... e magari due parole sul basket italiano. Che risolvo subito: vincera' di nuovo Siena per manifesta incapacita' degli avversari a metter su una squadra decente che poi giochi da squadra.
Detto che le mie biNbe sono riuscite a trascinare a gara-5 Taranto (poi campione d'Italia in tre partite secche contro i fantasmi di Schio magnagatti), e a piazzarsi quindi terze in un campionato nel quale secondo i soloni avrebbero dovuto retrocedere, passo immediatamente al campionato amerregano.
I miei Lakers sono usciti presto dai giochi, assassinati da una delle mie favorite di inizio anno: i Thunders di Oklahoma City che fanno dell'esuberanza giovanile e della fisicita' il loro punto forte (si, ma poi c'e' gente come Durant, Ibaka, e il pazzo mancino di Harden che giocano da mostri, poche storie), ma se avessi dovuto giocare due Euri su di loro (intesi come LAL) non l'avrei fatto, per tre motivi:
Il campionato e' stato condizionato dalla serrata che s'e' conclusa proprio a Natale, e quindi le partite si sono compresse in pochi mesi, con un tour de force impossibile per una squadra con l'eta' media assai alta (tre o quattro match a settimana ammazzano, se non hai venticinque anni);
Il cambio di allenatore, che ha chiuso l'inavvicinabile ciclo di Phil Jackson e ne ha aperto un altro che secondo me si chiude piu' o meno quest'anno, a meno di dodici mesi dal suo inizio.
La cessione di Odom e la pazzia conclamata di Metta World Peace, alias Ron Artest, che in pratica fa giocare la squadra sempre con un uomo in meno, proprio perche' Lamarvellous non c'e' piu'.
Ma parilamo di semifinali di Conference, via.
A Ovest sono rimasti gli Spurs dei vecchioni Duncan, Parker, Ginobili e compagnia cantante, che sono partiti fortissimo in casa contro i Thunders e si son portati sul 2-0 in un amen. Per poi essere ripresi e appaiati da Durant e compagni, veramente impressionanti per fisicita' e atletismo. Ora siamo sul 2 pari, e stasera vedremo se i ragazzi di Oklahoma riusciranno ad espugnare San Antonio: sarebbe il preludio alla finale, cui i Thunder arriverebbero da favoriti, almeno per quel che posso dire io.
A Est abbiamo un classico Celtics-Heats, con i verdi che mettono in campo il quintetto piu' vecchio dell'intero campionato, ma Cristo: se hai Pierce, Rondo, Garnett e Allen in squadra puoi far giocare anche me come quinto, e in moltissimi casi vinci facile. Contro Miami orfana di Bosh infortunatissimo e' bastato solo due volte su quattro, e anche qui l'inizio e' stato favorevole agli Heats che in casa hanno ammazzato i Celtics. Gara 3 e Gara 4 sono state appannaggio di Boston, con l'ultima partita finita ai supplementari e vinta di due dai Celtics su tiro sbagliato di Wade. L'esperienza paga, alla fine, soprattutto se regge il fiato.
Pronostici per le semifinali (cosi' chi e' interessato puo' puntare sulle squadre che non sono le mie favorite):
Oklahoma a ovest e Boston a est.
Finale incertissima, dipendera' dal numero di infortunati di Boston (Ray Allen e' rientrato da poco dopo uno stop prolungato, e ci ha messo sino a ieri sera per rrecuperare il ritmo partita) e soprattutto da quanto reggera' a questi ritmi Rajon Rondo, vero MVP degli ultimi sei anni. Guardate le statistiche di base: 12 punti e 11 assist a partita fanno in realta' 34 punti usciti dalle sue mani. E spesso ci sono una decina di rimbalzi, palle recuperate, falli subiti... Insomma, e' meta' squadra, e non esagero.
No, perche' sembra che non succeda nulla, e in realta' non e' che ci siano chissa' quali novita'. A parte quelle che sempre piu' fanno sembrare questa vicenda la brutta copia della Stangata.
In breve, quindi: sul fronte Rossi ed E-Cat si sa solo che l'ineffabile ha cannato l'ennesima promessa di fantasmagoriche novita', visto che non mi pare che questa settimana sia successo qualcosa di spettacolare. Ah, la cosa sconvolgente e' che Rossi dichiara di essere riuscito a far funzionare a 600° C il trabiccolo. Ottimo dal punto di vista del calore prodotto, ma pessimo se si pensa che il Nostro ha sempre affermato che il core dell'E-Cat e' schermato dalle radiazioni gamma che avengono al suo interno da una lastra di piombo. Ora, essendo che il piombo fonde a 327,46° C, avere lo schermo attivo in quelle condizioni e' -come dire?- assai improbabile. Ma aspettiamo...
Sul fronte "piezonucleare", invece, grande spolvero e strombazzamento.
Dicesi "piezonucleare" una reazione nucleare indotta da rottura per compressione di pietre.
Si comincia con questo articolo qua del 29 maggio 2012:
E' firmato da nove ricercatori dell'INRIM di Torino, ente metrologico presieduto dal prof.Carpinteri. E racconta in tre paginette facili facili che che i dati presentati nel lavoro del 2011 pubblicato su "Strain" da un gruppo di ricercatori, e firmato come primo nome proprio dal Prof. Carpinteri "non possono essere il risultato di misure indipendenti", almeno non con una probabilita' superiore a 1*10^-9 (che significa: una su un miliardo. E' stato calcolato che le probabilita' di vincita al Superenalotto siano una su 622 milioni...). Insomma: nove ricercatori danno del "truffatore" al loro Direttore. Non male, come inizio, vero?
La cosa viene ripresa un po' in giro, ad esempio sul blog di Camillo Franchini, chimico pisano in pensione ma sempre agguerritissimo contro i claims miracolistici senza uno straccio di prova.
Ma non e' finita mica qua, eh? Marco Cattaneo, dal suo blog ospitato su "le Scienze", spara a palle incatenate su tutto il circo piezonucleare, che millanta titoli accademici stratosferici (Man of the Year 2011! Excellent researcher 2010!!! E via andare), titoli che valgono esattamente quanto quelli del Trota. Ovvero, nulla.
Oggi, infine, a cortocircuitare il tutto abbiamo pure l'articolessa sul Fatto Quotidiano. Incredibile: non ci credono nemmen loro.
Aspetto trepidante solo la voce di aBbeppe Grillo che grida allo scandalo, poi posso considerare chiusa l'ennesima avventura nelle pseudoscienze.
Ho letto poco fa che un ragazzo pratese di 24 anni, giocatore di pallamano e in procinto di aggregarsi alla nazionale in Puglia (nazionale nella quale era titolare) s'e' ammazzato sotto al treno, sdraiandosi sui binari alla stazione di Bologna.
La faccia del ragazzo mi ha colpito, sul sito dal quale ho ricavato la notizia, per l'espressione tra il disincantato e lo strafottente, con un retrogusto di malinconia e tristezza che -a posteriori- avrebbe potuto far suonare campanelli d'allarme tra i suoi familiari o i suoi compagni di squadra. La faccia non la troverete qua, ne' troverete il nome del ragazzo; non per una politically correctness che non mi appartiene, ma per il rispetto che e' dovuto di fronte a un'incomprensibile dramma.Mi ha anche colpito la giovane eta' (solo pochi anni di piu' rispetto al mio figlio maggiore), e il fatto che il ragazzo non pare venire da situazioni di degrado o di difficolta': e' pur sempre un atleta di livello, e sebbene la pallamano sia -ingiustamente- uno sport minore, qualche minimo benefit e qualche forma di protezione sociale (per esempio, frequentare un gruppo omogeneo di tuoi simili) deve averli avuti pure lui. E' -questo tipo di morti- quello che capisco meno, tra le valanghe di industriali/operai/artigiani che preferiscono smetter di combattere la crisi e la vita uccidendosi -e, con, questo, perdendo clamorosamente la sfida con la realta'-. Perche' di sicuro i motivi che hanno spinto A. B. ad uccidersi sono meno "concreti" di quelli che hanno guidato le scelte di chi ha deciso di farla finita per i soldi o per l'amore finito o mai arrivato, ma altrettanto di sicuro piu' profondi e potenti. Il ragazzo ha lasciato un biglietto per i suoi genitori, con sopra scritto solamente "Non riesco piu' a vivere", e spero che i genitori non si sentano in colpa per il gesto estremo del loro figlio, perche' la frase e' piu' un tentativo di scusarsi e di giustificare l'ingiustificabile che altro.
Mi piacerebbe capire come si fa a non riuscire piu' a vivere: soprattutto nell'ottica di uno che ritiene che questa sia l'unica vita che gli e' stata messa a disposizione, e che ha davanti a se i tre quarti forse migliori della sua esistenza. Mi piacerebbe anche capire se questa incapacita' a vivere sia tipica dei nostri giorni, in cui conta certamente di piu' l'apparire rispetto al'essere e il conformarsi rispetto al trasgredire.
M'e' venuto in mente, proprio mentre scrivevo, un tipo che si e' suicidato anni fa in un garage sotto casa nostra. Era uno uomo solo, semi-alcolizzato, che viveva -lui emigrato dalla Sardegna- in una delle citta' meno tolleranti d'Italia. Viveva facendo il guardiano a un incredibile raccolta di robe vecchie ammassate nello stesso immenso fondo nel quale poi s'e' impiccato. Ci avevo addirittura trovato delle mattonelle uguali a quelle della cucina, la' dentro, tra assurdi caschi da parrucchiera anni '60 e raccolte di "Cronaca Vera" e "Novella 2000" d'epoca.
Un giorno il titolare della ditta di robivecchi mori', e il povero guardiano girellava senza sapere cosa fare, li' attorno, unica persona che ho visto bere da una bottiglia camuffata in un sacchetto di carta. Non disperato, ma incapace di vedere il suo futuro, nemmeno triste da quel che posso ricordare. Spaesato, ecco.
Invece, una notte di inizio estate mi affaccio alla finestra e vedo i lampeggianti blu di una ambulanza. Mi affaccio, riconosco uno dei barellieri e chiedo se fossero venuti per il signor Vittorio, simpaticissimo vicino che ha tirato avanti piu' di sessant'anni con un polmone solo. No, mi dice l'amico: e' uno che s'e' attaccato al trave nel garage.Sono rimasto molto colpito da quell'episodio, cosi' come mi ha colpito la notizia di oggi (uno dei motivi e' forse che mi sarebbe piaciuto tantissimo giocare seriamente a pallamano, da piccolo), soprattutto perche' dalla morte non torni indietro. Per tornare a qualche riga piu' su: penso che questo tempo abbia inciso pesantemente su molte persone, sulle loro vite e sulle loro prospettive. Lasciando da parte gli imprenditori/gli operai/gli artigiani che magari si suicidano come prima (si sa, le statistiche sono fatte per provare tutto e il contrario di tutto), e magari no... mi piacerebbe trovare i dati per quanto riguarda i suicidi tra giovani; non vorrei che la generazione "no future" si decimasse da sola, proprio perche' non riesce a trovare un valido motivo per vivere...Barney
Un post per segnalare un altro post che -oltre al mio di qualche giorno fa- si occupa del bel film di Cahill. Un post ricorsivo, insomma. Ma d'altra parte il tema del film e' il rincorrersi dei personaggi sui due pianeti identici...
Dafne si affaccia al film da un differente punto di vista e con una sensibilita' femminile che ovviamente non posso avere io, l'unico punto di contatto con quel che scrivo e' il giudizio estremamente positivo rispetto alla pellicola...
E' sempre interessante vedere come due persone possano cogliere aspetti diversi di una stessa inquadratura, come l'aspetto dell'espiazione che io ho trovato predominante sia in sostanza quasi rimosso dalla signora Visconti. Come invece lei si sia soffermata sul destino che ha fatto incontrare due persone segnate dalle intemperie della vita...
Insomma: due giudizi che concordano solo sul fatto che "Another Earth" e' uno dei migliori film della stagione. E non e' un particolare secondario.
Per chi e' interessato (a me l'argomento non appassiona piu' di tanto...) siamo in pieno orgasmo da calcioscommessopoli, esattamente come nel 2006, alla vigilia del fortunatissimo mondiale tedesco. La cabala e' quindi dalla parte degli Azzurri, per quel che puo' contare.
In questi giorni convulsi di perquisizioni e sequestri, notizie, scoop e smentite, giocatori mandati a casa dal ritiro della nazionale perche' indagati, e altri lasciati al ritiro della nazionale anche se indagati, spiccano le dichiarazioni di Gigi Buffon, portiere e capitano della squadra italiana. Ieri ha fatto notizia perche' ha dichiarato -tra le altre cose, va detto- che "son meglio due feriti che un morto", riferendosi alle partite spesso "accomodate" che farciscono il finale di campionato di molti paesi. Il significato della frase, per come l'ho capita io, e' che e' sportivamente scorretto, ma comunque lecito che due squadre che lottano per non retrocedere, e per le quali una sconfitta potrebbe essere fatale mentre un pareggio rappresenta un buon brodino, facciano di tutto per non farsi del male. Per non ammazzarsi, insomma. E rimaner solo "feriti".
L'interpretazione fuori contesto e' stata invece che Buffon comprende le combines. In realta', nella stessa intervista il portiere ha anche detto che chi vende le partite dovrebbe essere radiato, e il suo contratto rescisso senza alcuna penale. Poi il vecchio Gigi s'e' scagliato contro le fughe di notizie che permettono ai giornalisti di sapere prima chi verra' arrestato, e contro certi magistrati spettacolaristi e passacartisti. Insomma: una presa di palcoscenico a 360° fatta col piglio del consumato teatrante.
Oggi, forse per punire Buffon e le sue uscite spericolate sulla stampa, e comunque per confermare che certi giornalisti attingono a fonti privilegiate nei palazzi di giustizia, esce la notizia che Gigi qualche anno fa avrebbe passato circa un milione e mezzo di Euro in assegni -in varie tranches, ovvio- a un tizio di Parma, che -vedi te i casi della vita?- di mestiere fa il gestore di una sala di scommesse legali.
Apriti cielo!
Sul povero (?!!) Gigi son caduti gli strali moralisti di mezza Italia (come se nessuno sapesse che Buffon scommetteva...), e le preoccupazioni dell'altra meta'.
A me la cosa lascia abbastanza indifferente, ma quando ho visto come e' stata impaginata la notizia su Repubblica.it, non mi sono potuto esimere dal commentarla. Non dopo avere pero' fatto uno screenshot della pagina incriminata, da passare a futura memoria.
Si noti il banner pubblicitario a destra, e non mi si racconti che e' un caso:
Business is business, anche se e' coinvolto il portiere della nostra nazionale di calcio...
M'ero segnato il titolo, tempo fa, ma le speranze che capitasse dalle mie parti erano bassine. Invece, oggi sono potuto andare a vedere "Another Earth" con Mrs. Panofsky.
Se capita dalle vostre parti cercate di andare a vederlo perche' e' un'ottima opera prima di un giovane regista indipendente americano. Il film ha tra l'altro vinto uno dei premi al Sundance Festival del 2011.
La trama, in breve, non prima d'avere detto che sebbene il plot a grandi linee ricordi "Melancholia" di Lars Von Trier, la trama se ne discosta rapidamente. Comunque, questo film e' precedente alla pellicola di Von Trier.
Rhoda (la bella e brava Brit Marling, che ha l'unico neo di aver lavorato per Goldman Sachs...) e' una diciassettenne appena diplomata, che festeggia l'accoglimento della sua domanda di ammissione al MIT per studiare astrofisica. Finita la festa, un po' alticcia ma soprattutto esaltata dalle novita', rincasa con la sua auto. Alla radio parlano della incredibile scoperta di un pianeta in tutto e per tutto uguale alla terra, che si sta avvicinando al nostro pianeta e che e' visibile gia in quel momento "un po' a est della Stella Polare". Rhoda si affaccia dal finestrino e inquadra il puntino blu in cielo, ma fatalmente si distrae dalla guida e becca in pieno una auto familiare ferma ad un passaggio pedonale. E' una strage: muore una donna incinta e suo figlio di cinque anni, mentre il marito restera' a lungo in coma.
Rhoda viene arrestata e incarcerata per quattro anni.
All'uscita dal carcere, la ragazza si rifiuta di ricominciare la sua vita precedente e, dilaniata dai sensi di colpa, accetta di lavorare come bidella in un anonimo liceo di provincia. Nel frattempo la febbre per "Terra 2" che si sta avvicinando e' ai massimi, tanto che una societa' privata organizza una lotteria che regala un biglietto per il viaggio di esplorazione sul nuovo pianeta.
Rhoda un giorno scopre, per caso, l'uomo sopravvissuto all'incidente mentre deposita un giocattolo del figlio sul luogo dell'incidente. Decide di andare da lui e assumersi le sue responsabilita', ma quando l'uomo le apre non ha il coraggio di confessare la sua colpa, e si inventa di essere una donna delle pulizie che offre un servizio di prova gratuita.
Da quel momento, la vita della ragazza ha come unico scopo quello di aiutare John, il sopravvissuto all'incidente, che e' quasi un alcolizzato e che ha lasciato il suo lavoro di compositore affermato per rintanarsi nella sua casa e lasciarsi lentamente andare alla deriva. Il film si dipana tra incomprensioni, piccoli avvicinamenti, drammi personali sino al (quasi) scontato innamoramento tra Rhoda e John. L'idillio dura pero' poco: Rhoda scopre di avere vinto, con la sua composizione di 500 parole, la lotteria per andare su "Terra 2", e riesce finalmente a decidersi a confessare a John quel che successe quattro anni prima.
Il finale (i finali?) non e' scontato, e lo lascio allo spettatore incuriosito.
Il film, in se, usa molto bene il pretesto della fantascienza per parlare di sensi di colpa, rimorsi di coscienza, assunzione di responsabilita', tutto in chiave molto americana (oserei dire WASP) ma tutto assolutamente coerente e godibile.
Molto bello anche il commento sonoro alle scene cruciali, divertenti alcune trovate scientifiche (l'astrofisica alla Hack che tenta il contatto con il nuovo pianeta, e si trova a parlare con la se stessa di Terra 2, che e' nata lo stesso giorno e ha fatto esattamente le stesse cose sue nella sua vita, e' un esempio), notevole la fotografia e gli esterni, bravissimi gli attori.
Una chicca da fanatici della fantascienza: quando Rhoda ritorna a casa dopo i quattro anni di prigione, entra in camera e sulla scrivania c'e' una copia della Trilogia della Fondazione di Isaac Asimov.
Il vincitore assoluto delle scorse elezioni amministrative e' stato il santone del Movimento 5 Stelle, ossia Beppe Grillo.
Beppe Grillo in abito da sera, appena lavato.
Il comico genovese s'e' ben guardato dallo "scendere direttamente in campo", ma gestisce il movimento come un padre-padrone che tutto decide e tutto impone, alla faccia della democrazia diretta. Sulla bonta' delle idee dei grillini si pronuncera' la storia; per adesso mi pare un misto-mare di ovvieta', bestialita', utopie, straw man arguments, e di sicuro mi dimentico qualcosa... Ah, si: social web in tutte le salse.
Bene, per evitare di far la fatica di scrivere ancora sull'uomo, lascio il campo a un bel documento scritto qualche anno fa da un transfuga dal M5S (che per gli attuali affiliati e' come uno che esce dai Testimoni di Geova, o da Scientology (TM e Copyright, perlamordiddio!)):
Poi segnalo questa raccolta di vaccate scientifiche raccontate da Beppe Grillo negli anni. Si va dalla oramai arcinota BioWashBall, a stravaganti teorie sull'Aids e sul cancro, all'inutilita' dei vaccini, alla letalita' dei pomodori OGM. Un florilegio di stronzate, per dirla alla francese.
Infine, non posso esimermi dal segnalare l'ottimo pezzo di Filippo Facci, che oggi ci racconta -se ce ne fosse bisogno- quali sono le idee di chi sta dietro a Beppe Grillo, ossia lo studio Casaleggio e associati. Ecco il delirante video del giuda-santone a molla, in cui si delinea il futuro prossimo venturo:
Avevo lasciato "Gelaterie sconsacrate" alla traccia cinque, "Altrove".
La sesta e la settima traccia -"Merenderi" e "Nouvelle cuisine" rispettivamente- sono quasi un interludio, uno stacco giocoso/gioioso e quasi liberatorio dopo la gragnuola di sensazioni e sentimenti dei brani precedenti.
"Merenderi" verra' ripresa anche in "La verita' sul tennis", e diventera' "Rimerende". L'atmosfera sa di fine della scuola, di adolescenti che scoprono il sesso durante le oziose giornate estive, ma che continuano a merendare con le merendine:
Merenderi merenderi siamo merenderi tanto oggi è uguale a ieri e non ho pensieri non c'è giorno che non passi, foglia che non cada confezione di merende che non scada Best before tonite stay with me before tonite stay with me 4 ever, si! Da Livorno a Tirrenia, da Marina a Vada giorni senza scuola, senza freni, senza mani confezioni apri e chiudi e siamo nudi Preferibilmente stai con me entro stasera ti voglio tanto bene tanto bene tanto 4 ever Merenderi merenderi dammi la tua merendina merenderi merenderi ho finito la benzina Best before tonite stay with me before tonite stay with me oh, 4 ever, si!
"Nouvelle cuisine" e' un rapido divertissement in francese, cantato da Lenzi con una voce da Mangiafuoco che bene da' l'idea d'una cucina laida e fumosa delle banlieues parigine:
Les petits chefs se pavanaient au fond des casseroles voilà voilà voilà l'abime de la nouvelle cuisine c'est moi qui suis sourd ou c'est toi qui parles un latin de cuisine?
Poi si passa a due pezzi bellissimi. Il primo e' "Caesar Palace", testo delirante e cambi di ritmo e di tempo che fanno pensare ad una insolazione da troppa spiaggia. Sole diritto sulla testa, senza cappello. E i risultati sono questi:
Con le altre si, con le altre si che lo farei ma con te mai devi fermarti poco prima degli spasimi toccami le scarpe di vitello blu, sei tu sei tu sei così bella, sei come la mia mamma cantami la ninna nanna Lo vedi che ho la febbre, la febbre delle isole febbre, ormai parlarmi è inutile, passami le pillole. Ho fatto un sogno, ho visto un mondo nuovo dodici elvis volanti paracadutati sopra il Caesar Palace. Rimani, rimani, liberami le mani, giochiamo ancora a ping pong come due bravi senatori romani. Lo vedi che ho la febbre, la febbre delle isole febbre, ormai parlarmi è inutile, passami le pillole. Scrivi, scrivi pure la mia biografia ma per favore devi dire che sei stata solamente mia, vedi che la moglie di cesare deve restare al di sopra del sospetto, ma siediti sul letto Non vedi che ho la febbre, la febbre delle isole febbre l’oceano ormai è pacifico dammi un anestetico.
Poi c'e' "Venere, Nettuno, Belvedere". Non so da cosa viene il titolo, ma suona come una triade di nomi da stabilimento balneare scelti tra gli evergreen assieme a Lido, Stella Polare, Gina...
Testo duro e concordante con la musica: la chitarra e' assillante e ruvida come in "Altrove", e le note strappate si amalgamano ai cambi di contesto delle parole scritte da Lenzi. Da un distacco quasi zen all' "apri le gambe che adesso io ti prendo. O quasi...":
E il vecchio non viene più col bastone a dividerci il mondo noi non diamo risposte su chi stia godendo di più: sono discorsi tra parentesi questi nella noia immortale. "Caccia ti prego questi randagi" "Scatta una foto a queste cabine". Vedo i tuoi fianchi e torno da te apri le gambe che adesso io ti prendo o quasi... si ci sono cani sulla spiaggia, libeccio padri che giocano con i loro bambini e tu fra le braccia col vento le nuvole giungono a noi poveri cristi portate da un dio che dalla coppa piove il piacere di dimenticare le cose di ieri quando tu, fra le braccia mie ci stavi e c’eri... Vedo i tuoi fianchi e torno da te apri le gambe che adesso io ti prendo o quasi...
"L'agente al Cairo" e' un passaggio ad atmosfere da Lawrence d'Arabia, per raccontare ancora -forse- la donna che e' salita sul treno che passa dalle stazioni tirreniche:
Lo sai, avrei fatto di tutto se me lo avessi chiesto salti e capriole e fughe dall’Egitto ma non mi hai scritto mai e non per farne un dramma ma almeno quattro righe di saluto, almeno un cablogramma Tutto l’occidente arriva a queste sabbie dimentica le nebbie ma non ritrova niente ed io che sono li tuo Agente al Cairo... Missione difficile la mia sotto questo sole trovare un filo d’ombra fra la mozione e l’atto quando ad un tratto ho avuto una visione tutta di latte e di miele. Tutto l’occidente siede su queste dune e scrive i tramonti dietro le cartoline ma io come sempre dico il mio amore in codice segreto, ma per niente genetico: Tu, l’Agente tuo, rispettalo e amalo che non ti costa niente. Ed è stato tutto un dire, è stato tutto un fare e tutto un baciare, quindi una lettera ed un testamento ma tu, l’Agente tuo, rispettalo e amalo che non ti costa niente. Arrivederci e grazie.
Stupenda la fine: un saluto e un ringraziamento comunque sia andata, che l'esperienza e' valsa sicuramente la pena.
L'undicesima traccia e' la versione autunnale di "Tutti al mare", qui riproposta in versione live:
La chiusura del disco non poteva che essere lasciata a "L'estate e' finita".
Oggi è un giorno che i ciechi vanno per casa sbattendo dentro nascendo crescendo un rumore di nuvole e vento vento, vedi, il vento va dove vuole, dove vuole. E dal pavimento riesuma odore di cenere e i demoni di dopobarba si aggirano dentro le camere dormi dormi. Smette la pioggia goccia a goccia il cielo di notte si spoglia, si rilassano gli armadi, si addormentano le cose, le finestre scontrose da lontano gli orologi tornano a piovere tempo nel tempo. Ora non pensare a queste cose, dormi come se ci fosse un’altra vita, dormi che l’estate è finita per noi l’estate è finita. Una due venti ventuno gocce ed ognuno labile scivola giù. Dormi, dormi l’estate è finita.
Rumori, suoni, odori di una stagione che scorre e scivola giu', su di noi che dormiamo assieme alle cose, in attesa della prossima estate.
E della fine pure di quella.
Ecco: i discorsi son finiti e sarebbe il caso che chi si imbatte in questa roba qua considerasse -seppure per assurdo, seppure come ultima possibilita'- l'acquisto del disco.Si, capisco che Ligabue sia piu' diretto... Si, la Pausini ha una bella voce... Si, Tiziano Ferro e l'outing...
Si, quel che volete: ma "Gelaterie sconsacrate" e' altra roba, fidatevi.
Suoni in una band indipendente, che si smazza da qualche anno per tirare avanti tra concerti al circolino ARCI sotto casa e entusiastiche recensioni su fanzines lette solo da chi ci scrive sopra. Pero' suonate niente male, e i testi hanno una potenza quasi visionaria nella loro accademica perfezione di sintassi e congiuntivi, nel richiamo a classici latini e a parole straniere che chissa' cosa voglio dire, ma pare ci stiano proprio bene.
Insomma: va a finire che -tra un premio e un riconoscimento della critica- riuscite a strappare un contratto con una etichetta che promuove gente brava. Come voi, che siete i Virginiana MIller, e che vi siete scelti il nome prendendolo ad una quercia americana vista all'Orto Botanico di Pisa.
E dalla sala di incisione tirate fuori un capolavoro.
Che si intitola "Gelaterie sconsacrate", e che gia' dal titolo fa presagire che non si tratta dell'ultima fatica di Al Bano e Romina, o dell'ennesima uscita di Vasco o Baglioni. Un disco che in molti hanno considerato uno dei migliori degli ultimi anni in Italia, e che viene giustamente ristampato dal prossimo 29 maggio, con una nuova, splendida copertina che ritrae una giostra innevata sul lungomare di Livorno (azzarderei addirittura la Rotonda Mascagni)
Il disco contiene talmente tanta roba che e' difficile non soffermarsi sulle singole tracce. Un tema lega molte delle canzoni: l'estate delle gelaterie che danno il titolo all'album, che pare nascere e morire nel corso del disco stesso. Che infatti si chiude con la paradigmatica "L'estate e' finita", ma andiamo con ordine.
Si inizia con "Curriculum", un brano intimista che parla d'amore metaforizzandolo con la ricerca di un lavoro che non c'e', per il quale comunque bisogna preparare un CV:
Nome e cognome, indirizzo, poi numero di telefono patente auto e tutto quel che vuoi ma nessuna precedente esperienza di lavoro perchè sono sempre stato solo.
Molte delle cose cantate sembrano attagliarsi a Simone Lenzi, cantante e scrittore dei testi dei VM. Il ritornello esplicita il tipo di ricerca che l'estensore del brano sta facendo: non certo d'un posto di lavoro, ma piuttosto un rapporto affettivo/fisico, pure di effimera durata -una sera, questa sera-:
C'è un posto per me? Leggimi, sono qui, ti apro il mio cuore malato stasera mi butto con te sul mercato prendimi, sono qui, pulito e profumato stasera mi butto con te sul mercato.
La canzone si chiude con un avvertimento inquietante, che lascia aperto il finale a una pletora di possibili sviluppi:
Ma se hai paura di me fai bene.
La seconda traccia e' una delle canzoni piu' famose dei VM: "Tutti al mare", un racconto bellissimo e struggente di una classica gita domenicale sulla sabbia bollente di Viareggio o Tirrenia o Vada... Una qualsiasi spiaggia toscana, insomma, dove pare di sentire risuonare l'immancabile richiamo "Cocco bbello!!!", urlato dal solito ometto di un metro e sessanta massimo, in calzoncini corti e torso cotto da decenni di passeggiate al sole:
...e ogni tanto mi accorgo che babbo si perde a guardare le donne del mare tutte nude, tutte al mare. mamma non vuole comprarmi la noce di cocco e mi porta a bagnare la testa con l'acqua di mare, che il sole comincia a scottare
Il brano incalza con la descrizione di tutta la famiglia, presente in forze alla giornata marina:
e sono a sedere sulle ginocchia del mio più forte zio... quello che a Forte dei Marmi ha vinto una gara di tiro al piattello, ed una di ballo liscio e che oggi è venuto con noi qui al mare
e c'è anche la zia che rimane a guardare mentre noi ci tuffiamo nel mare perchè lei dice che oggi il bagno non lo può fare
E davvero moltissimi elementi sono come una foto color seppia (e un tardivo svelare di piccoli segreti, come il motivo per il quale la zia non poteva fare il bagno. Che a sei anni non lo capisci, adesso forse si), per chi da piccolo trascorreva le sue estati sulla sabbia della Versilia.
Lo stesso brano ricompare identico nel testo, ma con arrangiamento piu' posato e registrazione in presa diretta alla traccia 11, che aggiunge un "versione autunnale" al titolo della canzone.
La terza traccia e' uno splendido film dell'orrore, con musiche graffianti e ipnotiche che fanno da contorno al racconto di un fatto di sangue -pare- realmente accaduto, mi immagino ad inizio '900: un omicidio passionale causato dal troppo vino, "L'uomo di paglia". Si parte con una tranquilla partita di tresette al bar, con gli amici, presto pero' guastata dall'arrivo di un misterioso messaggero di sventura.
Sera di sabato e di vino, preziosissimo vino mani sul tavolino che strisciano e bussano chiamano il seme di cuori e di fiori neri Maresciallo, io stavo tranquillo, bevevo quando la porta si aprì, entrò il vento e col vento entrò lui. Satanasso gli tocca le labbra e gli mette in bocca le parole: Corri, corri, corri, corri a casa corri la tu' moglie è con un 'omo.
L'uomo corre a casa, ubriaco e confuso, ma la Luna e l'ebbrezza gli giocano un tragico scherzo:
Vicino a casa mia c'è un campo e il campo è mio era una notte bella di luna ma vedo un'ombra che si allontana maledetto il giorno che sono nato maledetto il giorno che sono entrato in casa mia con in mano un pennato.
Il pennato e' -per i toscani- la roncola. Quel che avviene dopo ce lo immaginiamo, come se lo immagina il poveraccio cui lo choc ha fatto perdere la memoria, che il giorno gli fa ritornare, e con la luce quel che sembrava ombra ritorna un innocuo spaventapasseri:
Poi non ricordo, non mi ricordo niente ma ho visto Maria Vergine l'Immacolata con il mantello d'oro e la gola tagliata e ho visto il campo splendido nel mattino e l'uomo di paglia a guardia del mio grano e ho visto sangue sangue sangue sulla mano...
Quarta traccia ancora a tema "estivo", ma assolutamente spiazzante. Si canta, infatti, delle vacanze di Adolf Hitler a "Dotlingen", paesino della Bassa Sassonia dove il Fuhrer era solito svernare da giovane:
Lui veniva qui a passarsi le ferie portava da mangiare agli uccellini del lago. Tutti intorno a me, non abbiate paura io vi proteggerò da chi vi vuol far del male. E loro il pane lo mangiavano ma restavano zitti che non riuscivano ancora a parlare in tedesco.
Scenario idilliaco, con Hitler che parla agli uccelli proprio come -secoli prima- era solito fare San Francesco. E infatti:
Poi dopo qualche giorno questo San Francesco si rimetteva in cammino e tornava a Berlino... "Wollt ihr den totalen Krieg?"
Il novello San Francesco che chiude l'idillio esclamando -mi immagino un po' sull'incazzereccio...- "Ma allora volete la guerra mondiale, eh?"
Quinta traccia per "Altrove", un brano simile per ambientazione e per potere evocativo a "Tutti al mare". I treni "direttissimi altrove", che pero' passano da malinconiche stazioni tirreniche perennemente vuote di tutto, portano via anche una lei che non puo' rimanere. E che quindi va altrove, perlappunto. Perche' lei e' troppo migliore di lui:
Sono stazioni tirreniche al sole dove passano i treni direttissimi altrove. E' un palmizio borghese accanto alla vasca vuota dei pesci, rossi negli occhi. E' un museo dell'estate, le gelaterie sconsacrate sono i canarini gialli nella precisione delle finestre. sono le epoche brusche delle maree da sentire coi piedi sotto un cielo questo che vedi con gli occhi dei sandali blu. Tu sei, si sei quello che sei ma comunque sei tanto più di me e sei, si sei quello che sei ma comunque sei tanto più di me e allora vai, prendi il treno e vai che se non te ne vai tanto te ne andrai e vai, prendi il treno e vai che se non te ne vai tanto te ne andrai perchè sei, si sei quello che sei ma comunque sei tanto più di me e vai, prendi il treno e vai che se non te ne vai tanto te ne andrai verso stazioni tirreniche altrove dove passano i treni direttissimi al sole ...altrove
L'ultima strofa ripetuta ad libitum su una chitarra in crescendo acidissimo, trascina l'ascoltatore veramente lontano, magari proprio sulle tracce della donna che se ne e' andata, in un tentativo di raggiungerla che viene frustrato dal secco stop della batteria, che determina la fine del brano.
Gli altri brani -forse- domani sera, che qua s'e' fatto anche troppa lunga la cosa :-)