W1N
Hint for dummies: L33T
Barney
Panofsky's version |
A totally unnecessary Blog |
Bersani: "Silvio, ho letto la roba che hai spedito al Corriere, e..."
Silvio: "Si, Pigigi? E..."
Bersani: "No, penso sblindo con Obluraschi"
Silvio: "Eeeehhh?"
Bersani:
"P U P P A!"
Colonna sonora fuori syncrono, ma in tema col titolo:
Barney
Silvio ha mandato ieri una letterina a Babbo Natal al DIrettore del Corriere della Sera. Secondo me s'è un pò trattenuto, e non ha detto esattamente quello che pensava. Ho quindi provato ad interpretare la lettera, cercando di entrare nel cervello di Berlusconi almeno per una decina di minuti. Ecco il risultato:
Gia' l'immagine vale la visita a nonleggerlo.
Vi assicuro che la lettura di quello che sta sotto l'immagine non ha prezzo, oggi come oggi.
Barney
Nell'affaire "Ruby", che vede coinvolto per l'ennesima volta il nostro Presidente del Consiglio Grand'Ufficial Lup. Mann. nonché DVCE Silvio B. in una storia assolutamente limpida di fango e sterco, c'e' un aspetto che a me ha colpito in maniera particolare, e che mi pare non sia stato mai discusso in precedenza (se non da me con i colleghi a pranzo, ma allora non vale). Debbo fare una premessa: ho letto in treno il malloppone di intercettazioni per qualche giorno, e per puro caso m'e' caduto l'occhio su questo dialogo tra Nicole Minetti e Barbara Faggioli, a pagina 165:
Barbara: e tu?
Nicole: eh, niente, sono qua in piscina...
Barbara: Dove?
Nicole: come, dove?
Barbara: ah, sei rimasta la?...
Nicole: certo
Barbara: mmm come è andata?
Nicole: Benìssimo...
Barbara: si?
Nicole: da dio..(ride)
Barbara: si?
Nicole: mm
Barbara: bene... e, ma non torni?
Nicole: quando ? dove? no. no, no. sto qua... , sto qua, sto qua...
Barbara: ah si?
Nicole: penso di si, non so
Barbara: e Simone?
Nicole: boh, non lo so, è a Milano lui...
Barbara: ah...
Nicole: egh... lo vedrò domani...
Barbara: ah, quindi torni domani?
Nicole: eh, beh, si, penso di si... domani o dopodomani...
Barbara: eh... ho capito...
Nicole: te che fai?
Barbara: no, io non riesco a venire... a lui glie l'ho detto che forse non riuscivo a
venire...
Nicole: mmm ho capito
Barbara: lui mi ha detto di andare li.... oggi...
Come si vede, a un certo punto spunta lui. Simone. Si capisce, da questo dialogo, che e' una persona abbastanza vicina alla Minetti. Ci si potrebbe subito sbilanciare e dichiararlo il fidanzato/convivente/ganzo/quello che vi pare.
Ecco: ci sono due ragazze che parlano di quello che e' successo la sera prima, e una chiede all'altra "E Simone?". Cosi' Simone entra nella nostra vita: a pagina 165 del documento che la magistratura di Milano invia al Parlamento perche' gli onorevoli decidano se e' il caso o meno che Silvio sia processato.Prima non c'era, e un attimo dopo eccolo la': Simone.
Simone che ritorna a pagina 203. Ritorna come "Simo", e ritorna in un monologo-fiume che Nicole intrattiene con una amica di cui conosciamo poco o nulla. Il dialogo e' famosissimo nella parte che precede "Simo"; eccolo qua:
No ma infatti ti volevo un attimo briffare sulla cosa., nel senso ..giurami che non ti prende male nel senso cioè ne vedi di ogni cioè te ti fai i cazzi tuoi e io mi faccio i cazzi miei per l'amor del cielo pero' ne vedi di ogni ..cioè nel senso la disperaticion più totale cioè capirai..e'è gente per cui è l'occasione della vita quindi ne vedi di ogni fidati di me punta su A il francese che lui sbrocca gli prende bene e tutto., digli tutto quello che fai.. seconda laurea ..sei stata a ..tre mesi alla Sorbona che anche lui ha studiato alla Sorbona si si si esalta di brutto non entrare nei dettagli o (incomprensibile) vedi cosa hai fatto ..te cosa hai fatto alla Sorbona..hai fatto il corso di francese???? OKmmhh tutte queste cose a lui piacciono ehh cioè .... no no io lo dico nel senso per cioè nel senso per far entrare in simpatia nel senso Meli detto fuori dai denti no .. ci sono varie tipologie di... persone c'è la zoccola, c'è la sudamericana che non parla l'italiano e viene dalla favelas c'è quella un po' più seria c'è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quel che faccio capito per cui ecco era solo per non confonderti nella massa non sii timida fregatene sbattetene il cazzo e via andare ... ... no no era giusto per... nel senso che perché prima parlavo con Simo no che ovviamente Simo sa dove vado perché non è che gli posso raccontare le boiate no, allora gli ho detto guarda gli ho detto viene su anche la Meli... allora mi fa ..nooo non è che la Meli si prende male perché lei è una brava ragazza perché di qua perché di la ..gli ho detto ascolta Simo ho detto ti prende male di che cosa ??? eehhhh non è che adessocioè voglio dire no, no ma sai., perché poi lui c'ha tutta una sua idea delle cose che comunque è quella che possono avere chi non conosce e chi no sa..capito???
Simo ovviamente sa dove va Nicole (e dove va? A vedere "Baaria" e i comizi di Vendola, pare, no?), e si preoccupa di come La Meli (l'amica) puo' reagire. D'altra parte, se una e' abituata ai cinepanettoni "Baaria" puo' essere veramente mortale, ne convengo...
Altra apparizione della coppia a pagina 276:
Maristelle invita poi Nicole e Simone al compleanno della figlia la prossima settimana
e le chiede inoltre di ivedersi per parlare di un pò di cose
Ancora Simone esce fuori in un dialogo tra "Maristelle" e la Minetti, a pagina 321:
Minetti: anche Simone l'ha detto, mi fa mamma mia, s'è imbruttita un sacco, c'aveva una faccia, due pesti sotto gli occhi...
Infine, ultima apparizione a pagina 385:
Minetti : vediamo, se possiamo
Faggioli: ci facciamo un giretto
Minetti : ho capito, no io sono a casa che Simo è uscito a prendere le sigarette a
prendere al roba da mangiare qua sotto
Faggioli: mh, ma uscite?
Minetti : non credo
Faggioli: no? niente?
Minetti : noo, non ho una gran voglia Baby...
Insomma, m'era venuta voglia (come spero sia venuta a voi) di sapere che tipo fosse, questo Simone. Questo boyfriend che sa quello che fa la Nicole (s'era detto: cineforum e dibattito culturale, no?). Mi aspettavo, lo dico candidamente, un giovane nerd innamorato cotto della Minetti, che l'aveva inseguita da Rimini sino a Milano, e che per amore chiudeva un occhio o magari anche due su alcune serate della sua fidanzata.
Si, buonanotte...
Ecco il manzo con la precedente fiamma, una nota professoressa di filologia romanza di Harvard:
Figura 1: Premi NobelSi noti il dizionario "Italiano-UgroFinnico" sullo sfondo della composizione bucolica.
Insomma, il tipo giusto per passare inosservata. Ma non e' tanto il fatto che Simo sia la copia di Corona, che mi inquieta. No: e' quello che fa nella vita, ovvero l'imprenditore che vende (dio mi perdoni E lo fulmini) magliette per cuccare (sic...), che faccio descrivere mirabilmente da questo link di un syto che fa venir voglia di imbracciare uno shotgun e fare una strage gia' dal nome. Mi spiace essere volgare, ma il giudizio sull'idea imprenditoriale e' "cagata pazzesca". Senza se e senza ma.
Insomma, una coppia perfetta per le serate in cui, dopo i'ccurturale gia citato sopra, si passava -ad Arcore- direttamente a i'ccuBo.
Barney
Randall se l'e' presa per la flowchart di "Hey Jude". Ecco la sua risposta, come sempre spettacolare ;->
Barney
Non credo siano necessarie parole. Credits and hat trick to Fred Dufour, AFP.
Ecco qua:
Barney
Son costretto a riaprire la rubrica di svuotamento pozzi neri, causa ingorgo di news che dall'Italia atterrano in ogni dove. Andiamo dunque a dare un'occhiata alle prime pagine di qualche giornaletto straniero preso a caso da qual che ci offrono le varie rassegne stampa su Web.
Il giorno prescelto e' ieri, 20 gennaio 2011. Andiamo a vedere come parlano di noi.
The Financial Times: Titolo principale "Obama and Hu wrestle on disputes". Roba seria: e' il braccio di ferro (in realta' si parla di lotta, nel titolo!) USA-Cina un po' su tutto, meno forte sui diritti umani... ma che ci volete fare? Business is business. Ma in taglio basso abbiamo LA notizia che ci interessa da vicino e che andiamo a commentare per onor di Patria: "Pressure on Berlusconi heats up after salacious documents leaked". Con un sottotitolo "all'italiana": "PM [NdR: Prime Minister] says he has nothing to be ashamed of". No, Silvio, hai ragione: di che ti devi vergognare? Anzi gran bella prestazione, soprattutto quando in mezz'ora te ne sei ripassate sei. A pago, ma e' un particolare irrilevante: i professionisti han sempre bisogno di uno stimolo economico, per rendere al massimo. Magari hai pure contrattato uno sconto-comitive...
Si parte bene, ma The International Herald Tribune, La Tribune, il Frankfurter Allgemeine Zeitung, e lo Handelsblatt, giornaletti provinciali e tignosi aperti in sequenza subito dopo, non si degnano di parlare del nostro Avgusto Dvce, preferendo bischerate come -ancora? Ebbastaa!!- Obama e Hu, la piccola rivolta in Tunisia per il pane (eddategli i cornetti, no?), un articoletto su Goldman Sachs qua e un pezzettino sull'Euro la'. Robetta, insomma, che qualifica questi fogliacci come buoni ad usi che qui non rammento ma che insomma... s'e' capito.
Le Figaro si adegua alla linea, e osa addirittura stioccare in prima pagina un accenno al fatto che Trenitalia e Veolia stanno costruendo un'alleanza strategica assolutamente vincente, nel trasporto ferroviario europeo. Ma a noi mi dite cosa ci interessano, 'ste notizie? Nulla! Si vòle sapere della Nicole Minetti, diocristo! Les Echos e' addirittura peggio: si azzarda a tritellare i maroni dei suoi lettori con notizie come "Projet Francais d'une petite centrale nucleaire sous l'eau" che non occorre essere stati studenti della Sorbona come il nostro Avgusto Dvce per capire dove vogliano andare a parare (robetta ignobile e inutile ancora una volta. Noi si vole il virile carbone!). Apro senza alcuna speranza pure le prime pagine di Le Monde (come si fa ad aprire con MEZZA PAGINA sulla rivolta in Tunisia, dico io? E con una foto enorme, anche!) e -macchimelofaffare?- The Wall Street Journal. Anche qui, nessun accenno alle performances boccaccesche del nostro degno Dvce. Nulla di nulla su festini, pole dancers, bunga bunga e infermiere procaci.
Peccato: pensavo ci fossimo distinti di piu', stavolta.
E invece rimaniamo dei mediocri guitti, che non son capaci nemmeno di farsi ridere dietro. Solita Italia.
Barney
http://xkcd.com/850/
La mappa del mondo per come lo vedono gli americani. Cliccate fiduciosi: e' roba di Randall :-)
Barney
[Ringrazio Arianna C. per lo spunto involontario che mi ha dato per questo post. Dopo un botta e risposta su faccialibro, e un "Ma sei sempre il solito rompicoglioni!" dettomi in faccia grazie ad un casuale incontro, non posso certo far finta di nulla, no? :-)]
Capita a volte che un argomento minimale, che sta ai limiti percettivi dei nostri piccoli interessi egoistici, esca fuori -per coincidenze astrali irripetibili- un numero di volte esagerato in uno spazio di tempo ridotto. E quindi viene d'imperio promosso da rumore di fondo a stella del proscenio della nostra vita, seppure per un breve attimo. A volte questo attimo fa molto rumore, altre volte passa quasi inosservato, altre ancora una via di mezzo ovviamente. Questa e' la storia di un battito d'api che ha provocato un post.L'argomento in questione e' infatti la moria di api e di altri imenotteri sociali che ha luogo da anni in varie parti del mondo. Probabilmente ne hanno ri-parlato in vari telegiornali in questi giorni, forse l'argomento e' stato trattato (in una pagina interna) pure sui giornali, mi pare di avere capito che addirittura e' saltato fuori in un talk show televisivo; fatto sta che io -lo confesso- non m'ero accorto di nulla. Mercoledi' scorso ne hanno parlato -marginalmente- un paio di colleghi a pranzo. Ho carpito un paio di frasi, con dentro le parole "Neonicotinoidi" e "Zaia". Per farla breve: pare che una delle teorie piu' accreditate colleghi la moria di api all'uso indiscriminato di neonicotinoidi, i quali sarebbero la principale -se non unica- causa delle morti . Zaia (l'ex Ministro dell'Agricoltura) avrebbe vietato l'uso di tali veleni mortali, e cio' spiegherebbe come mai le api italiane muoiono "meno" di quelle tedesche o francesi. Gli americani invece spargono a ettolitri i neonicotinoidi, e ovviamente proprio negli USA ci sarebbe una strage di insetti.Insomma: ottimi argomenti, per carita' (beh, ottimi: dipende da chi sei; per il CEO di Western Union, per dire, la prima e' orripilante). Ma io mi chiedo se la gente che aderisce, quei 6.626.973 membri (siamo gia' aumentati di un duecento persone, in una decina di minuti) che hanno firmato per le api e per gli elefanti, per Guantanamo e per Sakineh hanno mai provato a quantificare l'efficacia del loro gesto, l'impatto pratico che lo scrivere il proprio indirizzo email in una form ha sui problemi del mondo. Secondo me l'efficacia e' zero o molto prossima allo zero. Anzi: l'impatto e' negativo nelle persone come me che odiano questo tipo di attivita'.
Mi viene sempre in mente, quando vedo 'ste campagne, che e' molto -troppo- facile agire cosi'. Son buoni tutti a (credere di) salvare una camionata di apuzze firmando una petizione.
Altro esempio di prospettiva. L'autore del pezzo si chiede come mai a nessuno e' venuto in mente di chiamare lo sparatore di Tucson "terrorista".
Barney
da quando sul mio blog ho messo una poesia
che si intitola “io ho visto le donne nude”
ho ricevuto – ad oggi – 18.414 visite
di gente che cerca su google “donne nude”
contro 18.290 che cerca il mio nome e cognome
la poesia è stata inserita sei mesi fa
il blog è stato aperto cinque anni fa
Guido Catalano, poeta (forse) scoperto grazie a Yossarian, disegna un mirabile ritratto di donna e di navigatore di internet con "Le carte in tavola".
Manca un qualsiasi accenno alle scarpe, se non si considerano i tacchi gruiformi: il vero problema delle scarpe da donna e' il numero di paia per soggetto.
Barney
Ieri mattina mi ha colpito un bell'articolo di Alex Ross tradotto su Repubblica e affiancato dal commento di Baricco (che francamente aggiunge poco a quanto scritto dal critico musicale americano, ma per il tipico provincialismo italiota rafforza -nella mente semplice dei redattori di Repubblica- il messaggio di Ross). La questione trattata era: come mai la gente scappa a gambe levate quando, a teatro, l'orchestra comincia a suonare roba di Schoenberg o Steve Reich o Arvo Pärt (chiunque siano questi tipi, sia detto per inciso), mentre i musei d'arte moderna attraggono milioni di persone esponendo opere di Pollock, Warhol, Klee?
Io sono francamente ignorante, nel campo della musica colta. Arrivo a malapena a Philip Glass, che scoprii da molto giovane perche' non ricordo quale dei rockettari che ascoltavo (e ascolto tuttora) dichiaro' (A "Rolling Stone"? A "Chitarre"? Insomma, a una roba del genere) che Glass lo aveva profondamente influenzato. Ricordo che influenzo' pure me, nel senso che l'ascolto di una facciata dell'LP che mi procurai fu sufficiente a farmi dichiarare Philip Glass peggio di qualsiasi garage band NewYorkese. Poi i giudizi son cambiati, e in tempi meno giurassici ho acquistato -ed ascoltato- dischi di Mertens e di Nyman, scoperti ovviamente grazie a Peter Greenaway e ai suoi film, ma sospetto non si possano definire "musica colta".
Per quel che riguarda le arti visive sono ugualmente un ignorante visto che i fumetti non penso contino, ma e' evidente che Ross e Baricco hanno ragione: un Klee lo si puo' fruire anche senza essere critici d'arte, e molte persone (me compreso) visitano musei d'arte moderna.
Ma in questi giorni la potenza evocativa e la assoluta semplicita' (a volte) delle arti visive contemporanee m'e' venuta in mente anche in riferimento a questa raccolta di foto prese nell'aretino da un collettivo di street artisti dei nostri giorni. Il sito e' interessantissimo, e pieno di stupendi esempi di come si possano riempire -letteralmente- le citta' di opere d'arte che si confondono a tal punto con l'architettura del luogo da sembrare elementi necessari dell'insieme. Le foto rappresentano dei cartelli stradali "hackerati" in maniera semplice ma assolutamente evocativa. Un esempio qua sotto:
Figura 1: Segnale di divieto di lavoro, forse...Come esempio estremo di street art vi lascio alla contemplazione di una delle opere piu' note di Bansky, lo street artist di Bristol:
Figura 2: No Future, Bansky.
Ah, rimarrebbe da spiegare cose c'entra "Povia" con tutto il resto. Nulla, e' chiaro. Solo, mi serviva un riferimento piu' basso dello "0", qualcosa che avesse scavato in profondita' nei meandri della spazzatura spacciata per musica. Ecco, Povia e' perfetto.
Barney