Dilbert strikes again
Panofsky's version |
A totally unnecessary Blog |
Capita d'essere d'accordo con la conclusione della Stiffler, a volte :-).
Comunque: da seguire, Chaoslife!
Barney
Un fantastico cartoon di Walt Disney, disegnato e prodotto in piena seconda guerra mondiale. C'era bisogno di sacrifici per sostenere la macchina bellica, e il sacrificio migliore che uno potesse fare era pagare le tasse. Per schiantare, con nuovi aerei, corazzate e cannoni, il nemico nazifascista:
Retorica a vagonate che torna utile anche di questi tempi. Con la differenza che il nemico da schiantare non si dice quale e' :-)
Barney
Ecco la raccolta definitiva, per la gioia degli amanti dei Simpson:
Barney
Stamani ho letto su un quotidiano che Garry Trudeau s'e' visto rifiutare la striscia quotidiana della settimana che viene da un 35 giornali americani, a causa dell'argomento trattato.
Molti qua avran gia' cambiato canale, non sapendo chi cazzo e' Garry Trudeau, pensando che "striscia quotidiana" si riferisca alla quantita' di polverina bianca che il summenzionato Trudeau inala aiutandosi con una cannuccia di platino, e soprattutto non avendo idea del perche' un quotidiano americano debba rifiutare qualcosa per il suo contenuto: stiamo parlando della piu' grande democrazia dal mondo, no?
Bene, andiamo con ordine.
Garry Trudeau e' un disegnatore. Un bravo disegnatore, famoso per le sue strips, le serie di tre vignette che i quotidiani nel mondo mettono nelle pagine centrali, diciamo nella sezione "cultura non troppo alta", ma lontano da "tette e culi" o da "estrazioni della Lotteria del Sarchiapone". Uno che ha vinto il Pulitzer, mica noccioline! Lo si puo' tranquillamente catalogare come "di sinistra", e sicuramente i destri che leggessero questo pezzo lo definirebbero "un radical chic con la puzza sotto il naso". Beh, chi se ne fotte: "Doonesbury" e' una striscia al livello di "Dilbert", e tanto basta.
Abbiamo quindi scoperto che Trudeau disegna "Doonesbury" (no: "Dilbert" NON lo disegna Trudeau, lo fa Scott Adams). Doonesbury, a sua volta, e' una specie di commento quotidiano ai fatti rilevanti della vita sociale USA, demandato ai protagonisti della striscia (Mike Doonesbury, l'alter ego di Trudeau, e la varia umanita' che ruota attorno a lui in una qualsiasi cittadina borghese americana di oggi: Insomma: uno "Snoopy" per adulti). E siccome tra i fatti quotidiani c'e' di tutto, di recente in quel "di tutto" e' andata a finire anche il commento alla notizia di una legge emanata dal Governatore del Texas, Rick Perry, che obbliga chi vuole abortire a subire una ecografia transvaginale e all'ascolto del battito del cuore del feto. E la obbliga a farlo a meno che la donna non dichiari che la gravidanza e' stata causata da uno stupro. La legge ha altre amenita' che solo un Kompleto Koglione Kattotalebano (un "KKK", no?) poteva tirare fuori. Qua e qua un paio di commenti alla vaccata del vaccaro, ce ne fosse bisogno.
Ora, a prescindere da come la si possa pensare sull'aborto (io, nel mio piccolo, non so proprio come pensarla, ma so di sicuro che non posso scegliere anche per gli altri su questioni cosi' delicate), le cose qua sono chiare: Perry vuole rendere difficile, traumatica e psicologicamente dirompente la scelta di abortire, vuole che la cosa rimanga impressa a fuoco nelle carni (ecografia transvaginale) e nel cervello (sonogramma del battito cardiaco del feto con il medico che gli spiega cosa sta ascoltando) delle donne che si sottoporranno all'intervento. Si capisce che Perry e' contro l'aborto, no? E si capisce che questa legge e' il tentativo di rendere impossibile con cavilli e gabole di bassissima lega l'aborto in Texas. Forse perche' e' impossibile proibirlo, forse perche' gia' ci hanno provato, ma anche nel feudo dei Bush e' meglio poter abortire legalmente -per la maggioranza della popolazione- piuttosto che affidarsi a praticoni e mammane abusive?
Detto questo, la settimana entrante la serie di strisce incriminate non sara' pubblicata su 35 giornali su piu' di 1400 in tutto il mondo che hanno i diritti per Doonesbury. La pecentuale e' minima, ma gia' il fatto che ci sia e' una notizia (anche se alcuni di questi quotidiani hanno gia' fatto sapere che le strisce saranno pubblicate nella sezione "politica". E mi pare una ottima scelta). L'autore difende fieramente la sua scelta, i cattotalebani del Texas (che somigliano molto ai nazisti dell'Illinois, peraltro) gia' inneggiano ai roghi di libri e albi di Doonesbury, e a me non resta che presentare una delle vignette incriminate, schierandomi assolutamente dalla parte di matite e chine.
(E c'e' chi ancora si ostina a pensare che i fumetti son cose da bambini...)
Barney
Non so se qualcuno ancora non ha mai letto Makkox e le sue fulminanti vignette sul "Post", o dove vi pare.
Ecco, bisogna ovviare alla manchevolezza e abbUonarsi subBito al "Post" (che e' facile e aggratis, e si deve solo pigiare il tasto dei feed RSS a sapere di cosa sto parlando...), anche perche' Sofri junior (si, il figliolo di Adriano. E' il capo del "Post") ha spedito Makkox a fare il cronista per disegni dal Teatro dei Fiori di Sanremo, per il luminoso Festival della Canzone Italiana (a parlarne da viva, ovviamente. E intendendo "la canzone italiana").
E poi Makkox ha a schifo i Mac... Che vuoi di piu' dalla vita?
Barney
C'e' "Mark VII", e non c'e' bisogno di dire che e' il profumo di Tony Stark, no?
C'e' anche "Patriot", e uno capisce che siamo dalle parti di Cap America. Una roba un po' datata, mi immagino; anche se il packaging e' aggressivo al punto giusto.
"Smash" e' verde: spero NON emetta raggi gamma.
"Worthy" "possess the power", e un grosso martello di pietra. Profumera' di Walhalla, immagino...
Barney
Si, insomma... i fumetti.
Per capire quanto io ami i fumetti, basta che citi Mrs. Panofsky che mi rinfaccia sempre di avere insegnato poche cose ai nostri figli, e una e' sicuramente "leggere i fumetti". Detta cosi' puo' sembrare un'offesa, ma di questa cosa vado particolarmente orgoglioso.
Di fumetti tratta Fumetto in edicola, un nuovo blog tirato su dall'amico Simone, che di fumetti ne mastica molto più di me e che infatti e' pure tra i redattori de "Lo spazio bianco". Il contenuto e' rigorosamente riservato ai comics che si acquistano -come dice il titolo del blog- dall'edicolante: quelli che una volta si chiamavano spregiativamente "giornaletti". Partecipa all'iniziativa anche Touch, se e quando ne ha tempo e voglia, e... me medesimo.
Stasera ho postato la recensione del secondo numero di "Nirvana", ultima fatica di Emiliano Pagani e Daniele Paguri orfani di Don Zauker. Un fumetto da leggere, come potete verificare qua.
Barney