Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Football americano Vs. Chiesa Cattolica (TM & (C)): sui valori veri non c'e' partita.

Vince, nettissimamente, lo sport di Joe Montana, mio idolo italoamericano di qualche decina d'anni fa, che lanciava i San Francisco 49ers verso innumerevoli SuperBowls:

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Le regole di questo sport sono aliene ad una mentalita' plasmata da anni di calcio, basket e rugby; i ritmi paiono quelli d'una pantomima oppiacea intermezzata da innumerevoli pause caffe'; i protagonisti sembrano Big Jim pompati di steroidi e anabolizzanti... ma con tutto questo l'ambiente e' molto, molto piu' pulito di quello della Chiesa Cattolica (TM e (C)).

Perche' posso affermare questo senza tema di smentita e anzi certo (certo, sicuro!) di vincere qualsiasi causa per diffamazione mi si intenti da parte di qualsivoglia congrega di sottanati abitatori del Vaticano? 

Eh beh, perche' a volte nelle mie sparate apodittiche mi baso su solidi dati di fatto. Segnatamente, in questo caso, mi baso sul diverso modo di giudicare un odioso comportamento criminale che si manifesta a volte nelle due comunita'.

Sto parlando della pedofilia, ovviamente. Che alligna laddove adulti malati e criminali sono a contatto con bambini che di questi schifosi adulti si fidano. Che seguono -ingenui- le imposizioni di codesti adulti, e che cosi' cadono nella rete di abusi e violenze da cui e' difficile emergere. E se ne emerge segnati e sanguinanti per sempre.

Se un comportamento del genere lo si scopre in un allenatore di football americano, beh, il giudice ci va giu' con il mazzuolo ferrato, e commina allo schifoso e putrido verme una pena di minimo trent'anni di galera (il pedofilo ne ha adesso sessantotto, ben che gli vada uscira' a novantotto. Ma la pena massima e' di sessant'anni, quindi non uscira' di sicuro).

Quando invece i pedofili stupratori di bimbetti son preti, e segnatamente preti toscani come la merda umana che era Don Cantini, la pena che gli viene irrogata e' lo spostamento ad altra parrocchia della suddetta merda pedofila, sicche' il pastore di dio (nànos, immagino)  possa trovar nuove giovani pecorelle da stuprare. Si sappia inoltre che tutta la gerarchia ecclesiastica locale e nazionale e' stata omertosa e connivente in questo e in casi simili: cardinali, vescovi, sicuramente pure il Papa sapeva... ma il prete non e' stato denunciato e condannato. Non dico a trent'anni, manco a tre.

Quindi, vedete bene che sui valori morali seri Joe Montana gli va una ventina di iarde nel culo, al Papa, piglia in carrozza il primo down e mira diritto al touchdown.

E vince l'ennesimo SuperBowl.

 

Barney

Darwinaward nominations 2012: Muore dopo aver vinto la gara a chi mangia più scarafaggi

USA

Muore dopo aver vinto la gara
a chi mangia più scarafaggi

Il 32enne Edward Archbold è deceduto subito dopo la sfida che si è tenuta a Deerfield Beach, in Florida. In palio c'era un pitone. Gli altri 30 partecipanti non hanno accusato alcun malore. La polizia sta aspettando l'esito dell'autopsia per accertare le cause della morte del ragazzo

Muore dopo aver vinto la gara a chi mangia più scarafaggi (ap)

WASHINGTON - Una morte a dir poco insolita per aver preso parte a una gara altrettanto insolita. Un americano di 32 anni ha sfidato altri concorrenti a chi mangiava più scarafaggi vivi ed è morto poco dopo la gara. È quanto è accaduto in Florida, in un negozio di rettili di Deerfield Beach, dove Edward Archbold, dopo aver preso parte insieme a una trentina di altre persone alla sfida, si è sentito male ed è poi deceduto dopo avere ingerito decine di insetti e vermi vivi. Edward ha vinto, ma si è sentito male al termine della prova ed è caduto a terra davanti al negozio. L'uomo, fa sapere l'ufficio dello sceriffo, è stato portato in ospedale, dove è stato confermato il decesso.

Come riferisce la Bbc, la polizia sta ora attendendo l'esito dell'autopsia per determinare le cause esatte della morte dell'uomo. Nessuno degli altri concorrenti, ha riferito l'ufficio dello sceriffo della città, ha accusato malori dopo la gara. Archbold puntava a vincere il premio messo in palio dal titolare del negozio: un pitone che Edwards aveva deciso di vendere all'amico che lo aveva convinto a iscriversi.

Secondo Michael Adams, professore di entomologia all'Università di California, "mangiare scarafaggi non è pericoloso, a meno che gli insetti non siano contaminati da batteri o altri agenti patogeni". L'avvocato di Ben Siegel, proprietario del negozio che ha organizzato il concorso, ha fatto sapere che gli insetti usati erano stati "allevati nel rispetto delle misure di sicurezza in un ambiente controllato" e che dovevano essere usati "come mangime per rettili".

(09 ottobre 2012) © Riproduzione riservata


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Avevo segnalato, qualche anno fa, una roba simile ai Darwinawards: uno che era stiantato dopo avere mangiato non so quante migali (i ragni pelosi giganti) fritte.
La storia si ripete, e francamente mi pare di poter dire che uno che fa la gara a chi mangia piu' scarafaggi e' un coglione a prescindere. Se poi stianta anche, beh...

Barney

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xkcd: Microsoft

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Notevolmente profonda,la vignetta odierna di xkcd. Molto tecnica, ma verissima e specchio di una societa' che non e' in grado di dar regole a niente. Ammazzare il bambino nella culla ("to nip in the bud" si puo' tradurre liberamente cosi', quindi io ho imparato almeno un nuovo modo di dire inglese, oggi) e' inutlie, se si lasciano poi gli altri a prosperare nello spazio lasciato libero da Explorer. Si: si parla di browser, ma e' come se si parlasse di capitalismo, monopoli e modello culturale occidentale.

Una sola vignetta puo' fare tutto questo, e no: non e' roba da bimbetti.

Barney

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(E)-Cats are on the floor

Gatti normali, se mi passate l'understatement. Bestie di dubbio pedigree e per questo ben piazzate nell'agone dell'esistenza e -ahinoi- nelle quattro mura del nostro appartamento. Artigli e zanne da piccole jene (no te preocupe, non metto gli Afterhours, giuro!), sguardo fiero e attento... sei chili la femmina, sei chili e mezzo il maschio... insomma: Cindy e Cagliostro nello splendore del bianco e nero.

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Non i micini carini di faccialibro, ma roba reale.

 

 

Barney

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Mrs. Panofsky che legge "Il Museo dell'innocenza"

Avevo promesso al blogger che cura Cartaresistente che avrei provato ad emularlo, rubando qualche scatto in treno con l'iPad. C'e' voluto un viaggio a Napoli, per lavoro[1], cui s'e' aggregata anche Mrs. Panofsky come turista perche' riuscissi nell'impresa. Devo dire che Mrs. s'e' prestata di buon grado, a patto che non la riprendessi in modo "riconoscibile". Lo scatto qua sotto ha in ogni caso il suo imprimatur, quindi lo posso pubblicare senza timori:

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"Gli oggetti che sopravvivono a quei momenti felici conservano i ricordi, i colori, l'odore e l'impressione di quegli attimi con maggiore fedeltà di quanto facciano le persone che procurano quella felicità".

Per la cronaca, e per dare un senso alla nota [1]: ero alla IAC 2012, che ha ricevuto notevoli critiche piu' o meno da tutti i 2500 partecipanti. Un giudizio, sentito durante una pausa, mi pare possa sintetizzare bene il sentire comune:

"The worst conference since... I cannot remember when..."

Sottoscrivo: l'organizzazione, data in mano a un branco di babbuini ubriachi, sarebbe andata quasi certamente meglio.

Per la cronaca2: abbiamo viaggiato benissimo con Italo, che in due ore e quaranta (e quaranuno euri) ti porta da Firenze S.M. Novella a Napoli Centrale con il WiFi gratis. Che non e' poco... Note dolentissima: prezzi e qualita' delle bevande ai distributori automatici Illy, che se il caffe' era veramente Illy c'e' da stare preoccupatissimi.

 

Barney

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Scavano, scavano che e' una bellezza...

Dopo la letterina a Babbo Nache Silvio di Valter Lavitola, presentata su codesti schermi solo un par di giorni fa, dopo aver scoperto che la festa greco-romana organizzata per i Consiglieri Regionali da tal De Romanis (nomina sunt omina) era piena di gente con i mascheroni da majale perche' v'era stata -come dire?- una incomprensione nella lettura dei testi omerici (pare proprio che "proci" sia divenuto "porci". Non si sa quanto per calembour, quanto per assenza della licenza non dico liceale, ma almeno elementare nel curriculum vitae dell'organizzatore...), dopo questo pirotecnico fine settimana, insomma, pensavo che il peggio fosse passato.

E invece no: al peggio non v'e' mai fine, e l'elegantissima "festa della merda" ne e' la prova provata.

All'evento mondano ha partecipato anche Veronica Cappellaro, Presidente della Commissione Cultura, Soprt e Spettacolo della provincia di Roma (chi indovina il partito, vince una mucchina gonfiabile...). La quale stasera e' stata intervistata telefonicamente da Cruciani, ed e' riuscita solo a latrare frasi da mentecatta completa ("Che, io nun posso anda' a una festa?", "Ma ve rendete conto che con tutti li probBlemi d'aaggente voi me state a chiede d'aa festa d'aa merda?", "Ma poi io mica o' sapevo che era la festa d'aa mmerda!"). Peccato Cruciani non l'abbia mandata a raddrizzare le banane col culo, ma si sa: Beppe e' forte con i deboli, e debolissimo con i forti. La trota meriterebbe la gogna, anche perche si veste cosi' (taccio dello sguardo intelligente e sveglio, e del tono muscolare da bradipo in coma etilico):

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Un bello scatto che riprende la Nostra mentre pensa. (C) Ilportaborse.com

Ma alla festicciUola v'eran scene come codeste:

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Il dolce era un Profiterole a forma di cacca di Mammuth, con ornamenti di carta igienica e vassoio di giornale. Fyne, anzicheno'... (C) ilportaborse.com

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Qua una tizia che sicuramente ha come massima aspirazione partecipare ad una fiction/al Grande Fratello/fare la letterina si adagia su un finto cesso finto sporco. Geniale, e di gran gusto. (C) ilportaborse.com

Il massimo pero' lo si raggiunge con lo scatto che vi mostro tra poco. E' osceno ed adatto solo a stomaci particolarmente pelosi e ruvidi.

Ne sconsiglio la visione se siete in stato interessante (?!!), a meno che non vogliate interrompere la gravidanza.

Bimbi sotto i dieci anni solo accompagnati.

Insomma, via, eccolo qua:

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La sympatica scenetta vorrebbe rappresentare un cassintegrato della FIAT (quello a sinistra, a occhio), la tipa accanto dovrebbe essere un'invitata che provava l'ebrezza di cagare accanto ad un wannabe morto di fame.

Il tutto all'ingresso, a rammentare ai ricchi pezzi di merda che hanno riempito il palazzo romano che la vita con loro e' stata inopinatamente ed inspiegabilmente generosa, e che gli altri vadano un par di metri affanculo. Io pero' vorrei anche rammentare al biondino che s'e' si' mirabilmente prostituito per due eurini che la dignita' vale molto piu' d'una caata finta ad una festa di coglioni. Ma presumo sia troppo tardi...

Si, si puo' solo scavare, e non si puo' non chiudere il post con la riproposizione d'un classico della lotta di classe: "Common People", ma non nella fighetta versione dei Pulp, bensi' in quella famosissima del duetto William Shatner-Jackson (Joe, eh? Non vi venga in mente che io possa linkare MaicolGecson...)

 

Barney

 

 

La Lettera di Lavitola, ovvero "la Luna e il dito" reloaded, pimped&pumped up

I quotidiani oggi sono pieni di estratti, commenti e versioni integrali di una lettera che il fottuto coglione Valter Lavitola, noto per avere partecipato a ennemila truffe a spese di chiunque abbia militato nel centrodestra italiano negli ultimi trent'anni avrebbe scritto a Silvio Berlusconi l'anno scorso, nelle vicinanze temporali del Santo Natale (o Nachele, a scelta. Sono ecumenico...).

La lettera non puo' essere commentata, a mio modesto avviso. C'ha provato Massimo Gramellini, nel "Buongiorno" di stamani, ma tagliare e ridurre a poche righe le quasi venti pagine di orrori grammaticali, bestialita' sintattiche, di incredibili richieste da impunito bastardo che non si rende conto d'esser men che merda... Beh, e' un delitto, e per questo vi metto qua l'originale:

Click here to download:
all-interrogatorio.pdf (953 KB)
(download)

Fa tutto schifo, dal font all'impaginazione al -certamente, non l'ho dimenticato- contenuto: l'elenco dei lavoretti sporchi (Fini incastrato con i documenti dai Caraibi, il governo Prodi fatto cadere comperando i voti di qualche peone, robette cosi', insomma...), la lista delle compensazioni richieste a Silvio a fronte dei lavoretti summenzionati (assumere tizio, caio, lo Sbuzzagrilli, la moglie... Poi dare 900.000 Euro alla societa' cinese che ha curato il piano di impresa per il disboscamento dell'appezzamento in Amazzonia -non e' uno scherzo, c'e' scritto anche quello-), le istruzioni dettagliate su come citofonare alla moglie... Addirittura il lamento del povero coglione che e' stato abbandonato dalla "sua fidanzata storica" (ma come, porca maiala? O non eri sposato? Ah, c'avevi anche la ganza... E immagino tu l'avevi perche' sei cosi' tenero, profondo, romantico... Si, certo, chiaro. La "fidanzata"... Ok, lasciamo perdere, va').

Fa cosi' schifo in tutto che non so se sperare che sia un falso o prenderla per l'ennesima prova di quanto i nostri politici abbiano alacremente scavato, dopo aver raggiunto il fondo. Senza curarsi degli schizzi di fango merda che alzavano.

Ma un giornale tra quelli in edicola oggi non si pone il problema della veridicita' o meno della lettera. Pare che dia per certo che la missiva sia stata realmente scritta dal Lavitola.

Pero'...

Pero' fa notare un particolare decisivo, che lascio a futura memoria qua sotto perche' questa lettura pone l'intera notizia sotto un'altra luce, e dimostra come il colpevole di tutto questo sia Gianfranco Fini (??!!!).

Ecco a voi, signore e signori saldi di stomaco, uno screenshot del Giornale di oggi:

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Vi lascio con l'interrogativo che attanaglia Sallusti e i suoi giornalisti: la lettera sara' stata spedita, oppure no? E se non fosse stata spedita ma l'avesse scritta Lavitola, e tutto quel che c'e' dentro fosse vero, farebbe qualche differenza? Per il campione della liberta' di espressione a targhe alterne Mortimer Sallusti pare proprio di si.

 

 

Barney

Vengono fuori dalle fottute pareti (e sono sempre di piu')!

Mi par giusto spendere due o tre minuti per scoraggiare i pochi Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni che -come provetti giapponesi nelle giungle di Okinawa- son rimasti a presidiare le posizioni della scienza eterodossa (anzi: diciamo magico-esoterica che si fa prima) dagli attacchi degli illuministi logico-razionali che -badali, i coglionazzi!- sono ancora attaccati, nel 2012, alla fisica di Einstein, alla chimica standard, al ragionamento col cervello acceso invece che a quello fatto a culo. Ma vedrai ora arriva BeppeGrillo e ce li leva lui da giro questi scienziati dei miei coglioni, Beppe con la BioWashBall e l'auto a idrogeno, o ad aria compressa, oppure a merd escrementi di anatra mandarina fara' pulizia.  

Pero' in attesa della Sua Venuta e siccome son mesi che non scrivo nulla sulla fusione fredda, e molte cose son successe (vulg.: non e' successo nulla...) un aggiornamentino ve lo devo, o miei lettori affamati di conoscenza e di energia aggratis come la birra (che infatti, diobòno: la birra gratis NON ESISTE!!!).

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No, si diceva: la birra gratis non esiste. La presa per il culo con maniglie invece si...


Vabbe', su, vediamo.

  1. il prof. Ugo Abundo (Roma) sono mesi che -con un coraggio e una onesta' intellettuale devo dire notevoli- si espone a critiche e controlli col suo accrocchio da lui nomato "Athanor" prima e "Open Hydrobetatron" poscia (Open come "Open Source", a dir che i progetti sono condivisi con chi vuole). Un aggiornamento da parte sua (con critiche da parte di altri) lo trovate qua. Ri-complimenti per l'onesta', chances che l'accrocchio funzioni come sistema che produce energia= zero (sto sempre dalla parte della termodinamica, io: mi piace vincere facile...).
  2. Il dott. Andrea Rossi ne racconta una al giorno, diversa da quella del giorno prima chiaramente. Se volete un aggiornamento sullo stato del suo "E-Cat" (comes in two flavors: normale, e hot che arriverebbe a una temperatura interna di 1.200° C. E ci stai larghino...), potete usare il servizio "Rossi live blog", ricco di risposte del Nostro piene di spiegazioni e di senso ("Yes", "No", "Confidential" e "Warm regards" sono il contenuto dei messaggi credo generati casualmente da uno script in phyton che refresha ogni mezz'ora). Siamo alla farsa con scappellamento a destra, pero' se la gente e' contenta di farsi prendere per il culo con maniglie chi sono io per impedirlo?
  3. Proprio oggi s'e' appalesato sulla scena delle energie infinite e aggratisse un nuovo personaggio, tal Lucio Zanverdiani, che proprio in questi menuti sta deliziando le folle (una decina almeno, spero per lui) con una dimostrazione a Marghera. Il personaggio merita un plauso per la cura con la quale assembla tubi, serpentine e resistenze. Che poi il tutto abbia un senso, che funzioni... beh, sarebbe chiedere troppo. Ma veramente ottima l'interfaccia utente.
  4. Celani e' disperso, l'ultima volta l'han visto ad un convegno sulla fusione fredda in Corea.
  5. Piantelli e la cella senese: non pervenuto.
  6. Carpinteri e i piezonuclearisti tacciono, dopo la breve stagione di fratture di sassi che avrebbero prodotto energia a camionate. Ed esotiche spiegoni del perche' sulla Terra ci sia tanto alluminio (che ve lo devo stare a dire? E' per le reazioni piezonucleari, no?).

E questi sono solo gli italiani piu' famosi. Poi c'e' un po' di giapponesi, tre o quattro americani, e qualche altro disperso nell'Europa Centrosettentrionale. Pochi, ma autoreferenziali ed agguerriti sia nel convincersi d'essere nel giusto -senza "se", senza "ma", e anche senza "beh, pero'..."-, sia nel continuare a sperimentare sbagliando i setup sperimentali, sia nel chiedere finanziamenti per poter continuare.

Chiudo con la segnalazione di un articolo che trovate tradotto in italiano su uno dei tanti blog di Ugo Bardi, ma che si fruisce bene anche in inglese. Tratta di verifiche indipendenti di affermazioni clamorose su fonti di energia esotiche. Penso non stupira' nessuno sapere che le verifiche han dato esito negativo. Sempre...

Click here to download:
AIAA-2006-4909-871.pdf (50 KB)
(download)

Barney

what-if xkcd: Laser Pointer

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La questione che Randall tratta questa settimana su what-if xkcd e' "se tutti gli abitanti della Terra sparassero un laser verso la Luna, che succederebbe?".

La questione e' sviscerata pian piano, dagli effetti di miliardi di puntatori laser da conferenza sino a robe da guerre stellari (e da propulsione spaziale).
Alla fine il risultato e' brillante :-)

Barney

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Ancora su xkcd 1100 (click and drag)

La spettacolare vignetta di Randall Munroe della scorsa settimana ha provocato sulla rete un'ondata di commenti, elaborazioni, centinaia di righe di codice (non sto scherzando, manco per idea), edizioni dell'enorme fumetto in flash, mappature a' la' google earth e chi piu' ne ha piu' ne metta.

Sul forum in cui i fan discutono delle vignette individuali, la 1100 ha totalizzato ad oggi 542 messaggi (nella top ten sicuramente, ma moooolto lontana dalle quasi tremila della vignetta 1067 "Pressures", che pero' era decisamente piu' geek come significato recondito), ma il thread e' stato visto (reggetevi forte) 111.367 volte. Una enormita', in una settimana circa.

Il topic si dipana per quattordici schermate, e svela ai piu' pigri e ai meno nerd sia la localizzazione di ogni singolo particolare disegnato da Randall, sia il significato o la battuta che ci sta dietro. E' impressionante leggere alcuni dei messaggi (di gente serissima: professori di fisica del MIT, o del Caltech, ingegneri della NASA, guardiani dello Zoo di New York e cosi' via. Nessun consigliere regionale italiano, per dire... E basterebbe questo per definire il livello del discorso). Ecco un assaggio: l'utente phlip ci racconta che...

"According to the source, the full picture is 165.888x79.872 pixels in size. I'm working on downloading the whole thing and stitching it together/shrinking it down to get a overview of the whole thing... In the meantime, here's the left edge and the right edge.

[edit] For scale: judging based on the fact that most of the people seem to be around 30px tall, and guessing that to be about 6 feet, that would make the whole thing about 5km across, left to right."

E homsar replica:

"Well, that dispels the usual critique of the huge comics – that they've only been made to generate poster revenue. Printed at 300ppi a poster of this one would be 14m x 7m, so would need the side of a large house to put it up on. And then the people would be around 1mm tall. Displaying it with visible people (aiming at 1cm tall) would need an aircraft hangar (and printing it at 300ppi would require a 1.3 terapixel image), and 250 rolls of plotter paper. That would cost around GB£1.250 for the paper alone, take around 100 hours to print, and use around GB£17,000 worth of ink (although the source data is moving into shadier territory as that set of estimates goes on)"

C'e' gente che s'e' messa a misurare tutti i particolari salienti, e a ricavarne le dimensioni vere partendo da quelle dell'X-Wing fighter di Guerre Stellari (che ovviamente e' presente :-)). Non vale nemmeno la pena scrivere che tutto e' in scala perfetta.

Dalla terza pagina dei commenti, gli utenti -che hanno sviluppato routines e programmi per estrarre in automatico la matrice di immagini singole che crea l'intero mostruoso disegnone- iniziano a postare link a vignette riscalate (ricordate? L'originale e' 165.888x79.872 pixel) che mostrano l'intero quadro. Si tratta di robette piccole come kb, ma sostanzialmente ingestibili da PC anche carrozzati, date le dimensioni ancora fuori scala (20.000 x 9949 pixel...) della figura.

Poi la cosa evolve in mappe zoomabili e navigabili, e la gara e' a chi la fa meglio:

http://xkcd-map.rent-a-geek.de/#10/1.1006/0.2005

oppure

http://xkcdmap.webege.com/

Insomma, dietro una innocua vignetta c'e' un mondo di appassionati che preferiscono pensare piuttosto che schiantarsi il cervello sull'ultima fiction di Canale 5.

Si, ok: c'e' anche altro di piu' importante (alcune delle cose le citano qua, per esempio), ma tra i passatempi mi sembra uno dei piu' sensati.

 

 

Barney

 

 

 

Filed under  //   Bozzone   Cioni Mario   xkcd  

Julie project - la vita, la morte e quel che ci sta in mezzo

L'apertura della versione itlaiana dell'Huffington Post mi e' quasi indifferente, se non fosse che tra gli ultimi post della prima "prima pagina" c'e' la segnalazione di questo lavoro di Darcy Padilla, una fotografa freelance americana.

"The Julie Project" non e' una roba da bambini, ne' da stomaci deboli: e' la storia per immagini di una perdente americana; nata da una madre alcolizzata e da padre ignoto, violentata ripetutamente da uno dei compagni della madre sin dalla piu' tenera eta', Julie non poteva che trasformarsi in una homeless, diventare prestissimo una tossicodipendente e contrarre l'AIDS prima di aver compiuto i vent'anni.

Dal 1993 la Padilla ha fotografato Julie, e ha seguito la sua parabola discendente che ha trasformato la diciannovenne dei primi anni '90 in uno scheletro quasi informe degli ultimi suoi giorni prima della morte.

un tuffo nella vita reale che non puo' lasciare indifferenti: se avete il coraggio di guardare, fatelo e non ve ne pentirete.Quanto meno, Julia cambiera' il vostro punto di vista sul mondo.

La mostra e' visibile anche dal vivo, a Roma, dal 28 settembre al 2 novembre, qui.

 

Barney

Filed under  //   AIDS   Darcy Padilla   la vita l'universo e tutto quanto   photograper  

xkcd: Premiere

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"How are the stars reacting?"
"Hydrogen fusion. But it won't last forever"
"I mean the MOVIE stars"...

Incomprensioni, insomma.

Barney

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Drum & Bass, cioe' Moon ed Entwistle

Ci sono cose che nella vita ti capitano e tu a distanza di anni ti chiedi come mai.

Non robe importanti... magari stupidaggini, cosette da nulla...

Come ad esempio il fatto che la tua band preferita, da quando avevi quattordici anni, sono  i "Who". Non e' che all'inizio degli anni '80 del millennio scorso ci fossero alternative clamorosissime, ma s'era in aperta campagna, in piena febbre del sabato sera, e la discomusic impazzava dappertutto. Gli alternativi ascoltavano De Andre', le bimbe ripiegavano sul piu' romantico Baglioni o su Renato Zero. Io, veramente, non ricordo come finii ad innamorarmi di questi quattro inglesi, ma ricordo che uno dei primi dischi che comperai da solo, fu "Face dances", il primo LP della band senza Keith Moon, il "drum" del titolo.

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La riga finale della cover, che ritrae i quattro musicisti in varie interpretazioni di pittori contemporanei, ritrae Kenney Jones, il batterista di quel periodo non certo eccelso (per i non fans: dall'alto in basso abbiamo Pete Townshend, Roger Daltrey, John Entwistle, Kenney Jones). Infatti il disco non e' un capolavoro, ma poco dopo comperai "The kids are alright", un doppio che raccoglieva la colonna sonora di un documentario sui Who. Bella cover anche quella, e contenuto musicale eccellente:

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Da questo disco prende spunto questo sproloquio, perche' qualche giorno fa mi sono imbattutto in questo video:

Si deve avere pazienza: si inizia a sentire qualcosa vicino ai due minuti.

E quello che si sente e' solamente la linea di basso -del basso di Jonh Entwistle- di questo famosissimo pezzo qua:

I due video sono dello stesso brano e servono a far capire come Entwistle, che e' stato uno dei piu' significativi bassisti della storia del rock, tenesse assieme il sound di una band di scapestrati totali. Spesso la linea di basso di Entwistle sopravanzava e cadenzava la selvaggia e indisciplinata batteria di Keith Moon, che morira' di li' a pochi giorni di overdose. Townshend e Daltrey si dividevano il ruolo di frontman, l'uno demolendo chitarre ed amplificatori, l'altro roteando microfoni come fossero lazos.

Dietro di loro, in penombra, immobile, c'era sempre Entwistle ed il suo basso pesante e metallico.

Godetevelo perche' merita, come merita questa versione di "Won't get fooled again", registrata -come Baba O'Riley di poco sopra- appositamente per il documentario e con un Keith Moon in gran spolvero:

 

Ora come ora c'e' poca gente con la loro energia.

 

Barney

Filed under  //   John Entwistle   Keith Moon   Music   Pete Townshend   Roger Daltrey   the Who  

Prenderne atto e' il primo passo per uscirne: quei coglioni la' ce li abbiamo messi noi

[Michele Serra ieri sull'Amaca parla dell'ennesimo cialtrocoglione prestato alla politica, il signor Franco Fiorito di non so quale cazzo di partito di destra, consigliere regionale del Lazio. Non ho capito bene nemmeno quanti Euro s'e' intascato, questo qua, che 30.000 netti al mese gli parevan pochi...]

20 settembre 2012

Io questo Franco Fiorito lo conosco. E lo conoscete anche voi. Lo abbiamo visto dietro il bancone di un bar. Alla guida di un autobus. Alla cassa di una pescheria. In coda all’ufficio postale. È un normotipo popolare italiano. Franco Fiorito, “er federale de Anagni”, è uno di noi. La parola “casta” è perlomeno fuorviante. Lascia intendere che esista un ceto parassitario alieno alla brava gente che lavora, quasi una cricca di invasori. Purtroppo non è così. Tra casta e popolo c’è osmosi, e un continuo, costante passaggio di consegne. Fiorito non nasce ricco e non nasce potente. Fiorito è un prodotto della democrazia. Molti italiani che oggi sbraitano contro la casta, ove ne facessero parte, sarebbero identici a Franco Fiorito, per il semplice fatto che sono identici a Franco Fiorito anche adesso. Non si cambia un paese se non cambia il suo popolo, non migliora un paese se non migliorano le persone, la loro cultura, le loro ambizioni. Il mito della “democrazia diretta” non mi cattura perché non tiene conto di un micidiale dettaglio: se a decidere direttamente chi dovrà rappresentarli sono i Franco Fiorito, eleggeranno in eterno Franco Fiorito.

Michele Serra

 

 

(Barney)

Filed under  //   Italian Idiots   Politics   verita' assolute  

Quella sottile linea che divide il galleggiare dall'affondare come un sasso

Non mi stanchero' mai di definire la fotografia un fantastico strumento per raccontare la realta' e un pessimo modo per scimmiottare pittura, scultura e altre arti visive.

Questo progetto e' la riprova che -almeno in questo caso- non ho del tutto torto: riprodurre tette e culi in penombra potrebbe riuscire pure a me (oggi come oggi si sparano talmente tante foto che una anche per sbaglio ti viene come se l'avesse scattata Helmut Newton...), soprattutto se tette e culi son di qualita'... ma per imbarcarsi nel progetto di Stefen Chow (il fotografo) e Lin Hui-Yi (l'economista, la creativa) ci vuole testa, coraggio e talento.

Non hai tette e culi, davanti ma una composizione che deve -secondo il loro canone- definire il livello di poverta' di una persona.

Una foto, una persona, un giorno, un posto a caso in culo al mondo, a partire da Cina, Nepal, Tailandia e Giappone:

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Un giapponese povero puo' comperare questo, in un giorno. Mentre il suo connazionale ricco si sfonda di sushi, immagino...

 

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Il Madagascar e' famoso per la produzione di vaniglia. Un povero puo' comperarne cinque bacche al giorno, nel caso sappia cosa farne.

E allora hai quell'unico scatto, con lo sfondo rappresentato da una pagina di un quotidiano locale e -sparso sopra il giornale- quel che un povero, il povero protagonista della giornata, riesce a comperare per quel giorno con i soldi che ha.

Spesso quasi niente, e' chiaro: lo si puo' vedere sopra. E spesso Chow e la Hui-Yi rapportano il potere d'acquisto del povero di turno con la produzione locale che rende famoso il luogo, a rafforzare lo stridente contrasto tra quel che noi sappiamo di quel paese e delle sue ricchezze, e quel che di quel luogo un abitante povero puo' fruire.

Insomma, una roba che prevede l'accensione dei tre o quattro neuroni che ci son rimasti dall'ultima visione del "Grande Budello", o della partita di calcio di Champions League. Una roba che magari se si spegne la scatola delle cazzate si riesce a capire meglio.

Uno stimolo a pensare, che di questi tempi non e' poco.

Per niente.

 

A patto di non avere il cervello completamente danneggiato:

 

Barney