Panofsky's version

A totally unnecessary Blog

xkcd: Warning

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Barney

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Posted June 29, 2012

L'Olanda in poche frasi

Siccome per lavoro capita relativamente spesso d'andare in Olanda (che per me e' atterrare a Schiphol, arrivare a Leiden e finalmente a Noordwijk[1]), ecco un veloce ritratto dei Paesi Bassi per brevi flash:

Biciclette. L'Olanda e' la patria delle biciclette; esistono parcheggi per biciclette a piu' piani in tutte le stazioni dei treni, e piste ciclabili ovunque, eccetto che in autostrada. Le biciclette hanno sempre la precedenza, forse anche sui pedoni.

Vento. Se non c'e' vento, vuol dire che siete sempre in Francia. D'altra parte i generatori eolici sono diffusi quasi quanto le biciclette, sia in mare che nelle periferie delle citta'.

Natura e paesaggio. L'Olanda e' un paese del tutto piatto, a parte le dune sul mare e qualche colletto sparso qua e la, ma la campagna e' verdissima, ricca di canali navigabili (d'estate) o pattinabili (d'inverno) e di fattorie in cui si allevano mucche, cavalli da tiro e vigogne o alpache. Lepri e uccelli selvatici riempiono i buchi lasciati liberi da anatre e gabbiani. Ah, si: ci sono davvero i mulini a vento, da qualche parte.

Autostrade. L'unico posto dove non circolano le bici, sono dei biliardi gratuiti dove l'unico problema -a volte- e' decifrare i cartelli stradali.

Cibo. In Olanda si mangia benissimo se si ha l'accortezza di non mangiare olandese, escludendo da questa affermazione apodittica l'aringa cruda, che secondo me e' buonissima.

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Bevande. Ci sono la Heineken e la Bavaria, il resto e' roba che non viene considerata "da bere", a meno che non abbia piu' di 40 gradi. 

Motorini. Incredibilmente, in Olanda i motorini si guidano senza casco, anche sulle piste ciclabili, e si puo' pure trasportare un passeggero, anche lui senza casco. Pero' tutti i motorini fanno 40 all'ora e sembrano delle mosche sputacchione.

Persone. In generale gli olandesi sono simpatici ed aperti, a meno che non ci sia una partita di calcio in cui e' impegnata la nazionale Orange. Allora, diventano peggio degli italiani.

Citta'. Splendide, almeno quelle che ho visto -poco- io; molto bene organizzate e con ottimi servizi pubblici. 

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[1] cittadina famosissima perche' c'e' morta Maria Montessori.

 

 

Barney

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Posted June 27, 2012

xkcd: Weekend

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O provate a dire di no...

Barney

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Posted June 26, 2012

To brief, or not to brief: that is the question...

Il beneamato Archivio Caltari tira fuori una analisi sulla neolingua parlata dalla Minetti e le sue amichette durante la stagione del Bunga Bunga, ovvero l'anno scorso, non il Giurassico o il tardo Cambriano...

Le intercettazioni cartacee sono state confermate dai nastri, usciti ancora una volta dai tribunali e dalle aule degli investigatori e prontamente riversati in rete in tutte le salse. Una di queste salse e' questo remix elettronico qua: "Amica chips".

che riprende ed esalta, nella voce della Minetti effettata e robotizzata (ma non e' davvero un po' robot, quella gente la'?), i vocaboli ed i concetti piu' famosi e piu' sconcertanti:

Ti devo briffare

Amica Chips

The boss of the boss

La desperation piu' totale

Il pezzo su Archivio Caltari (AC) e' come sempre ottimo, ne rubo un paio di paragrafi solo per dare l'idea di come si possa sostanzialmente scrivere ottimamente su tutto.

(qua si parla di "briffare", che viene da "brief", un resoconto veloce e rapido):

La velocità, come atteggiamento risolutivo della mancanza di tempo espressa dalla parlata minettiana, attraversa, tramite diversi espedienti linguistici, i due minuti e cinquantacinque secondi della telefonata che a un certo punto ci sembra siano più lunghi. Come se il suo essere sbrigativa e ammiccante fosse in grado di deformare la nostra percezione del tempo tanto da darci l’impressione che Minetti parli per più di tre minuti, che parli per ore, perché lei parla sempre così, ogni giorno, e tutto attorno, il tutto attorno ci parla così. Minetti ci parla quotidianamente e in ogni luogo e noi parliamo lei, la sua lingua, la sua cultura e da questa ci facciamo passivamente parlare. Abitiamo una lingua automatica, distratta, ripetitiva e quindi pericolosa. Fatto che sembra andare a braccetto con la complicità espressa dalle varie forme di anacoluto, dalle varie pause che trasposte in grafia verrebbero trascritte con i puntini di sospensione – il segno di interpunzione che più di tutti esprime allusione – reiterati fino a diventare tic nell’espressione «cioè nel senso…».

Parole sante.

Ancora:

Nicole Minetti va di corsa, è impegnata, ha mille cose da fare e non può certamente finire le frasi, non può mai finire le frasi ma soprattutto non deve finirle mai, e non perché qualcuno gliel’abbia suggerito o addirittura ordinato, ma perché non ne ha bisogno; è tutto un cioènelsenso e la ragazza dall’altra parte del telefono lo sa, lo saprà, e se non lo sa saranno problemi suoi, insomma lo deve sapere in quale senso. «Cioè capirai»: Minetti lo dice non solo perché la sua è una parlata che, procedendo per automatismi e tic, in nessun modo riesce a elaborare una formazione sintattica o lessicale che si distacchi dal già sentito, ma soprattutto perché quella ragazza effettivamente capirà ciò che deve capire e non c’è proprio alcun bisogno di specificare cosa (e se ce ne fosse bisogno non ce ne sarebbe il tempo).

Poi anche AC si sofferma su un particolare dell'intercettazione, molto meno famoso in generale ma non per me, che un anno e mezzo fa scrissi solo di questo. Mi aveva affascinato non il "briffare", non "ne vedrai di ogni", ne' "la desperation piu' totale".

No: ero rimasto assolutamente folgorato dalla scoperta di Simone. Di cui s'accorge anche AC:

Riferendosi poi a un certo Simo lei stessa parla di qualcuno che «c’ha tutta una sua idea delle cose che comunque è quella che possono avere chi non conosce e chi non sa». Quindi è fondamentale sapere per capire. Se sai automaticamente, autisticamente direi, capisci. Sembra non esistere la possibilità in cui sai e non capisci, perché altrimenti non saresti venuto a sapere, se non capissi immediatamente cosa facciamo e di cosa parliamo non saresti «dei nostri» e non si potrebbe ammiccare o essere veloci.

Ma AC non e' curioso come me. Non va a vedere chi e' "Simo". Trattasi sempre dell'ex della Minetti, Simone Giancola. Che e' anche ex della Sara Tommasi, e attuale boyfriend di non ho capito quale altra statuaria bionda (non sicuramente un fisico teorico, a naso...). Il Simo, poveraccio, che scopro oggi essere stato molto, molto colpito anche lui da quelle intercettazioni:

Alla domanda "Perché avete rotto?" Giancola risponde:

"Mi telefonò per dirmi che era dovuta andare a Rimini dai genitori. Ebbene nelle intercettazioni del Rubygate ho letto che quella chiamata me l'aveva fatta dalla piscina di una villa di Berlusconi. Una rivelazione traumatica. Perché, da innamorato un po' ingenuo, avevo sempre relativizzato il peso delle intercettazioni che la riguardavano. Ma, quando ho avuto un riscontro innegabile della bugia, è stato come cadere per terra dal decimo piano".

E allora, parallelamente al decadimento del lessico e della grammatica che queste tizie hanno fatto assurgere a must da inserire nei CV entro le prime sei righe, abbiamo quest'altro lato che a mio avviso e' quello poi peggiore di tutta la storia.

Addirittura a un certo punto s'era capito che alcuni fidanzati delle tizie sapessero delle "feste eleganti", e che spronassero le compagne a farsi fare piu' regali possibile finche' durava la pacchia. Altri, come pare il Giancola qua sopra, venivano infinocchiati dalle telefonate delle fidanzate che millantavano mamme malate a Rimini, mentre si riprendevano dalle serate eleganti ai bordi di piscine brianzole.

Una decadenza ed una ineleganza di modi che viene testimoniato dall'altro elemento caratterizzante delle varie ragazze "eleganti": la chirurgia estetica estrema, massimamente espressa nel canottamento siliconico delle labbra di fanciulle nemmeno venticinquenni che non capisco come si possano credere d'essere migliori con quelle bocche che si sono fatte fare. E culetti ridisegnati, e tette pompate, e lipoqualsiasicosa, filler, botulini, depilazioni dentali e via andare.

Sembra davvero che ci si trovi dinnanzi ai primi modelli di androidi da sesso, un Nexus 6 col cervello di una tredicenne cresciuta a "Grande Fratello", insomma.

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Cioe': l'orlo del baratro era un paio di decine di metri indietro...

 

Barney

 

 

 

 

 

 

 

Posted June 23, 2012

Ho visto la luce, ieri

Due volte.

La prima m'e' successo in un'aula di tribunale.

Un locale che avevo visto solo nei film, con il banco per i testimoni, il cancellino che divide la plebe dagli attori della causa, il giudice, la scritta in stampatello dorato "La giustizia viene amministrata in nome del popolo"... che poi sarebbe un passo della Costituzione, ma subito sopra quella scritta campeggiava un Cristo ligneo di buona fattura e di dimensioni adatte a coprire con l'apertura alare delle sue braccia tutta l'estensione della scritta stessa.

A chiarire che si, il popolo va bene, ma Dio magari di piu'.

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Insomma, ero li' perche' convocato a testimoniare in una causa civile tra due aziende con le quali ho avuto a che fare anni fa. Non avevo alcuna idea del motivo per il quale m'avevano convocato, ma siccome la raccomandata mi rammentava che -nel caso non mi fossi presentato- avrei avuto i Carabinieri sotto casa, e avrei anche dovuto pagare una multa, ho ligiamente provveduto a presentarmi -puntualissimo- davanti all'ufficio del giudice che doveva raccogliere la testimonianza.

Ecco: li' ho iniziato a vedere la luce. Esattamente alle 10,55, mentre con gli occhi scorrevo l'infinito elenco delle cause assegnate a quel giudice, e trovavo la mia causa indicata per le 11,00. Ecco, a quel punto s'e' aperta la porta, ed e' uscita una fiumana di persone ed avvocati.

Quelli della causa delle 9,20.

Nove e venti.

Ed erano le undici...

Bene, la faccio breve: alle 12,30 l'avvocato di non so quale parte ha avvertito me e gli altri due testimoni, come me li' dalle 11,00, che la causa sarebbe slittata o alle 15,00 (ma senza alcuna certezza che poi si sarebbe veramente fatto qualcosa), oppure avrebbero convenuto col giudice uno spostamento piu' sostanzioso. E quindi alla fine della fiera ci siamo lasciati con un arrivederci al 20 febbraio 2013. Per una causa per fatti del 2000, iniziata nel 2009 e per la quale manco i testimoni tecnici iniziali (ossia, io che manco so di cosa si stia dibattendo e gli altri due signori a me perfettamente sconosciuti che come me han perso l'intera mattinata) sono stati sentiti.

Ho quindi avuto la certezza di vivere in un paese che -se amministra cosi' la giustizia- mi posso immaginare come conduce le altre cose. Oh, non che ci fosse bisogno di conferme, sia chiaro...

La sera ho quindi pensato di approfittare dell'evento unico e dell'allineamento dei pianeti, e di andare a vedere "The Blues Brothers", per l'occasione rimasterizzati alla sala grande del Palace Hotel:

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E' stata una piacevole serata, devo dire.

Sia per il film che per l'atmosfera da festa che si respirava nel cinema, pieno a meta' di vecchi rincoglioniti come me  che sapevano a memoria la sequenza dei brani e tamburellavano "Boom boom", "Think",o "Sweet home, Chicago" minuti prima della loro venuta in scena, e aspettavano con Twiggy l'arrivo di Elwood al Motel vicino al Palace Hotel, e giovani tredicenni che si sono genuinamente divertiti alle smargiassate di Jake. Un film che probabilmente non ha impressionato piu' di tanto questi giovanetti, ma che e' stato girato nel 1980 senza effetti speciali. Tutte le ottanta auto che si sfracellano da qualche sulle strade dell'Illinois sono vere, ad esempio.

L'unica nota triste e' stata pensare che moltissimi dei protagonisti sono oramai morti.

Da John Belushi a Ray Charles, da John Lee Hooker a Cab Calloway, passando per la stratosferica Aretha Franklin. Fino a Donald "Duck" Dunn, morto un mese fa.

Matt "Guitar" Murphy e' invece fortunatamente ancora vivo, e suona con noi il suo blues standard. Eccolo, da giovanissimo, che ci suona un boogie da antologia:

 

Barney

 

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Posted June 21, 2012

xkcd: Exoplanets

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Fantastico...

Barney

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Posted June 20, 2012

Aggiornamento sulla Chiesa dei Monaci Diacci marmati degli Ultimi Giorni

E' un periodaccio per i freddofusori E per i petrofissori, e siccome non ho voglia di di spiegare nel dettaglio tutto quel che e' successo in queste settimane, vi rimando ai blog di riferimento, e vi lascio ad una esauriente ed esaustiva cronaca sipcciola degli avvenimenti piu' significativi degli ultimi mesi che trovate qua.

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That's cold fusion, indeed!


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Piezonuclear reactions take place every time you break a stone. Keep it in mind, you moron!

 

Rossi ha comunque -pare- dichiarato che a luglio consegnera' in Europa il secondo impianto. Non c'e' verso di sapere DOVE e A CHI abbia consegnato il primo, ne' l'anno in cui avverra' la seconda consegna, ma sono certo che i Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni sono gia' li' ad aspettare l'epifania. Contenti loro...

 

Barney

Posted June 19, 2012

xkcd: Words for Small Sets

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La relativita' delle quantita' espresse in termini "vaghi"e' uguale in tutto il mondo, pare... La nota contenuta nell'alt-text e' invece un tipico argomento di discussione in caso di stesura di documenti a piu' mani, quando alcune di queste mani sono inglesi o americane. Per il resto del mondo, dopo un punto ci va UNO spazio solo...

Barney

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Posted June 18, 2012

The easy way - Dilbert

Cinica, anzicheno :-P

Barney

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Posted June 16, 2012

Le toilettes sono una cosa seria?

Pare di si.

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Su Archivio Caltari (un sito eccezionale, davvero consigliatissimo) si discetta di segnali che indirizzano maschetti e femminucce nei rispettivi box per i bisognini, e se ne deriva che spesso i segnali sono lo specchio di un maschilismo assai evidente.

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Oltre che rappresentare un problema per i transessuali, i bagni dei locali a volte non risultano immediatamente "allocabili" nemmeno per gli eterosessuali. A meno che non si arrivi all'iconografia spinta pene-vagina, e allora forse ci si arriva:

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Ma l'intero pezzo e' una chicca di informazioni e immagini da tutto il mondo, con le insegne catalogate a seconda di categorie che vedono comunque quasi sempre all'inizio l'immagine del maschio come elemento "universale", e la femmina come variazione (peggiorativa?) di questo schema "normale".

Visitatelo, poi mi rammentate.

 

Barney

 

 

 

Posted June 15, 2012

XXX Vegan Porn (SFW)

Si capisce che c'e' business dietro una qualsiasi iniziativa, quando questa si tira dietro l'industria del porno.

E allora PETA apre un dominio .xxx per "sponsorizzare" il cruelty free style of life. Che sarebbe in pratica il veganesimo. Che in ulteriore sostanza viene qua propugnato da star del porno, senza alcuna immagine porno peraltro (per questo il post e' safe for work). Il che denota un ottimo uso del marketing, checche' se ne pensi del veganesimo stesso.

OK, eccovi il sito. Con immagini che hanno titoli ammiccanti, ma contenuti come questo:

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Musica d'atmosfera, per l'occasione: Elisabeth Fraser voce dei giurassici "Cocteau Twins",  che gorgheggia "Lorelei".

Barney

Posted June 11, 2012

xkcd: Laundry

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C'e' -come sempre, del resto- bisogno di commenti?
(do not forget the alt-text)

:-)

Barney

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Posted June 9, 2012

Potete accendere ceri, fiaccole e raudi fischioni: l'aereo non atterrera'

C'e' una recrudescenza di sbroccate da parte dei seguaci della Chiesa dei Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni, dovuta sia all'assenza di good news da parte dei loro idoli, sia ad attacco concentrato di molti accademici nei confronti degli sfrangitori di granito (alias piezonuclearisti). Se pure io giudico forse troppo pesante il martellamento nei confronti di Carpinteri, Cardone e compagnia (pur non concedendo loro nemmeno il beneficio del dubbio, per come presentano la loro presunta scoperta, non mi par corretto crocefiggerli. Sarebbero bastati due barili di catrame e tante piume), e' certamente piu' circostanziato e verificabile il bombardamento "contro" le LENR e la fusione fredda in tutte le salse che vi pare, piuttosto che il tentativo di difesa Chewbacca dei suddetti adoratori del ghiaccio fusore (maanche fissore). Colgo l'occasione per indurvi a cliccare sul link teste' passato, e a considerare come ci sia assonanza tra "difesa Chewbacca" e "mandarla in vacca", altro tipico comportamento monacense.

E allora e' giunto il momento di far parlare il Maestro incontrastato della lotta alla fuffa, il fisico che spessissimo i fuffari citano -a sproposito- cercando di portarlo verso le loro posizioni (cosa inelegante, essendo il personaggio purtroppo morto da tempo...). Insomma, e' il momento di parlare di Richard Feynman e di Cargo Cult Science.

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Il titolo deriva dalla prolusione iniziale fatta da Feynman alla Caltech nel 1974. Il buon Richard parlava di cattiva scienza e di come questa vivesse spessissimo solo grazie ai desideri della gente. Proprio come succedeva in Africa, quando gli indigeni cercavano di influenzare l'atterraggio degli aerei da trasporto costruendo simulacri di pista e di torre di controllo, e dando vita cosi' a un vero e proprio culto tribale. Ovviamente, nessun aereo si fermava, ma i locali continuavano a sperare che -prima o poi- il miracolo sarebbe avvenuto.

Il discorso e' splendido anche in inglese, ma per i piu' pigri c'e' una ottima versione in italiano che metto qua sotto. Sono cinque paginette veramente notevoli, da una delle menti piu' feconde degli ultimi secoli.

Enjoy:

Click here to download:
Cargo_Cult.pdf (97 KB)
(download)

Barney

 

 

Posted June 7, 2012

xkcd: Shoes

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In effetti, le scarpe con le dita sono inquietanti. Non so se fino al punto da rifiutare l'immortalita', ma magari anche si :-)

Barney

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Posted June 6, 2012

"Non è un paese per vecchi", Cormac McCarthy, Einaudi 2006

Il vantaggio di avere letto un buon numero di libri [1] e' che se ti vien voglia di scrivere qualcosa e non sai di preciso cosa scrivere puoi avvicinarti alla tua parte di libreria (tutti abbiamo una nostra parte di libreria, anche se siamo da soli in casa...), leggere qualche titolo, scegliere un libro e tirare giu' qualcosa.

Stasera e' toccato a "Non e' un paese per vecchi", libro che ha reso famoso anche da noi Cormac McCarthy grazie al film che i fratelli Cohen ci hanno tratto.

Il film e' bello, ma il libro e' un'altra cosa.

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La storia e' semplice: un giovane cacciatore, Llewelin Moss, nel mezzo di una solitaria battuta di caccia nei deserti del Texas, si trova davanti a quel che resta di uno scontro tra trafficanti di droga messicani: auto crivellate, morti ammazzati a bizzeffe, panetti di eroina come se fossero mattoni, e solo un superstite, gravemente ferito. L'uomo trasporta una borsa con qualche milione di dollari, e Moss se ne impossessa credendo d'avere vinto la lotteria.

I "legittimi" proprietari dei soldi scatenano una tremenda caccia all'uomo per recuperare i soldi, in cui ha il ruolo di capo cacciatore un folle assassino a pagamento: Anton Chigurn, che ammazza le sue vittime sparando loro in testa con una pistola ad aria compressa da mattatoio.

A punteggiare le varie sparatorie, la fuga di Moss e la caccia di Chigurn ci sono nel libro le riflessioni di uno Sceriffo prossimo alla pensione che si ritrova a dover seguire il caso, Ed Bell. La fine tragica perseguitera' Moss anche nei suoi affetti piu' cari, e la figura incredibile di Chigurn si stagliera' come impunito ed amorale vincitore su tutto e su tutti.

Lo stile secco e deciso di McCarthy rende la lettura quasi disturbante per come le cose ti vengono sparate in faccia: senza filtro, senza abbellimenti letterari, senza alcun fronzolo. Essenziali nella loro bellezza, le frasi colpiscono la dove devono colpire, come la pistola di Chigurn.

Si fa un minimo di fatica -all'inizio- ad abituarsi ai dialoghi, che McCarthy non evidenzia con apici, lineette o altri segni editoriali: si va a capo, si mette la maiuscola e si inizia un nuovo discorso. E' a volte difficile capire chi sta parlando, ma dopo qualche decina di pagine (se non si conosce gia' lo scrittore) ci si abitua a questo stile del tutto personale. E si scoprono conversazioni assolutamente allucinanti, di una luminosita' quasi tagliente. Ecco un paio di esempi:

Chigurn che riporta i soldi recuperati al trafficante. Siamo nello studio del boss, che chiede:

E lei? Perche' non mi parla dei suoi nemici?

La risposta di Chigurn:

Io non ho nemici. Non permetto che esistano.


O lo stupendo dialogo tra la moglie di Moss e lo stesso Chigurn, che si fa trovare in camera della donna di ritorno dal funerale di sua madre:

Non hai motivo di farmi male, disse.

Lo so, ma ho dato la mia parola.

La tua parola?

Si. Qui siamo alla merce' dei morti. In questo caso di tuo marito.

Non ha senso.

Invece si, purtroppo.

Io non li ho, i soldi. E tu lo sai che non li ho.

Lo so.

Hai giurato a mio marito che mi avresti ammazzata?

Si.

Ma e' morto. Mio marito e' morto.

Si. Ma io no.

...

Tu mi vuoi ammazzare.

Mi dispiace.

 

Il dialogo va avanti cosi, per quasi sei pagine. E nessuna e' inutile, e sino alla fine speriamo che vi sia una deviazione dal binario entro il quale le parole stanno scorrendo sempre meno rapide, sempre piu' rassegnate, ineluttabili.

E sopra tutto e tutti, lo sceriffo Bell che viene fatto pensare piu' che parlare da McCarthy ogni tanto, con capitoli di una o due pagine in cui il vecchio sceriffo, in prima persona, riflette sia sulla vicenda che sta seguendo che sulla vita in generale, sulla vecchiaia, la morte, il progresso e il degrado dei costumi. Questi capitoli si distinguono dal resto anche per l'uso dell'italico come font di scrittura, a tracciare proprio una netta distinzione tra azione e riflessione.

Bell passa sulla storia -del libro, sua personale e dell'America- come il vero protagonista del romanzo, e chiude degnamente la vicenda ricordando amaramente suo padre, e un sogno che su di lui ha fatto dopo che e' morto. Sogno che probabilmente e' metafora della morte che si avvicina al vecchio, ma che non lo coglie ancora, visto che si sveglia per raccontarcelo.

Gran libro, insomma.

 

[1]... e di avere una memoria ancora decente.

 

Barney

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Posted June 5, 2012