Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Grafici autoesplicativi

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Una pie chart che ci spiega senza mezzi termini quali sono le drammatiche conseguenze dei matrimoni tra omosessuali.

BP

Il giallo scandinàvo (o scandìnavo, vai a sapere...)

[nota: l'inutile pezzo che segue contiene uno spoiler che riguarda l'opera piu' famosa di Lazlo Olaffson -o come Cristo si chiamava quello scrittore svedese morto giovane che ha scritto la trilogia "Centurion" (mi pare)-. Siete avvisati, eh?]

L'idea di fare un pezzo come questo mi era venuta un po' di tempo fa, poi la lettura di questo post di Negrodeath (che tra gli altri difetti che annovera e' pure di Viareggio, e non dico altro) mi ha spinto a non posticipare piu'. E quindi vi tocca questa trattazione analitica e strabordante del fenomeno del momento (o del decennio), dell'unico genere di libro che oggi come oggi si vende come il pane o come la coca a Lambrate: il giallo scandinavo. L'accento mettetelo dove vi pare, la sinossi di un giallo scandinavo qualsiasi ve la spiego io. Debbo dire che rispetto a Negro io parto avvantaggiato dal fatto di poter disquisire di roba che ho letto; non mi baso quindi su una fugace e rapida occhiata data alla quarta di copertina di libri raccattati a caso alla Feltrinelli di Pisa, ma parlo per esperienza personale. Insomma: ho letto almeno dieci gialli scandinavi di almeno dieci autori differenti, e senza alcuna pistola alla tempia. In ultima analisi, sono un masochista recidivo. E sto parlando di difetti che tutti possono conoscere...

Dunque, per seguire proficuamente la trattazione dovreste aver letto almeno un giallo svedese/norvegese/danese. La Finlandia pare non sia Scandinavia, e la Groenlandia ovviamente si (ma non mi viene in mente nessuno scrittore Groenlandes ...Groenlandian... insomma di quel posto la').
Ah, si dibatte sulla posizione dell'Islanda, ma francamente ho gia' sprecato l'80% della lunghezza di un mio pezzo medio in bischerate, e' l'ora di andare alla sostanza. Allora, per comodita' faccio finta che tutti i miei due lettori abbiano letto "Uomini che odiano le donne", di Coso Svensson (o Tizio Gustaffson). Se avete visto il film, e' piu' o meno uguale. Se non avete visto il film, ne' letto il libro potete proseguire, ma -vi avverto- saprete immediatamente che il colpevole e' Martin Vanger, il nipote che sembra un idiota e invece si e' pure violentato sua sorella, da giovane. Ecco, lo sapete. Allora iniziamo sul serio.

La prima caratteristica del giallo scandinavo e' che e' ambientato in Scandinavia. Il che può sembrare assolutamente logico, e fa apparire in superficie l'inutilita' di questo post e l'idiozia del suo estensore. Puo' essere pure vero, ma il confinare l'azione in una penisola, seppur grande, non e' indice di grande apertura mentale. Nel libro che abbiamo preso ad esempio i protagonisti si muovono come mosche senza testa in luoghi dai nomi impronunciabili, ricchi di segni fonetici alieni come i due puntini sopra alcune delle "A" e delle "O", o quel cerchietto che a volte appare su una "A", o le "O" tagliate in diagonale... Nessun essere umano nato e cresciuto al di sotto di Lubecca ha la minima idea di come si pronunciano 'sti toponimi (Gävleborg, Härjedalen, Procul Harum! Eh? PUPPA!!!!), per cui ci si ricorda Oslo, Stoccolma e forse Brondby (ma solo perche' c'e' una squadra di calcio), il resto e' buio pesto.
Ma anche il peggior scrittore di gialli scandinavi ha in mente che dopo le colonne d'Ercole del Kattegat ci deve pur esser qualcosa; nel libro che abbiamo preso ad esempio, ad esempio, (ripetizione fortemente voluta) i protagonisti si lanciano in un paio di viaggi sfrenati verso l'Inghilterra e l'Australia. Ora, soprattutto la seconda meta e' abbastanza cruciale per il plot del romanzo, ma l'ineffabile Caio Pattersonn o chi per lui ci diletta di questi luoghi ameni solo per una decina di pagine scarse su circa ottocento che compongono il libro. E mi pare un po' pochino, via... Insomma: gli scrittori di gialli scandinavi sono tronfiamente orgogliosi delle loro terre, e non conoscono per nulla la geografia del resto del mondo. Questo e' un dato di fatto.

 

La seconda caratteristica dei gialli scandinavi e' che i protagonisti (un paio di serque almeno, con nomi simili a quelli dei luoghi in cui vivono) hanno divorziato almeno due volte prima di legarsi all'attuale compagno/a. E' evidente che nel frattempo si sono riprodotti almeno una volta (in genere durante il primo matrimonio). Il risultato finale e' una serie di famiglie che definire "allargate" e' -come dire?- un understatement, tanto che il soggetto psichicamente piu' stabile risulta essere quasi sempre il cane di casa.

La terza, imprescindibile, caratteristica di ogni giallo scandinavo che si rispetti e' che ci deve essere almeno una protagonista lesbica. Se ce ne sono due, una e' di sicuro bisessuale. Transessuali e gay possono esserci o no, ma la lesbica non manca mai. Vi sono casi in cui la scrittrice taglia la testa al toro e risolve il problema alla radice: la lesbica e' lei, e non pensiamoci piu'. E' strano ed inspiegabile come in nessun giallo scandinavo che ho letto vi siano protagonisti transgender. (Segnalare la cosa all'ARCIGay).

Quarto must have: almeno uno dei protagonisti ha subito un trauma infantile che spieghera' almeno uno dei misteri del libro stesso.

Quinta caratteristica peculiare dei gialli scandinavi: gli scrittori fanno marchette ogni mezza pagina. Otto Ottosson, di cui stiamo presentando il capolavoro, cita tutti i device Apple che vi possono venire in mente (chi ha mai visto un Newton? C'e', Cristo! C'e'!!). In un altro libro il protagonista ha un orologio Seiko che va chiamato "Seiko", perche' "orologio" e' troppo generico. Se qualcuno fuma (ho detto "se qualcuno fuma"? Scusate: fumano tutti), non si accendera' una sigaretta, ma una MarlCoro, o una WinsHon, e via andare. Bere Vodka? Col cazzo! O Absolut o niente! Lascio che la vostra immaginazione elenchi i modelli di auto che i nostri cavalieri posseggono. Direi: tutte quelle delle case automobilistiche che han dato qualche soldo al Pekka Pakkinen di turno (nome finlandese, peraltro). 

Sesto e piu' importante elemento caratterizzante: almeno uno dei misteri del libro - e ricordatevi che si parla di un qualsiasi giallo scandinavo- si scopre a pagina DUE (se si e' normodotati), oppure a pagina SETTANTA (per quelli molto duri di cranio). Chi arriva in fondo e non ha capito chi era l'assassino forse farebbe meglio ad estrarre quella roba fatta di carta dal lettore DVD e provare a "leggerla", sempre che capisca di cosa stiamo parlando .

 

Insomma, uno si chiede perche' questi libri vendono parecchio. Secondo me, per due motivi che appaiono antitetici -ma solo agli zucconi testa di marmo, sia chiaro-:

  • la loro complessita' (soprattutto nei nomi, nel numero di personaggi, nelle assurde esperienze che il coprotagonista ha fatto quando aveva sette mesi);
  • la loro semplicita' (quasi tutti riescono a scoprire l'assassino prima che il suo nome venga fatto dallo scrittore).

Detta in estrema sintesi: oggi come oggi se fai credere alla gente che e' intelligente, riesci a vender loro pure la merda in barattolo. E non occorre che sia quella di Piero Manzoni.

[tutto questo, incidentalmente, ha parecchi punti in comune con la situazione politica attuale. Ma credo sia per molti versi un caso.]

 

BP

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Virginiana Miller a Italia Wave, sabato 24 luglio 2010

Sabato sono riuscito a trascinare la consorte e la figlia piccola a sentire i Virginiana Miller a Livorno. In realta' non e' stata una fatica: son venute tutte e due volentieri, perche' si sono appassionate alla musica di Lenzi e compagnia. Greta addirittura canta tutte le canzoni dell'ultimo album... Bene, siam partiti avendo una vaga idea del posto da raggiungere e nessuna indicazione sull'orario, e siamo riusciti ad arrivare sotto al palco esattamente nel momento in cui i cinque livornesi ci son saliti sopra: tempismo perfetto!

Il concerto e' volato via veloce, con i pezzi dell'ultimo album quasi tutti presenti, molti legati uno all'altro senza soluzione di continuita'. Uniche concessioni al passato "Dispetto" e "La verita' sul tennis". La formazione storica ha subito la defezione di Marco Casini, dopo la registrazione dell'ultimo album recensito anche qui, ma il nuovo chitarrista, Matteo Pastorelli, ha iniettato vitalita' e forza alla loro musica, con un suono ruvido e sporco, da garage band o da Clash prima maniera, che a me piace parecchio. Gli altri componenti la band sono di valore assoluto, con la sezione ritmica che non sbaglia un colpo e scandisce precisamente il tempo dei brani; Pomponi alle tastiere viene spesso sovrastato dalla chitarra di Pastorelli, molto piu' arrabbiata di quella di Casini, ma dal vivo la cosa va piu' che bene. 

Resta da chiedersi, alla fine di concerti come questi, perche' i VM non vendano dischi a palate. Certamente la loro non e' una musica facile: i testi sono ricchi di allitterazioni, di giochi di parole, di divertimenti lessicali che possono spiazzare l'abituale ascoltatore di Tiziano Ferro o dei Pooh. Ma credo che uno dei motivi del non successo del gruppo sia il fatto che Simone Lenzi non "vuole" -giustamente- fare il personaggio. Rispetto a un Bianconi che si traveste da dandy, e che passa tre ore prima dei concerti a spettinarsi nella maniera piu' scenografica, il Lenzi che arriva sul palco con un cappellaccio vecchio di paglia alla Sampei e' quasi irritante. Andate a cercarvi sulla pagina Facebook di Repubblica XL il video del concerto, e capirete cosa voglio dire.

In ogni caso, se siete dalle parti di Firenze il 7 agosto e capitate alla Fortezza da Basso verso le 9 di sera, avrete l'occasione di rivedere i Virginiana Miller, in una serata che prevede pure Bobo Rondelli e Nada come special guest. A cinque euro mi pare ci si possa stare. E scusate se e' poco.

 

BP

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Posted July 26, 2010

Science, Reason and Critical Thinking: The Periodic Table of Irrational Nonsense

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Eccezionale presa in giro di tutte le idiozie irrazionali. Segnalo l'H di Homeopathy, numero 1023 (Avogadro :-)).
Geniale.

BP

Posted July 20, 2010

"I terribili segreti di Maxwell Sim", Jonathan Coe

Ho letto il mio primo libro di Jonathan Coe una quindicina di anni fa. Era il suo primo libro tradotto in italiano: "La famiglia Winshaw", lo presi da una pila di tascabili alla Feltrinelli di Bologna (o di Firenze, chi se lo ricorda piu'?), ed e' stata una rivelazione. Una scrittura cinica e ironica, tipicamente british, applicata a una storia calata in un contesto sociale e politico affascinante: l'era-Tatcher. Ho letto quasi tutti gli altri romanzi tradotti, fino ad arrivare a questo ultimo, uscito una settimana fa per Feltrinelli.

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"I terribili segreti di Maxwell Sim" non tradisce le attese dei fan di Coe, a parte alcune cadute di stile nella parte iniziale.


La storia inizia con un resoconto di cronaca: un commesso viaggiatore (Max Sim, il protagonista della storia) viene trovato semi-assiderato, praticamente nudo e quasi completamente ubriaco, a bordo di una Prius ricoperta di neve nelle brume scozzesi.
Sara' Sim stesso a spiegarci cosa e' successo alla sua vita per portarlo a quella sera di marzo del 2009, attraverso una autoanalisi completa della  esistenza sua e di suo padre, responsabile di cio' che Sim e' oggi.

La storia si dipana tra Gran Bretagna e Australia, e NON parla (come ci vorrebbe far credere la quarta di copertina) di economia sostenibile e di prodotti ecologici. E', molto piu' semplicemente, una storia di uomini e di donne soli, narrata anche attraverso fatti storici veri ed affascinanti, come la prima edizione della regata in solitaria attorno al mondo "Golden Globe", e l'incredibile storia di uno dei patecipanti a quella regata, Donald Crowhurst.
Il libro arriva ad un finale imprevisto e inatteso, che invece che giustificare il romanzo e la storia che si e' sin li' dipanata la chiude senza possibilita' di repliche in un paio di frasi.

Un romanzo da leggere tutto d'un fiato, comunque, perche' lo sguardo di Jonathan Coe sul mondo di oggi e sui suoi abitanti e' di una piacevole levita', pur essendo profondo e spiazzante come quello di pochi altri.


BP


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Posted July 16, 2010

Ten Cool Things Seen in the First Year of LRO Lunar Reconnaissance Orbiter

NASA Goddard festeggia il primo anno di vita operativa del LRO con questo filmato che illustra dieci tra le cose piu' ganze che gli strumenti a bordo del satellite americano ci hanno mostrato. Una minima parte delle immagini e filmati reperibili su http://lunar.gsfc.nasa.gov/.

BP

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Posted July 13, 2010

Piccoli idioti crescono - updates

La storia di Luciano Silinghini "sarcazzochie'" Garagnani e delle sue immaginifiche dichiarazioni riguardo al cencio dipinto dal senese-libanese per il Palio dell'Assunta si arricchisce di preziose novita' e lievita come pane bel lavorato.

Primo update: il signor nessuno di cui sopra ha fatto cancellare il post di Miguel Martinez dal blog Kelebek (ospitato da Splinder). Quindi sono costretto ad aggiornare il link per far leggere la storia dall'inizio.

Il secondo aggiornamento riguarda la discesa in campo, a fianco di mr. NoOne, di (mano agli antiemetici) Antonio "stranocristiano" Socci.

Leit motiv sempre il solito: loro arabi cattivi, noi cristiani buoni. Con ulteriori calpestamenti di escrementi di segugio irlandese, causa accecamento dell'intelletto (in caso ve ne fosse uno). La storia la si puo' leggere sempre sul sito di Miguel, fintanto che non gli censurano pure questo.

 

BP

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Posted July 9, 2010

MILANO, SEGRETARIO LEGA DERUBATO IN CAMPO ROM - Leggo

Disavventura stamani nel campo rom di via Martirano per il segretario della Lega Nord Milano, Igor Iezzi. Giunto nel campo perché ospite di una trasmissione televisiva, secondo quanto apprende Omnimilano, Iezzi è stato derubato di due cellulari che aveva lasciato in macchina, mentre alla giornalista con cui stava lavorando sono stati rubati mille euro, la borsa, i documenti e mille euro in contanti. Il tutto è successo stamattina e a raccontarlo è lo stesso Iezzi: «Eravamo nel campo rom per una trasmissione organizzata con gli stessi rom, tanto che alcuni stavano anche partecipando - spiega l'esponente del Carroccio -. Poi ci hanno avvisato che i vigili stavano facendo la multa alle nostre macchine e siamo corsi a controllare. In realtà i vigili erano lì perché avevano visto armeggiare alcuni rom intorno alle auto. A me hanno spaccato il vetro e rubato due cellulari, mentre alla giornalista hanno forzato il baule portando via la borsa con tutti i documenti, un navigatore e mille euro in contati. Poi è arrivata la polizia e tutta la refurtiva è stata recuperata. Tutta tranne i mille euro che la giornalista aveva con sé perché sarebbe dovuta andare a pagare l'affitto». Iezzi in questo momento sta andando al commissariato Lorenteggio per sporgere denuncia: «Questa è la dimostrazione che i rom se ne devono andare e che non hanno nessuna intenzione di integrarsi - commenta in conclusione -. Dobbiamo proseguire con la politica degli sgomberi perché l'unico numero da associare alla parola nomadi deve essere lo zero».

Sembra una barzelletta, invece e' successo davvero, e forse la possiamo considerare una prova dell'esistenza di Dio, e un indizio che a Dio piace prendere per il culo gli idioti.
Farsi inculare due telefonini, il navigatore satellitare e MILLE euro dalla macchina in un campo Rom e' il massimo, per un razzista come 'sto qua.

BP

Posted July 7, 2010

Times they are a'changing

Oggi, corso interno per Project Manager. Eravamo in 16.

Al momento di dichiarare "da quanto tempo", sono stato costretto -anche per la presenza di una mia collega della primissima ora- a dire "dal 1999".

Ero il piu' vecchio: i tempi cambiano e scorrono, purtroppo.

Non mi resta quindi che lasciare la parola a un Robert Zimmerman prestato a descrivere il tempo che passa per Alan Moore e Dave Gibbons:

 

 

 

B_P

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Posted July 6, 2010

Piccoli idioti crescono

Tutte le volte che mi vengono dei dubbi sulla bonta' del Principio di Peter, arriva l'idiota di turno che -forse perche' offeso dal crollo della mia fede- bada bene a rinsaldarmi le certezze con iniezioni di cemento armato e stronzate.

L'ultimo episodio e' paradossale per la sua idiozia. C'e' un cretino (si abbia l'accortezza di seguire il link a stomaco vuoto), che vive in Liguria e non credo sia mai stato oltre La Spezia, che si e' sentito in dovere di criticare (understatement) il Cencio che viene dato in premio alla contrada vincitrice del palio di Luglio a Siena. Perche' quello di quest'anno sarebbe un Cencio blasfemo, dipinto da un infedele, che ritrae la Madonna e San Giorgio con fattezze -mi si scusi la bestemmia- arabe. Come a dire che Maria e San Giorgio, essendo entrambi originari del medio Oriente, andavano dipinti come muscolosi vichinghi...

La storia merita di esser letta da chi e' animato da spirito piu' bellicoso del mio, per questo specifico argomento. Vi rimando quindi a Miguel Martinez: buona lettura e buone risate.

 

BP

Filed under  //   God_2.0   Italian Idiots   Politics  
Posted July 4, 2010

"Il primo lunedì del mondo", Virginiana Miller

Dopo "Per amor del cielo" di Bobo Rondelli, che e' stato se non il miglior disco del 2009 uno dei primi 5, la Livorno musicale piazza un altro carico da 90 con questo nuovo album dei Virginiana Miller, storica rock band labronica che con "Il primo lunedì del mondo" conferma di essere di un altro livello, rispetto al desolante panorama musicale italiano.

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Il disco va comperato ed ascoltato tutto: da "Lunedì" a "La carezza del Papa", passando per "L'inferno sono gli altri" e "La risposta": musica e parole che non scorrono via come acqua, ma che rimangono impresse indelebilmente nelle orecchie di chi ascolta. Dopo i Diaframma -e staccando i Baustelle di anni luce: i livornesi suonano divinamente, al contrario dei senesi trapiantati alla Bovisa- i Virginiana Miller sono la perfetta rappresentazione dell'Indie rock italico di oggi.

BP

Posted June 23, 2010

Pelosi: We'll stop blaming Bush when his problems go away | Video Cafe

A woman in a hot air balloon realized she was lost. She lowered her altitude and spotted a man in a boat below. She shouted to him, "Excuse me, can you help me? I promised a friend I would meet him an hour ago, but I don't know where I am."

The man consulted his portable GPS and replied, "You're in a hot air balloon, approximately 30 feet above ground elevation of 2,346 feet above sea level. You are at 31 degrees, 14.97 minutes north latitude and 100 degrees, 49.09 minutes west longitude.

"She rolled her eyes and said, "You must be an Obama Democrat."

"I am," replied the man. "How did you know?"

"Well," answered the balloonist, "everything you told me is technically correct. But I have no idea what to do with your information, and I'm still lost. Frankly, you've not been much help to me."

The man smiled and responded, "You must be a Republican."

"I am," replied the balloonist. "How did you know?"

"Well," said the man, "you don't know where you are or where you are going. You've risen to where you are due to a large quantity of hot air. You made a promise you have no idea how to keep, and you expect me to solve your problem. You're in exactly the same position you were in before we met, but somehow, now it's my fault."

 

Taken here.

 

BP

Posted June 19, 2010

Unbelievable Pencil Art by Paul Lung

Tutte le fonti assicurano che la roba che vedete sopra e' fatta a mano con una matita (update: questa immagine e' un disegno vero di Paul Lung, e rappresenta il suo cane Mic). L'artista e' un certo Paul Lung, lo si trova su deviant art.

Se ha usato solo la matita, e' un genio (update: ha usato solo la matita, quindi e' un genio).

BP

 

Addendum June 13th:

I've received a comment  from Mr. Lung, it is here below.

He explained me that yes, it's true: he is using a sharp pencil for his drawings. But ... some of the images I've found at beautiful life are NOT his drawings, but photos.

All Paul Lung's drawings can be found at http://paullung.deviantart.com/gallery/, or at his Facebook page (http://www.facebook.com/pages/paullungs-art/134045119942531?ref=mf. Finally Mr. Lung gave me the address to which some of his "drawings" (I mean, the FAKE drawings!) can be found: http://2photo.ru/2007/08/17/fotograf_alexander_von_reiswitz.html

Many thanks, Mr. Lung.

 

BP

 

Posted June 10, 2010