Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

Vintage SuperHeroes

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Gregoire Guillemin strikes again, stavolta con una serie di manifesti Art Deco veramente belli.

Barney

Filed under  //   Arts   Guillemin  

Che, te devo fa' er disegnetto?

In effetti, la situazione era gia' partita male, da piangere quasi:

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Ma i numeri non c'erano. Punto. Uno poteva sperare, poteva provare a promettere sottosegretariati e poltrone a cani e porci, ma a un certo punto era rimasta solo una mossa possibile: pregare appadre Pio:

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E quando anche lo stimmatizzato di Pietrelcina ha fallito, Silvio non poteva non tentare la carta del disperato: invocare Cthulhu con la bava alla bocca e ringhiando come una belva ferita:

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Alla fine, il povero Silvio ha chiesto all'omino del suo cervello di spiegarli la situazione e lui ha schematizzato:

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Ecco: li' Silvio ha forse capito. Dico forse perche' poi da Napolitano e' andato con "una soluzione" un po' alla cazzo di cane: "Mi dimetto la settimana prossima, dopo che il Parlamento ha approvato la legge di stabilita'."

Bella mossa, Silvio. Davvero. E tu pensi che io ci creda? Che creda che tu ti dimetterai veramente, dopo che la legge di stabilita' e' stata approvata?
Tzk...

Io ci spero, Silvio. Come ci sperano in tanti. Ma finche' non vedo la lettera non.ci.credo.

Barney

xkcd: The General Problem

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Ancora un'ottima striscia di Randall.
Questa e' comprensibile anche ai non geek, e l'alt-text generalizza ancora di piu' la filosofia sottostante.

Barney

Filed under  //   verita' assolute   xkcd  

Servizio Sociale: Differenti visioni sulla grossa grisi

Prima di scrivere il dovuto coccodrillo dedicato al nano pelato (e lo scrivero SOLO dopo che il nano e' politicamente stiantato sul serio e definitivamente...), mezza pagina sulla crisi, i CDS, la finanza e il raddrizzamento delle banane (quest'ultimo sport nazionale al pari del calcio e del tresette bestemmiato).

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Il Tresette bestemmiato: la Napoletana a Bastoni

Siccome non ho studiato economia (sebbene io personalmente ritenga che "studio" ed "economia" siano concetti antitetici, v'e' gente che c'ha passato una vita a leggere saggi e teorie astruse sul valore, il plusvalore, il minusvalore e via andare. E quindi, per rispetto verso di loro mi dichiaro un completo ignorante in materia), lascio il palcoscenico a tre personaggi completamente differenti l'uno dall'altro, che portano avanti tre tesi assolutamente antitetiche ma interessanti.

Due parole per presentare ciascun portavoce pero' ci vogliono: iniziamo con...

Uriel, architetto di sistema e tuttologo ad ambio raggio, in trasferta lavorativa a Dusseldorf. Il suo blog e' molto letto, e i suoi lettori sono in genere adoranti assertori della assoluta verita' delle tesi del nostro. I commenti -moderati- che Uriel fa passare iniziano in genere cosi': "Cazzo, non avrei potuto esprimere meglio il concetto!", oppure "Concordo con te al 110%!", o anche "+1!". Scrive bene, Uriel. E scrive anche romanzi di fantascienza, alcuni liberamente scaricabili dal sito di Murasaki eBooks. Ottimo tecnico, mi pare leggermente monomaniaco nel trovare il colpevole a tutto cio' che e' successo in Italia negli ultimi vent'anni (no, non e' Berlusconi: i colpevoli per lui son sempre i comunisti/la sinistra/le cavallette). A livello mondiale piu' o meno i colpevoli sono gli stessi, solo che cambiano nome (Obama, Lula, i comunisti/la sinistra/le cavallette). La sua visione della crisi e lo spiegone sui CDS e sulla situazione greca e italica la trovate qua, e come sempre mischia considerazioni di ottimo buon senso a puttanate clamorose, ma Uriel e' cosi' e va preso per quel che e'. Tanto che nel tempo che io ho scritto questa roba lui se ne e' uscito con un pezzo sui... CDS! Passiamo al secondo esperto:

Phastidio, un blog collettivo di Chicago boys&girls retto -forse...- da Mario Seminiero. Graffianti interventi quotidiani da parte di Seminiero e alcuni altri giovani economisti liberali (ma non iper-liberisti) su qualsiasi evento che abbia a che fare con l'economia. Potremmo (io e l'omino del mio cervello)  definire Phastidio "il twitter di NoiseFromAmerika", o "il braccio destro del Chicago blog". Sicuramente piu' a destra di LaVoce.info, quindi probabilmente nel punto mediano e sicuro per osservare e commentare la decadenza di un intero sistema economico, Seminiero and friends non sono mai teneri con nessuno, nemmen con loro stessi. Il commento alla situazione attuale lo affido all'articolo di oggi, che riguarda la fantastica proposta di tal Giuliano Melani sul come ridurre drasticamente il debito italiano. Leggendo il commento su Phastidio ci rendiamo conto che avere una classe politica come la nostra e' una palla al piede, e va bene. Ma cazzo! Anche i nostri imprenditori te li raccomando... E andiamo al terzo esperto:

Centro Nuovo Modello di Sviluppo. Un po' di sano socialismo reale, incarnato nelle idee per nulla talebane ma molto fuori dal mainstream consumistico di Francuccio Gesualdi. Il link al sito e' un gentile cadeau del fratello di Mrs. Panofski, di cui evito di svelare l'identita' per vari motivi (uno -probabilmente sufficiente- e' per evitare che la polizia mi entri in casa. Visto come hanno trattato lui a Genova una decina di anni fa, c'e' da aspettarsi di tutto...), cosi' come devo al cognato (ho controllato con Google: l'ultima volta che ho discusso senza appunti di gradi di parentela ho convinto un mio parente americano che il genero si chiama perlappunto "cognato") il dodecalogo sul debito che trovate in formato html orrendo sul sito del CNMS, e che invece potete leggere e scaricare da qua in un comodo .pdf. Le voila':

Click here to download:
il_debito_in_12_punti.pdf (75 KB)
(download)

 

Non so chi ha ragione (anzi: credo che nessuno abbia ragione in assoluto), ma secondo me c'e' del buono in ciascuno dei tre.

Posto che -ovviamente- la soluzione definitiva al problema della crisi mondiale e' l'investimento in una carriolata di .338 Lapua Magnum, associata alla definizione di una qualche migliaia di target legittimi.

E non vi preoccupate: nessuno di voi e' tra i bersagli.

 

Barney

 

I believe in the E-Cat (no, non io; ma loro pare di si...)

L'affare si ingrossa. Adesso addirittura una canzone su youtube a sostegno della fuff dell'invenzione di Andrea Rossi:

 

Barney

Filed under  //   E-Cat   Technofuffa   fusione fredda  

Io non capisco quelli che dicono che siamo in crisi!

Ha ricordato giustamente il nostro Presidente del Consiglio da Cannes che:

  • i ristoranti son pieni zibilli;
  • trovare un posto su un volo qualsiasi e' un casino della madonna;
  • solo pensare di poter prenotare un albergo in localita' turistica in periodo di ferie e' da pazzi;
  • i consumi? Aumentano!

E Silvio s'e' dimenticato di soffermarsi sul numero di cellulari pro-capite, e sul prezzo del macinato che e' in netta discesa.

Un paradiso, insomma. No?

No, decisamente no.

Ecco... Parrebbe che le persone normali (quelle, cioe', che non l'han votato, ne' che han votato i gibboni verdi della padania) la vedano -come dire?- leggermente diversa, la situazione del nostro paese. Vediamo un po' di homepages di giornali stranieri -tutti comunisti, tutti d'accordo con l'Euro di Prodi che e' stata la nostra vera rovina, tutti assenti dalle cene eleganti a casa del nano di Arcore-, gentilmente fornite da Non Leggerlo.

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figura 1: The Guardian - UK.

 

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figura 2: The Economist - UK.

 

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figura 3: The Independent - UK.

 

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figura 4: der Spiegel - D.

 

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figura 5: el Mundo - E.

 

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figura 6: Kleine Zeitung - D. [il sobrio titolo pare sia: Basta! Cani da guardia per l'Italia]

 

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figura 7: Diario de Noticias - P. [qua siamo alla presa per il culo con maniglie doppie]

 

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figura 8: The Globe and Mail - CND.

 

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figura 9: le Point - F.

 

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figura 10: Foreign Policy - USA.

 

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figura 11: Al Jazeera - KSA

 

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figura 12: El Pais - E.

 

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figura 13: Bangalore Mirror - IND. [anche qua usano una ironia tutta british...]

 

Prima di passare al carico da undici, faccio notare che mancano la "Smarrita d'Altopascio", l'"Eco di Bingo Bongo" e l'"Anchorage Post", poi ci ha riso dietro il Mondo intero. Ma veniamo al commento piu' incisivo, stringato, conciso e deciso che ieri sia apparso in rete. E' in inglese, ma confido che pure Calderoli ce la faccia a capire il senso, magari con l'aiuto di un dizionario bilingue per le elementari. Dovrebbe bastare il titolo, ma la spiegazione sottostante (tre righe scarse) chiarisce, nel caso ce ne fosse bisogno.

Ecco qua:

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figura 14: Financial Times - UK.

 

Non so: serve mica un disegnino?

Pezzo dedicato a Silvio, sperando si decida a prenderne atto:

 

 

Barney

Scontro tra titani: Siri Vs Furby

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Siri attempts to do the impossible--translate Furbish. You know what she really wants to say is "What the hell are you jabbering about, you annoying owl hamster? No one has cared about you since the 1999 holiday shopping season."

Siri should tell you to check out iPhone news.

Da vedere il video :-)

Barney

Filed under  //   IHateMac  

Won't get fooled again!

La notizia del giorno la do' immediatamente, poi vi lascio alla lettura integrale della stessa.

Pete Townshend ha dichiarato che iTunes e' un vampiro digitale nei confronti, soprattutto, dei giovani artisti.

Il motivo? Il gigante della musica su web ha stravolto la piramide del prodotto-musica, lasciando solamente la figura di distributore-venditore. Se questo va bene per i musicisti affermati, la mancanza ad esempio della funzione della promozione e' -a detta di Pete- una disgrazia per i giovani non ancora affermati.

L'intervento integrale del chitarrista del mio gruppo preferito da almeno 30 anni (dal momento in cui ho iniziato ad ascoltare musica, cioe') e' qua: uno speech alla BBC.

La notizia in salsa mista sulla rete:

Uno, su RollingStone

Due, su OKMusic

Tre, su Lettera43

Quattro, addirittura sull'Huffington Post.

Il mio commento: Pete ha quasi settant'anni, ma usa le tecnologie da sempre. Questo per dire che non e' uno che critica cio' che non capisce/non usa. Quello che dice e' condivisibile in gran parte, e poi se c'e' da tirare un sasso contro Apple, chi sono io per tirarmi indietro? Incidentalmente, lo stesso identico discorso lo si puo' applicare anche ad Amazon e al suo modello di business. Il discorso sarebbe lungo, magari un'altra volta mi impegno di piu'...

Chiusura che giustifica il titolo e tira uno schiaffo in faccia a Vasco Bossi, quel cantante coi capelli grassi:

 

Barney

Filed under  //   IHateMac   Music  

Arrietty, Hiromasa Yonebayashi (Studio Ghibli)

Ieri, ultimo giorno di Lucca Comics & Games, dopo un rapido giro tra gli stand dei fumetti (giro in cui ho avuto il piacere di vedere da vicino Jiro Taniguchi, impegnatissimo a disegnare sui suoi libri per i numerosi fan in adorazione) ho portato Greta a vedere "Arrietty", l'ultima fatica dello Studio Ghibli.

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Il lungometraggio animato e' bellissimo, da vedere di sicuro come tutti i lavori precedenti dello Studio Ghibli. Miyazaki, oramai settantenne, si limita alla supervisione e lascia la regia all'esordiente Yonebayashi. Il risultato e' notevole, anche grazie alla musica che accompagna il film:

Cecile Corbel rida' alla storia la collocazione anglosassone originale (la storia e' ispirata al libro "Gli sgraffignoli" di Mary Norton, meglio noti da noi come "I rubacchiotti"), e completa con le sue atmosfere gaeliche i coloratissimi disegni del gruppo di Miyazaki.

La storia e' un racconto classico di amicizia tra due ragazzi molto dissimili l'uno dall'altro: Sho, un adolescente gravemente ammalato, che deve passare l'estate che precede una difficile operazione al cuore nella casa di campagna abitata solo dalla bisbetica governante, e Arrietty, una quattordicenne "prendimprestito", una specie di piccola fatina alta una decina di centimetri. Arrietty vive con i genitori in una casetta sotto il pavimento della casa di Sho, e i piccoli folletti "prendono in prestito" (vulg.: rubano) piccoli oggetti e roba da mangiare durante avventurose scorrerie notturne.

Come tutte le fiabe la storia e' il pretesto per parlare di altro: della paura del diverso (la governante nei confronti dei folletti, ma anche i folletti nei confronti degli uomini), della consapevolezza della caducita' della vita (Sho che sa benissimo che le probabilita' di sopravvivere all'operazione sono pochissime, e aspetta l'evento quasi rassegnato al peggio), della fragilita' delle creature viventi (il discorso di Sho sull'estinzione di molti animali, e sulla probabilita' che pure i prendimprestito si estingueranno presto), della forza d'animo che riesce a superare piccole e grandi difficolta'.

L'intera storia e' poi un inno al sogno, alla fanciullezza in cui tutto e' possibile, tutto e' credibile e ogni cosa e' superabile: anni fa il nonno di Sho aveva costruito una piccola casa per i prendimprestito, che pero' non si facevano vedere non fidandosi degli umani. Ma anche la mamma di Sho credeva all'esistenza dei folletti, e cosi' suo figlio. Dall'altra parte, c'e' l'anziana governante che per anni e' stata convinta dell'esistenza dei folletti, ma che -fino all'arrivo di Sho- non e' stata in grado di scoprire dove si nascondevano. La sua voglia di catturarli vivi e' probabilmente il prodromo di uno sfruttamento economico: magari vuole vendere i prendimprestito a qualche circo, o usarli per far chissa' cosa: e' il personaggio negativo del film, ma non si riesce a volerle male sino in fondo proprio perche' le sue intenzioni rimangono poco chiare sino in fondo.

Il film si chiude con un finale "da grandi": la famiglia di Arrietty che abbandona la casa perche' gli umani non devono vederli, e se ne va alla ricerca di un altro posto dove ricostruire un rifugio sicuro; Sho che dopo una corsa a perdifiato riesce a salutarli per l'ultima volta, proprio il giorno prima dell'operazione. Il sole finale lascia capire che l'intervento avra' successo, ma i grandi questo gia' lo sanno: il lungometraggio inizia con Sho che racconta di quell'estate passata tutta alla casa in campagna, come se fossero passati anni da quei giorni bellissimi.

Se avete dei bambini, portateli senza indugio a vedere Arrietty; se non ne avete, trovate il tempo e il coraggio di andare comunque ad assistere ad uno spettacolo emozionante come difficilmente accade con i prodotti ipertecnologici di Pixar e DreamWorks.

Barney

 

 

 

Filed under  //   Cinema  

xkcd: Alternative Literature

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Qua xkcd raggiunge vette elevatissime di raffinatezza. Come sempre, per cogliere l'insieme va letto anche l'alt-text, che appare -sul sito di Randall- lasciando il puntatore del mouse sulla vignetta.

Barney

Filed under  //   fuffari d'un certo livello   xkcd  

Ancora gatti, serpenti e altre bestie a sangue freddo

I true believers seguaci dell'E-Cat si sono scatenati in rete, dopo il grande successo del test per l'important customer dei giorni scorsi. E' un fiorire di "sento di credo" e di speranze di futuri migliori (la piu' bella che ho sentito e' "L'E-Cat ci tirera' fuori dalla crisi mondiale!", che e' in sostanza uguale ad affidarsi a Padre Pio...). Contestualmente, gli scettici e i non convinti per partito preso iniziano a criticare ferocemente i -pochi- dati forniti dal Rossi e dai partecipanti alla prova. SI parte con Steve Krivit, un giornalista scientifico USA esperto di LENR che da possibilista si e' trasformato nel piu' convinto assertore dell'ipotesi-truffa dolosa. Ecco qua il suo pezzo, delicato e gentile come sempre. Chiaramente, chi ha ppreso parte alla prova pensa che sia Krivit ad essere un truffatore prezzolato al soldo delle multinazionali del petrolio. Per capire il rapporto tra l'inventore e il giornalista, Rossi chiama Krivit "Snake", nei suoi scritti...

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Infine, v'e' la querelle sul report dell'altro giorno, quello che io ieri ho definito "disordinato", ma che forse si potrebbe chiamare "impiastricciato". Una delle impiastricciature avrebbe dovuto, secondo Rossi, cancellare il nome dell'important Customer, ma la cancellatura e' maldestra, e sotto si vede che c'e' scritto, semplicemente, "Customer". Insomma, a me pare che il Gatto sia sempre piu' zoppo...

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Bene, ma queste sono questioni di lana caprina. Il problema e' stato affrontato in maniera o troppo complicata (teorie quantistiche, supercazzole brematurate, calcoli assurdi...), o troppo semplicistica (va perche' lo dico IO!). Stasera Leonardo Serni (di cui ho citato qualche tempo fa lo stupendo "Algoritmo del fuffaro", ma vi invito a leggere questa vecchia ed incompleta raccolta di sue frasi celebri, perche' il ragazzo ha classe da vendere) la mette giu' semplice, piana e facilmente comprensibile. Ecco qua (attenzione ad ironia e giochi di parole sparsi a quattro mani qua e la; 42 ovviamente si riferisce a Douglas Adams):

"... il criterio per stabilire se siamo davanti a una reazione di origine non chimica e' sempre il solito: produrre piu' di 36 kWh (per sicurezza e motivi filosofici io farei 42 kWh) per chilogrammo che la macchina, completamente isolata, pesa. Compreso l'isolamento [1]. 

A questo giro mi pare si sia isolata la macchina - anche se leggo, su uno dei "favorable reports", di un genset (?)  <http://pesn.com/2011/10/28/9501940_1_MW_E-Cat_Test_Successful/>

...ma la macchina pesa 10 tonnellate: quindi il limite da raggiungere adesso è 36*10000 = 360.000 kWh. Ne abbiamo visti produrre 2600.

Spiacente (Daniele 5, 27).

Un attrezzo di dieci tonnellate, per escludere fonti chimiche, dovra' produrre 470 kW in self-sustained mode per un mese abbondante

Leonardo

[1] è ammissibile, suppongo, detrarre il peso di tutte le parti della macchina che siano state esaminate da almeno un fisico, ED almeno un prestigiatore.

 

Mi pare che abbia un senso, che sia semplice, e che PER ADESSO Rossi non abbia minimamente avvicinato questa performance.

 

 

Barney

Filed under  //   E-Cat   Rossi&Focardi   fusione fredda  

L'E-Cat, ovvero: la metafora di questo paese che rapidamente s'avvicina al baratro... No, scusate: ha gia' saltato

Seguo con sincero interesse il Vaudeville che s'e' alzato, da quasi un anno a questa parte, attorno all'ennesima "scoperta" di un metodo "sicuramente funzionante" per ottenere "a costo irrisorio" la "fusione fredda" (ora meglio conosciuta come "Low Energy Nuclear Reactions", LENR), e quindi "energia a gratis per tutto il resto della vita dell'Universo, e ci stai larghino".

Seguo la cosa da due distinti punti di vista: quello scientifico, che mi vede scettico per impostazione mentale (qualcuno direbbe: chiuso e conservatore), ma comunque possibilista allorquando qualcuno mi portasse prove concrete; l'altro punto di vista e' quello che in questo momento m'affascina di piu', ossia il cotè psicologico-sociologico. M vediamo gli ultimissimi sviluppi della storia.

Ieri c'e' stato un altro (siamo almeno a tre...) "esperimento decisivo". Stavolta -da quel poco che Rossi ha lasciato trapelare prima e dopo- si e' trattato della verifica sperimentale dell'efficienza del sistema multimodulare da 1 MW, effettuata su richiesta di un potenziale "grosso cliente" (di cui non e' dato ad oggi conoscere ne' nazionalita', ne' ragione sociale, ne' settore in cui opera), ovviamente a porte semi-chiuse (hanno assistito una trentina di persone, compresi 4 tecnici di parte del potenziale cliente, e un fantomatico Domenico Fioravanti [1], ingegnere collaudatore). Come sempre, le notizie sono farcite da "pare", "sembra", "ha detto", "si e' avvertito" e via di indeterminazione che Heisenberg gli fa una sega, ai cronisti dell'evento epocale. Con qualche schiarita da parte dei pochi eletti che sono stati ammessi alla prova: Daniele Passerini, che sul suo blog imperversa (nel senso buono del termine, per carita'!) sul versante italiano assieme alla nota rivista di divulgazione scientifica "Focus", gli svedesi di NyTeknik (l'equivalente di Focus per i vichinghi) e gli americani di PESN (Pure Energy Systems News). Ieri anche loro pero' molto coperti, visto che l'esclusiva (??!!!) della cronaca (?????!!!!!!!) era stata venduta alla Associated Press. Oggi di questo test "commerciale", che avrebbe dovuto iniziare una nuova era nel campo della produzione di energia rimane un report scritto a mano su tre fogli A4 (sono molto piu' ordinato io, ed e' tutto dire), e i pezzi scritti dai partecipanti (giornalisti, ricordiamocelo, non scienziati). Qua c'e' il pezzo di Sterling Allan per PESN, qua quello di Passerini, e qua quello dell'inviato di NyTeknik.

Il lato-cronistico/scientifico termina qua.

Volevo invece far notare come l'argomento viene trattato dai numerisissimi visitatori del blog di Daniele Passerini. Come spesso succede in casi analoghi, la maggioranza dei commentatori e' "credente", essendo Passerini stesso convinto che il sistema funzioni. Ma ci sono anche numerosi commentatori "tiepidamente scettici" ed alcuni proprio convinti che siamo dinnanzi a una truffa. 

Sono particolarmente interessanti i commenti dei "true believers", i quali portano avanti la loro convinzione senza alcuna base scientifica -o quasi-, ma basando tutto sulla speranza che il mondo cambi (in meglio, e' chiaro) grazie alla geniale invenzione taumaturgica del Sig. Rossi.

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Essi sono inotre assolutamente tetragoni a qualsiasi critica si levi all'esperimento, alle misure, ai dati raccolti... a quel che vi pare. E' veramente incredibile vedere un -e' un esempio- fornaio di Catania sostenere la bonta' dell'esperimento del 6 ottobre contro gli attacchi del fisico nucleare del CERN, e non dubitare nemmeno per un momento delle parole (non dei fatti, ne' dei risultati! Delle parole!) di Rossi e collaboratori. S'e' creata una comunita' spontanea di gente che discetta di COP, di termocoppie, di elettroni che superano la repulsione Coulombiana come fosse antani, di trasmutazione di elementi (avete presente la pietra filosofale? Quella), di raggi gamma che ci sono ma non si misurano. Insomma, un circo Barnum della migliore specie. Dove -essendo scarse le notizie certe- si lavora spesso di congettura, di fantasia, di -e' la naturale conclusione di molti di questi processi- complotto demoplutogiudaicomassonico. Adesso chi e' contro Rossi e' pagato dalle multinazionali del petrolio/del nucleare/del farmaco (??!!!!)/ del budello di su ma' vestito da pirata. Adesso chi dubita dei risultati e' un inquinatore che non ha capito che la Terra sta morendo, e solo l'E-Cat potra' salvarla... Siamo, insomma, al delirio. Un delirio innocuo, per adesso, ma assolutamente conclamato.

Perche' dunque l'E-Cat e' lo specchio del paese? Beh, intanto perche' ha spaccato quasi perfettamente in due l'audience: di qua i tifosi di Rossi, di la' gli scettici e i campioni della fisica ortodossa und mainstream, fosse anche quella di Einstein. Insomma: siamo alla solita partita di calcio in cui e' fondamentale innanzitutto insultare l'avversario, urlare che si ha ragione a prescindere, ed evitare accuratamente di ragionare sulle cose dette dagli altri. Come succede in politica, no?

Ora, rispetto alla situazione "reale" la discussione sulla fusione fredda a Bologna ha un grosso vantaggio: esiste -ed e' visibile- una minoranza di persone che "fluttuano" da un gruppo all'altro, e fluttuano perche' si pongono domande, ragionano, parlano con la fazione opposta. O, quantomeno, non si limitano a guardare la partita con le spalle al campo da gioco, mentre battono su un tamburo e urlano come bestie.

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Questo non e' una bestia e non ha il tamburo, ma ugualmente il campo e' dall'altra parte!

Si, alla fine son meglio i true believers dell'E-Cat che un qualsiasi manipolo di leghisti, sempre e comunque d'accordo col loro duce, anche quando li manda a fare in culo.

 

[1] La figura dell'Ingegner Domenico Fioravanti merita qualche riga. All'inizio era iscritto alla prova come "Colonnello" Fioravanti. Poi Rossi ha cancellato a penna il "Colonnello". Inoltre pare che non esista alcun Ingegner Domenico Fioravanti iscritto all'albo italiano. Infine, Google conosce molto bene UN solo Domenico Fioravanti: il ranista plurimedagliato. Di Ingegneri, Engineers, o tornitori di precisione non ce n'e' manco l'ombra.

 

Barney

 

Best statistics question ever...

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Ho letto il thread delle risposte, ma rimango della mia idea :-)

Barney

Filed under  //   geek  

Different seasons - Fall

L'arrivo della brutta stagione e' anticipato da alcuni segni, a parte gli uccelli migratori che se ne vanno verso sud ed il calendario che -inesorabile- assottiglia sempre di piu' le pagine ancora da scoprire.

Una delle prime avvisaglie e' l'aumento del tasso di aggressivita' dei venditori abusivi e dei barboni che chiedono l'elemosina vicino alle stazioni ferroviarie; oh, io li capisco perfettamente, sia chiaro: sentono arrivare il freddo e reagiscono fisiolgicamente cercando di procacciarsi, attraverso i pochi spiccioli raccattati in giro, piu' cibo. Hanno, in sostanza, bisogno di accendere il riscaldamento del loro corpo. Cercano combustibile. E lo cercheranno sempre piu' ferocemente man mano che le temperature si abbassano.

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Nel contempo, tra questi derelitti si scatenano delle lotte sanguinose per il controllo di un'altra delle risorse fondamentali per affrontare l'inverno: gli scatoloni di cartone. Il cartone rappresenta una prima linea efficacissima contro il freddo, e potenzia l'effetto di una eventuale rara coperta. Va difeso gelosamente dalle mire dei propri simili, e tenuto quanto piu' possibile asciutto, il cartone. Come va difeso il territorio, soprattutto se si ha la ventura di aver scoperto una fonte di calore continua (una canna fumaria, una griglia di areazione, il muro perimetrale di un forno o di una pasticceria) e al riparo da pioggia e neve. 

 

Per un meccanismo del tutto differente, che deve avere a che fare con le maree, i ritmi circadiani o la riduzione delle ore di luce solare, negli stessi periodi un'altra categoria scende massicciamene per strada in gruppi di due (spesso), tre (rarissimamente), quattro (a volte) o piu' persone. Si tratta dei Testimoni di Geova, in perenne movimento per le vie cittadine e in costante ricerca di qualcuno che dia loro ascolto. 

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Oltre al moto perpetuo, e al fatto che quasi sempre sono in coppia, li contraddistingue un gusto nel vestirsi che si potrebbe definire “retro' travet”, l'immancabile tracolla colma di numeri di “Watchtower”, e un borsello (o borsa a mano) piu' piccolo, rigorosamente nero, il cui contenuto e' noto ai soli adepti e ai Chierici sopra il ventesimo livello. Le coppie a volte si incrociano, dando vita a crocchi di quattro TdG che festeggiano l'incontro con altri loro simili fermandosi a parlare. A volte mi viene voglia di piazzarmi nelle vicinanze e mettermi ad ascoltare i loro discorsi; avranno sicuramente una loro vita...  parleranno della moglie, dei figli, del marito in fabbrica... no? Oppure, si limiteranno a commentare l'articolo principale del numero di “Watchtower” che stanno distribuendo? Quello che in genere parte con una domanda sulla vita, l'universo e tutto quanto, e poi da' la spiegazione/soluzione: Geova o la Bibbia, o entrambi?

Chissa'... Fatto sta che ai primi freddi seri il numero dei TdG cresce sensibilmente, per poi diminuire di nuovo alla primavera successiva. Forse preferiscono girare coperti, vestiti nella loro divisa travet retro'.

 

Poi, ad annunciare la brutta stagione ci sarebbero anche le foglie che diventano gialle e cadono. Ma quelle fanno meno rumore dei venditori abusivi, dei barboni e dei Testimoni di Geova... 

 

 

Barney

Filed under  //   On Writing   stories