Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Buda & Pest: no pussy, no party...

In questo maggio ungherese che sa quasi di luglio inoltrato abbiamo passato indenni la prima giornata della conferenza, suscitando come succede sempre gli interessi di un solo tipo di pubblico: quelli che si occupano di nucleare. E' lungo da spiegare come mai, e no: non siamo produttori di centrali, ma il risultato e' che l'unico rappresentante di Areva ha beccato Cosmo dopo la sua presentazione, e ci siamo fatti due chiacchiere assieme davanti alle polpette di carne al cumino del coffee break. La conferenza e' ospitata qua, in riva al Danubio, ma noi dormiamo ad un Ibis Hotel nelle vicinanze: con una notte al Marriot si fanno cinque giorni all'Ibis, e non vedo perche' far spendere inutilmente i soldi all'azienda. E poi l'Ibis e' una delle cose buone della globalizzazione: son tutti uguali in giro per il mondo, e costano suppergiu' uguale. Per lavoro sono la scelta migliore.

Alle sette siamo tornati in camera, ci siamo lavati e cambiati (vulg.: ci siamo tolti la giacca e la cravatta, e rivestiti da cialtroni), poi abbiamo cercato un posto dove mangiare qualcosa. Ci siamo incamminati di nuovo verso il Danubio, e in una piazza molto affollata abbiamo avuto l'immancabile rendez-vous con uno dei tanti buttadentro di locali "da uomini", il quale si e' quasi offeso al nostro diniego di passare una serata nel suo strip bar, e ci ha deriso con un "No pussy?" che -nella sua testa- la diceva lunga.

Vabbe': non e' la prima volta che succede e non sara' nemmeno l'ultima; abbiamo proseguito nel nostro ininterrotto pellegrinaggio verso il ristorante perfetto che -oramai lo sappiamo bene- risulta essere quello che si incontra dieci minuti dopo aver pagato il conto in quello nel quale abbiamo appena cenato.

Nel nostro vagare siamo stati fermati da una coppia donna 45-enne - ragazza ventenne, che ci ha avvicinato parlando in ungherese. Al nostro "Sorry, we don't speak hungarian", hanno subito switchato sull'inglese, ed e' iniziato un dialogo surreale. Cosmo giura che le due all'inizio hanno esordito con un "Do you know where we can find bitches, in the nearbies?" che non ha ovviamente senso -nemmeno se letto alla luce di cio' che vi apparira' tra poco-, ma la sua risposta "No, sorry, we are not from Budapest" che ho sentito personalmente m'e' parsa altrettanto demenziale -se non peggio-. E no, non e' finita li'. Dopo il "Ah, and where are you from?", e il successivo "from Italy", cui la piu' giovane ha replicato con "you don't seem italian, you rather look swedish", cui ovviamente io ho risposto "believe me, I'm italian", s'e' iniziato a parlare di city maps, e di come fosse un peccato che nessuno le avesse con se, 'ste city maps. Si, perche' -cosi' hanno aggiunto le due- "maybe we could take a coffee together...". A quel punto anche Josef Razinger avrebbe iniziato ad avere dei dubbi su una serie di questioni fondamentali, non ultima la professione esercitata dalle due tizie, per cui abbiamo elegantemente salutato e siamo andati per la nostra strada, a continuare la quest for the best restaurant in Budapest. Quest che s'e' chiusa per disperazione in un decente locale sul lungo-Danubio in cui un buon chitarrista ha sfranto i maroni a ciclo continuo con tutto il repertorio dei Gipsy King suonato passabilmente ma comunque troppo alto come volume; nel tentativo di dare un senso alla serata ho azzardato un menu creativo, che ha avuto inizio con la scontata zuppa di goulash, e s'e' chiuso con una roba buona ma letale che in inglese suona come "fried goose liver", e che sono riuscito a mangiare per due terzi solo dopo avere insultato e anestetizzato il MIO fegato.

Nel tragitto di ritorno il giochetto della coppia di ragazze che si avvicina e chiede in ungherese "Obluraschi?" s'e' ripetuto tre volte, l'ultima con le due interpreti svaccate sulle poltroncine di un bar chiuso e buio, assolutamente consapevoli che avremmo risposto "sblinda la supercazzola" ma ligie al loro dovere e al ruolo.

In prossimita' del nostro Ibis, in un sottopasso pedonale abbiamo incontrato due ragazzi male in arnese che pero' si sono meritati qualche cento fiorini da parte mia interpretavano abbastanza passabilmente 'sto gran pezzo qua sotto, e dando finalmente una degna conclusione alla serata budapestiana:

Barney

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Posted May 12, 2011

E' morto un gu-uru, all'ospeda-ale...

Stamani c'a' lasciato questa cattiva imitazione di Napo Orso Capo:

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E' morto, insomma, Sai Baba.

A parte l'umana pieta' per chi stianta, che m'e' sempre difficile evitare, sono sollevato e felice perche' dieci milioni di persone la smetteranno di essere prese per il naso da questo prestigiatore da quattro soldi, famoso per le materializzazioni di collanine da pellerossa che s'era prima nascoste in bocca, per le polverine magiche che gli uscivano dalle dita perche' (e' ovvio...) ci se l'era messe prima e per altre stronzate da baraccone tra cui la levitazione. No, diobòno: c'e' gente che crede che Sai Baba levitasse davvero, dimmi te se questi vi' poi devano votare!

Sai Baba ci lascia dopo avere preso per il culo anche George Harrison, e altri soggettini d'un certo peso (tra i quali Steven Seagal, ma a lui non mi permetto assolutamente di dire che e' un coglione da sbarco, anzi. Sicuramente Steven aveva le sue bònissime ragioni per seguire Sai Baba).

E ci lascia con un patrimonio stimato in QUATTRO MILIARDI di Dollari.

A dimostrare che Lafayette Ronald Hubbard c'aveva visto giusto quando -dopo non esser riuscito per l'ennesima volta a vincere il Premio Hugo- dichiaro: "Basta... Per diventare ricco mi tocchera' inventare una religione". Scientology (TM e Copyright) e' li' a dimostrare che il pessimo scrittore di SciFi aveva ragione.

 

Barney

 

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La forma, la sostanza, la praticita'...

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La forma indica l'uso di questa bici a Copenhagen. E si, e' ESATTAMENTE quell'uso. Tanto che la "testa" del contenitore e' riempita di azoto liquido.

Pizza Express gli fa un baffo, a questi qua ;->

Barney

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Sense of Humour

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"Borders" e' una catena di negozi fisici, tipo "il Libraccio".
"Borders" e' in crisi per la concorrenza di Amazon.
In questo negozio, pero', non s'e' perso il senso dello humour. Se il cartello fosse stato attaccato a Livorno, ci sarebbe scritto sopra: "Vuoi pisciare? Prova a farla da Amazon, bischero!".

Barney

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Posted April 5, 2011

noiseFromAmeriKa : State buoni, se potete

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Lo stato della Nazione, come si evince dai dati ufficiali di Tremonti, nel giorno del compleanno della Nazione.
Praticamente siamo al "non fate l'onda"...

Barney

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Murphy's Law, in practice

La Legge di Murphy la conoscono tutti, e tutti hanno provato sulla loro pelle quanto sia vera.

Oggi ho elaborato alcuni corollari alla Legge, che possono -credo- essere di interesse generale:

  • "Se lo scooter deve finire la benzina, esso la finirà esattamente a metà strada tra due distributori"
  • "Se lo scooter deve finire la benzina, esso la finirà in un giorno di pioggia"
  • "Se lo scooter deve finire la benzina, il punto in cui essa finisce è quello che massimizza il tragitto a spinta che tu dovrai fare, sotto la pioggia, per arrivare al distributore più vicino, comunque si misuri la distanza tra lo scooter a secco e un qualsiasi distributore nel tragitto ufficio-stazione"
  • "Se lo scooter deve finire la benzina, esso la finirà in un giorno nel quale tu avevi sperato di arrivare a casa all'ora x. E invece arriverai all'ora x+1"

E' buona norma, nel momento in cui uno di questi corollari si manifesta nella sua titanica ovvietà, iniziare a insultare pesantemente Padre Pio, l'uomo che si disegnò a mano libera le stimmate con la tintura di iodio per pigliare per il culo una decina di milioni di ignari tapyni.

Ricordo che la cosa tecnicamente non può considerarsi "bestemmia", in quanto Padre Pio è tecnicamente da considerarsi un truffatore (sono quasi sicuro che anche Benny 16 la pensa così).

Vi aiuto nel compito (c'è l' mp3 da ascoltare, sulla pagina).

 

Barney

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Io dico che basta davvero

Domani e' il giorno dell'"Iodicobasta", delle donne indignate e protestanti, dei cartelli e delle manifestazioni. E' il giorno della rivendicazione della dignità femminile che ha ricevuto il colpo di grazia in queste ultime settimane. E' -chiaramente- il giorno anti nano pelato, la domenica in cui si chiedera' con maggior forza a Silvio di togliersi due o tremila chilometri dai coglioni. Nelle piazze italiane, dalle 15,30 in avanti, si snoderanno cortei e si sbandiereranno virginali reggiseni di pizzo, a reclamare rispetto da un lato e dimissioni dall'altro.

Ecco, a me 'ste cose iniziano a sembrare -come dire?- non solo inutili, ma addirittura controproducenti. Per un milione di motivi, tra i quali (vado a caso):

  • il fatto che i partecipanti saranno sempre meno di quelli sperati,
  • che -senza alcun dubbio- ci saranno delle bandiere col Che a garrire splendide nell'umido pomeriggio di febbraio,
  • che in molti scandiranno slogan in cui Silvio viene mandato a raddrizzar le banane col cuBo,

e via così.

Tutti questi argomenti, e mille altri, saranno immediatamente utilizzati dai (rotfl) giornalisti embedded ai reparti della Celere: i Minchiolini, i Belpietro, i Littorio Feltri, i Cicciopotamo Ferrara... Tutto il Barnum che a destra chiamano "informazione" domani avra' solo da infiocchettare un poco la merda che arrivera' bell'e fumante in redazione. Per servire all'ora di cena la verita' ai cervelli dello Stivale: manifestazione fiacca contro il nostro Presidente del Consiglio, bandiere comuniste, insulti, donne vestite come cubiste che protestavano contro cubiste professioniste.

In sintesi: l'ennesimo autogol dell'opposizione di sinistra, cui io pero' vorrei partecipare in anteprima, mostrando qua i cartelli che domani NON portero' in giro per la mia città.

Eccoli:

Basta1
e

Basta2

 

Dopo aver detto "basta!" attraverso i cartelli, chiudiamo i'rricreativo e principiamo i'ccurturale, va'.

 

Barney

 

 

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