Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Il Principio di Peter applicato a Bertolaso

[Questo post fa uso intensivo delle leggi di Murphy e delle sue
estensioni]

 

Bertolaso non e' che sia un cattivo soggetto.
Semplicemente, e' del tutto inadatto al ruolo che gli e' stato
assegnato. Cosi' come Brunetta, cosi' come Mariastar, cosi' come
qualsiasi leghista messo a capo di un ministero[1].

Semplicemente, tutte queste persone sono la prova vivente di una
verita' tutta italiana enunciata compiutamente nel Principio di Peter,
che cosi' recita:

"In una gerarchia ogni membro tende a raggiungere il proprio livello
di incompetenza
"

Corollario a tale principio e' questo enunciato:

"Col tempo, ogni posizione tende a essere occupata da un membro che è
incompetente a svolgere quel lavoro.
Il lavoro viene svolto da quei membri che non hanno ancora raggiunto
il proprio livello di incompetenza
"

In sostanza, visto che in Italia la progressione di carriera (che
equivale a una maggiore remunerazione) avviene solo e soltanto per
avanzamento verticale, un buon tecnico (Bertolaso) viene distolto dal
suo compito e "promosso" a sottosegretario. Ruolo che -per evidenti
limiti- NON e' in grado di ricoprire. Il risultato e' una sequela
ininterrotta di figure di merda.

Lo si fosse mantenuto a fare SOLO il capo della Protezione Civile,
magari aumentandogli lo stipendo, avrebbe fatto sicuramente meglio.

Ma sarebbe rimasto un "tecnico", e in Italia un tecnico e' poco piu'
della merda. Devi diventare politico, per contare qualcosa.

Il caso Brunetta e' un'altra prova della verita' del principio di
Peter, mentre il caso-Gelmini secondo me trascende l'enunciato in
quanto la ragazza e' obiettivamente incapace di svolgere un ruolo
superiore a quello di segretaria. Mariastar ha superato di troppi
gradini il suo livello di incompetenza, per risultare in qualche modo
commentabile.
Eccezione al principio e' il caso-Carfagna: Mara si e' dimostrata
assolutamente superiore alle attese, non ha fatto casini. Anzi. Per
questo si sta pensando di farla candidare da qualche parte, in modo da
ritagliare anche per lei un gradino di incompetenza degno del
personaggio.

Tornando a Bertolaso, viene buona per lui e le sue sparate haitiane la
Massima di Match:

"Un idiota in un posto importante è come un uomo in cima a una
montagna: tutto gli sembra piccolo e lui sembra piccolo a tutti
"

[1] l'estensione del principio di Peter ai leghisti e' mia. Rivendico
la paternita' del Corollario di Panofski:
Uno scimpanze' messo a capo di una organizzazione comunque complessa
avra' performances migliori di un qualsiasi leghista messo nella
stessa posizione.

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365 perle. | Don Zauker

Media_httpwwwdonzauke_gcggw

Poggio e bùa fan pari, si dice dalle mie parti. Ecco quindi che dopo Dyo abbiamo Galactus XVI.
Hat trick obbligatorio per due delle peggiori menti che imperversano nel nostro paese (e oltre!): Emiliano Pagani e Daniele Caluri (http://www.donzauker.it)

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Dyo alla televisione 2009

Il meglio dell'anno 2009 per quanto riguarda l'integralismo di casa nostra. Chiamare certa gente "talebana" non e' che dare il giusto nome alle cose.
Hat trick: le Malvestite (http://www.malvestite.net)

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Them Crooked Vultures - Spinning In Daffodils (With Lyrics)

Uno dei migliori album del 2009 e' quello di esordio di un gruppo che nuovissimo non e', se si guarda da chi e' formato... Ma il 2009 e' stato anche l'anno dei Chickenfoot. E dei RATM che sono schizzati al primo posto in UK con "Killing in the name", che ha una quindicina di anni -portati peraltro benissimo...-.

OK, ecco i Them Crooked Vultures.

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Libri: "Suttree"

Inizio il blog scrivendo qualcosa su "Suttree", il libro di Cormack McCarthy scritto nel 1979 e pubblicato in Italia solo due settimane fa (Einaudi).

Iniziamo col dire che e' stupendo, cosi' il piu' e' fatto, e proseguiamo con lo spiegare succintamente il perche'.

"Suttree" e' la storia di un uomo (Cornelius "Buddy" Suttree, per l'appunto) che incontriamo nel 1951 a vivacchiare sulle rive del Tennessee, a Knoxville. Si intuisce che l'uomo (di eta' indefinibile, tra i 25 e i 40 anni) aveva una vita molto diversa, prima. Ma McCarthy non ci dice quasi nulla di questo "prima", ne' del motivo che ha sbattuto Suttree in una baracca galleggiante a pescare pesci gatto e ubriacarsi quando capita, con chi capita e bevendo qualsiasi cosa contenga alcool.

In compenso, lo scrittore ci immerge nel sottobosco che popola i bassifondi di Knoxville, e ci fa vedere la citta' con i loro occhi. La maestria di McCarthy nello scrivere emerge ad ogni pagina: frasi secche e colorate da costrutti scarni ma efficaci, situazioni paradossali e grottesche che proprio per questo risultano vere, ma soprattutto una vitalita' senza confine. E -sopra tutto- Buddy e il suo affannarsi ad aiutare chi sta come lui o peggio; quasi a redimersi ed espiare una colpa che -da lettori- e' possibile solo intuire in qualche sprazzo, poche righe che servono solo a dipingere sul fondale di Suttree due o tre schizzi a matita di un quadro che si capisce drammatico. Il resto e' lasciato a chi legge, cosi' come il giudizio sui personaggi che gravitano invariabilmente attorno a Buddy.

E, tra i personaggi secondari ma non per questo meno importanti, Harrowgate e' lo schizzatissimo giovinastro che viene sorpreso mentre si tromba un intero campo di angurie, e cosi' si fa la sua prima galera; Ab e' il negro che vive al di sopra di molti bianchi sia socialmente che economicamente, e quindi viene regolarmente battuto -ma non domato- da loro; Joyce e' la puttana di Chicago che si innamora di Suttree e che rappresenta per l'uomo una delle poche parentesi felici della sua esistenza.

Tra tragedie, farse e splendide descrizioni di luoghi e personaggi, il libro segue Suttree nel suo cercare di sopravvivere, di tenersi a galla in un mondo che gli e' ostile. Fino alla fine, che sembra -come nel recente "La strada"- segnare il sentiero per un futuro se non roseo almeno non peggiore di quello che ci si lascia alle spalle.

Il libro rientra secondo me nel ristretto novero dei capolavori contemporanei.

 

G

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