Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

La crisi e' psicologica, tutti i partiti se ne preoccupano ma alla gente gli importa una sega e si suicidano come mosche. Vorra' mica dire che la politica in Italia fa tutta cacare il cazzo, eh?

Devo aggiungere qualcosa al titolo?

No, perche' anche oggi due persone disperate si sono suicidate. Perche' la crisi e' solo psicologica, certo. E la gente s'ammazza per scherzo, dio Nànos! No?

Immagine
Fate caso al fatto che i ricconissimi di stramerda invece prosperano, ingrassano e continuano a ridere alle nostre spalle.

Si ammazzano i piccoli imprenditori, gli artigiani, gli operai, sempre piu' strozzati dai cravattari. Gli inutili sbavatori come Bossi e famiglia di mentecatti piu' la Rosy Sarcazzo Badans, o Lapo Elkann e la sua trota personale (una aristocratica! Cazzo, esistono ancora le aristocratiche? Mavaffanculo alle baronesse e alle contessine dei miei coglioni!), gente cosi' -del tutto inutile, diciamocelo- prospera nella crisi: riescono a mimetizzare la propria completa incompetenza e il loro totale non saper sfilarsi neanche un dito dal culo con le vagonate di miliardi che si ritrovano come rendita ignobile di posizione.

No, porca puttana: uno come Lapo Elkann nemmeno alle scuole speciali lo prenderebbero. Neanche ci fosse l'obbligo di avere uno studente particolarmente coglione ogni mille, perche' tutti i presidi obietterebbero che v'e' un limite alla coglionaggine, e Lapo l'ha infranto quel limite. Uno cosi' gli levi il cognome e quello ti stianta in due ore sulla tangenziale, non essendo nemmeno in grado di infilare il bocchettone della benzina nel serbatoio della Ferrari mimetica. No, perche' ditemi voi: ma quanto coglioni si deve essere per guidare una merda di macchina come questa qua, dopo averla COMPERATA e PAGATA centinaia di migliaia di Euro?

6104401806_d0e442fe201
Insomma: io non dico di prendere i forconi e dare un deciso aiutino a Darwin. Pero'... quando sento i politici (di destra, di sinistra: quel che vi pare) dire che loro si, certo che ci pensano alla crisi! E poi pensare che tutta la politica in Italia costa al cittadino VENTICINQUE MILIARDI di Euro l'anno (fonte: Focus Economia di oggi 4 aprile 2012, Radio24), beh: mi vien voglia di legare assieme Bossi, Casini e Bersani, e usare poi Alfano per dar fuoco alla sympatica pira. E vedere se almeno di riscaldamento e illuminazione qualcosa ci torna in tasca.

Perche' va bene i subprime, capisco i CDS, certo che i ladri e i grassatori... Ma a comandare la baracca c'erano anche vent'anni fa questi stessi inetti qua, non il povero corniciaio che s'e' impiccato ieri, ne' il cinquantunenne che -perso il lavoro, persa la moglie- e' tornato a casa dei genitori solo per uccidersi in cantina.

Non sono un violento, ma quando sento che la sinistra si prende carico della crisi mi viene goebbelsianamente voglia di metter mano alla pistola (se lo dice la destra vado diretto al fucile a pompa, sia chiaro).Siamo qui, oggi, per colpa di una classe politica che definire "di merda" e' un'offesa alla merda.

Punto.

Prima si levano tutti dai coglioni, prima l'Italia ha una chance di rialzarsi.

 

Barney

Posted April 4, 2012

xkcd: Umwelt

Media_httpimgsxkcdcom_atfih

Voigt-Kampff test on Xkcd.

PK Dick ringrazia per l'omaggio.

Barney

Filed under  //   SciFi   xkcd  
Posted April 4, 2012

Le piccole soddisfazioni della vita

Ieri mattina ero in giro a Lucca per varie questioni (e cio' non m'ha impedito di definire un nuovo record satgionale nelle felefonate di lavoro: 50 minuti e spiccioli ininterrotti, entro i quali ho fatto di tutto :-) ), e prima di rientrare a casa sono passato a comperare pane e focaccia qua. Se siete in zona, vi consiglio caldamente di provare almeno la focaccia del Giusti: ci sono milanesi che ne comperano a chili, la congelano e ci vanno avanti mesi (a dimostrare che i milanesi capiscono pochino: vuoi mettere la focaccia appena uscita dal forno con quella scongelata?).

Vabbe': provate e mi saprete dire. Dunque, ero a comperare pane e focaccia, ho chiesto, m'han servito e m'han detto quanto spendevo: cinque euro e ottantacinque centesimi. Ho pagato con venti euro e cinque centesimi, e il garzone m'ha dato di resto diciassette euro e venti.

Ora, io non sono una lince in matematica, ma la cosa non mi tornava, e dopo avere elaborato la giusta sottrazione (usando tutte le dita del mio corpo), ho ritirato fuori i soldi e ho detto al ragazzo che s'era sbagliato, e m'aveva dato di piu', rispetto a quel che avrei dovuto avere.

Accanto a me, in fila, c'era una anziana signora, avra' avuto settant'anni. S'e' girata verso di me e m'ha detto: "Lei andrebbe fotografato, sa?". Io non avendo capito a cosa si riferiva ho sfoggiato la mia migliore faccia da scemo, e lei: "No, perche' non credo che molti altri avrebbero reso i soldi in piu'".

A me e' sembrato del tutto normale, invece. Veramente, non capivo lo stupore. E, veramente, non e' la prima volta che mi succede.

Ora, non e' che io sia speciale, ne' il piu' onesto cittadino in circolazione. Semplicemente, penso che ad essere onesti in casi come questi ci si guadagna due volte: la prima e' la soddisfazione (ripensandoci dopo) d'essere giudicato bene dalle persone che ti stanno accanto. La seconda e' il credito che acquisti con il commerciante: gli dimostri che sei affidabile, e se in futuro dovra' fregare qualcuno io penso che ci pensera' due volte, prima di fregare te.

Purtroppo, penso che la signora avesse ragione, e sicuramente questo e' uno dei motivi per i quali l'Italia e' col culo a terra.

Ma per quel che posso fare io, i miei figli impareranno a comportarsi cosi'. Sperando che anche altri figli vengano allevati con valori simili.

 

Barney

 

 

 

Filed under  //   Cioni Mario   Italian Idiots   moraleggiator 2.0  
Posted April 3, 2012

Fifty ways to occupy your commuting time

Con una -decisamente notevole: bravo al mio omino del cervello!- simil-crasi tra un brano di Simon & Grafunkel ("50 ways to leave your lover") e uno dei primissimi R.E.M. ("The one I love"), peraltro antitetici come contenuto, e peraltro assolutamente irrilevanti rispetto a cio' che andro' a raccontare, vado a parlar d'un piccolissimo episodio che, come un banale scherzo, m'ha permesso d'occupare (siamo ancora ai R.E.M., per i distratti...) i quasi trenta minuti di viaggio tra Pisa e Lucca, stasera.

Il treno e' piu' o meno quello che prendo sempre, quando c'e' e quando l'incrocio con l'autobus me lo permette. Stasera lo prendo quasi al volo, e riesco addirittura a trovare un comodo posto libero da solo; la solitudine dura i cinque minuti che passano per arrivare dalla stazione centrale alla succursale, dove vengono raccolti gli studenti di varie facolta'.

Di fronte a me si siede una ragazza, sicuramente una studentessa del primo o del secondo anno. Giovane, insomma, con il borsone da studente e il necessario -oramai- gomitolo di cuffie e telefonino-lettore MP3 che sembra un'indispensabile appendice per i giovani moderni.

Io, come quasi sempre succede, leggo (non e' importante sapere cosa legga. Se vi interessa, e' una rilettura di "Solaris", di Stanislaw Lem), ma non posso non osservare cosa fa la tipa di fronte a me. Non mi attira il suo aspetto fisico, non sono attratto dalle sue letture (in realta' non legge niente, come scoprirete presto) ne' dal modello di cellulare ipertecnologico che porta con se: piu' semplicemente sono ipnoticamente preso dal suo comportamento. Che si ripete uguale e identico a se stesso per tutto il fottutissimo viaggio di quasi trenta minuti.

La tipa non si rifa' il trucco, ne' si toglie le pellicine dalle unghie. Non lavora a maglia un intricato maglione per il fidanzato, ne'  cerca di risolvere il difficile (non difficilissimo, per carita'...) Bartezzaghi di questo numero della Settimana Enigmistica. Non e' alla ricerca delle venti differenze tra le vignette, non gioca con suoi estemporanei compagni di viaggio a "Chi vuole esser Milionario" usando l'iPhone o qualche altra minchiata simile, e non risponde "Aidi!" alla domanda "Un personaggio dei fumetti che inizia per A" (questa l'ho sentita solo qualche settimana fa, sempre sul treno chiaramente). No, piu' semplicemente riesce a reiterare per tutto il tempo una semplice azione: cercare tra le sue chiome le pericolosissime doppie punte, e togliersele schiantandole tra le dita.

Doppie-punte1

La tizia scende con me, e rimango con il dubbio che il viaggio non sia stato sufficiente a permetterle una approfondita esplorazione, che qualche doppia punta si sia salvata, infrattata dietro un follicolo troppo sviluppato o nascosta da un riccio ribelle.

Beh, domani e' un altro giorno, un nuovo viaggio si prospetta, e una nuova caccia al tricotillo bifido potra' essere scatenata. Fino alla prossima, provvidenziale, visita al parrucchiere ricchione che ci pensera' lui a risolver la questione, almeno sino al prossimo viaggio. Come ci canta si' mirabilmente l'Elio qua sotto:

 

Barney

 

 

Filed under  //   uselessness  
Posted April 2, 2012

Servizio Pubblico: traduzione in italiano corrente dell'ultimo camion di puttanate dichiarate da Andrea Rossi in un'intervista in inglese (TERZA ED ULTIMA PARTE)

Dopo la puntata numero uno, e la numero due, continuo nella titanica operazione di traduzione dall'inglese all'italiano del Rossi-pensiero espresso in questa intervista su Oilprice.com.

RIbadisco che "JB" e' l'intervistatore James Burgess, e "AR" e' - ma va?- Andrea Rossi. "NdB" (Nota del Bischero) definisce invece l'intervento mio, che -per comodita' dei leghisti e dei veri credenti della Chiesa del Monaco Diaccio Marmato degli Ultimi Giorni- e' colorato in rosso.

C'eravamo lasciati con Rossi che dava i numeri per quel che riguarda i prezzi di vendita dell'E-Cat domestico (10 kW per 900$) e per il device "industriale" da 1 MW (1,5 Milioni di $).

...

JB: E dove saranno venduti? CI sara' bisogno di venditori specializzati per poi installarli, oppure potremmo letteralmente prendercene uno dallo scaffale del negozio, portarlo a casa e attaccare la spina?

AR:Circa un mese fa dissi che gli E-Cat sarebbero probabilmente stati distribuiti entro 18 mesi, e che sarebbero stati sperabilmente in commercio in qualche mese dell'inverno successivo. [NdB: mi pare che la domanda fosse chiara: DOVE SARANNO VENDUTI? Rossi non ha risposto, mi pare, eh?] L'installazione di un E-Cat e' davvero semplice. Qualsiasi idraulico, o operaio, puo' essere addestrato ad installarne uno a casa.

JB: Ma quanti E-Cat ha venduto sino ad oggi? Ci puo' dire qualcosa di piu' rispetto a chi sono i suoi clienti? [NdB: vediamo se ho i poteri. Secondo me Rossi dice che per motivi di riservatezza non puo' dire nulla.]

AR: Quando saremo in grado di dire i nomi dei nostri clienti, lo faremo. Il tempo non e' ancora giunto. Lei puo' immaginare cosa potrebbe succedere ai nostri clienti se noi dessimo i loro nomi in pasto al pubblico? [NdB: beh, mi piace vincere facile. E vedo che anche AR ha un omino del cervello: parla sempre in prima persona plurale "noi qui, noi la'"... Ma intanto di "loro" s'e' visto solo lui :-).]

JB: Se lei sta parlando di usare l'unita' domestica come sistema di riscaldamento, non sarebbe piu' efficiente usare l'E-Cat come rimpiazzo per una caldaia sanitaria convenzionale, piuttosto che produrre elettricita' per far funzionare una macchina che poi scalda l'acqua? [NdB: incredibile a dirsi, JB ne imbrocca un'altra, di domande giuste. Sara' mica impazzito? :-). Ah, la mancanza di nesso tra questa domanda e la risposta precedente e' presente nel documento che sto usando, non l'ho inventata io.]

AR: La nostra visione [NdB: liberta' di traduzione, secondo me e' meglio di "policy", che qua non ci incastra nulla] attuale e' di applicare l'E-Cat ad una caldaia esistente. Sara' utilizzato per fornire calore ad una abitazione, tuttavia un boiler sanitario tradizionale sara' ancora necessario, poiche' l'E-Cat ha bisogno di tempo per scaldarsi e non potrebbe rispondere velocemente alle richieste di acqua calda come invece fa un normale boiler.

JB: Le polveri di nickel sono tossiche, e il calore generato all'interno del reattore e' abbastanza elevato da poter causare danni fisici molto gravi alle persone. Quanto sara' affidabile l'E-Cat? [NdB: altra buona domanda, speriamo non sia un fuoco di paglia, eh?

AR: Le polveri di nickel sono completamente inaccessibili (all'utente finale, credo). La sicurezza e' stata sempre una priorita' assoluta e tutti gli aspetti sono attualmente in fase di certificazione. [NdB: questa a casa mia si chiama "supercazzola brematurata", e la risposta alla domanda di JB e' quanto meno parziale.

Amicimiei0481

JB: Ha parlato dell'idrogeno e del nickel come elementi che possono essere considerati il carburante della macchina, ma che ci dice del catalizzatore? Sara' necessario sostituirlo di tanto in tanto? [NdB: un catalizzatore di norma non dovrebbe "scomparire", ne' essere consumato dalla reazione. Altrimenti non si chiamerebbe catalizzatore...]

AR: la cartuccia di refill conterra' sia il nickel (o il rame, a seconda che sia nuova o usata) sia il catalizzatore. Entrambi [NdB: io capisco il nickel e il catalizzatore] saranno sostituiti assieme.

JB: Considerato che ci vuole un po' di tempo sia per accendere che per spegnere un E-Cat, non pensa che la gente lo fara' funzionare sempre a pieno regime, anche se non c'e' bisogno di energia in un determinato momento? 

AR: No, perche' l'E-Cat puo' essere regolato. [NdB: la domanda era un'altra, ed era corretta anche alla luce di quel che Rossi aveva detto poco sopra sul fatto che per avviare un E-Cat serviva tempo]

JB: Quanto tempo ci vuole per aumentare o diminuire la quantita' di potenza generata?

AR: Circa un'ora. [NdB: non mi pare un tempo stretto... Un'ora per regolare la potenza in uscita e' tantino, IMVHO]

JB: E di quanto e' possibile aumentare o diminuire la quantita' di potenza che un E-Cat puoì tirar fuori mentre e' acceso?

AR: 100%

JB: Una volta che un E-Cat e' installato ed in funzione, funzionera' semplicemente per 30 anni [NdB: trent'anni? E che e', un generatore a radioisotopi?] producendo un quantitativo stabile di energia in uscita, o ci sara' bisogno di una attenta regolazione? 

AR: L'E-Cat dovrebbe funzionare senza problemi, ma avra' bisogno di asistenza ogni 180 giorni di uso per il cambio del "carburante" [NdB: la cartuccia di refill]

JB: Nei trent'anni di vita di un E-Cat, tenuto conto del costo di acquisto, dei costi di funzionamento, dei costi di manutenzione e cosi' via... Quanto dovrebbe far risparmiare ad un proprietario, un E-Cat? 

AR: Ovviamente ci sono numnerosi fattori che influenzeranno la risposta a questa domanda. Il tempo in cui il costo di acquisto viene recuperato potrebbe essere un momento qualsiasi tra pochi mesi e tre anni dall'acquisto, ma dopo questo tempo il cliente dovrebbe risparmiare almeno il 66% della sua "vecchia" bolletta energetica.

JB: Quale ruolo pensa che assumera' la sua invenzione nel futuro? Ciascuna casa avra' il suo, oppure la rete elettrica sara' collegata a enormi centrali ad E-Cat?  

AR: Forse, pero' perferisco parlare di cose di cui sono certo. Se dico qualcosa, devo essere sicuro che faro' quella cosa. Perche' nessuno mi fa sconti, come lei ha gia' visto; e questo e' sempre stato cosi', nella mia non semplice vita. [NdB: sento un certo fumus persecutionis...]

JB: Dove immagina lei e la sua azienda tra uno/tre/cinque anni da adesso?

AR: Lo sa solo Dio. Stiamo lavorando duro per sviluppare esponenzialmente la diffusione della tecnologia. [NdB: qua si ritorna alla supercazzola brematurata, con scappellamento a destra]

JB: Che idea s'e' fatto della nuova macchina LENR "Hyperion", della Praxen Defkalion Green Technologies Global Ltd.? E' un competitore serio per il suo E-Cat? Si sente tradito dai suoi ex-compagni di business?

AR: No comment. 

JB: Lei ha detto che l'E-Cat funzionera' accanto ai combustibili fossili. Ma pensa che in futuro l'E-Cat possa aiutare a ridurre la dipendenza del genere unamo dagli idrocarburi fossili? 

AR: Si.

JB: Ma come puo' fare uno che e' interessato ad acquistare un E-Cat? Puo' contattare qualcuno per piazzare un ordine di acquisto?

AR: Basta scrivere una email a info@lenoardocorp1966.com [NdB: quasi quasi ci provo :-) ]

 

Fine dell'intervista, le prime due puntate le trovate qui e qui.

 

 

Barney

 

 

Posted April 1, 2012

Corsi e ricorsi storici: propaganda disneyana per spingere gli americani a pagare le tasse. Nel 1943...

Un fantastico cartoon di Walt Disney, disegnato e prodotto in piena seconda guerra mondiale. C'era bisogno di sacrifici per sostenere la macchina bellica, e il sacrificio migliore che uno potesse fare era pagare le tasse. Per schiantare, con nuovi aerei, corazzate e cannoni, il nemico nazifascista:

Retorica a vagonate che torna utile anche di questi tempi. Con la differenza che il nemico da schiantare non si dice quale e' :-)

 

 

Barney

 

 

Filed under  //   Comics   Politics  

xkcd: Reviews

Media_httpimgsxkcdcom_uuvex

E' -come spesso capita per le cose disegnate da Randall- assolutamente vero: adesso piu' o meno tutto si fa controllando prima il feedback sulla Rete.

Barney

Filed under  //   verita' assolute   xkcd  

"La generazione", Simone Lenzi (Dalai editore)

Il fatto che si possa esordire come scrittore alla mia stessa eta' mi permette di continuare a sperare. Pero' siccome so bene chi e' l'esordiente, e sono perfettamente consapevole che "esordiente" in questo caso e' un understatement enorme, ritorno immediatamente coi piedi per terra.

Anteprima-la-generazione-di-simone-lenzi-l-xixl8k1
Il libro di oggi, che segna l'esordio ufficiale per il suo autore sulle scene editoriali, e' "La generazione". Lo scrittore risponde al nome di Simone Lenzi, ed e' noto perche' fa il cantante e il compositore dei testi dei Virginiana Miller, storico gruppo livornese che da vent'anni produce ottima musica nel panorama indie italico. Che Lenzi sappia scrivere ce lo dimostra proprio la produzione musicale dei Virginiana e il fatto che Simone Marchesi, assistant professor di letteratura francese ed italiana a Princeton, ha dedicato alle parole delle loro canzoni un saggio: "Traccia fantasma. Testi e contesti per le canzoni dei Virginiana Miller" uscito per i tipi di Erasmo nel 2005.

"La generazione" del libro riguarda l'atto di generare, e quindi il riprodursi, il partecipare alla realizzazione di un nuovo essere vivente. Lenzi racconta, usando sempre la prima persona, la storia di una coppia di toscani (lui toscano di sicuro, lei in effetti non so...) non ancora quarantenni, che non riescono ad avere un figlio (a generare, quindi), ed intraprendono dunque il percorso della procreazione assistita. L'argomento non e' certo cosi' appealing come le trame di Moccio Moccia (Bibi che s'innamora di Step, ma tromba col babbo di Gegio finche' non scopre che il vecchio genitore e' un cripto-finocchio con l'idea di cambiare sesso. Bibi quindi si uccide tagliandosi le vene della caviglia con un Motorola Razr), ne' cosi' lieve come i romanzi di Fabio Volo (nomen omen...); ci vuole quindi un certo impegno nel leggerlo, nell'immedesimarsi nel narratore e nell'immaginarsi il doloroso percorso alla ricerca della capacita' generativa della coppia. Percorso in cui, come dice spesso Lenzi, il maschio e' li' per un compito di bassissima lega, di quasi nulla responsabilita', direi di supporto. E ammetto che lo sforzo e' duplice per chi -come me- figli ne ha e non ha dovuto faticare molto (ma direi piuttosto "nulla") per averne.

Per il lettore occasionale da best seller (quello che si fionda al supermercato per comperare l'ultimo Gramellini, il nuovo Vasco Rossi o il Camilleri d'annata) avere per le mani questo agile volumetto potrebbe risultare inoltre assai pericoloso, si' tanti sono i rimandi ad autori e filosofi classici greci e romani e a ricercatori di secoli fa (da Lazzaro Spallanzani ad Antoni van Leeuwenhoek, l'olandese inventore del primo microscopio che -come tutti i biologi sanno- ingrandiva grazie a una goccia di acqua o a una minuscola lente, ad Antonio Vallisneri e Francesco Redi). Non so quindi se il romanzo vendera' quanto merita (e' sicuramente scritto bene, e mai banale), e spero vivamente che non venda solo nell'ambito di coloro che hanno realizzato lo stesso percorso umano dei protagonisti (vulg.: tra le famiglie che hanno intrapreso la strada della fecondazione assistita).

Nel tentativo di farne vendere un paio di copie in piu', provo a raccontare qualcosa del contenuto (consapevole che non conto nulla, e che solo una passatina da fabiofazio decide, in Italia, quali libri si devono leggere e quali no).

Il protagonista fa il portiere di notte, e si "scambia" al mattino il posto nel letto con la moglie, che ovviamente si sveglia alle 7 e si prepara per andare al lavoro come tutte le persone normali. I due (di cui Lenzi non ci dira' mai i nomi) vivono in controfase perfetta una vita che risulta essere tutto sommato abbastanza normale. Il portiere di notte vive le lunghe serate al lavoro leggendo o andando in giro in rete, i pochi ma importanti compiti a lui assegnati svolti con coscenziosa puntualita' entro le due del mattino. Finche' marito e moglie non decidono di provare ad avere un figlio, figlio che in lunghi anni di matrimonio non e' mai arrivato.

Il portiere ci dice che la differenza tra lui e sua moglie in questo ambito e' che lui "vorrebbe" avere un figlio (in realta' preferirebbe una figlia), lei lo "vuole". E la volonta' della donna li smuove verso il tentativo di procreazione assistita: le visite, la conta spermatica per lui e i saggi ormonali per lei, le iniezioni di ormoni nella pancia di lei e gli integratori vitaminici per entrambi, in attesa del giorno del prelievo degli ovociti e degli spermatozoi, ed infine dell'impianto degli embrioni. Con -in tutta questa trafila che viene raccontata con trasporto ma anche con soprendente levita'- lui che cerca di razionalizzare le paure di lei, di proteggerla in qualche modo dalle prescrizioni sadiche di medici ed analisti, quasi a rivendicare per il maschio un ruolo molto piu' attivo che nella "normale" generazione.

Un bel libro, da leggere e far leggere anche alle moglie/compagne, perche' Lenzi possiede una sensibilita' che a mio avviso lo rende adattissimo a rappresentare un lato dell'animo degli uomini che spesso essi stessi cercano di tenere nascosto.

Noi uomini siamo tutti un po' portieri di notte, insomma: sia che abbiamo figli, sia che non ne abbiamo.

 

Volevo chiudere con "Breve apparizione di un vampiro", ma credo che questa qua sia molto piu' in tema:

"non ho avuto ne' figli, ne' gloria, o potere. Soltanto canzoni..."

 

Barney

Filed under  //   Books  

Servizio Pubblico: traduzione in italiano corrente dell'ultimo camion di puttanate dichiarate da Andrea Rossi in un'intervista in inglese (SECONDA PARTE)

Continuo la traduzione della intervista ad Andrea Rossi, l'uomo dell'E-Cat, apparsa nei giorni scorsi su "Oilprice.com" con il sobrio titolo

"I potenziali illimitati dell'E-Cat: una intervista con Andrea Rossi"

Come nella prima puntata, "JB" e' l'intervistatore James Burgess, e "AR" e' - ma va?- Andrea Rossi. "NdB" (Nota del Bischero) definisce invece l'intervento mio, che -per comodita' dei leghisti e dei veri credenti della Chiesa del Monaco Diaccio Marmato degli Ultimi Giorni- e' colorato in rosso.

Riporto l'ultima accoppiata domanda-risposta e poi vò ad iniziare senza porre altro inutlie tempo in mezzo.

JB: La transizione completa alla fusione nucleare probabilmente potrebbe durare decenni [NdB: nel caso che la fusione fredda funzioni, caro il mio pallette. No?]. I costi sempre piu' alti dei prodotti petroliferi potranno essere un incentivo, ma il fornire il prodotto a sette o otto miliardi di persone sara' un compito improbo. Una volta che lei avra' i brevetti, quali sono i suoi piani per la produzione e la distribuzione? 

AR: Roma non e' stata costruita in un giorno. Provo a seguire la stessa filosofia, e porto la stessa pazienza. Lo sviluppo progredira' esponenzialmente man mano che andiamo avanti, fino a livelli che oggi non possiamo immaginare, ma per adesso ci stiamo focalizzando nella realizzazione di una linea di produzione in grado di produrre un milione di E-Cat l'anno.

JB: Pensa che le accuse che le sono state mosse in passato, in relazione al caso Petroldragon [NdB: la storia la si puo' leggere qui], ha ostacolato l'accettazione della sua macchina E-Cat? Anche se poi e' stato scagionato da tutte le accuse, pensa che la gente si aspetti che lei venga smascherato come un truffatore?

AR: Francamente, non ho tempo per pensare a queste cose. Per me la questione e' irrilevante, quel che conta e' il mio lavoro, e su quello saro' poi giudicato.

JB: Ma con cosi' tanti scienziati che bollano le LENR come un fenomeno impossibile, cosa la fa continuare con i suoi studi? Perche' pensa che siano loro a sbagliarsi?

AR: Non sto nemmeno ad ascoltare chi mi dice che dovrei smetterla. Proprio non ho tempo. [NdB: questa continua e reiterata rivogata sulla mancanza di tempo si scontra con le numerose interviste, video, interventi di AR su siti, giornali, televisioni e quant'altro. Ma forse e' quello il tempo che gli manca :-)]

JB: Comunque, lei non ha ancora permesso a nessuno di studiare accuratamente gli intricati meccanismi che sono dentro la sua macchina, sostenendo che i brevetti che ha richiesto non sono ancora stati concessi [NdB: in sostanza Rossi sostiene da sempre che se facess vedere ora come funziona la sua invenzione, tutti gliela copierebbero]. Questa mancanza di trasparenza ha avuto come risultato una enorme quantita' di scetticismo. Una volta che le verranno concessi i brevetti [NdB: non sarebbe meglio dire "SE" le verranno concessi i brevetti, caro il mio pallette?], lei rivelera' informazioni piu' dettagliate sull'E-Cat?

AR: Si

JB: In passate interviste lei ha detto che negli ultimi due anni le sue idee su cosa avviene all'interno dell'E-Cat sono cambiate tantissimo. Ha detto che c'e' un qualche meccanismo di fusione nucleare, ma che questa potrebbe non essere la sorgente principale dell'energia sprigionata [NdB: ah, no? Ma questa e' veramente fantastica. Se non e' fusione, di cosa stiamo parlando, di grazia? Magia? Alchimia? Gli alieni che usano dei raggi speciali?]. Ci puo' spiegare esattamente cosa succede all'interno dell'E-Cat? E da dove deriva l'eccesso di energia? [NdB: domanda che finalmente sottoscrivo. E' l'unica che ha un senso

Mago-merlino-economico1
AR: No, mi dispiace: non posso. Questa questione e' al momento ancora confidenziale, e io non posso aggiungere nulla a cio' che ho detto prima, o a cio' che lei ha correttamente citato [NdB: mi permetto di far notare ad AR che JB ha detto NULLA. L'avra' pure detto correttamente, ma sempre nulla e'...]

JB: Sembra quasi che lei voglia mettere in ombra il ruolo che le LENR potrebbero avere nel fornire abbondante energia a basso costo al mondo intero, dal momento che lei sta sviluppando solo unita' relativamente piccole. Non pensa che la sua macchina che sfrutta le LENR potrebbe veramente risolvere parecchi dei problemi energetici che abbiamo sulla Terra? [NdB: voliamo bassini, eh? E la fame nel mondo? E il cancro? Li vogliamo debellare, porca miseria, o no?]. Ha in mente di costruire anche unita' piu' grandi, da 10-100 MW, o cio' non e' possibile?

AR: Abbiamo gia' sviluppato impianti da 1 MW, e sara' facile collegare parecchi di questi impianti per fare impianti piu' grandi. Data la taglia compatta, e l'efficienza nel processo di generazione di energia, una centrale elettrica ad E-Cat sara' molto piu' piccola della sua equivalente a idrocarburi fossili o a fissione. [NdB: ovvio, chi ne puo' dubitare? Piu' efficienti, meno inquinanti, meno impattanti... Una favola!]

JB: ha detto che si possono collegare assieme piu' impiantid a 1 MW per fare centrali piu' grandi. Come funzionerebbe, questa centrale? E che costo avrebbe?

AR: Gli impianti da 1 MW si possono realizzare in una taglia compatta di 3 metri per 2,5 per 2,5 [NdB: approssimativo, Rossi usa i piedi come unita' di misura], che poi possono essere collegati in serie o in parallelo per produrre la potenza necessaria [NdB: altro punto interessante, si possono collegare gli impianti O in serie, O in parallelo. A scelta? Boh?]. Il costo sara' di 1000$/kW.

JB: Uno dei problemi con molte fonti di energia rinnovabile e' che esse usano terre rare che sono incredibilmente costose [NdB: e rare, perlappunto... Ma questo discorso e' corretto: eolico e solare hanno bisogno di robe assurdamente rare e costose per piccolissimi ma cruciali componenti. Per dirne uno: i magneti degli alternatori degli impianti eolici.]. Ma l'E-Cat, usa pure lui un qualche composto raro che puo influenzare drammaticamente il prezzo della macchina in futuro?

AR: Mi spiace, ma non posso fornire alcuna informazione sui nostri catalizzatori prima che i brevetti siano concessi.

JB: Da chi ha ricevuto i primi finanziamenti per lo sviluppo ed i test dell'E-Cat?

AR: Ho finanziato da solo lo sviluppo.

JB: E come viene finanziato, attualmente, lo sviluppo?

AR: Sto continuando a finanziare lo sviluppo con soldi miei.

JB: Ma sta cercando, al momento, investitori?

AR: Solo investitori istituzionali. [NdB: e chi altri, di grazia?]

JB: Lei pensa che l'E-Cat sia la risposta all'imminente crisi energetica? [NdB: si noti che JB chiede proprio se l'E-Cat e' LA risposta, non UNA DELLE risposte...]

AR: Si, credo che possa aiutare.

AR: Siamo ancora molto lontani dal poter usare un E-Cat come fonte di energia per mezzi di trasporto. Ci vorranno vent'anni prima d'essere in grado di alimentare i mezzi di trasporto con l'E-Cat, ma con l'aiuto di Dio nulla e' impossibile per gli uomini laboriosi. [NdB: una nota spirituale che non conoscevo. E che mi lascia perplesso...]

JB: Ma qual'e' il suo scopo con l'E-Cat? Spera di cambiare il mondo con una fonte di energia nuova, virtualmente illimitata, oppure la sua motivazione primaria e' puramente finanziaria? [NdB: certo, se la metti cosi'... Ma cosa vuoi che ti risponda, incrocio tra Vespa e Marzullo? Dai...]

AR: Il mio obiettivo e' quello di sviluppare una nuova fonte di energia pulita e molto economica; e' questo il senso dell'intera mia vita.

JB: Ma c'e' stato un qualche sviluppo recente che puo' condividere con noi?

AR: Stiamo per completare un impianto da 1 MW, negli USA, che verra' presto aperto al pubblico. [NdB: Ciumba! E quando e' "presto"? Oggi no, domani forse, e dopodomani di sicuro?]

JB: Quanti impianti da 1 MW ha realizzato e venduto sino ad oggi?

AR: Ne abbiamo realizzato uno, e 13 sono in costruzione. Vogliamo consolidare i primi 14 prima di espanderci. L'albero deve crescere proporzionalmente alle radici, altrimenti i venti ostili possono buttare tutto giu'.

JB: Ma quanto costera' un E-Cat?

AR: L'unita' domestica da 10 kW costera' all'incirca 900$, l'impianto industriale da 1 MW 1,5 milioni di $. Sono due tecnologie completamente differenti.

 

[fine seconda parte]

La prima parte e' qua.

 

 

Barney

Servizio Pubblico: traduzione in italiano corrente dell'ultimo camion di puttanate dichiarate da Andrea Rossi in un'intervista in inglese (PRIMA PARTE)

[Premessa: ho deciso di spezzare la traduzione in due o tre post, perche' l'intervista e' lunga. La prossima puntata forse gia' domani]

Siccome sono buono, e generoso, e altruista... e soprattutto mi dispiace che la gente venga presa per il culo anche quando la gente stessa fornisce agevoli maniglie e comodi appigli alla presa per il culo, siccome insomma secondo me e l'omino del mio cervello il sig. Ing. (col cazzo) Dott. (in filosofia) Andrea Rossi rimescola vaccate in un gran calderone ogni giorno, e la gente con le maniglie al culo ci crede... Beh, allora il mio compito e' quello di far prendere atto a quella gente che viene presa per il culo, e illustrare le incongruenze logiche del sig. Ing. (si, dell'Universita' di Paperopoli) Dott. (ma in filosofia, lo ribadiamo) Andrea Rossi mentre spara la sua dose quotidiana di stronzate.

Trenodeirifiuti1

Vi presento quindi la traduzione di una intervista [[1] rilasciata oggi dal sig. Ing. (Honoris Causa) Dott. (umanistico) Andrea Rossi al syto "Oilprice.com", nota rivista peer reviewed (ma anche no, per la verita') dove si decide la bonta' delle nòvissime invenzioni che ci cambieranno la vita da cosi' a cosi' (mòve impercettibilmente la mano, e la rimette uguale a prima). Quando, chiederanno i tre lettori? Beh, oggi no, domani forse, ma dopodomani di sicuro.

Vien da se e non occorre che lo dica: sono -come dire?- assai scettico che l'accrocchio di Rossi funzioni in una qualsiasi maniera, pero' prometto che la traduzione dell'intervista che leggerete qua sotto e' assolutamente fair. Tutto quello che NON ho scritto io e' riportato cosi' come e' stato scritto e detto dai protagonisti.

L'intervista parte su toni sommessi e pacati sin dal sobrio, misurato e contenuto tytolo, che vò qui sotto ad illustrare:

"I potenziali illimitati dell'E-Cat: una intervista con Andrea Rossi"

Salto la intro discorsiva e chiacchierologica, e vado direttamente alla sessione domande-risposte, in cui "JB" e' l'intervistatore James Burgess, e "AR" e' - ma va?- Andrea Rossi. "NdB" (Nota del Bischero) definisce invece l'intervento mio, che -per comodita' dei leghisti e dei veri credenti della Chiesa del Monaco Diaccio Marmato degli Ultimi Giorni- e' colorato in rosso.

So... Let's rock!

 

JB: Cosa e' esattamente l'E-Cat, e come funziona?

AR: Sostanzialmente, l'E-Cat e' un boiler. Usa un catalizzatore segreto per fondere assieme idrogeno e nickel, ed ottenere rame [NdB: si parte con calma e misura, sparando subito che l'E-Cat e' un trasmutatore di specie atomiche. Hai presente la pietra filosofale? Uguale! E no, non sto scherzando]. Il rame ha uno stato energetico piu' basso di quello del nickel, e l'energia in eccesso viene rilasciata sotto forma di raggi gamma [NdB: AR dice qua senza mezzi termini - rileggete, e' li' sopra, a sinistra- che l'accrocchio produce raggi gamma. Occome? O non aveva dichiarato una decina di giorni fa che l'aggeggio NON EMETTEVA raggi gamma? Beh, pero' un mese prima li emetteva, e due mesi fa no, quindi forse c'e' una logica in questo, e probabilmente l'accrocchio emette raggi gamma nei mesi dispari, e non li emette nei mesi pari. A meno che questi ultimi non abbiano una "r" nel loro nome inglese: allora si possono mangiare. Coi cavoli e coi Re]. I raggi gamma colpiscono una parete di piombo dove sono assorbiti e trasformati in calore. L'intero processo e' incredibilmente efficiente e puo' scaldare qualsiasi fluido che passi attraverso l'apparato. [NdB: e' la teoria dei gamma che si termalizzano sullo schermo di piombo. E lasciando da parte la questione tecnica, che non ho idea se cio' sia possibile o meno -a naso puzza di stronzata sesquipedale con una spruzzatina di selz, ma lo ripeto: sono ignorante-, c'e' il problema che il piombo fonde a 600 K, che in unita' comprensibili da tutti fanno piu' o meno 330 °C. Ehi: 330 GRADI CENTIGRADI? E Rossi dice che la macchina e' sicura? Ma se la temperatura supera i 330 °C, e il piombo fonde, chi fermera' i gamma rays? Gesu' bambino? Goku? Vegeta? Andrea Rossi?]  

JB: Il suo E-Cat sfida le leggi della fisica standard. Lei s'aspettava la fiera resistenza e le critiche che sta affrontando?

AR: Si, mi sono sempre aspettato una certa forma di resistenza da parte di quelle persone che non sono disposte ad accettare cambi di paradigma, ma questo succede in tutti i campi della vita, non certo solo nella fisica.

JB: Questa [NdB: la storia dell'E-Cat] potrebbe essere la notizia piu' sconvolgente della nostra epoca. Eppure, i mass media evitano di parlarne, per usare un eufemismo. Perche' pensa che succeda questo?

AR: Una naturale resistenza contro le rivoluzioni [NdB: a braccio direi "resistenza contro le idee rivoluzionarie"].

JB: Ci puo' raccontare di quando non stava ancora lavorando all'E-Cat? Cosa faceva?

AR: Lavoravo ad impianti per la produzione di energia da biomasse. Principalmente biomasse di scarto, che non competono con coltivazioni alimentari [NdB: "cippato", diciamo. Oppure residui da potature, da lavorazione di olio e vino... Robe cosi'. E' una cosa abbastanza di moda, di questi tempi, ma vi si lavora da parecchio. Ed e' una cosa interessante].

JB: Darwin stette moltissimo a rimuginare se raccontare o meno al mondo la sua Teoria dell'Evoluzione [NdB: Dio santo, no!!!! L'accostamento Rossi-Darwin e' quanto di piu' scientificamente blasfemo e misleading si possa pensare... Non avevo preconcetti su JB, ma questa vaccata mi fa ricredere. Penoso...]. Lui sapeva benissimo che avrebbe completamente scombussolato la scienza nei cervelli della gente, e che tale sconvolgimento nonn sarebbe stato accettato da tantissimi. La sua macchina E-Cat e' simile [NdB: andiamo benissimo! L'E-Cat come la teoria dell'evoluzione...]. Molti scienziati non vogliono crederci perche' questa sfida i loro attuali paradigmi scientifici. Ha mai pensato a questo aspetto, quando lei per la prima volta ha fatto la sua scoperta? Ha rifiutato di credere lei stesso alla sua scoperta, inizialmente?

AR: Beh, certamente ho messo in discussione quel che avevo scoperto.E' stata dura credere che a un certo punto io avessi prodotto un esempio funzionante di reazione LENR. Ho pagato Sergio Focardi, fisico e Professore Emerito all'Universita' di Bologna, perche' provasse a convincermi che m'ero sbagliato, e perche' mi liberasse dalla mia ossessione per le reazioni LENR. Alla fine e' successo che sono stato io a convincere lui, e Focerdi ha deciso di lavorare con me allo sviluppo della macchina E-Cat.

JB: Ci puo' raccontare qualcosa in piu' sulle sue discussioni con Sergio Focardi?

AR: Beh, non furono veramente discussioni: Focardi, come me, e' uomo di poche parole. Gli dissi solo che gli avrei dato 10.000 Euro perche' mi spiegasse come mai la mia tecnologia era sbagliata, e lui accetto'. Ma non ha guadagnato i 10.000 Euro, perche' non e' stato in grado di spiegare dove la mia idea fosse sbagliata. E questo l'ha portato a diventare mio partner.

JR: Lei ha discusso con Focardi nel 2007. Come mai la sua scoperta c'ha messo cosi' tanto a diventare di pubblico dominio? Avete lavorato 4 anni sui prototipi, o cosa?

AR: Prima di annunciare pubblicamente la scoperta, volevo essere certo di quel che avevo in mano. Io scendo in campo solo se sono sicuro di vincere [NdB: se dico che Rossi e' uno sborone, secondo voi sono passibile di Querela? Io dico di no...].

JB: Le LENR sono state pubblicizzate come una fonte di energia pulita e a basso costo, ma nessuna nuova tecnologia e' economicamente conveniente. Ci puo' dare un'indicazione del prezzo per megawatt ora di energia elettrica prodotta dalla sua macchina LENR? Spannometricamente, per quel che riguarda le altre fonti energetiche i costi in dollari per megawatt ora sono i seguenti:

Carbone: 95-135

Gas: 66-103

Nucleare (fissione): 113

Eolico: a terra 97, offshore 243

Solare: 210-310 [NdB: per quest'ultima categoria immagino che JB fornisca i dati per il fotovoltaico. Il termovoltaico e' molto piu' economico, e secondo me eventualmente l'E-Cat deve essere confrontato solo con quello, visto che per adesso dovrebbe essere in grado di fare acqua calda e stop...].

AR: Beh, saro' in grado di rispondere ufficialmente alla domanda soltanto quando l'E-Cat iniziera' a produrre energia elettrica [NdB: sono totalmente d'accordo con AR, stavolta, come preannunciato nella nota sopra], al momento siamo concentrati sulla produzione di calore. Stiamo collaborando con Siemens per realizzare un sistema che trasformi il calore generato dall'E-Cat in elettricita' [NdB: AR sta parlando della oramai famosa turbina Siemens in grado di usare vapore a 260 °C. Lui vorrebbe farci un impianto da 45 MW...]. Abbiamo fatto delle stime, e nel caso di cogenerazione (ossia, produzione combinata di calore ed elettricita') il costo sarebbe di circa 10 dollari a megawatt ora.

JB: La transizione completa alla fusione nucleare probabilmente potrebbe durare decenni [NdB: nel caso che la fusione fredda funzioni, caro il mio pallette. No?]. I costi sempre piu' alti dei prodotti petroliferi potranno essere un incentivo, ma il fornire il prodotto a sette o otto miliardi di persone sara' un compito improbo. Una volta che lei avra' i brevetti, quali sono i suoi piani per la produzione e la distribuzione? 

AR: Roma non e' stata costruita in un giorno. Provo a seguire la stessa filosofia, e porto la stessa pazienza. Lo sviluppo progredira' esponenzialmente man mano che andiamo avanti, fino a livelli che oggi non possiamo immaginare, ma per adesso ci stiamo focalizzando nella realizzazione di una linea di produzione in grado di produrre un milione di E-Cat l'anno.

[fine prima parte]

 

 

[1]: ho cercato sulla pagina un riferimento a copyright e diritti, non li ho trovati, e cerco di rimediare almeno attribuendo qua meriti e demeriti. Ovviamente l'intervista e' frutto del lavoro di James Burgess, cui vanno tutti i crediti (virtuali, soldi nulla, eh?). Io ho solo pedissequamente tradotto in italiano; laddove ho inserito i miei salaci commenti la cosa e' resa evidente al lettore che sa benissimo che quello che fa il bischero sono io, e non il sig. Burgess, ne' il sig. Rossi.

 

Barney

Shitter, App That Creates Toilet Paper Rolls Printed With a Twitter Feed

Media_httplaughingsqu_djasb

"Shitter" e' un ottimo modo per valorizzare i tweets, secondo me e l'omino del mio cervello.

Spero soltanto che ogni strappo sia:
1- piu' lungo di 140 fottutissimi caratteri (si legga a proposito il tweet in primo piano sul rotolone...),
2- resistente e morbido.

Son posti delicati quelli, in fondo...

Barney

Filed under  //   uselessness   shit happens  

xkcd: Cadbury Eggs

Media_httpimgsxkcdcom_dcnwj

Le Cadbury eggs sono una versione "pumped up" degli ovetti Kinder, senza la sorpresa ma con albume e tuorlo di zucchero/crema/grassi vegetali reidrogenati/troiai vari.

Credo che comunque la cosa sia approssimabile anche se mettiamo "Ovetti Kinder" al posto di "Cadbury Eggs"...

Barney

Filed under  //   xkcd  

"Perdido Street Station", China Miéville (Fanucci editore)

Ci sono libri in cui ti imbatti per caso, non conoscendo per nulla l'autore ne' il contenuto. La sorte te li mette davanti e -se sei fortunato e pronto- devi solo cogliere l'occasione. A me e' successo con "La famiglia Winshaw" di Jonathan Coe, in cui incocciai nel 1998 a Bologna, in una affollatissima Feltrinelli in pieno centro, di sabato pomeriggio. Non so da cosa fui attratto, ma dell'acquisto non mi sono mai pentito, e di Coe ho letto poi quasi tutto quel che ha scritto, compreso l'ultimo.

Altri libri invece ti inseguono per mesi o anni; rimangono al limite del tuo campo percettivo e aspettano che tu ti decida a dar seguito alla tua dichiarazione di intenti ("Questo devo proprio leggerlo, prima o poi").

"Perdido Street Station" appartiene a questa seconda categoria: erano mesi che mi faceva l'occhiolino dalla sezione "fantascienza" di una delle librerie del centro, e l'avevo preso in mano e posato decine di volte, mai convinto del tutto all'acquisto, forse un po' spiazzato dalla copertina e dalla lettura fugace di qualche frase iniziale.

Perdido1
Sino alla scorsa settimana, quando finalmente mi sono deciso a comperarlo. E la lunga rincorsa e' stata ripagata da un romanzo stupendo, un affresco che non so come catalogare se non "fantascienza cyber-steampunk con spruzzate di fantasy". Un romanzo che tra l'altro rappresenta il primo di una serie dedicata a New Crobuzon, la citta' entro la quale si dipana una storia che nasce in un lontano deserto di Bas-Lag, il pianeta che ospita l'intera trama.

Il libro e' un coacervo di razze differenti: uomini "normali", garuda (uomini-uccello volanti con ali, penne e becchi), khepri (uomini-scarabeo, anzi: donne-scarabeo perche' i maschi sono piccolissimi e idioti, in quella razza), cactacee (uomini-cactus), vodyanoi (uomini-rana), macchine senzienti (ovviamente a vapore), enormi ragni multidimensionali, demoni da invocare con attenzione, Rifatti (cyborg mezzi uomini e mezzi bestie con innesti di macchine)  e -sopra tutto cio'- le Falene Estinguitrici, di cui non diro' nulla.

La storia e' complessa, l'inizio del libro e' spiazzante: il primo capitolo e' il racconto in prima persona dell'arrivo di uno dei protagonisti a New Crobuzon, e capiremo solo dopo parecchio di chi si tratta e cosa sta meditando. Le sue riflessioni intervalleranno i vari capitoli, man mano sempre piu' lucide e chiare anche per il lettore.

Le varie sottotrame si dipanano senza apparente speranza di poterne tirare organicamente le fila, sino a quando tutto inizia a incastrarsi in maniera perfetta, e ciascun personaggio si ritrovera' esattamente al suo posto in un crescendo di rivelazioni e rivoluzioni: i malviventi spacciatori di merdasogni, la potentissima nuova droga; Isaac e Lin, lo scienziato folle e geniale e la sua compagna scultrice khepri; Yagharek, il garuda caduto; le macchine senzienti, e Jack Mezza-Preghiera, un Rifatto mezzo uomo e mezza Mantide Religiosa. Piu' altri personaggi non meno importanti.

La storia giunge ad un finale drammatico, in cui nessuno uscira' vincitore e tutti -chi piu', chi meno- perderanno qualcosa: il senno, l'onore o la vita.

Libro che avvince per tutte le sue quasi ottocento pagine, con un racconto permeato da notevoli spunti di riflessione sulla coscienza, la conoscenza, la rivolta, i movimenti marxisti-leninisti (giuro, c'e' pure questo), la diversita' che sfocia nel razzismo, l'amore, la pieta', la disperazione, la rassegnazione.

Da leggere, indubbiamente, perche' -come oramai a me pare evidente- la fantascienza e' uno dei pochi strumenti che abbiamo oggi per capire la nostra cultura.

 

Barney

Filed under  //   Books   SciFi  

"Il morbo bianco", Frank Herbert (Ed. Nord)

"Il morbo bianco" e' relegato tra i romanzi minori scritti dal creatore di "Dune".

Tantorthewhiteplague5001
Introvabile su Amazon, lo si compera sulle bancarelle (ad avere fortuna), oppure su Ebay a circa 5 Euro. E la ricerca del libro sara' ripagata dalla storia che leggerete, non facilmente catalogabile come genere, ma godibile ed interessante da molti punti di vista.

La storia e' stata scritta nel 1982, e racchiude molte delle tematiche care ad Herbert: politica, ecologia, psicologia, filosofia e spiritualita' permeano ogni pagina del romanzo che a tratti appare quasi profetico, a tratti un preludio ad una Apocalisse purtroppo possibile.

In breve il plot: John O'Neill, un brillante biochimico americano, ha deciso di passare un periodo di lavoro in Irlanda. Pochi giorni prima di iniziare le sue ricerche, sua moglie e i suoi due figli vengono uccisi in un attentato con un'auto-bomba organizzato dai Provos dell'I.R.A. (da non confondersi con il movimento Provo olandese).La perdita tragica della famiglia provoca in O'Neill un sentimento irrefrenabile di vendetta nei confronti dell'intera Irlanda, della Libia (in quanto anch'essa terra di terroristi), e dell'Inghilterra. In poco tempo O'Neill organizza un laboratorio segreto, fa perdere le sue tracce ed inizia una folle ricerca privata che ha come scopo la creazione di un morbo micidiale.

Il virus che O'Neill sta cercando di realizzare -con tecniche di ingegneria genetica descritte visionariamente bene, per un romanzo del 1982...- si lega al DNA delle donne, e in pochi giorni le uccide. I maschi risultano solo lievemente colpito dal morbo, ma la percentuale di morti femminili raggiunge il 100%.

L'intenzione di O'Neill e' quella di punire soprattutto Irlanda e Libia, ma l'azione dimostrativa iniziale sfugge immediatamente al controllo dello scienziato vendicativo, e il morbo si diffonde inarrestabile in tutto il mondo. Diventa imperativo proteggere dal contagio le poche donne rimaste, e ricercare una cura alla malattia che -mutando- inizia a fare strage pure in altre specie di mammiferi.

Il romanzo si snoda tra varie sottotrame, concentrandosi sull'aspetto psicologico degli avvenimenti e sul fatto che in breve tempo la civilta' mondiale regredisce quasi a livello preistorico. In un crescendo di infezioni e di tentativi di arginare la malattia, diviene lecito non solo uccidere chiunque invade i tuoi territori, ma anche nuclearizzare metropoli e simboli della civilta' come Citta' del Vaticano, o lasciare al proprio tragico destino interi continenti.

La scienza e' -ne "Il morbo bianco"- sia mostro incontrollabile e sempre pronto a sterminare l'umanita', sia unica soluzione allo sterminio: esattamente come e' nella realta'. La salvezza arrivera' proprio dalla scienza, ma nulla sara' piu' come prima in un mondo che vede il rapporto tra sessi spaventosamente sbilanciato verso i maschi: le poche donne rimaste potranno dettare tutte le condizioni che vogliono, anche quella di potere avere molti "mariti", visto che sono la cosa piu' preziosa sulla faccia della Terra.

Interessante, tra le altre cose, l'"accanimento" di Herbert (o meglio, di O'Neill) nei confronti della Libia, vista come impero del male assoluto. Pensavo che la cosa avesse un collegamento con l'attentato di Lockerbie, ma ho controllato: e' del 1989. In realta' all'epoca del romanzo Gheddafi era uno dei maggiori finanziatori dell'IRA, il che basta e avanza a giustificare la connessione Irlanda-Libia in un'ottica di realta' prestata al romanzo. Nel migliore stile Herbertiano.

Barney

Filed under  //   Books   SciFi  

Come un true believer e un medioman si pongono di fronte a questioni complesse (ovvero: corsi di recupero per amanti della fuffa)

Stasera, fuffa nuova, di ottima qualita', gia' data in pasto ai Monaci della Chiesa Diaccia Marmata degli Ultimi Giorni con discreto successo. E' roba "NASA certified" (ovvero, per chiarire: ci sono un due-tre persone alla NASA che studiano queste cose), e' roba presentata ad una conferenza importante e seria (vulg.: sono riusciti a ottenere una stanzetta e a organizzare un pomeriggio con quattro presentazioni-quattro di roba da urlo), ossia la Nuclear and Emerging Technologies for Space 2012 (side event della 43° Lunar and Planetary Science Conference), che ho saputo tardi che c'era senno' era interessante parteciparci, e' roba che va contro la scienza mainstream quindi, per la proprieta' transitiva del fuffaro, e' sicuramente la vera verita' rivelata.

Prendiamo un articolo dal mazzo dei quattro lavori presentati nella sessione "Advanced Concepts: LENR, Anti-Matter and New Physics" (il nome e' tutto un programma), e analizziamolo un minimo almeno nella parte iniziale.

Scegliamo ad esempio questo articolo qua, che parla di propulsione spaziale e quindi potrebbe essere potenzialmente di estremo interesse per me e l'omino del mio cervello:

Click here to download:
3082.pdf (134 KB)
(download)

Il titolo e' intrigante, e in italiano suona cosi': "Fisica della propulsione avanzata. Come imbrigliare il vuoto quantistico"

Cosa sarebbe il vuoto quantistico? E come lo imbrigliamo?

C'e' l'articolo apposta, vediamo di che si tratta, almeno in qualche punto poi ve lo leggete da soli, eh?

Nel commentare brani dell'articolo faro' un uso smodato di questo documento, (cui mi riferiro' come "Documento Applicabile 1", o in breve DA1) e di quest'altro documento, (ovviamente sara' DA2) mirabilmente tradotti in italiano dall'originale inglese da quel buon uomo di Leonardo Serni, insigne frequentatore di tutte le peggiori bettole della Rete da tempi immemorabili (chi dice da poco dopo il Diluvio Universale, chi piu' prosaicamente ritiene che il Serni abbia partecipato alla primissima riunione in cui venne definita ARPAnet).

L'introduzione dell'articolo, tradotta a braccio, suona piu' o meno cosi':

Le proprieta' del vuoto quantistico [1] possono essere utilizzate per far muovere un'astronave? L'idea di spingere il vuoto non e' nuova, in effetti l'idea di un "motore ramjet quantistico"[2] e' stata proposta per la prima volta da Arthur C. Clark [3]  (colui che ipotizzo' i satelliti geosincroni di comunicazione nel 1945) [4] nel libro "Canti della Terra lontana" del 1985: (qua ci sta la citazione di un brano del libro. Che, lo ribadisco, e' un romanzo di fantascienza) [5]...

Quando questo problema viene approcciato dal punto di vista strettamente classico (credo si intenda "con la scienza mainstream"), la risposta alla domanda (che -lo ricordo- era "Le proprieta' del vuoto quantistico si possono usare per far muovere un'astronave?") non puo' che essere "no", visto che non c'e' massa che viene espulsa per conservare il momento. Ma la Elettrodinamica Quantistica, o QED, [6], che ha predetto osservazioni poi verificate con la precisione di 1 su dieci miliardi [7], predice anche che il vuoto quantistico non e' vuoto...

Poi vi sono accenni ad osservazioni casuali (vulg.: mai piu' ottenuti, quei risultati. Maledizione!) ottenute nel 1948 da Willis Lamb, e infine il pezzo da novanta. L'effetto Casimir. Che e' una roba affascinante, ma ha il piccolo problema d'essere un effetto ridicolmente inadatto a muovere alcunche'. E per spiegare come l'Effetto Casimir possa far muovere un'astronave, i simpatici ricercatori di NASA sono costretti a tirar dentro anche lo stupefacente Effetto Unruh, di cui manco si sa se e' confermata l'esistenza (la maggioranza dice di no, e nessun esperimento ha mai confermato l'effetto in maniera definitiva).

E' roba di fisica teorica ai massimi livelli, che data in mano a ingegneri sperimentali non puo' che portare alla nascita di robe assolutamente non convincenti per non dire "bestialita' sesquipedali".

Si termina l'articolo teorizzando un Q-Thruster (un motore Quantico, ovviamente), che sulla carta e usando una fisica "estrema" ma comunque stirata ben oltre i limiti della teoria, forse dovrebbe riuscire a produrre effetti visibili. E se mi fai mettere un bel reattore nucleare sull'astronave (che col "motore" son QUARANTA tonnellate...), in 70 giorni t'arrivo a Saturno.

Ora forse si capisce perche' la prima citazione era di Arthur C. Clarke...

 

 

Note

[1] Come infatti ci spiega DA1 al punto 10. ... "Usate la parola "quantistico" in una frase, anche se avete solo una vaga idea di cosa significhi. Per un effetto ancora più impressionante, usatelo come aggettivo della vostra superstizione favorita (per es., rabdomanzia quantistica: sentite come suona serio?). Disseminate liberalmente i vostri discorsi di riferimenti all'universo olografico e di cardinalità transfinita, livelli vibrazionali e campi di risonanza gastrica"

[2] Non vi interessa veramente sapere cosa sia un ramjet. Se proprio volete vederne uno potete andare qua. E in ogni caso a noi interessa che il punto 7. di DA1 qua applica perfettamente, direi. No?

[3] Si, e' scritto proprio "Clark", potete controllare. Ora, secondo il credo del fuffaro (la riga 7 di DA2 ci viene incontro come un treno ad alta velocita'), storpiare o citare in maniera sbagliata i nomi di personaggi importanti e' indispensablie per i fuffari seri e professionali. La scusa che c'e' stata un'interferenza (il punto 37. di DA1) non si applica qua, trattandosi di articolo di ingegneri aerospaziali della NASA che cita Arthur C. Clarke, non Fabio Volo.

[4] Qua viene buono il punto 47. di DA1, con lieve aggiustamento. Si cita infatti uno scrittore di fantascienza per una sua idea giusta e tecnologicamente avanti espressa pero' circa settant'anni fa. Clarke oltre ad avere sicuramente anche detto delle puttanate in questo periodo (sino a quando non e' morto, dico) faceva un altro mestiere, invece che lo scienziato: scriveva libri di fantascienza.

[5] E infatti DA2 riporta "Per ogni utilizzo di lavori di fantascienza come se fossero fatti concreti"

[6] goto [1]

[7] Chiedersi quali fatti e' in grado di predire la QED con quella precisione e' ovviamente un plus, che identifica subito lo scettico rompicoglioni mainstream. Il fuffaro e' sazio dopo aver letto "dieci miliardi". Fossero anche noccioline americane, chissenefrega? Non so se hai capito: DIECI MILIARDI!!!!

 

 

Barney

Filed under  //   crackpots   fuffari d'un certo livello