministro Tremonti, e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta defiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani.

Qui state attenti che faccio il mio numero migliore.

Dopo avere raccontato stronzate, dopo avere FINALMENTE detto che siamo nella merda fino al collo, dopo aver detto che la Germania ne è uscita solo perche' destra e sinistra hanno lavorato assieme, che ti faccio?

Beh, lo vedete: porgo la mano a Pigigi.

E non porgo solo la mano, no... Lo metto in condizione di essere sempre dalla parte del torto, sia che dica di si, sia che dica di no.

Perchè io non ho una sega di idee su come andare avanti, ma voi credete che Pigigi ne abbia?

O bischeri...

Lo scopo indiretto ma importantissimo di un piano per la crescita fondato su una frustata al cavallo di un’economia finalmente libera è di portare all’emersione della ricchezza privata nascosta, che è parte di un patrimonio di risparmio e di operosità alla luce del quale, anche secondo le stime di Bruxelles, la nostra situazione debitoria è malignamente rappresentata da quella vistosa percentuale del 118 per cento sul Pil.

Qua ritiro fuori la frustata al cavallo, che si capisca che non ho un cazzo di idee e che mi è dimolto piaciuta questa immagine ippica.

Yuppiiiieee!!!


E metto giù un numerello a caso, ovviamente sottostimato, per ribadire il concetto che siamo nella merda. E che me ne sono accorto solo oggi.

...

Ah, siamo davvero nella merda?

Prima di mettere sui ceti medi un’imposta patrimoniale che impaurisce e paralizza, un’imposta che peraltro sotto il mio governo non si farà mai, pensiamo a uno scambio virtuoso, maggiore libertà e incentivo fiscale all’investimento contro aumento della base impositiva oggi nascosta.

Via, ragazzi: abbiamo fatto poche cose, in questo governo.Quasi nessuna.

Una è stata lo scudo fiscale, a favore dei ricchi (non certo dei pezzenti come voi).

Ora vi domando: ma che, pensate che siamo così coglioni da TOGLIERE I SOLDI a chi li ha, con la patrimoniale (o magari con la tassazione sulle rendite finanziarie) per darli a chi ne ha meno, e magari vota i COMUNISTI?

Ma siete pazzi, ve lo dico io!

Se a questo aggiungiamo gli effetti positivi, di autonomia e libertà, della grande riforma federalista, si può dire che gli atteggiamenti faziosi, ma anche quelli soltanto malmostosi e scettici, possono essere sconfitti, e l’Italia può dare una scossa ai fattori negativi che gravano sul suo presente, costruendosi un pezzo di futuro.

Siamo alla fine e non ho ancora tirato fuori la cazzata del federalismo. Ecco qua: mica ci vogliamo far mancare una strizzatina d'occhio a Umbertone, no?

C'e' tutto, credo. Secondo me qualche idiota che ci crede lo trovo anche a questo giro.

Silvio Dio

Autospurgo special edition "Papi chula", all news from the World!!!

Son costretto a riaprire la rubrica di svuotamento pozzi neri, causa ingorgo di news che dall'Italia atterrano in ogni dove. Andiamo dunque a dare un'occhiata alle prime pagine di qualche giornaletto straniero preso a caso da qual che ci offrono le varie rassegne stampa su Web.

Il giorno prescelto e' ieri, 20 gennaio 2011. Andiamo a vedere come parlano di noi.

The Financial Times: Titolo principale "Obama and Hu wrestle on disputes". Roba seria: e' il braccio di ferro (in realta' si parla di lotta, nel titolo!) USA-Cina un po' su tutto, meno forte sui diritti umani... ma che ci volete fare? Business is business. Ma in taglio basso abbiamo LA notizia che ci interessa da vicino e che andiamo a commentare per onor di Patria: "Pressure on Berlusconi heats up after salacious documents leaked". Con un sottotitolo "all'italiana": "PM [NdR: Prime Minister] says he has nothing to be ashamed of". No, Silvio, hai ragione: di che ti devi vergognare? Anzi gran bella prestazione, soprattutto quando in mezz'ora te ne sei ripassate sei. A pago, ma e' un particolare irrilevante: i professionisti han sempre bisogno di uno stimolo economico, per rendere al massimo. Magari hai pure contrattato uno sconto-comitive...

Si parte bene, ma The International Herald Tribune, La Tribune, il Frankfurter Allgemeine Zeitung, e lo Handelsblatt, giornaletti provinciali e tignosi aperti in sequenza subito dopo, non si degnano di parlare del nostro Avgusto Dvce, preferendo bischerate come -ancora? Ebbastaa!!- Obama e Hu, la piccola rivolta in Tunisia per il pane (eddategli i cornetti, no?), un articoletto su Goldman Sachs qua e un pezzettino sull'Euro la'. Robetta, insomma, che qualifica questi fogliacci come buoni ad usi che qui non rammento ma che insomma... s'e' capito.  

Le Figaro si adegua alla linea, e osa addirittura stioccare in prima pagina un accenno al fatto che Trenitalia e Veolia stanno costruendo un'alleanza strategica assolutamente vincente, nel trasporto ferroviario europeo. Ma a noi mi dite cosa ci interessano, 'ste notizie? Nulla! Si vòle sapere della Nicole Minetti, diocristo! Les Echos e' addirittura peggio: si azzarda a tritellare i maroni dei suoi lettori con notizie come "Projet Francais d'une petite centrale nucleaire sous l'eau" che non occorre essere stati studenti della Sorbona come il nostro Avgusto Dvce per capire dove vogliano andare a parare (robetta ignobile e inutile ancora una volta. Noi si vole il virile carbone!). Apro senza alcuna speranza pure le prime pagine di Le Monde (come si fa ad aprire con MEZZA PAGINA sulla rivolta in Tunisia, dico io? E con una foto enorme, anche!) e -macchimelofaffare?- The Wall Street Journal. Anche qui, nessun accenno alle performances boccaccesche del nostro degno Dvce. Nulla di nulla su festini, pole dancers, bunga bunga e infermiere procaci.

Peccato: pensavo ci fossimo distinti di piu', stavolta.

E invece rimaniamo dei mediocri guitti, che non son capaci nemmeno di farsi ridere dietro. Solita Italia.

 

Barney

Servizio Pubblico: Autospurgo [quarta puntata]

Eccoci di nuovo qua dopo un po' di giorni, con il camio della merda bello vòto e pronto a puppassi di tutto, a vedere cosa bolle nelle fogne del giornalismo italiota, e a dare uno sguardo ai pozzi neri esteri. Rassegna stampa basata sulle prime pagine di domenica 17 ottobre 2010. Lets' rock and roll!

il Giornale: Le trame segrete di Fini, a tutta pagina, con sottotitolo "L'ex leader di AN vuole abbattere Berlusconi ma non puo' andare al voto: rischierebbe di sparire. D'altra parte un governo senza PdL e Lega sarebbe inaccettabile. La soluzione? Sostituire il Premier con Tremonti. Però se il Ministro non ci sta...". Il sottotitolo è rigorosamente vero, e io mi chiedo: ma dopo aver letto titolo e sottotitolo, cosa cavolo spendo i soldi per il giornale? C'è scritto già tutto lì! Astuzie da gran marchettari, o da gran coglioni a seconda dei punti di vista.

La Stampa: Trichet sui conti dell'Italia "Tagliate subito il debito". Sottotitolo un pò scentrato rispetto al titolone: " Decine di migliaia in piazza a Roma con la FIOM, i cortei senza incidenti. Ultimo comizio di Epifani: senza risposte dal governo, sciopero generale". Ecumenica, come spesso accade (poggio e bùa, come si dice dalle mie parti).

Il Messaggero: Così hanno ucciso Sarah. Sottotitolo: "I PM: movente sessuale. La madre: Sabrina come la Franzoni". Nazional-popolare.

Il Sole24Ore: "I veleni non mi fermeranno" (riferito alle dichiarazioni della Marcegaglia sulle voci tirate fuori dal Giornale). Sottotitolo: "Marcegaglia alla platea delle PMI: indipendenza totale di Confindustria". Si guarda in casa propria, eh?

Si può notare una certa eterogeneità tra i titoli che aprono i vari giornali; l'eccezione del Giornale che continua pervicacemente a tritellare i coglioni con Fini non la si nota nemmen più.

 

Un veloce sguardo a un par di giornali stranieri:

El Pais: Si ETA matase manana, la izquierda "abertzale" se opondria. E' una intervista a Otegi, leader indipendentista di sinistra e non violento.

Le Monde: Reforme des retraites: la mobilisation se poursuit, l'unitè syndacale se fissure. Sulla riforma delle pensioni, e le prime crepe nel fronte sindacale.

 

BP

 

Servizio Pubblico: Autospurgo [terza puntata]

Terza puntata per il servizio di raccolta di minchiate "Autospurgo": è arrivato l'omino del bottino, donne! I titoli sono quelli del 27 settembre 2010.

Corriere della Sera: Oggi il Corriere è scoppiettante. Primo titolo: Prove di intesa dopo lo scontro (Silvio e Gianfry che riprovano a flirtare come due amanti che si sono reciprocamente e ripetutamente traditi con gigolo', buzzi, bestie e sex toys). In basso, l'inutile stronzata settimanale di Francesco "acquacalda" Alberoni, dal titolo mocciano Innamorarsi è l'occasione per conoscersi nel profondo (e come al solito il marito di Rosa Giannetta gli fa una sega, a Lapalisse...), e poi commentone di Stella dal titolo Sgarbi, Travaglio e il pezzo di m....., dove ovviamente al posto dei puntini ci dovrebbe stare "erda". La storia la potete leggere qui, e merita davvero, perchè da la cifra dello stato attuale del paese (nella merda, perlappunto).

Il Giornale: Le amnesie di Fini & C.  pigliano tutte le colonne disponibili essendo la scritta in corpo 64, con sovratitolo Casa di Montecarlo e non solo, e sottotitolo "Repubblica" e "Corriere" si accorgono solo ora che il problema esiste ed è pure serio. Ma, come il Presidente della Camera nel suo discorso, continuano a tacere sulle pressioni per l'appalto RAI dato alla suocera (sappiamo quindi cosa ci aspetta per i prossimi 75 giorni...). Resta poco spazio, giusto per una foto di Bossi di 10 anni fa -da sano, quindi- accanto a un Montezemolo che fa le smorfie. Il concetto, per chi non sa leggere, è chiaro lo stesso. Chi ha fatto le scuole alte può giovarsi del neretto: Ultima di Montezemolo: è colpa di Bossi. E così sappiamo anche chi sarà il prossimo bersaglio del guano di Feltri & Sallusti.

Il Messaggero: PDL e finiani, si tratta, sulla stessa linea del Corriere. E, incredibilmente, in contrasto con il mondo di Feltri.

La Stampa: Ecco la strategia di Fini,che ci racconta come sia Gianfranco che Giancarlo sono disposti a rinunciare alla presidenza della Camera il primo, e all'appartamento di Montecarlo, il secondo, nel caso un meteorite colpisca esattamente la cima del Monte Bianco.

 

La stampa estera:

El Pais: Zapatero ofrece a los sindacatos negociar las pensiones (Estremi tentativi per il Premier di scongiurare il megasciopero del 29). Foto centrale per Alonso che festeggia la vittoria nel GP di Singapore.

La Tribune: L'Elysee impose EDF chez Areva, sul riordino del settore nucleare e l'idea di controllare ancor più strettamente Areva da parte di Sarkozy. Nel solito affollamento di notizie a sinistra (solito per i giornali francesi, intendo) nessuna notizia dal nostro paese, me è giusto così.

Financial Times: EU's debt fines plan heads for showdown con molto interessanti sottotitoli, tra cui France and Italy against automatic penalties che dovrebbe preoccupare il nostro Ministro dell'Economia e pure quello dello Sviluppo Economico, ad avercelo... Molto interessante anche un altro titolo: Europe's central banks halt gold sales. Sempre meglio...

 

BP